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Pesca da Terra -
Beachlegering
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Scritto da NETTUNO
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giovedì 31 maggio 2007 |
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BEACHLEGERING TECNICHE DI PESCA ALLA MORMORA A LEGERING
La mormora è il pesce più insidiato a surfcasting leggero, vuoi ‘per la bonta delle carni, vuoi per la sua massiccia presenza su gran parte dei litorali calabresi .
Vive e si prolifica sulla sabbia ed ama le imboccature dei porti e le foci, che frequenta alla ricerca di anellidi, vermi e molluschi di cui si ciba . La “caccia” da parte dei pescatori e per la maggiore parte da riva, ma in determinati periodi dell’ anno concomitanti con l’aumento delle persone in acqua e quindi di disturbo , si allontana un po’ dalle sponde. Quindi, ecco che viene insidiata anche dalla barca, con il metodo del Bolentino a scarroccio.
BECHLEGERING PESCA ALLA MORMORA DA RIVA - PESCA DI GIORNO
In genere, dalla spiaggia si può pescare sempre, anche se tra il giorno e la notte esiste una grandissima differenza . Va considerato, infatti che di giorno i pesci riescono ad individuare al meglio ami e fili. Per questo motivo dovremmo sempre adottare fili sottilissimi ed ami piccolissimi, considerando, in ogni caso, che l’acqua torbida può essere una nostra valida alleata. Le nostre prede sono pesci che vivono sulla sabbia in gruppi abbastanza numerosi . 
BECHLEGERING PESCA ALLA MORMORA - PESCA DI NOTTE
La notte e il buio tolgono ai pesci buona parte della loro naturale diffidenza e sarà questa la nostra carta vincente . Se poi oltre al buio, ci sarà scaduta di mare, ecco che le difese delle mormore verranno ancora meno. Introducendo la tecnica di pesca notturna, però, la prima norma da osservare e quella di raggiungere la postazione con la luce .
Ciò ci permetterà di osservare le caratteristiche del litorale che ci faranno scegliere il nostro posto. I canaloni, ad esempio,sono riconoscibili per la forma che prende il mare quando è mosso. Cio , traccia una chiara indicazione al profilo della spiaggia e questo sara visibile solo con la luce del giorno.
Anche un deposito di sassolini e conchigliette è un buon segnale che indica riflusso verso terra. In ogni caso, per decidere al meglio dove piazzare i picchetti occorre una vasta panoramiche della zona.

FERRATE SEMPRE SICURE.
I lanci saranno leggermente obliqui rispetto alla corrente in modo tale che i braccioli nella fase di caduta non vadano ad ingarbugliarsi con la lenza madre. Il recupero della preda deve essere lento, anche in presenza di pesci non troppo grandi. La frizione va tarata per contrastare eventuali ultime fughe. Quando il cimino si muove e bene aspettare qualche secondo per una conferma, quindi bisogna estrarre la canna dal picchetto e ferrare.
Non sempre l’entità della toccata corrisponde alla grandezza del pesce allamato. Il tutto dipende da dove si e infisso l’amo se è stato ingoiato o è rimasto nella parte callosa della bocca. Durante il recupero capita spesso di avere la sensazione della slamatura della mormora. Lo sparde , infatti, compie delle vere e proprie fughe verso terra provocando l’allentamento della tensione del filo. Questo fattore con tutti gli altri pesci significa perdita inesorabile, con la nostra rigatina però sarà sufficiente recuperare per rendersi conto della sua presenza .
I PIOMBI
Oggi esistono in commercio piombi bellissimi, lucidi e aerodinamici, con pasturatore incorporato, con kit per colorarli. Malgrado l’importanza di averne più modelli per ogni eventualità e fondamentale avere più misure ovvero più grammature affinché sia possibile aumentare o diminuire velocemente la zavorra . LE CANNE
Per ottimizzare una battuta di pesca alle mormore sceglieremo un’attrezzatura leggera fatta di canne lunghe sui 4 e i 5 metri , dotate di vettini ultra sensibili. Questi pesci difficilmente ci faranno gioire con piegate decise, mostrando, invece leggeri movimenti del cimino a cui seguirà l’immobilità o un ‘allentamento della tensione del monofilo.
Tanto dovrà bastare per farci capire che il pesce è già allamato. Sul mercato esistono cane da beach legering con cimini in fibra intercambiabili , da usare con piombature leggere per la pesca a breve distanza , e in carbonio per zavorre fino a 100 g che consentono lunghi lanci e la garanzia di pescare anche in condizioni di mare mosso. Col mare mosso , solitamente le mormore stazionano distanti dalla battigia, per cui un ‘attrezatura che permette lunghi lanci è indispensabile. Vista l’ imprevedibilità del nostro sparide, conviene sempre pescare con più attrezzi , cercando di sondare le fasce d’acqua vicine, intermedie e lontane.
MULINELLI E TERMINALI
Nella scelta dei mulinelli opteremo per modelli medio grandi capaci di contenere una buona quantità di nylon e con buona fluidità e capacità di fuoriuscita e recupero.
Questo permetterà di effettuare lunghi lanci senza inconvenienti e tranquilli recuperi della preda. Considerando la taglia media delle mormore, caricheremo i nostri mulinelli con monofilo molto sottile, uno 0,25 di ultima generazione. Su questo legheremo uno shock leader del diametro intorno a 0,40, in grado di sopportare grosse sollecitazioni anche con zavorre sui 100 g .
Il terminale sarà lungo circa un metro e mezzo, realizzato con monofilo super dello 0, 18, al quale legheremo un amo fine a gambo lungo del numero 6-8.
L' ESCA MIGLIORE
E’ l'esca migliore per eccellenza per le mormore ed è anche la più usata nel periodo estivo, sia nell’intermedio autunnale e primaverile. L’arenicola è un anellide che vive lungo le nostre coste a pochi centimetri di profondità nei fondali melmosi e sabbiosi. Si presenta di un bel colore rosso cupo con riflessi cangianti, validi di notte. Si compra nei negozi di pesca. Si innesca grazie ad un’ ago lungo circe 20 cm. Quelli più idonei devono essere sottili, con gambo lungo m, nelle misure comprese tra l’8 ed il 4.
QUANDO I PESCI SONO LONTANI
Quando i pesci stazionano lontano dalla riva è fondamentale effettuare buoni lanci. Per fare ciò non basta la tecnica che è fondamentale, ma bisogna essere supportati da attrezzatura adeguata, sfruttata nel modo ottimale. Nel mulinello deve esserci la giusta quantità di monofilo , quella dichiarata sulla bobina e questo deve essere di un diametro sottile, in maniera che fuoriesca nel lancio nel miglior modo possibile.
Il lancio è essenziale nella pesca dalla spiaggia se no determinante. Non basta mandare l’esca a lavorare in acqua , bisogna inviarla là dove c’è il pesce o pensiamo ci sia. Bisogna essere padroni del mezzo , ovvero della canna, riuscendo a sfruttarla al massimo. Ciò non si raggiunge subito, è bene fare delle prove sulla terra ferma, cambiando modello e peso della zavorra e del mulinello. Quando avremo preso padronanza completa, avremo un ottimo punto a nostro vantaggio.
NETTUNO Altre notizie sul Beachlegering QUI |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 17 novembre 2007 )
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Pesca da Terra -
SurfCasting
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Scritto da Administrator
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domenica 28 gennaio 2007 |
IL SURFCASTING SURFCASTING CALABRIA PESCA PESCARE SURFCASTING
 Il surfcasting (letteralmente "lancio sull'onda") è una tecnica di pesca che si effettua dalla spiaggia, con canne capaci di lanciare l'armo (esca e piombo) a distanze considerevoli dalla riva. Questo tipo di pesca nasce nell'oceano atlantico (USA e Francia) ma è stata adattata con successo alle nostre coste.
La pesca Surfcasting nella sua origine oceanica sfrutta l'andamento delle maree, le quali possono produrre, nel loro alternarsi, significative turbolenze sottomarine nei pressi della costa; tali turbolenze, sommovendo il fondale sabbioso con moto circolare, creano una zona particolarmente ricca di cibo, dai microorganismi ad animali di taglia maggiore (anellidi e granchi), i quali sono base dell'alimentazione per i pesci predatori e grufolatori, grandi e piccoli.
Nella versione mediterranea del surfcasting le maree non sono sufficienti da sole a produrre tale turbolenza, pertanto ci si avvale dell'"aiuto" delle mareggiate; osservando il mare aperto in presenza di moto ondoso di intensità apprezzabile si noterà come le onde inizino a "gonfiarsi" tutte nello stesso punto, cioè quando la metà dell'altezza dell'onda è maggiore della profondità del mare in quel punto: è l'inizio del campo da arare con la propria canna, in quanto i grossi predatori, meta ambita più d'ogni altra in questa specialità, si avventurano tra quei flutti in cerca del cibo smosso dall'onda all'impatto col fondo.
E' questo il motivo per cui l'esca deve essere lanciata in prossimità della prima linea dei frangenti, linea che può distare anche 150-200 metri dalla battigia (sebbene di solito si trovi a distanze inferiori, talvolta anche a pochi metri dall'arenile, nel caso di fondali digradanti rapidamente), ragione per cui l'attrezzatura da surfcasting è studiata per lanciare molto lontano.
Nel mar mediterraneo la stagione del Surfcasting va da Ottobre ad Aprile periodo durante il quale le mareggiate portano allo scoperto gli organismi bentonici che costituiscono la base alimentare accumulatasi durante l'estate
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Ultimo aggiornamento ( martedì 29 gennaio 2008 )
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