|
PASSIONE PESCA -
Accessori e Attrezzature pesca »
|
|
Scritto da NANDONE
|
|
domenica 29 aprile 2007 |
Come ogni anno, è mia consuetudine preparare il tutto , in occasione della nuova stagione a venire, che porterà con sè l'avvicinarsi di prede eccezzionali, come Orate di taglia, Pesci Balestra, ma soprattutto i famelici SERRA. A parte tutto ciò che si è verificato questo Inverno nei pressi del pontile, con i vari avvenimenti accidentali, che hanno portato Spigole e Orate a quantità, molti di noi non stiamo aspettando altro che poter catturare prede di un certo spessore Marino, come appunto sopracitato. La cosa fondamentale, sempre secondo il mio parere è quello di controllare tutti i terminali da Serra che si possiede in cassetina, per vederne le condizioni. Una volta appurato che le girelline sono arrugginite, mi accingo a sostituirle, ma ciò comporta secondo la mia tecnica sostituire anche il cavetto da 15 lbs, questo perchè una girella arrugginita nn può , in caso di trazione con preda all'amo, che rompersi perchè indebolita dalla ruggine stessa. Quindi provvedo a munirmi di girelle nichelate che nn arrugginiscono e inizio a divertirmi.  Faccio passare il cavetto nell'occhiello due volte, cosi una volta attorcigliate le spire avremo un asola come in foto da stringere:  Una volta stretta l'asola attorciglio il filo eccedente intorno al cavetto ed inizio con l'accendino a saldarlo:  una volta saldato, chiudo l'estremità con un rivetto in acciaio inox stringendolo, lievemente con una pinza per ottenere il risultato come in foto:  Stesso procedimento si adopera per legare dall'altro capo la girella, ma questa volta si può escludere fare l'asola,vale a dire si passa il cavetto una sola volta ad un estremità della girella saldandolo per poi chiuderlo con un altro rivetto come in foto.  Alla fine otterremo questo:   Queste sono le mie munizioni, come vedete produco cavetti non più di venti centimetri di lunghezza, dopodichè alla girella finale aggiungo uno spezzone da 1,30- 1,50 mt, di 0,40-0,50, che finisce al moschettone che scorre a sua volta sul filo madre. Molte volte ho visto in commercio terminali da teleferica, lunghi 1,50 o anche più costituiti prevalentemente per tutta la lunghezza solo da cavetto d'acciaio da almeno 30 lbs. Questo secondo me non è utile, sia perchè diventa molto pesante, compromettendo il movimento del vivo innescato, e sia perchè molto visibile ad eventuali prede. Di conseguenza una volta aggiunto il nylon, con un doppio nodo sia alla girella del cavetto che allo sgancio rapido, il tutto si unirà al galleggiante. Quest' ultimo lo faccio anche in modo più artigianale possibile, prima però prendo un moschettone a barile, lo passo in un pezzo di fil di ferro, e lo chiudo come in foto:   una volta chiuso il moschettone, infileremo la pallina galleggiante per poi chiuderla anche:   Una volta strutturato in questo modo, lo possiedo indipendente da ogni forma di terminale, da inserire ogni quando si vuole, collegando il terminale attraverso lo sgancio rapido, che si stringe, man mano che la preda allamata tira forzatamente.  L'unico inconveniente che con il tempo si riscontra, è che il filo di ferro adoperato tende ad arrugginirsi, infatti io personalmente per evitare questo inconveniente, consiglio di adoperare filo di ferro guainato con plastica (se ne trova in particolare in commercio di colore verde), oppure una volta fatto il tutto come in foto, fare una spruzzatina di Silicone Spray a tutto quanto, sia sul filo, che sul galleggiante. |
|
Ultimo aggiornamento ( domenica 03 giugno 2007 )
|
|
|
PASSIONE PESCA -
Accessori e Attrezzature pesca »
|
|
Scritto da Administrator
|
|
mercoledì 18 ottobre 2006 |
|
AMI Parlare di ami fra pescatori esperti (o quantomeno che si ritengono tali) è sempre un argomento abbastanza delicato.
Ognuno ha le proprie convinzioni in fatto di dimensioni, forme e marche e ben difficilmente è disposto a cambiare idea su un oggetto che rappresenta l'ultimo punto di contatto fra pescatore e pesce.
Ci limiteremo, quindi, ad un esame delle caratteristiche dei modelli più utilizzati nella pesca dalla spiaggia, lasciando a chi si avvicina solo adesso al surf la libertà di una scelta personale.
Tenendo in ogni modo presente che quanto di seguito esposto può rappresentare un valido prontuario di riferimento.
Nella nostra disciplina, tralasciando per il momento nomi e numeri che vedremo fra poche righe, sono sostanzialmente due i tipi di amo prevalentemente utilizzati: 1) I dritti a gambo lungo e curvatura stretta.
2) Quelli a gambo corto e curvatura larga.
I primi trovano il loro miglior utilizzo con tutti gli anellidi, il cannolicchio ed i filetti di sardina. Insomma con tutte quelle esche morbide che richiedono un ingoio profondo. Il gambo lungo servirà a sostenere l'innesco mentre la leggerezza, la sottigliezza e la stretta curvatura faranno si che il pesce possa tenere in bocca ed ingoiare amo ed esca senza accorgersi dell'inganno.
Il secondo tipo, che può anche essere storto e con punta rientrante ad artiglio d'aquila, si addice ad esche più dure come seppia, calamaro o granchio ed in particolare alla pesca nella schiuma quando, a causa delle difficili condizioni, è più probabile una ferrata superficiale sulle labbra.
Entrambi i modelli possono essere dotati di occhiello o della classica paletta. L'occhiello dovrebbe garantire una tenuta un po' più sicura mentre la paletta dovrebbe danneggiare un po’ meno le esche destinate a risalire parzialmente sul finale.
|
|
Ultimo aggiornamento ( sabato 17 novembre 2007 )
|
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
| | Risultati 57 - 63 di 144 |
|