Bolentino D’inverno

BOLENTINO D’INVERNO La stagione invernale oltre alle affezioni influenzali, per fortuna, porta la pesca a Bolentino. Cio’ non vuol dire che nelle altre stagioni questo tipo di pesca non sia […]

BOLENTINO D’INVERNO

La stagione invernale oltre alle affezioni influenzali, per fortuna, porta la pesca a Bolentino.
Cio’ non vuol dire che nelle altre stagioni questo tipo di pesca non sia praticabile, ma semplicemente che in inverno e’ piu facile trovare i Fragolini, che sono la preda principale del Bolentino, raggruppati in aree limitate e quindi piu’ facilmente catturabili. Non ho mai capito il perche’ di tale comportamento, infatti non dipende da motivazioni derivate dall’accoppiamento, che avviene in primavera /estate, ne’ da ragioni alimentari o ambientali, infatti i Fragolini sono presenti sotto costa anche nei periodi caldi, ma non cosi raggruppati.
Comunque, preso atto di questo comportanento, sfruttiamolo al meglio prima dell’arrivo della primavera.
Le altre speci, da Bolentino, che si possono incontrare in questo periodo sono : Gallinelle (Cocci), Orate, Tanute, Triglie e Scorfani. L’incontro con queste speci e’ pero’ occasionale, nel senso che, ad esclusione di alcune localita’ la loro diffusione non consente una pesca specifica, che ,comunque ,non e’ molto dissimile da quella del Fragolino.

Dove e quando pescare a Bolentino La pesca sportiva e’ basata su due aspetti :

  • Per il Bolentino, la necessita’ alimentare dei pesci che li spinge ad abboccare alle nostre esche,se sono appetibili e presentate con sufficente naturalezza
  • Per la Traina, l’istinto predatorio che scatena un attacco anche senza necessita’ alimentare

Da queste, ovvie, considerazioni discende che, per il Bolentino, dobbiamo cercare il pesce nei luoghi dove usa cibarsi. E qui’ inizia il difficile.
Come facciamo a sapere dove , quando e con quali condizioni ambientali pascolano le varie specie.
Il dove si puo’ ricavare, almeno approssimativamente, dalla letteratura scentifica,infatti esistono, per alcune speci ,articoli che presentano le abitudini alimentari (ricavate da analisi del contenuto dello stomaco) e sapendo di cosa si cibano, basta trovare i luoghi dove sono presenti gli organismi “cibo” per trovare i pesci al pascolo.

Questo teoricamente ,in pratica non abbiamo i mezzi per trovare questi posti, se non in modo molto approssimativo.Infatti si dovrebbero conoscere perfettamente i fondali, le correnti e gli spostamenti degli organismi “cibo” e, comunque, queste conoscenze non ci fornirebbero risposte sicure.
Infatti tutti quelli che praticano la pesca sportiva sanno per esperienza che, senza motivo apparente, il pesce appare e scompare nell’arco di poche ore, in barba a tutte le considerazioni sui fondali, maree, clima ecc.
In altre parole, soddisfatte poche regole basilari,per trovare il pesce occorrone andare a pesca, poi andare nuovamente, poi riandare e cosi via.
Il bravo pescatore e’ quello che,con il pesce sotto la barca non ne perde troppi, quello che trova i posti e’ fortunato. Naturalmente l’esperienza conta moltissimo, se una zona e’ stata pescosa per diverso tempo prima o poi lo sara’ ancora.
Le indicazioni di massima per una battuta a Bolentino si possono riassumere nelle seguenti regole empiriche :

  • L’orario migliore e’ quello a cavallo di un punto d’acqua (indifferente se alta a bassa marea),ma con qualche limitazione.Con correnti troppo forti,per evitare lo scorrimento del piombo o il suo distacco dal fondo, si deve utilizzare una grammatura notevole che mette la lenza troppo in tiro e limita la sensibilita’ e la naturalezza dell’esca.Inoltre mentre una corrente non eccessiva stimola i pesci a cercare le loro prede (sanno per esperienza che la corrente smuove i sedimenti del fondo mettendo allo scoperto i piccoli animali),nel caso di corrente eccessiva l’effetto e’ opposto, i pesci adatti alla pesca a Bolentino,ed in particolare i Fragolini, smettono di andare in caccia.
  • La maggior parte delle catture avviene con sole alto. Il tempo nuvoloso non e’ molto adatto per il Bolentino,ne’ vale la pena di essere in pesca alle prime luci dell’alba,le catture, fino a sole alto,sono minime.
  • Le condizioni del mare influenzano solo indirettamente.Il pesce alla profondita cui vive non si accorge nemmeno dello stato del mare in superfice,ma lunghi periodi di mare agitato possono intorbidire le acque generando una situazione di disturbo che porta alla diminuzione delle catture.
  • Le profondita’ migliori,in questo periodo,sono comprese tra -50 e -70 mt. Non so’ spiegarne il motivo,forse legato alle temperature, la pratica porta a questa conclusione.

Relativamente al tipo di fondale, quelli che offrono le maggiori possibilita sono :

  • Aree circostanti formazioni rocciose o altri rilievi,ad esempio relitti.La presenza di ostacoli crea ripari dove il pesce trova rifugio dai predatori e prede per la sua alimentazione.
  • Buche su fondale di sabbia o fango.Avvallamenti e buche nel fondale hanno funzione analoga ai rilievi.
  • Fondali di “macciotto” (formazioni calcaree per lo piu’ dovute ad accumuli di conchiglie).In questo tipo di fondale vivono numerosi organismi che sono preda dei pesci inoltre la scarsa consistenza di questo fondale consente alle correnti di smuovere i sedimenti scoprendo gli animaletti e rendendo piu’ semplice la caccia.
  • Zone con “Posidonia” (vedi nota). Le praterie di Posidonia sono un ottimo posto per la pesca a Bolentino in quanto frequentate da molte speci di pesce,purtroppo non molto sfruttabili nel periodo invernale perche’ diffuse fino a profondita’ non superiori a -40 mt.

Individuare una di queste zone,purtroppo, non e’ facile,infatti mentre le formazioni rocciose e le buche possono essere trovate con lo scandaglio (Vedi Strumentazione da pesca), per i relitti (poco evidenti perche’ spesso insabbiati), il Macciotto e la Posidonia si hanno notevoli difficolta’ in quanto rilevabili solo con scandagli molto sensibili (quelli a colori) e con una notevole conoscenza dello strumento.
La presenza di Posidonia ,a volte,e’ rivelata da ciuffi di erba attaccati all’amo.
Infine tenete presente che se prendete troppe Perchie la zona non e’ adatta ai Fragolini e Mafroni (Fragolini Bastardi).

Le Esche

Le esche che forniscono i risultati migliori per il Bolentino nel periodo invernale sono :

  • Cannelli (Cannolicchio)
    Hanno il grande vantaggio di conservare quasi inalterata la loro efficacia anche se surgelati e possono essere utilizzati per tutti i tipi di pesce (Fraolini, Orate, Tanute, Scorfani). Una resa migliore si ha montando,sullo stesso amo , un pezzo di Cannello e uno di Verme (Americano).
    Per conservali devono essere leggermente salati e quindi surgelati (senza toglierli dal guscio), separandoli in piccoli gruppi in modo da non doverne scongelare una quantita’ eccessiva.
    Da freschi per conservarli vitali durante tutta l’uscita in pesca e’ sufficente disporli verticalmente in un contenitore con poca acqua di mare (1 o 2 cm).
    Non utilizzate quelli di importazione,riconoscibili dalle dimensioni,che hanno una resa molto inferiore.
  • Vermi

    Hanno tutti rendimento simile. Per le Orate non sono molto adatti. Rendono meglio se associati ad esca bianca (Mazzancolle, Cannolicchio, Gamberi) anche se montata su un altro amo (generalmente quello piu’ in alto,il bianco attira visivamente il pesce).
    Possono essere conservati in frigorifero per diversi giorni e anche surgelati. Se surgelati quando si scongelano perdono tutta l’emoglobina (sangue) e si presentano come un piccolo budello vuoto, pertanto ne serve parecchio per coprire l’amo, a parte questo,hanno praticamente la stessa efficacia del fresco.
    Ricordate che l’Americano fresco va porzionato senza tagliare,ma semplicemente torcendolo altrimenti esce tutta l’emoglobina e perde di efficacia. Al contrario quello surgelato deve essere tagliato perche’ tentando di romperlo con le mani si spezza in parti inutilizzabili.
  • Mazzancolle e Gamberi

    Generalmente utilizzati con i Vermi , sullo stesso amo o su quello superiore. Per i Fragolini non hanno la stessa efficacia dei Cannolicchi e dei Vermi, sono molto adatti a Tanute e Saraghi . Vanno innescati con il guscio.
  • Gamberi vivi

    Ottimi per i grandi Fragolini e i Dentici, non sono attaccati da quelli di misura media o piccola.
    Devono essere innescati sulla coda (per non ledere organi vitali) e sostituiti appena morti.
  • Seppie

    Non molto efficaci ma resistenti,per la loro durata sono utili nell’innesco della “lenza morta” che e’ una canna lasciata pescare da sola e controllata di tanto in tanto (anche se difficile da credere spesso capita che peschi piu’ la lenza morta di quella che utilizziamo).

Anche in questo caso l’innesco puo’ essere completato con una porzione di verme.
Ben diversa e’ la resa se si dispone di piccole Seppioline dette “Occhio di Canna” (non sono riuscito a sapere se sono Seppie piccole o una specie diversa), molto appetite da quasi tutti i pesci (in particolare Dentice Praio e Fragolini di taglia) , ma difficili da trovare (l’innesco andrebbe fatto con l’ago,in modo da passare il terminale all’interno della Seppiolina, facendolo uscire dal cappello, e posizionando l’amo tra i tentacoli).

Condotta in pesca

La scelta tra ancorarsi o scarrocciare non puo’ essere fatta o priori, occorre decidere sul posto in base ai venti, le condizioni del mare e la presenza del pesce.
Appena arrivati fate una o due passate a scarroccio per verificare la pescosita’.
Tranne situazioni molto particolari non e’ detto che i pesci stazionino sempre nello stesso punto, potrebbero essere spostati di poche centinaia di metri, distanza che se ancorati puo’ essere fuori portata.

Scarocciando si posiziona il pedagno appena iniziano le catture e si prosegue fino a che non diminuiscono sensibilmente,si individua cosi’ la zona migliore e, solo a questo punto, si puo’ decidere l’ancoraggio.
Naturalmente nelle giornate ventose, per evitare di scarroccire a velocita’ eccessiva, e’ necessario calare l’ancora galleggiante.
Comunque,personalmente,preferisco scarrocciare a meno che le condizioni del mare non lo impediscano (con mare formato stando all’ancora si balla molto meno in quanto le onde vengono da prua).

Lenze da Bolentino invernale

Nel periodo invernale, a cuasa dello scarso soleggiamento e della maggiore profondita’ di pesca, e’ molto produttivo l’impiego di lenze con perline fosforescenti e delle starlight.

Le perline saranno montate sui braccioli, anche molto vicine all’amo mentre la starlight sul trave (per un esempio vedi il link precedente, non utilizza la starlight sui braccioli perche’ a causa dell’ingombro e del peso potrebbe causare un movimento innaturale).
Si tenga presente che la starlight,una volta attivata, genera luce per un periodo pittosto lungo,sufficicente a coprire diverse ore, mentre le perline devono essere “ricaricate” con frequenza, cioe’ sottoposte ad una luce intensa, altrimenti perdono gran parte della luminescenza.

L’operazione puo’ essere fatta sottoponendole alla luce del Sole,ma per lunghi periodi o meglio sfruttando una sorgente artificiale (lampada). La resa ottimale, per durata della luminescenza, si ha utilizzando un “flash” di macchina fotografica che ha una luce con composizione simile a quella solare e una notevole intensita’,anche se per tempi brevissimi. L’illuminazione deve essere ripetuta ad ogni calata.

La canna

La canna ideale per il Bolentino deve avere il cimino molto sottile e flessibile in modo da segnalare il piu’ piccolo movimento dell’esca. Almeno il 50% della riuscita in pesca e’ nella sensibilita’ della canna.
In particolare per i Fragolini e’ determinante avere una sensibilita’ molto grande, infatti, i Fragolini, hanno l’abitudine di attacare l’esca con piccoli colpetti,quasi ovattati e, molto spesso, mangiano succhiando in modo impercettibile, da qui’ la necessita di una elevata sensibilita’.

Le canne migliori sono in Carbonio,con potenza dell’ordine 60/80 o 80/100 gr e vettino in fibra (piena) , molto, molto sottile. Naturalmente un vettino molto sottile presenta qualche problema di resistenza,ma, quando il pesce e’ in acqua lo sforzo sul cimino non e’ tale da romperlo (la taglia media e’ alcune centinaia di grammi),mentre basta utilizzare un guadino (largo) per evitare il maggiore carico durante il salpaggio che potrebbe essere dannoso (e anche la rottura del bracciolo).

Se il pesce e’ di taglia basta “lavorarlo” con pazienza,la frizione del mulinello andra’ aperta in modo da slittare quando il pesce punta verso il fondo (le tipiche “testate” del Fraolino) e recuperando filo quando ha una pausa. Si impeghera’ piu’ tempo ma e’ piu’ divertente che non un recupero di forza.

Al contrario, la canna con “lenza morta”, dato che fa tutto da sola,non e’ necessario che sia molto sensibile,anzi una dote di robustezza puo’ essere utile per poterla impiegare anche in altri tipi di pesca piu’ impegnativi, ad esempio nella pesca notturna a Sgombri, Maccarelli o pesci Serra.

Mulinello da Bolentino

Il mulinello non e’ necessario che abbia una particolare robustezza, la taglia delle prede e’ normalmente sopportata senza sforzo, mentre, specie per il Bolentino invernale che si svolge oltre i -40/50 mt,fino a oltre -100, e’utile che abbia una bobina di grandi dimensioni (deve accogliere almeno 150 mt di lenza in multifibre) e un buon rapporto di recupero (per evitare di dover girare la manovella come forsennati).
Se acquistate un mulinello avendo gia’ la canna (o viceversa) portatela con voi per verificare se il mulinello si adatta.Molte volte il suo peso non e’ compatibile con la canna o con la posizione dell’attacco. Ne deriva un insieme sbilanciato e faticoso da tenere in mano per ore.

Nota

La Posidonia non e’ un’alga,ma una pianta superiore (fanerogame) con radici, fusto,f oglie, fiori e frutti (simili ad olive e per questo detti “olive di mare”).
Vive, su distese di sabbia e detriti, non oltre -30/-40 mt in quanto necessita di luce per la fotosintesi.E’ una pianta molto importante per l’ossigenazione che produce e per l’effetto di consolidamento del fondo marino.

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