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Autore Topic: LA TELEFERICA - Pesca dei grossi predatori con esca viva  (Letto 18210 volte)
Nonnoroby
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« Risposta #40 il: Aprile 22, 2009, 18:10:36 »

Grazie Enzo per avermi risposto. Purtroppo ho impostato male la domanda, per cui cerco di chiarirla meglio: voglio usare il palloncino non per fungere da galleggiante, ma per spingere al largo l'esca con il favore del vento, in modo che non se ne stia nel sotto riva. Quello che non ho mai capito quando si usa il palloncino come vela, è come e dove vada agganciato (al moschettone che scorre sul trave, direttamente sul pesce-esca, oppure...?)
Ciao
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enzo.
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« Risposta #41 il: Aprile 22, 2009, 18:20:09 »

Se vai qualche post piu'sopra del nostro,c'e' proprio la montatura illustrata per quel tipo di pesca.Praticamente da sostituire a quella col galleggiante,oppure vuoi lanciare il piombo e poi agganciarci quella?
Leggero'la tua risposta domani perche' ho un appuntamento.
Ti saluto e ....scusami nuovamente ok?

Un abbraccio.

Enzo.
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« Risposta #42 il: Aprile 22, 2009, 19:06:29 »

Quello che intendo io è un misto tra pesca col palloncino e teleferica, o meglio è l'insieme di tutti e due.
Per evitare che il pesce esca subisca lo shock dovuto al lancio, lancio con la canna il solo piombo (pesante) il più lontano possibile.
Poi attacco la teleferica col vivo alla lenza madre tramite il moschettone, così il pesce esca viene calato in acqua senza subire lo shock del lancio.
Per fare in modo che il pesce esca non rimanga a gironzolare sulla riva ma vada al largo, vorrei attaccare un palloncino che, fungendo da vela, si tiri il pesce esca al largo, almeno fin dove arriva il piombo. In questo modo l'esca scorre come su un binario, senza andarsene a destra o a sinistra tra le canne degli altri pescatori, e va molto più al largo che se l'avessi lanciata insieme al piombo.
Quello che non so è come e dove attaccare questo benedetto palloncino (presumo al moschettone della teleferica), però chiedevo se qualcun altro che ha già provato questo sistema ha magari trovato una soluzione diversa o più funzionale.
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« Risposta #43 il: Aprile 23, 2009, 09:17:06 »

Ho capito Nonnroby ma io cosi'non ho mai provato anche perche',una volta lanciato solo il piombo e messo in tensione il filo,il pesca esca non ha modo di spostarsi a destra e sinistra proprio per il fatto che il filo e'teso e quindi gli impedisce questo.
Per ottimizzare la tua prova tecnica invece,penso che,sempre dopo aver lanciato il solo piombo e attaccato il moschettone col palloncino,dovresti lasciare l'archetto aperto per far si'che il palloncino raggiunga il largo altrimenti se metti il filo in tensione,con l'angolo che verra'a formarsi fra la cima della canna e il piombo a fondo,non penso che cio'sia possibile.
A presto.

Enzo.
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« Risposta #44 il: Aprile 23, 2009, 10:28:16 »

Penso anch'io che il meccanismo presenti qualche pecca.
Purtroppo i luoghi in cui si concentrano le catture delle grosse lecce amia e delle ricciole brulicano, come puoi immaginare, di pescatori. A volte ci troviamo così ammassati che, per non intrecciarci, siamo costretti a tenere le lenze tese e a lasciare come spazio di movimento all'esca solo la lunghezza del bracciolo!
Alcuni, per portarsi l'esca al largo, si sono comprati quei canottini che vendono ai grandi magazzini e sto pensando di fare anch'io lo stesso (però sono una grande rottura... gonfia... sgonfia....uffa!).
Ma il sistema della teleferica (senza palloncino) dovrebbe comunque funzionare, in quanto l'esca, pur non potendo andare nè a destra nè a sinistra, può perlomeno andare avanti e indietro. Oltre ad evitare lo shock del lancio (usiamo mugginoni di anche 1 kg).
Il problema dell'affollamento invece non sussiste dalle spiagge quando tento la cattura delle spigole: le dimensioni del muggine sono molto più contenute e penso proprio che da quest'anno utilizzerò il sistema del palloncino descritto in modo magistrale più sotto dal grande Davide.
Ciao Enzo.
Roberto
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« Risposta #45 il: Aprile 28, 2009, 18:53:39 »

Nonnoroby
Mi permetto di darti un consiglio, se il tuo problema è di avere un esca a galla a grande distanza senza che pescando tra tante canne ci sia il rischio di impicciarsi il gioco è presto fatto.
Imbobbina un buon 0.50 passaci uno stopper in gomma, infila un galleggiante scorrevole che tenga almeno una 50gr (ottimi quelli a sfera) e lega girella e moschettone a cui collegherai il piombo preferibilmente ad alta tenuta (piramide spike diciamo intorno ai 150gr) ora se davanti a distanza di lancio hai ipotizziamo 15mt di profondità porta lo stopper a 15 mt dal piombo, recupera poi il tutto sul mulo e vedrai che il galleggiante va a battuta sul piombo lancia il galleggiante se la profondità ipotizzata è giusta salirà a galla a battuta sullo stopper, puoi attaccare ora sulla lenza madre un moschettone di generose dimensioni che andrà a fine corsa a battere sul galleggiante, finale di un buon fluor carbon 0.50 con gli ultimi 50cm in cavetto 50lb e il gioco è fatto. Cala l'esca e ora metti legerissimamente in tiro senza far affondare il galleggiante e tara la frizione.
per qualsiasi cosa a disposizione. 
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« Risposta #46 il: Aprile 28, 2009, 20:54:38 »

Grazie, Predatore, avrei ancora bisogno di delucidazioni, ma adesso non posso trattenermi. Riprenderò questo post appena possibile.
A presto
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« Risposta #47 il: Aprile 29, 2009, 11:53:59 »

Allora, Predatore:
se ho ben capito il galleggiante impedisce (o attenua) la discesa del pesce-esca verso il fondo, quindi questo "lavora" tra la superficie e la massima profondità che gli consente la lunghezza del bracciolo. E' così?
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« Risposta #48 il: Aprile 29, 2009, 15:54:19 »

Ciao Roby. Ho capito quello che vuole dire Predator.
Praticamente,lanciando solo la zavorra alla stessa distanza,ma usando il galleggiante scorrevole come segnalatore,andrai a creare un angolo fra l'esca,il galleggiante e il piombo che sara'diverso da quello che si creerebbe usando solo esca e piombo ,e quindi recupererai piu'metri perche'il pesce esca,andando verso il largo,andra'a toccare il galleggiante e ci si fermera' senza rischio di scendere sul fondo perche'non si riuscira'a portare giu'per tanti metri tutta la zavorra e lavorera'quindi in superficie.
Ottimo metodo se non hai vento di terra per poter sfruttare il palloncino e se hai l'esigenza di far lavorare l'esca lontanissimo ma in superficie.




Scusami per l'orrenda immagine ma il succo e'quello.

Dovresti solo perderci un po'di tempo per misurarti il fondo e se Predator mi permette,sostituire il gommino al classico nodo sulla lenza che ti dara'certamente meno attriti nella fuoriuscita della lenza.
Se vuoi,ti posso consigliare anche un buon metodo per misurarti il fondo a grande distanza perdendoci meno tempo, a meno che non lo conosci gia'.

Ti saluto.
Enzo.
« Ultima modifica: Aprile 29, 2009, 16:04:39 da enzo. » Loggato

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« Risposta #49 il: Aprile 29, 2009, 21:42:44 »

ciao enzo sono molto curioso ci illustri la tecnica per misurare il fondo sulle lunghe distanze e magari anche come fare questa montatura con diciamo galleggiante "guardiano"  naber one grazie
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« Risposta #50 il: Aprile 29, 2009, 23:16:57 »

Grazie, Predatore ed Enzo, siete stati chiarissimi. Il disegno, poi, toglie ogni dubbio.
Resto in attesa di conoscere il metodo di misurazione del fondo a lunga distanza, perchè l'unico che conosco è quello della sondina sulla bolognese, a breve distnza.
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« Risposta #51 il: Aprile 30, 2009, 09:52:06 »

Ciao a tutti.
Vi garantisco che non sono il solo a usarlo,pero',se non si conosce proprio il fondo, perche'magari dove si e'andati,e'uno spot nuovo,e'molto piu'sbrigativo rispetto a quello di spostare il nodino sulla lenza un po'alla volta.
Praticamente all'estremita'della lenza,ci si infila un grosso piombo scorrevole e si lega il capo del filo a un grosso galleggiante.
Praticamente alla fine,si deve trovare il piombo sopra il galleggiante.
Fatto questo,si lancia lontano, nel punto dove si desidera pescare e si lascia scendere sul fondo il piombo che, per il suo peso,portera'giu'anche il segnalatore.
Raggiunto il fondo e messo in tiro il filo,si allenta la frizione del mulinello e si cominciano a rilasciare tante bracciate di filo, quante ne bastano per far venire a galla il galleggiante (per il principio di Archimede),avendo cura di contarle e moltiplicarle per la loro lunghezza indicativa.Per la precisione invece, usare come "metro",la distanza fra la bobina e l'anello della canna piu'vicino a essa.
Questa operazione,una volta fatta,la possiamo ripetere anche al "ritorno",magari ogni 10/15 meri dandoci cosi'modo di conoscere quasi con certezza, la conformazione del fondale fra noi e il piombo e magari segnarcelo anche su un pezzo di carta;non si sa'mai ,potrebbe sempre esserci utile .

Cosa importante:al primo lancio,il galleggiante nello scendere,potrebbe non rimanere proprio "attaccato" al piombo,per cui,raggiunto il fondo e chiuso l'archetto,dobbiamo recuperare un po'di lenza fino a che lo portiamo nuovamente il prossimita'del piombo e cominciare cosi' a rilasciare filo.

A presto.


Enzo.

Ah,quasi dimenticavo.Quello schema e'solo la mia interpretazine a quello che ha detto Predator,io non l'ho mai usato ma ,come ho detto prima,se occorre tenere a galla e lontanissimo la nostra esca,puo'essere un ottimo metodo. Per quanto riguarda la realizzazione,a guardarlo, si vede che e'come una semplice montatura con lo scorrevole ma se vuoi Spectr, non ci perdo niente a postare uno di quei miei orribili disegni  one
« Ultima modifica: Aprile 30, 2009, 10:24:26 da enzo. » Loggato

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« Risposta #52 il: Aprile 30, 2009, 10:23:17 »

E' proprio come l'uovo di Colombo: soluzione semplice ma.... bisogna conoscerla!
Bravo, Enzo. Questo permetterà anche di sondare il fondale, che potrebbe tornarci utile anche in altri tipi di pesca.
Se Predatore ci legge, potrebbe eventualmente integrare con altri consigli lo schema da te illustrato.
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« Risposta #53 il: Aprile 30, 2009, 21:51:08 »

enzo hai interpretato benissimo quello che volevo dire quella è la montatura che uso per pescare i serra su alti fondali con esca viva ma ho adoperato questa montatura anche per le lecce e devo dire che mi ha dato molte soddisfazioni, io la uso prevalentemente dagli scogli a Fiumicino patria dei BIG SERRA ma per le profonde spiagge calabre è veramente efficace.
enzo il nodo con filo cerato o filo interdentale è ottimo io uso quello frapponendo tra nodo e galleggiante una perlina che si blocchi sul nodo in modo che il galleggiante non lo scavalchi, ho consigliato gli stopper perchè più alla portata anche per eventuali principianti che vogliono provare.
Devo dire che se pescate in fondali con rischio d'incaglio da parte del piombo consiglio una montatura con piombo a perdere, eventualmente posso dare qualche dritta su come fare. presente
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« Risposta #54 il: Maggio 05, 2009, 18:36:37 »

ragazzi io invece ho un altro tipo di problema: il pesce esca mi ritorna indietro e sta sempre a pelo d'acqua mentre io vorrei che lavorasse molto piu a largo e se possibile a mezz' acqua chi saprebbe indicarmi la tecnica migliore per costruire la teleferica con questa variante??? intanto grazie mille   grazie
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« Risposta #55 il: Maggio 05, 2009, 19:04:55 »

ragazzi io invece ho un altro tipo di problema: il pesce esca mi ritorna indietro e sta sempre a pelo d'acqua mentre io vorrei che lavorasse molto piu a largo e se possibile a mezz' acqua chi saprebbe indicarmi la tecnica migliore per costruire la teleferica con questa variante??? ..........
E' lo stesso problema che avevo sollevato anch'io qualche post più sotto. Adesso siamo in due ad aspettare la soluzione  felice
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« Risposta #56 il: Maggio 06, 2009, 13:32:29 »

Il problema del pesce che rimane nel sottoriva va eseminato partendo da alcuni pesupposti:

1 Tipologia di pesce utilizzato come esca
2 Tipologia del fondale
3 Tipologia di attrezzi e composizione della teleferica.

Partendo da questo abbiamo che alcuni pesci una volta allamati difficilmente prendono il largo altri sono più solerti a cercare la fuga verzo il largo nella prima fascia posso citare la leccia stella e il sugherello all'opposto aguglia e cefalo.

Abbiamo ora da esaminare il fondale più declina rapidamente più il pesce avrà una fuga rapida verso il largo
possiamo nel caso di teleferica classica sioè senza alcuna forma di galleggiante appesantire mediante l'uso di un piombino da una trentina di grammi il moschettone che porta la nostra esca e che correrà più velocemente verso il fondo invitanto la nostra esca a seguirlo.

Tipologia e composizione della nostra teleferica porta a diversi risultati se vogliamo insidiare predatori di superfice possiamo aggiongere galleggianti alla nostra teleferica in modo da sceglier noi l'altezza della nostra insidia come ho spiegato prima quando ho detto come comporre la teleferica "modificata". altrimenti la nostra insidia sarà libera di percorre l'intero traggitto che la porta sino al piombo tante volte è utile qualche sasso lanciato nei pressi del pesce pigro...........
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« Risposta #57 il: Maggio 06, 2009, 23:43:10 »

predatore grazie del consiglio non so se qualcuno ha gia una soluzione a quanto dirò ma ci provo: allora io uso il cefalo e vorrei che lavorasse a mezz'acqua in un porto dove il fondale si aggira sui 7-8 m la gittata del mio piombo sarà intorno ai 40 metri puliti. se metto il piombo sul moschettone rischio che l'esca vada a finire troppo a terra se non lo uso il cefalotto mi resta in superfice e non si allontana uffa aiutatemi a comprendere i vostri consigli magari con un grafico scusate l'ignoranza  naber one naber one
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« Risposta #58 il: Maggio 07, 2009, 09:57:38 »

Ciao Spectr.
Non so se ce la faresti a lanciare a 40 mt senza che l'esca ti voli via ma,prova con un grosso galleggiante scorrevole a palla mettendoci ,in base alla sua grammatura,un piombo a un metro sopra l'esca e facendo una montatura scorrevole in base all'altezza che vuoi.
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« Risposta #59 il: Maggio 07, 2009, 18:11:28 »

enzo scusa ma non è una classica teleferica a parte il piombo che facilita la discesa?? va beh comunque penso di aver capito o almeno credo Cheesy comunque se ci sono varianti non esitate a postarle per i piu inesperti come me vi ringrazio  presente  grazie
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