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Autore Topic: Pesca con la nassa.  (Letto 27568 volte)
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« il: Maggio 26, 2010, 18:08:55 »

La pesca con la nassa, si  pratica per insidiare tutte le specie  che vivono di preferenza nelle zone rocciose, vale a dire a ridosso delle dighe esterne ai porti o nei porti stessi, intorno ai vecchi moli, o le tante tane costituite dai "corpi morti" che si trovano sui fondali delle zone più interne, come la base stessa delle massicciate sommerse.
Teoricamente, potrebbe catturare qualsiasi specie, dai pesci ai crostacei mitili molluschi e cefalopodi.
Basta mettere nel suo interno dei pesci morti e riporla nelle zone sopra citate anche solo per mezzora, e quando si andrà a controllare il più delle volte avremo la nostra esca.




Stanco di spendere soldi in esche, spesso dopo aver acquistato i vermi li tengo in frigo per giorni (o li regalo) perchè causa forza maggiore devo rinviare la battuta di pesca.  Ho pensato di realizzare 4 piccole nasse da posizionare vicino la barca dove ho visto che granchi, paguri e ghiozzi non mancano. Ho realizzato 2 piccole asticelle in legno dove ho fissato una rete, realizzato una bocca d'ingresso e sul retro un apertura/chisura per far fuori uscire le prede. Inoltre in casa di rinvio battuta di pesca posso lasciare le prede/esche in acqua per alcuni giorni.
La misura per rendere l'idea ho messo vicino una penna (non ho un metro a portata di mano












bravo nico, aggiungo un piccolo trucco che usano i professionisti quando calano nasse di nuova fattura: le lasciano a mollo continuativamente per almeno una settimana, non per pescare ma per farvi crescere sopra l'alga, non so come si chiama quella verdina filamentosa e gelatinosa, che serve a mimetizzare la nassa nelle calate successive. c'é solo un piccolo inconveniente: quando riporti a casa la nassa l'alga si asciugherà e l'odore si sentirà da 3 kilometri di distanza, bisogna tenerla all'aperto, ma non si lava e non si deve rimuovere lo strato di alga seccato (diventa bianco) perchè anche quello contribuisce alla mimetizzazione
 presente
Potrei aggiungere che utilizzando le seguenti esche si ha un filtraggio nelle catture:
Granchio schiacciato= Ghiozzo e pesciolini vari;
Cozze (bastano due)= Granchi, paguri e pesci.
Ovviamente i pesci sottomisura vanno rilasciati. Ieri sera con esca granchio sciacciato ho trovato dentro un ghiozzo molto grosso e un paio di pesci che non conosco il nome ma penso ottimi per pesca alla teleferica.
Ritengo che per procurarsi le esche possano bastare due o tre nasse ma vanno controllate almeno una volta al giorno per evitare che le catture (pesciolini) vengano mangiati dai granchi
.
La rete utilizzata ha le maglie molto strette tenuto conto che devono cattuare anche i gamberetti, la lunghezza della nassa è di circa il doppio di una penna e la circonferenza di una penna. I cerghi sono tre, le asticelle sono in legno riciclato, mi appresto a sostituirli con delle bacchette di vetroresina riciclata. Per la bocca di entrata si utilizza la stessa rete della nassa basta rientrarla di 10 centimetri. Il fondo anchesso con un esubero di rete da 10 cm circa chiuso con un filo a cappio in modo che si possa aprire per lo scarico. Scarico fissato con un elastico al fondo. I cerchi metallici che danno una circolarita alla struttura sonoin ferro da giardinaggio (era quello che avevo) si potrà realizzare in ferro zincato. La filosofia è quella di utilizzare materiale di scarto già presente in garage, una cosa d'acquistare e la rete.

Come potete vedere, un magnifico GO (in veneziano) o ghiozzo e un gamberetto che ho prontamente separato in gabbie diverse. Insisto in questo post in quanto è una soddisfazione non acquistare le esche tenuto conto che all'ultimo minuto si possa decidere la battuta di pesca. A Venezia è in uso tenere legata alla barca un cesta/gabbia dove si tengono le "macchiarelle" altro termine utilizzato per il ghiozzo. La tecnica è quelladi svuotare la piccola nassa e di controllarla almeno una volta al giorno.



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« Ultima modifica: Giugno 03, 2010, 10:40:47 da ^ALFIO^ » Loggato

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