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Autore Topic: IL SURFCASTING ...questo sconosciuto - 6 - il senso dell'acqua  (Letto 3946 volte)
danieleesposito70
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« Risposta #20 il: Novembre 17, 2009, 17:50:39 »

ciao a tutti,conoscete le spiagge del catanese?sopratutto la famosa playa?se nn ho letto male dalle lezioni di oltremare è una spiaggia a bassa energia,dpo tutto quello che ho letto non vedo l'ora di andare a mettere in pratica tutto cio,comunque volevo chiedervi se mi potete consigliare l'orario o cmq il momento delle 24 ore piu propizio per insidiare qualche bel mostro!!!

ciao usenti i momenti migliori nell arco della giornata di solito sono le ore a cavallo dell'apice di alta marea ovvero da 3 ore prima a 3 ore dopo e non sono da sottovalutare l'alba e il tramonto...... naber one


Ciao
forse farò una domanda cretina ma perdonatemi: sono un neofita che cerca di imparare qualcosa sul surf casting.
Ebbene, c'è qualche sito dove consultare una tavola delle maree (magari con la possibilità di inserire il tratto di costa interessato) e, soprattutto, come la si  deve interpretare?
Mi rferisco al fatto che le tavole delle maree che ho finora visto sulle riviste specializzate, citano naturalmente solo le città più importanti...
Come fare per avere un riferimento per la costa compresa tra Praia (CS) e Maratea (PZ), ovvero gli spot dove vado io?

P.S.: gli argomenti di Oltremare sono diventati il mio abecedario... Complimentoni

Vi ringrazio anticipatamente
 pesc alago
Buona vita
Daniele
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« Risposta #21 il: Novembre 17, 2009, 23:49:57 »

Ciao Daniele
non riuscivo a vedere il tu intervento in quanto è rimasto all'interno della citazione che hai fatto.
Intanto grazie per i complimenti e poi non hai fatto assolutamente una domanda cretina in quanto in quanto si ritiene quasi universalmente che le varie fasi di marea possano influenzare l'attività dei pesci.
Purtroppo le tavole di marea sono riferite ai principali porti e località italiane. Nella nostra regione se non ricordo male si sono solo le tavole riferite a Villa S.G. e Tropea. Anch'io ho lo stesso problema e se voglio calcolare i picchi di marea della mia città faccio un media fra il porto più a est e quello più a ovest. Nel tuo caso fra sud e nord. Avrai così un dato abbastanza attendibile anche se calcolato con un metodo empirico. D'altronde i pesci non vanno in giro con l'orologio sulla coda felice
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danieleesposito70
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« Risposta #22 il: Novembre 18, 2009, 08:16:42 »

Grazie Oltremare
mi dici solo un'altra cosa:
conosci qualche sito (relativo alle maree) che possa consultare?
Ti ringrazio anticipatamente.

P.S.: i complimenti che ti ho fatto non sono assolutamente "di facciata". Nascono dal fatto che i tuoi scritti catturano l'interesse del neofita (come me) ma anche di chi pratica  e conosce il surf casting da tempo..., sia per la semplicità di come sono esposti, che per il contenuto. Continua così...

Buona vita
 pesc alago
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« Risposta #23 il: Novembre 18, 2009, 09:27:29 »

Ciao Daniele
il regolamento non permette di inserire dei link.
Comunque è semplicissimo, devi andare su qualunque motore di ricerca e digitare "tavole di marea" avrai solo l'imbarazzo della scelta.
Caiao
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« Risposta #24 il: Novembre 23, 2009, 20:24:59 »

ma quando il mare è calmo e si vedono in superficie tratti  con diverse tonalita' quasi come se ci fosse passato da li una barca qualche minuto prima.....cosa significa?.......per caso sono correnti?Huh? .........se si,per chi fa paf, quei tratti li possono essere punti da tenere in considerazione?spero di essere stato chiaro.
P.S. in riferimento al bel post di oltremare.....ora non ho tempo.....ma quando ne avro.....vorrei dire anche la mia  grazie
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« Risposta #25 il: Novembre 23, 2009, 23:23:20 »

Ciao Nemo la differenza di tonalità probabilente è dovuta alla diversa profondità del fondale marino o alla diversa conformazione dello stesso. Son convinto che tutte le variazioni del fondale possano costituire dei punti interessanti in cui posizionale le nostre esche, magari quella differenza di colore rappresenta un salto batimetrico non indifferente.
Ciao e attendo i tuoi commenti
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« Risposta #26 il: Dicembre 18, 2009, 21:29:00 »

Ciao Oltremare,
ti pongo una domanda forse un pò ingenua:
per evitare di imbrogliare i finali, inconveniente che ha la conseguenza di aver tenuto in acqua le esche a fare il bagno anzichè il loro compito, dovremmo lanciare leggermente in diagonale rispetto alla corrente in modo che questa ci disponga i terminali più o meno perpendicolari al trave....giusto ?
Il punto è questo come riconoscere la direzione della corrente ?
Dalla direzione del vento?
Dalla direzione delle onde?
Dalla increspatura superficiale?
E tenendo conto che le esche sono posizionate al fondo, dai 2 ai 4 metri in genere, troveremo la stessa condizione di corrente?
Scusa l'ingenuità della domanda...
P.S. te li fanno tutti e voglio partecipare anch'io....complimenti perchè difficilmente si trovano esposizioni di argomenti come le tue, è un piacere leggerti oltrechè istruttivo
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« Risposta #27 il: Dicembre 19, 2009, 14:17:49 »

Ciao Vince e benvenuto su calabria pesca on line. Ti invito anzitutto a fare la tua presentazione nella sezione apposita, raccontandoci un pò di te e di quello che ti interessa nell'ambito della pesca.http://www.calabriapescaonline.it/home/forum/un_saluto_a_tutti_i_nuovi_arrivati-b3.0/

Veniamo ora alla domanda specifica. Valutare la direzione della corrente non è poi così semplice ed intuitivo come può sembrare. Generalmente, come dici tu, ci si basa sull'osservazione della direzione delle onde e del vento ma a volte questo non è sufficiente in quanto le correnti sottomarine possono essere completamente diverse da quelle osservate in superficie. Ma non avendo metodi scientifici a portata di mano possiamo basarci solo sull'osservazione dell'aspetto superficiale, correggendo poi il tiro se le valutazioni fossero errate. Si potrebbe comunque fare dei lanci con un piombo sottodimensionato e vedere in che direzione viene trasportato dalla corrente. E' comunque difficilmente valutabile ciò che realmente succede la sotto anche perchè entro una certa distanza, variabile a seconda dello stato del mare, oltre alla corrente primaria, vi è anche quella di ritorno e altre ancora per cui spesse volte angolare la direzione di lancio non è sufficiente per cui occorre intervenire sui calamenti e terminali.
Ciao
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« Risposta #28 il: Dicembre 19, 2009, 21:04:33 »

Ciao Oltremare,
scusami.... ho provveduto alla presentazione.
Mi hai dato conferma su quello che ipotizzavo anch'io, infatti è molto difficile inquadrare da subito l'angolazione del tiro e visto che, come di solito faccio io inizialmente, con tiro angolato rispetto al vento (quando c'è...in assenza di questo osservo il movimento superficiale) non sempre elimino l'inconveniente dell'attorcigliamento del finale sul trave, sicuramente come dici tu le correnti secondarie a volte seguono un altra direzione.
Quando sono sulle spiaggie di Marinella o Marina di Carrara/Massa osservo sempre la direzione del vento segnalata sulle bandiere poste sui pennoni dei bagni e lancio di conseguenza, se fosse di fronte ne lancio una a destra e una a sinistra....poi mi regolo di conseguenza a quello che trovo sui calamenti al primo recupero (che è sempre veloce anche per accertarmi sulla presenza di granchi).
Se sono a pescare in zone senza stabilimenti balneari porto con me una fettuccina che lego al treppiede o picchetto.
Grazie e un saluto
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« Risposta #29 il: Gennaio 04, 2010, 21:17:36 »

Ciao Nicola, dopo aver letto e riletto per migliaia di volte questi magnifici post, volevo farti anche io una domanda... in una tua risposta, hai parlato di fondo chiuso, e fondo aperto giusto?
Potresti approfondire meglio, come fare a riconoscere un fondo chiuso da un fondo aperto?
E poi un altra cosa... come si fa a prevedere, durante una mareggiata, dove si creerà un fondo aperto?
Sò, che i fondali che frequento io, sono di difficile interpretazione, dato che sono molto fondi da subito, ma durante le mareggiate, qualcosa si riesce a vedere.
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« Risposta #30 il: Gennaio 04, 2010, 23:54:43 »

Ciao Nicola, dopo aver letto e riletto per migliaia di volte questi magnifici post, volevo farti anche io una domanda... in una tua risposta, hai parlato di fondo chiuso, e fondo aperto giusto?
Potresti approfondire meglio, come fare a riconoscere un fondo chiuso da un fondo aperto?
E poi un altra cosa... come si fa a prevedere, durante una mareggiata, dove si creerà un fondo aperto?
Sò, che i fondali che frequento io, sono di difficile interpretazione, dato che sono molto fondi da subito, ma durante le mareggiate, qualcosa si riesce a vedere.

Ottimo!!
Mi associo alla domanda di etfreaky (ma è un nome impronunciabile..... blalordito)
Ciao

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« Risposta #31 il: Gennaio 05, 2010, 08:15:42 »

E' un fenomeno che interessa, tanto per cambiare, molto di più le spiagge a bassa energia, cioè quelle con poco fondo anche se può accadere di riscontrarlo anche in quelle profonde. Ovviamente si parla di fondo sabbioso. A me è capitato una volta in una spiaggia della Toscana e pochissime volte qui in Liguria dove pesco abitualmente. In poche parole, una volta lanciato il piombo si cerca di mettere la canna in tensione ma non c'è verso in quanto sembra di avere sotto un piombino da 50 gr. In definitiva la zavorra non si affossa e non offre quell'appiglio necessario per lo svolgimento della nostra azione di pesca. A prescindere dai problemi di tenuta, l'altro grosso handicap è che la mareggiata non produce effetti in quanto il fondo si comporta come una lastra di sabbia e non si innesca la catena alimentare con la messa in circolo di anellidi e organismi vari. Prevedere e spiegare le cause di questo fenomeno poi pare che sia impossibile, tanta gente infatti preferisce levare le tende si aper la difficoltà a stare in pesca che per la sterilità del sito. 
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« Risposta #32 il: Gennaio 05, 2010, 10:02:15 »

 Ok, ho capito un pò meglio cosa significa, e cosa è.... ovviamente solo l'esperienza mi porterà a dire... qui c'è un fondo chiuso...qui c'è una forte corrente....
Ma quindi, un fondo misto, si comporta come un fondo chiuso, dato che la corrente non ce la fa ad alzare i ciottoli, e quindi non si innesca la catena alimentare con la messa in circolo di anellidi e organismi

Grazie mille Nicola... come al solito disponibile.
P.S. questo topic lo leggo e lo rileggo, ed ogni volta c'è qualcosa di nuovo che riesco a capire... è come quando vedi un film più e più volte, la prima volta credi di averlo capito tutto fino in fondo, la seconda volta, inizi a cogliere anche alcuni particolari, e così via per le volte successive.
E' da poco che pratico questo tipo di pesca, ma ora posso dire anche io, che di articoli come questo, nel web, e nelle riviste, NON se ne trovano. Ancora complimenti.
« Ultima modifica: Gennaio 05, 2010, 11:08:57 da etfreaky* » Loggato

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« Risposta #33 il: Gennaio 05, 2010, 11:09:48 »


Ottimo!!
Mi associo alla domanda di etfreaky (ma è un nome impronunciabile..... blalordito)
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« Risposta #34 il: Gennaio 05, 2010, 16:07:18 »

Non sempre le spiagge a bassa energia offrono pavimentazioni sterili...
Spesso è proprio su spiagge basse che la forza delle onde inizia una opera di apertura più rapida,ed il più delle volte sugli spot con fondali molto bassi si hanno delle vere e proprie opere di sbancamento,che rendono la mareggiata inaffrontabile...
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« Risposta #35 il: Gennaio 06, 2010, 01:23:03 »

Ok, ho capito un pò meglio cosa significa, e cosa è.... ovviamente solo l'esperienza mi porterà a dire... qui c'è un fondo chiuso...qui c'è una forte corrente....
Ma quindi, un fondo misto, si comporta come un fondo chiuso, dato che la corrente non ce la fa ad alzare i ciottoli, e quindi non si innesca la catena alimentare con la messa in circolo di anellidi e organismi

Grazie mille Nicola... come al solito disponibile.
P.S. questo topic lo leggo e lo rileggo, ed ogni volta c'è qualcosa di nuovo che riesco a capire... è come quando vedi un film più e più volte, la prima volta credi di averlo capito tutto fino in fondo, la seconda volta, inizi a cogliere anche alcuni particolari, e così via per le volte successive.
E' da poco che pratico questo tipo di pesca, ma ora posso dire anche io, che di articoli come questo, nel web, e nelle riviste, NON se ne trovano. Ancora complimenti.
Ciao Manu
Un fondale misto si chiama così perchè c'è la presenza contemporanea di scoglio e sabbia. Logicamente su un fondale totalmente roccioso sarebbe impossibile pescare. Su quello misto c'è comunque sempre dellla sabbia a muoversi e quando si opera in questi ambienti si cerca sempre di centrare le chiazze sabbiose.
Comunque, se tu frequenti spiagge profonde il fenomeno del fondo chiuso, come ho già detto, si riscontra pochissime volte.
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« Risposta #36 il: Gennaio 06, 2010, 01:31:01 »

Non sempre le spiagge a bassa energia offrono pavimentazioni sterili...
Spesso è proprio su spiagge basse che la forza delle onde inizia una opera di apertura più rapida,ed il più delle volte sugli spot con fondali molto bassi si hanno delle vere e proprie opere di sbancamento,che rendono la mareggiata inaffrontabile...
Ciao Saragone
mi pare che nessuno abbia detto che le spiagge a bassa energia siano sterili. Io ho affermato che le spiagge basse sono più soggette di quelle profonde a questo fenomeno e quando si trova una condizione di "fondo chiuso" non si innesca la catena alimentare proprio perchè la sabbia risulta compatta e non si apre sotto l'azione delle onde. In queste condizioni, dove anche piombi pesanti e da tenuta scivolano senza far presa e con la prospettiva che non ci sia pesce in giro perchè non attirato da nessun movimento sul fondo, sarebbe più conveniente cambiare spot o chiudere le canne.
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« Risposta #37 il: Gennaio 06, 2010, 13:09:32 »

Dipende tutto dalla forza del mare...
Se le frangenze sono sufficentemente prestanti per allentare il fondo,il linea teorica è proprio sulle spiagge basse che il fondo verrà scosso in tempi più brevi e con una minore forza marina richiesta rispetto ad un fondale elevato,tenendo presente poi che la parte interessata alla dissepoltura dei microrganismi e prettamente superficiale (perchè i molluschi non si intanano a profondità superiori a roba di centimetri,così come granchi e bivalvi che costituiscono una grande percentuale di cibo per i pesci )spesso si ha una fase di levata molto proficua proprio su spiagge con fondo medio/basso.
Ovviamente io parlo ad esperienze riferite alle mie zone di pesca,che comprendono il litorale laziale e parte di quello toscano...
E' vero che la granulometria di una spiaggia bassa è in genere molto fine e tende a compattare molto prima rispetto ad una grana media,questo rende più difficoltosa l'azione di pesca fin quando il fondo non si allenta quel minimo necessario,ma da qui a dover smontare e andasene a casa ne passa un bel pò!
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« Risposta #38 il: Gennaio 06, 2010, 13:17:15 »

Il fondo chiuso, non è un fenomeno che caratterizza tutte le spiaggie a bassa energia, ma ci possono essere determinati tratti marini, dove in quel momento il fondo non viene smosso, e si comporta come una lastra di sabbia, è in questi casi, che conviene cercare un altro punto in cui pescare, magari con fondo aperto.
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« Risposta #39 il: Gennaio 06, 2010, 17:18:54 »

Ma tu come fai però a capire subito se il tratto dove sei si aprirà nel corso delle pescata o rimarrà compatto al punto da non consentire sbanco da parte delle frangenze?
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