PESCA E AMBIENTI MARINI

PESCA E AMBIENTI MARINI Così come nella pesca in acque dolci anche nella pesca in mare, Madre Natura ci offre ambienti diversi e ciascuno va avvicinato e frequentarlo con conoscenza […]

PESCA E AMBIENTI MARINI

Così come nella pesca in acque dolci anche nella pesca in mare, Madre Natura ci offre ambienti diversi e ciascuno va avvicinato e frequentarlo con conoscenza e con il desiderio di “viverlo” per quello che è senza che la nostra presenza diventi eccessivamente dissonante e disarmonica.
Non dimentichiamo mai che il buon pescatore sportivo si adegua all’ambiente che frequenta, cerca con intelligenza quasi di “mimetizzarsi” in esso. Ciascuno offre specie ittiche diverse, o che hanno abitudini legate proprio a quel genere di habitat: a tutto ciò devono adeguarsi anche le tecniche di pesca che di volta in volta adottiamo.
Vediamo di compiere una svelta panoramica sugli ambienti più importanti che si offrono a chi voglia pescare in mare.

Dove finiscono i fiumi:

LE FOCI

La foce è il punto d’incontro del fiume con il mare, e il rimescolamento delle acque dolci e acque salate da vita a un ambiente ricco di cibo e quindi di fauna.

■ Le foci create da brevi e impetuosi torrenti sono strette e profonde, da bassifondi fango-sabbiosi si passa rapidamente a fondali di sabbia fina mescolata a ghiaia e a detriti di varia nalura e provenienza.

Quando la bassa marea lascia scoperte fasce di sabbia o fango, in esse rinveniamo vermi, gamberi e vongole, che attraggono banchi di cefali e passere. Nella parte più esterna della foce l’acqua si fa rapidamente piu prolonda e l’aumentata salinita favorisce la crescita di alghe brune; negli anfratti rocciosi si rintanano intere colonie di granchi, mentre nelle zone sabbiose sono di casa organismi anche minutissimi.

Qui, gronghi, razze chiodate e labridi sono a loro agio, e branzini e cefali sono ospiti di passaggio. Nei periodi delle migrazioni capitano in questi ambienti anche salmoni e trote di mare, le fario si soffermano anche a lungo nelle zone piu tranquille. Come sappiamo, tecniche di pesca ed esche vengono selezionate in funzione dei pesci che abbiamo deciso di catturare.

A spinning: da molli, argini, dalla barca o dalle rocce, sempre dove i fondali si presentano profondi. Attenzione: questa tecnica, in ambiente di foci, offre buoni risultati soprattutto in condizioni di alta marea.

Surf-casting: ai margini dei punti più profondi dove c’e cibo abbondante anche per i residui che i pescherecci lanciano in mare. Qui è possibile catturare i gronghi. Attenzione: è necessaria un’attrezzatura robusta con un finale di acciaio; per esca, pesce intero. Razze e branzini si possono catturare utilizzando come esca sempre il pesce intero, ma se peschiamo alquanto
lontano dalla costa e dunque a profondità maggiori, occorre utilizzare una canna da surf-casting leggera con portata di lancio di 70-90 metri.

Vicino a riva le prede più comuni sono cefali e passere. Tentare con la pesca a fondo o a lancio, a seconda dalla profondità dell’acqua in condizioni di alta marea. A fondo le esche saranno pane, vermi, mais e anche pasta cotta. Nella pesca a lancio, la tecnica che prevede il verme innescato su un amo singolo posto prima di un cucchiaino è ideale. Effettuato il lancio, .si lascia affondare l’esca fino a toccare il fondo, poi si richiama lentamente il cucchiaino. Attenzione: ai primi tocchi del pesce non si deve ferrare subito, ma solo quando la canna si sarà incurvata decisamente. Si possono praticare queste tecniche anche dalla barca.

Le foci dei fiumi, ambienti particolarmente ricchi di detriti organici e plancton, rappresentano zone di pascolo per molte specie, marine: gronghi, ghiozzi, anguille, sgombri…

Nelle foci molto ampie, dove la corrente del fiume si fa piu pigra, viene a crearsi un ambiente ideale per il plancton e per numerose specie di granchi, molluschi e vermi. Si determina così una ricca catena alimentare che vede intervenire rombi, sogliole, branzini e piccoli merluzzi che potranno essere pescati sia da riva sia dalla barca.

La mormora può essere insidiata dalle spiagge. Si usano tutti i tipi di vermi anche se l’arenicola è quella che offre i risultati migliori; bene anche i filetti di sardina e le striscioline di calamaro. Inutile pasturare.

Dove finisce la terraferma…..

LE COSTE

La natura delle coste mediterranee in generale e italiane in particolare varia notevolmente: a seconda delle zone, infatti, troviamo sabbia, sabbia e ghiaia, ciottoli, rocce.

La spiagge di ciottoli scendono rapidamente in acque profonde. Di solito, corrispondono ai punti più esposti della linea di costa. La prima fascia è piuttosto inospitale per i pesci – sono pochi gli organismi in grado di vivere tra sassi incessantemente mossi dalle onde. Pertanto, i pesci non vi trovano il cibo. Nella fascia successiva i ciottoli cedono a un fondale più saldo, generoso di piccoli pesci e di granchi. Quindi, la fascia più frequentata dai pesci si situa tra i 20 e i 50 m da riva. Attenzione: da queste spiagge i lanci sui 100 metri danno risultati positivi solo nelle giornate di vento giacchè il mare mosso allontana i pesci dai punti piu prossimi alla riva.

■ Si incontrano spesso spiagge a mezzaluna, incorniciate da alture e promontori, un rifugio naturale per molte creature del mare. In situazioni di bassa marea è possibile localizzare fondali sabbiosi tra 30 e 70 m da riva, dove si sedimentano sostanze organiche che creano un ambiente favorevole alla pesca.

■ Ci sono poi coste scabre e rocciose, che offrono una grande pescosità soprattutto nei canali che rimangono parzialmente scoperti a bassa marea: in essi affluisce in continuazione una pastura naturale per l’azione delle maree. Sono frequentati da saragi, branzini, gadidi, gronghi e, nei punti di maggiore ampiezza, anche pesci piatti, razze, cagnesche.

■ Le spiagge battute da onde di notevoli dimensioni sono l’ambiente giusto per il surf-casting. I momenti migliori sono quelli successivi alle violente perturbazioni, quando per un paio di giorni i fondali vengono mossi e “rovistati” dalle onde. Attenzione: i pescatori esperti sono soliti lanciare oltre il terzo frangente giacchè la parte compresa tra questo punto e la riva ospita granchi, molluschi e piccoli pesci.
Frequenti perciò passere, sogliole e piccoli rombi. Si dovrà attendere la notte per branzini e orate.

■ Degne di interesse sono le formazioni rocciose che si protendono verso il mare: i promontori. Tagliano in due le onde creando spesso giochi di corrente la cui azione nel tempo ha creato grotte e archi naturali che attirano numerosi pesci. Sono punti che possiamo facilmente individual in condizioni di bassa marea.

Avvincente la pesca da scogliere a picco sul mare, le quali rappresentano una sorta di preludio alle acque veramente profonde, l’ambiente di numerosissime specie. Talvolta si può lanciare dalle sommità di questi prolungamenti di terra, in altre occasioni alia pesca si deve abbinare… l’alpinismo e scendere lungo stretti canaloni o creste rocciose per raggiungere i punti utili alla pesca. Inutile dire che in questi casi la prudenza è di rigore.

Anche moli, dighe e imbarcaderi si offrono come eccellenti postazioni di pesca, dato che quasi sempre sovrastano acque sufficientemente profonde. In presenza di fondali sabbiosi insidieremo pesci piatti, piccole razze e qualche volta anche i branzini. Se invece la zona è prevalentemente rocciosa, le prede potenziali saranno gronghi, labridi e sparidi, e anche sgombri e squali.

Esistono due specie di triglie: la Mullus barbatus vive nei fondali fangosi e sabbiosi, mentre M. surmuletus è tipica dei fondi rocciosi o ghiaiosi. Per entrambe le specie si possono utilizzare esche quali vermi, crostacei, molluschi, ma provate anche le pesche, tagliate a pezzettini. Oltre all’ambiente, la lunghezza dei barbigli e l’uniforme colorazione rosata permette con sicurezza di distinguere la triglia di fango da quella di roccia.

La pesca al largo

Se si dispone anche soltanto di una piccola imbarcazione, abbiamo la possibilità di trovare ottimi campi di pesca: bassifondi sabbiosi, canaloni scavati dalle correnti, e via discorrendo.

Nelle zone dove i banchi di fango e di sabbia sono relativamente stabili, grazie all’abbondanza di cibo e alla tranquillità dell’ambiente, abbondano branzini, merluzzi, pesci piatti, piccoli squali, razze e altri pesci ancora che utilizzano questi ambienti come zone di pascolo.

■ Anche le zone a forti azioni di marea costituiscono punti di raduno per i pesci, data l’elevata presenza di microrganismi e di granchi, molluschi, vermi e piccoli pesci – animali che costituiranno anche le esche migliori.

■ A ridosso di isole e promontori si creano zone di acqua non soggetta ai giochi del flusso e riflusso così, vi si concentrano molte sostanze in sospensione. Qui molti pesci riposano aspettando che il cibo venga sospinto dalla marea. Ecco allora che per lorb basta un guizzo, un colpo di coda, e afferrano la preda. Poi ritornano rapidamente in acque tranquille nell’attesa che la corrente sospinga un nuovo e ignaro boccone.

Un altro ambiente assai disponibile alla pesca sportiva in mare è costituito dagli stretti. Se per esempio due isole sono sufficientemente vicine fra loro formano una sorta di sbarramento naturale che incanala l’acqua nel tratto che le divide.

Questo flusso di corrente scava un profondo avvallamento sul fondale, e in esso finisce con il concentrarsi una notevole quantità di detriti che a loro volta attraggono numerose specie di pesci.

Ancora più al largo, scogli isolati, torrioni di roccia sommersi e secche meritano una vista essendo regolarmente frequentati da gronghi, scorfani, talora cernie, branzini, merluzzi. Attenzione: qui la tecnica giusta è quella a fondo.

I bassi fondi sabbiosi al largo sono tra gli ambienti migliori per insidiare pesci raiformi nonchè passere, rombi e sogliole. Attenzione: si tratta di aree che divengono pescose solo in taluni periodi della giornata, in situazioni o di bassa o di alta marea altri a seconda della loro esposizione alle correnti.

L’esca migliore è costituita da ghiozzi, filetti di sgombro e ammoditidi. Le diverse specie che si trattengono su questi fondali occupano di solito spazi differenziati: i nuotatori più abili quali branzini stazionano ai brodi del banco; i pesci piatti preferiscono il centro mentre nella zone più profonde troveremo le razze.

■ Altri luoghi in cui si verificano interessanti concentrazioni di pesce sono i relitti affondati, che possono essere paragonati a scogliere artificiali. Di solito si trovano distanti dalle coste e a profondità non indifferenti: quindi è necessaria una giusta attrezzatura (scandagli) per localizzarli. Pescheremo ancorati o lasciando la barca alla deriva e le nostre prede saranno gronghi, sciami di sparidi, scorfani, corvine e qualche cernia.