IL LEGERING DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING – BEACHLEGERING

 DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING – BEACHLEGERING Il beach ledgering è una specialità con una collocazione precisa rispetto alle mille varianti del surf, diametralmente opposta in quanto a filosofia, ma perfettamente calzante […]

 DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING – BEACHLEGERING

bigattino IL LEGERING DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING - BEACHLEGERING pesca pescare calabriaIl beach ledgering è una specialità con una collocazione precisa rispetto alle mille varianti del surf, diametralmente opposta in quanto a filosofia, ma perfettamente calzante perché capace di equilibrare le esasperazioni del surf. Mare calmo da una parte e mosso dall’altra. Attrezzi leggeri contro quelli pesanti. Il giorno in sostituzione della notte, e così via. Contrariamente a quanto si pensa, però, la caratteristica di questa specialità non è la leggerezza, sebbene questo sia un aspetto irrinunciabile, ma l’uso del pasturatore: beach led-gering significa, infatti, “pasturando dalla spiaggia”. Però, quasi a sottolineare la valenza impalpabile della tecnica in questione piuttosto che la pastura, la “d” di ledgering è sparita più o meno da tutti i testi grazie ad un neologismo che risponde appunto a legering. Il vocabolo, privo della “d” parrebbe liberare l’utente dal vincolo del pasturatore e così ci ritroviamo, di fatto, di fronte a due interpretazioni: il beach ledgering ed il beach legering. La prima, fedele, propone in ausilio alla pesca il pasturatore; la seconda, invece, si identifica unicamente per via degli attrezzi leggeri.

BEACH LEDGERING

IL LEGERING DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING - BEACHLEGERING pesca pescare calabriaSi tratta di una tecnica di pesca al lancio dalla spiaggia caratterizzata dall’uso del pasturatore e del bigattino e per conseguenza dalla leggerezza degli attrezzi. In pratica è uno dei tanti adattamenti al mare di una specialità nata in Inghilterra, nelle acque interne. Si pratica tutto l’anno, sia di giorno che di notte. Le condizioni ottimali però sono con mare calmo e bonaccia o vento che soffia dalle spalle, dalla primavera all’inverno. Sebbene, l’azione di pesca si svolga dalla spiaggia e l’esca sia lanciata con una canna, il bigattino introduce un nuovo concetto che va assimilato attraverso la pratica: la pasturazione. Nel caso più semplice questa avviene tramite il pasturatore, ossia un contenitore piombato, opportunamente forato e riempito di bigattini, che viaggia in sostituzione del piombo. Ma nulla vieta, ad esempio, di fiondare in mare palle di “bigattini”, opportunamente incollati. Il pasturatore non solo consente di allontanare, quanto possibile, la pastura dalla riva, ma concentra la sua azione nel punto dove cade creando la miglior condizione possibile per la pesca. Il rilascio della pastura è in relazione alla dimensione dei fori del contenitore. Sarà pertanto l’esperienza a suggerire il diametro adatto ed eventualmente il modo per auto costruirsi un pasturatore ad hoc. Il risultato da ottenere comunque è la liberazione più veloce possibile del bigattino così da mettere in piedi, vicino all’esca, una folla di vermetti in movimento di grande richiamo per saraghi, orate, spigole e mormore. Infatti, contrariamente al brumeggio tradizionale, a meno di residui di risacca, il bigattino non si sposta con la corrente ma si muove, limitatamente sul fondo, grazie ai propri mezzi. L’area di influenza quindi non è legata alla sua presenza come avviene ad esempio con le pasture convenzionali solubili in acqua, ma alla trasmissione delle onde generate dal continuo e caratteristico agitarsi del bigattino. Arrivare col complesso pescante al limite della prateria a posidonia significa quindi agire sugli organi più sensibili dei pesci da una posizione privilegiata sul campo più fertile che si trovi in mare. La limitazione evidente di questa tecnica è la grandezza dell’amo. Infatti per innescare il bigattino senza comprometterne la vitalità è indispensabile pungere sotto pelle senza toccare la parte più “appuntita” del verme dove c’è la testa. Per tale operazione serve quindi un amo a filo sottile di numerazione compresa dal 10 al 16. Spesso, per coprire il gambo dell’amo è conveniente innescare un bigattino a mo’ di arenicola e terminare l’operazione con unoIL LEGERING DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING - BEACHLEGERING pesca pescare calabria o più vermetti appuntati sotto pelle. Tale tecnica assicura inoltre la presenza dell’esca anche dopo un lancio esasperato. Purtroppo al grande potere attirante dell’esca non corrisponde un’altrettanta tenuta della paratura. E benché le prede più frequenti siano animali di misura da porzione, spesso la fine combattimento è prematura per la rottura dell’amo o ancor più con frequentemente per la rottura del filo, sempre sottilissimo (0,12-0,18), in proporzione alla grandezza dell’amo e a quanto richiesto perché il bigattino esprima al massimo le sue qualità.

BEACH LEGERING

IL LEGERING DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING - BEACHLEGERING pesca pescare calabriaTale variante è di fatto il sistema di pesca più leggero e più diffuso nelle nostre spiagge. I primi seri tentativi risalgono a molti anni fa, ad opera dei migliori agoni-sti italiani, in occasione degli incontri del Club azzurro di surfcasting. La necessità di sviluppare un confronto a vista tra gli atleti ha infatti portato alla via dell’agonismo diurno, senza limitazioni in fatto di peso e specie, vista la difficoltà di far carniere e quindi classifica. In questo ambito hanno fatto la comparsa le canne a doppio cimino, i fili del 14, la caccia ai muggini, la ricerca sul gradino di risacca è la logica conseguenza e solida base del beach legering, una tecnica dove il legering ha assunto appunto l’accezione di leggero. Pasturatore a parte, che, ribadisco, caratterizza una tecnica a se stante, il beach legering si propone, con attrezzi super leggeri e zavorre non superiori ai 50 grammi, di sfruttare il movimento biologico del sottoriva senza però tralasciare quanto di raggiungibile in mezzo al mare in situazioni di bonaccia. Mormore e muggini e spigole, sono quindi le prede più frequenti da insidiare soprattutto di giorno. Le esche sono più corpose del minimo bigattino. In genere vermi: anellidi dei più comuni quali, arenicola, americano, coreano e tremolina. Quest’ultimo particolarmente adatto per la cattura dei muggini di mezza stagione che si avvicinano fin sotto il gradino di risacca in coda ad una mareggiata o comunque con acqua non troppo limpida. Nelle spiagge più profonde risultano così vicini alla riva che si possono pescare al tocco con la canna in mano e mezza paratura fuori dall’acqua.

I BIGATTINI

bigattino IL LEGERING DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING - BEACHLEGERING pesca pescare calabriaIl bigattino, è un’esca importata dalle acque interne. Si tratta della larva della mosca carnaria. Si presenta come un piccolo verme di colore biancastro, con un’estremità appuntita, sensibile per la presenza della testa e quindi da non ledere. L’innesco si effettua dall’altra parte o sotto pelle, nel mezzo. Si conserva in frigorifero a bassa temperatura, anche per diversi giorni. Appena inizia a scaldarsi inizia ad agitarsi costantemente. Le caratteristiche basilari sono appunto: grande mobilità, resistenza sia al lancio che all’acqua, colori chiari e non ultimo, grande reperibilità e costo contenuto. E, male non ci sta, è appetito da tutte le specie ittiche. 

IL PASTURATORE

bigattino IL LEGERING DIFFERENZA TRA BEACHLEDGERING - BEACHLEGERING pesca pescare calabriaIl pasturatore è il contenitore della pastura. Di solito è un cilindro di plastica, di volume variabile, forato in più parti, con coperchio a pressione. Per il lancio è dotato di una piombatura propria, abbastanza modesta, da pochi grammi, fino a 20-30 grammi. E’ un attrezzo molto semplice che si presta ad essere riprodotto col fai da te secondo le specifiche più personali. Per aumentare la gittata senza rinunciare al volume utile, si può costruirlo in metallo anziché in plastica. Oltre tutto, se usato nella sabbia, risulta molto più resistente, soprattutto per le deleterie esposizioni al sole.

 

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