LA PESCA D’ALTURA CACCIA AL TONNO

LA PESCA D’ALTURA ”CACCIA AL TONNO”       LA PASTURAZIONE La pesca d’altura è un arte complessa e non può essere affrontata superficialmente. Per prendere un Tonno non è sufficiente lanciare […]

LA PESCA D’ALTURA ”CACCIA AL TONNO”      

LA PASTURAZIONE

La pesca d’altura è un arte complessa e non può essere affrontata superficialmente.

Per prendere un Tonno non è sufficiente lanciare in acqua un po’ di sardine e avere una canna robusta. Ecco le più avanzate tecniche di pasturazione e le cure da dedicare all’attrezzatura per riuscire ad allamare, a combattere e a portare in barca, un Tonno gigante da ricordare per tutta la vita

Il combattimento con uno di questi giganti deve essere un esperienza totale, il Tonno va cercato combattuto e ucciso.

Che la chiave della pesca al Tonno rosso sia un abbondante pasturazione a sardine, è noto a tutti.

Che si peschi a drifting oppure all’ancora, sono comunque necessarie diverse casse di sardine per richiamare i tonni sotto la barca.

Per una giornata di drifting in tirreno possono essere sufficienti quattro casse di sarde, che è meglio lanciare a piccoli pezzi, aggiungendone magari una intera ogni tanto.

Ma soprattutto non tutti sanno che non è sufficiente lanciare in acqua manciate di pastura a caso per assicurarsi il risultato.

E’ ancora , che ogni giornata di pesca è diversa dalle precedenti, e se spesso il Tonno può reagire bene ad una semplice scia, altre volte questa lo rende diffidente alle esche.

Una buona azione di richiamo deve cominciare prima di una azione di pesca. Bisogna innanzi tutto riempire un secchio di sardine tagliate a quattro cinque trancetti. Quindi dopo aver individuato la direzione della corrente, risalirla per almeno mezzo miglio con la barca in moto, gettando in acqua piccole manciate di pastura. Una volta arrivati nel punto in cui si intende fermarsi è estremamente efficace descrivere con la barca una traiettoria a forma di otto, generando con le eliche una buona dose di schiuma e di rumore, ed intensificando il lancio di pastura, per poi posizionarsi all’estremità dell’otto immediatamente a monte di corrente. Poi si spengono i motori e, assolutamente senza sosta, si continua a pasturare, rallentando però il ritmo dei lanci.

Questa operazione si rivela spesso di un efficacia micidiale, non è raro che il Tonno si presenti sotto la barca entro la prima mezz’ora, probabilmente attirato dalla grande quantità di pastura gettata nel ribollire d’acqua creato dall’otto.

Un’altra buona tecnica di pasturazione, da svolgere a barca ferma con lenze già in acqua, è quella dei lanci a ventaglio. Si tratta di un espediente utile nel momento in cui tutte le lenze non riescono a stare nella scia della pastura, a causa di angoli strani tra la direzione della corrente e quella del vento.

Allora invece di lasciar cadere i pezzi di sarda in mare,  a formare una scia diritta e continua, è più efficace lanciarli si a destra che a sinistra (a Ventaglio), in modo che siano sparpagliati e procedano in una nuvola disordinata.

tonno-drifting

Questo sistema di pasturazione, benché richieda una quantità di sardine un po’ superiore,oltre a garantire una sicura copertura di tutte le lenze, sembra portare  i tonni un po’ meno selettivi e diffidenti nei confronti delle sardine innescate. Rimane da aggiungere che non tutte le sarde sono uguali.

Quelle freschissime, o anche quelle congelate in ottime condizioni, rendono decisamente meglio delle casse di scarsa qualità che molte pescherie riservano proprio ai pescatori.

ATTREZZATURE:

Le canne che solitamente si adoperano per la pesca al Tonno , mediamente sono canne armate pesanti, intorno alle ottanta libbre, visto che mediamente i Tonni nel Tirreno sono intorno ai 50 60 Kg.

Ma nel momento in cui nella zona di pesca prescelta girano voci che si sono verificati rotture di terminali da cento libbre, oppure pesci persi con attrezzature per pesci da 50-60 kg, allora vuol dire che gira qualcosa di grosso, quindi queste eventuali notizie, non sono affatto da trascurare!!!

Si preparano quindi immediatamente montature da 200 libbre con ami 10/0. In caso di buona sorte dopo un combattimento in stand up grazie anche alla bravura dell’Angler  vengono fuori belli esemplari anche sui 200 kg.

Catture del genere dimostrano che questi tipi di pesci ci sono, ma sono riservati a chi ci crede, ma ciò che conta davvero è proprio i materiali che si adoperano e la loro cura nel prepararli, in fatto soprattutto di qualità e del loro stato di usura.

Per ciò che riguarda gli ami , sono efficaci gli OWNER 6/0 per tonni fino ad ottanta chili, oppure i CIRCLE  HOOKS della MUTU oppure i più economici TUNA.

CIRCLE-HOOKS-TONNO

Per i Terminali si consiglia il fluoro Carbon , sia per la maggiore resistenza ai denti, che per la minore visibilità,  inoltre è bene adoperarne uno nuovo per ogni pesce. Inutile pensare al loro costo , se si pensa quanto si spende in carburante e sardine per un uscita di pesca d’altura.

Anche se la tecnica del drifting è decisamente la più efficace nella maggior parte dei casi, i Tonni del tirreno si possono prendere anche a Traina. In particolare, quando si vedono insistenti mangianze e ci si accorge che sono generate da pesci grossi, vale la pena di tentare. Per i Tonni da 10-50 kg.

L’artificiale che ha reso meglio è il RAPALA MAGNUM SINKING, cioè quello con paletta metallica da 18 cm di colore viola.

rapala-magnum-sinking

Un accorgimento determinante, è quello di modificare i Rapala, cioè quello di sostituire le ancorette originali poco resistenti con un amo doppio di dimensioni maggiori.

La tecnica è semplice: si vede la mangianza e la si aggira senza attraversarla, facendo in modo che solo i rapala calati a 20-40 metri da poppa, passino in mezzo ai pesci, mentre la barca procede a 6-7 nodi, dopo di che si consiglia frizione ben regolata e sangue freddo, perché  l’abboccata sul rapala, e dieci volte superiore di quella su una sardina ferma.

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