PESCA AL BRANZINO O SPIGOLA

PESCA AL BRANZINO O SPIGOLA La spigola ha un’incredibile capacità di adattarsi a qualunque ambiente. Si trova a suo agio intorno alle scogliere come in prossimità delle spiagge, a stretto […]

PESCA AL BRANZINO O SPIGOLA

La spigola ha un’incredibile capacità di adattarsi a qualunque ambiente.
Si trova a suo agio intorno alle scogliere come in prossimità delle spiagge, a stretto contatto col fondo come vicinissimo alla superficie, in acqua salata come in quella salmastra o dolce. Benché a volte ami anche stazionare sulle secche a discreta profondità, non ha certo la necessità di grandi fondali.

Infatti frequenta più spesso le fasce di mare prossime alla costa, ed è molto probabile incontrarla proprio nella risacca, sia dalla spiaggia che dagli scogli, anche in soli pochi centimetri d’acqua, vicinissima a riva.
Il fatto che stia volentieri un po’ dovunque, non esclude però che possa avere certe evidenti preferenze, che scelga ambienti ben precisi nei quali raggrupparsi o comunque cacciare con maggiore frequenza.

Quindi se è vero che si può pescarla dappertutto, è altrettanto vero che le migliori possibilità per una sua ricerca specifica si hanno alle foci dei fiumi o nei porti. E la predilezione per questi ambienti non è casuale.

Sono zone ricche di cefali, di anguille e di gamberetti, tutta roba per la quale il branzino stravede. In linea di massima qualsiasi sbocco di acqua dolce, che si tratti di un vero e proprio fiume oppure di un semplice canaletto, raduna un buon numero di spigole, sia al suo interno che in prossimità della costa nelle immediate vicinanze.

In molti casi, fra ottobre e dicembre, in occasione delle prime piene invernali, alcune foci si trasformano in punto di ritrovo per branchi così numerosi che la cattura delle spigole diventa possibile anche per i più sprovveduti principianti.

E’ però importante sottolineare che se all’interno di un porto oppure di una foce il nostro predatore è sempre presente, davanti alle spiagge, anche alle migliori, è attiva e in caccia quasi esclusivamente con condizioni di mare mosso o in scaduta.

Per quanto riguarda la sua distribuzione geografica, si può dire che è ben presente lungo tutte le coste della nostra penisola, e più in generale del Mediterraneo, in Atlantico e anche nei mari freddi del nord.

Consigli:

Proviamo, con la consapevolezza che si tratta di uno degli avversari più difficili, di uno dei trofei più ambiti, della più grande soddisfazione. Vale la pena di passare qualche ora di notte al freddo e di sopportare qualche uscita in bianco.

I consigli che seguono fanno riferimento a diverse tecniche ma, qualunque sia quella scelta, conviene tenerli presenti tutti, perché contribuiscono a chiarire i vari comportamenti della spigola. Per cominciare sono l’indispensabile compendio alla vostra passione. Poi, piano piano, l’esperienza e l’intuito faranno il resto.

SPIGOLA SPINNING

1) Per programmare una battuta di pesca consultate le tavole di marea . E’ fondamentale scegliere le ore a cavallo dell’acme di alta.

2) Non trascurare la pesca notturna. L’oscurità è una condizione favorevole.

3) Nei porti o nelle foci si può andare anche con mare calmo. Dalla spiaggia ci vuole un po’ di schiuma.

4) Dalla spiaggia e dalla scogliera la zona di risacca è una delle migliori. La spigola caccia spesso a pochissimi metri da riva.

5) All’uscita di una foce il punto preferito dalle spigole è quello in cui l’acqua dolce si mescola con quella salata. E’ di solito segnalato in superficie da una visibile striscia di corrente o da una linea di frangenti che persistono anche con mare quasi calmo. Molti pesci si aggirano nei dintorni per centinaia di metri, sia all’interno che all’esterno.

6) Pescando col galleggiante, all’inglese o a bolognese, le esche migliori sono il bigattino e il gamberetto vivo innescati su terminali sottili, 0,10 o 0,12. Solo per il gamberetto si può arrivare fino allo 0,16.

7) Un’ottima idea è pasturare a bigattini e innescare gamberetti.

8) La tecnica con galleggiante e bigattini può essere molto redditizia anche pescando dalla spiaggia.

9) A surf casting, in mezzo alle onde, la spigola può capitare su qualsiasi boccone. In particolare sul cannolicchio, sull’americano, sulla sardina e sul calamaro, sia intero che a tranci.

10) Esche mobili e fluttuanti sono di gran lunga preferite. Quindi braccioli molto lunghi, anche due metri, se le onde e la corrente non li aggrovigliano.

11) Nonostante lo scetticismo di molti, in prossimità di una foce la pesca a lancio con esche artificiali è spesso la più efficace.

12) Fra le esche artificiali da usare a traina o a spinning, molti pescatori preferiscono i minnows bianchi con testa rossa e quelli neri con ventre bianco, oppure le anguilline di gomma.

13) Da terra, per lanciare lontano un’anguillina di gomma o un piccolo pesciolino finto, si può montare sulla lenza un galleggiante piombato o meglio un bulbo ad acqua.

14) Per trainare va bene una piccola barca, perché all’alba la spigola si trova molto vicino alla costa e conviene far rasentare gli scogli alle esche, anche in pochissima acqua.

15) La velocità di traina ideale è di tre o quattro nodi e conviene tenere in pesca due lenze contemporaneamente: una in superficie e l’altra vicino al fondo.

16) L’anguillina e il cefaletto vivi sono efficaci sia sostenuti da un galleggiante lanciati da un molo, che lanciati da una spiaggia e appoggiati sul fondo.

17) Il lancio dell’esca viva deve essere sempre morbido e dolce, per evitare di danneggiarla.

18) Prima di innescare un’anguilla viva, bisogna spezzarle la spina dorsale in prossimità della coda, per evitare che si aggrovigli sulla lenza.

19) Il cefaletto va innescato delicatamente facendo passare l’amo appena sotto la pelle, con la punta rivolta verso la coda.

20) Quando una spigola abbocca a un’esca viva non bisogna ferrare immediatamente. Si deve invece cedere filo e lasciarle tutto il tempo di ingoiarla.

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