PESCARE L’ORATA (Sparus aurata)

PESCA ALL’ ORATA Nome scientifico:Sparus aurata Nomi dialettali: aurata dorata oràda dorada aràta arate cagnina canina caniottu. L’ ORATA L ‘orata abita un po’ dovunque, imbrancata da piccola e solitaria […]

PESCA ALL’ ORATA

Nome scientifico:Sparus aurata
Nomi dialettali: aurata dorata oràda dorada aràta arate cagnina canina caniottu.

L’ ORATA

L ‘orata abita un po’ dovunque, imbrancata da piccola e solitaria da adulta, ma sempre vicino al fondo. E’ a suo agio davanti alle spiagge e fra le scogliere, come anche all’interno dei porti. Se decide di pascolare su fondali sabbiosi è per scavare cercando vermi, vongole o arselle, mentre quando si aggira fra le rocce probabilmente è a caccia di granchi, di gamberi e di tutti quegli animaletti che vivono attaccati ai sassi o fra la vegetazione.

Fra le banchine è probabile incontrarla col muso attaccato alle murate, nel tentativo di staccare qualche cozza. Quindi mangia un po’ di tutto, l’importante è che si tratti di qualcosa di abbastanza statico, perché gli inseguimenti veloci non fanno al caso suo.

La sua dentatura poi, è fatta apposta per tritare e masticare i gusci più duri di qualsiasi mollusco, non per afferrare al volo e trattenere un pescetto che tenta la fuga. Ma se si tratta di schiacciare, le sue fortissime mascelle e le placche ossee del suo palato non hanno paura di niente, possono frantumare ciò che sarebbe difficile spezzare con una morsa. orata morso

Osservare un’orata intenta a mangiare una cozza è un gran bello spettacolo. La prende in bocca, la schiaccia e poi la sputa con forza, e ripete l’operazione più e più volte, finché non riesce a liberare la polpa da tutti i frammenti del guscio. Di quest’abitudine è meglio tenere conto quando si cerca di pescarla. Dopo le prime toccate non è assolutamente il caso di ferrare al volo, perché probabilmente l’esca è stata sputata e andremmo a vuoto.

Si deve invece attendere finché non si avverte una fuga decisa, segno che il boccone sta per essere ingoiato. Sulla maggior parte delle coste italiane l’orata è più attiva dalla primavera inoltrata fino all’inizio dell’autunno, e spesso preferisce mangiare nelle ore a cavallo del mezzogiorno o la mattina presto. Ma non è una regola ferrea, qualche buona cattura si può avere anche di notte o nelle stagioni più fredde. Ha un nuoto potentissimo anche se non troppo veloce, e l’irriducibile difesa di un’orata che passa il chilo è una delle emozioni più ricercate dagli sportivi, perché non ha rivali fra i pesci che popolano il sottocosta.

COME PESCARE L’ ORATA

1) L’orata addenta l’esca e la sputa diverse volte prima di ingoiarla. Un terminale con piombo scorrevole è quasi indispensabile per evitare che in questa operazione si accorga che il boccone non è libero.

Long armmontatura pesca pesce balestra

2) Spesso è addirittura meglio, durante l’attesa, lasciare aperto l’archetto del mulinello, in modo che il pesce possa spostare liberamente l’esca senza sentire resistenza.

3) A questo scopo sono utili vari tipi di avvisatori di abboccata, dal cosiddetto pendolino ai più sofisticati elettronici.

4) Non bisogna assolutamente ferrare ai primi movimenti del cimino. Si deve invece aspettare una decisa filata di qualche metro con la lenza libera, e incocciare solo quando il filo è in tensione.

5) La prima reazione dell’orata è violenta, due o tre fughe potentissime che bisogna assecondare con la frizione aperta. Tutto il recupero è comunque impegnativo, e richiede un preciso lavoro di canna e mulinello e una mano sensibile.

6) Benché l’orata non ami esche in movimento veloce, è comunque insospettita da quelle troppo statiche. Si devono quindi preferire terminali lunghi, almeno un metro e mezzo.

7) Le esche migliori per i pezzi grossi sono il bibi e il granchio, ma buoni risultati si hanno anche con l’arenicola, il cannolicchio e un po’ tutti i vermi, purché innescati in bocconi consistenti.

BIBI ORATA

8 ) Anche la cozza funziona benissimo. Il metodo più versatile di utilizzarla è quello di sgusciarne un paio e legarle con del filo elastico su un amo del due.

9) Indipendentemente dall’esca scelta è tassativo che gli ami siano robusti. Quelli a filo sottile adatti alle mormore sarebbero spezzati o raddrizzati dall’inesorabile dentatura.

10) I periodi migliori sono quelli che vanno da maggio a luglio e poi settembre e ottobre con mare moderatamente mosso, buone soddisfazioni si possono avere anche in inverno.

11) Di solito non è necessario pescare di notte. Le orate sono molto più attive le prime ore del giorno, al tramonto e spesso anche nelle ore a cavallo del mezzogiorno.

12) D’estate può succedere, pescando in un porto o più raramente dalla spiaggia, di imbattersi in branchi di oratelle da un etto che abboccano a ripetizione. Non solo è d’obbligo liberarle, ma sarebbe proprio meglio cambiare drasticamente posto. Quella grossa lì in mezzo non capiterà di certo.

13) L’orata ama la posidonia. Quindi è buona regola mettere l’esca vicino al limitare delle praterie di queste piante sottomarine.

14) In alcuni casi, soprattutto dalle spiagge , le orate si mantengono ben distanti da riva e per catturarle bisogna essere in grado di lanciare intorno ai 150 metri.

15) Ma nella maggior parte delle situazioni un’attrezzatura leggera e terminali sottili (intorno al 0.20) sono l’ideale soprattutto nei confronti dei pesci più grossi e diffidenti.

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