SURFCASTING ALL’ OMBRINA

L ‘ombrina è un pesce davvero misterioso. Da piccola, fino a due etti, si trova in branchi ben numerosi a pochi metri dalla risacca di tantissime delle nostre spiagge. Dall’inizio […]

L ‘ombrina è un pesce davvero misterioso. Da piccola, fino a due etti, si trova in branchi ben numerosi a pochi metri dalla risacca di tantissime delle nostre spiagge.
Dall’inizio della primavera fino a tutta l’estate, su alcune spiagge della Toscana e del Lazio, certi giorni le ombrinette abboccano più numerose delle mormore. Poi cresce e scompare.

E’ chiaro che con l’età alla vita in gruppo numeroso preferisca la solitudine o al più una ristretta compagnia, ma sulle stesse spiagge dove si affollano le piccolette, un’ombrina da un chilo diventa una vera e propria rarità. Lungo le coste della Corsica al contrario, quelle grosse sono prede piuttosto comuni, mentre le baby non sono così frequenti. In tutti i casi, lungo i contorni dello stivale come all’estero, l’ombrina è un pesce della spiaggia.

Vive esclusivamente sulla sabbia, prevalentemente nel sottocosta, e si nutre scavando il fondo con la bocca protrattile. Anche se la conformazione del suo muso e della sua bocca non lo farebbero sospettare, si dice che da adulta si lasci ogni tanto trasportare dall’istinto di predatore.

Comunque la grandissima maggioranza delle ombrine che vengono a riva trainate da una lenza, cadono per mano di un bibi, di qualche altro verme, o al massimo di un filetto di sardina. Per quanto sia impensabile dedicarle una caccia specifica, le zone dove è più probabile incontrarla sono quelle vicino alle foci dei fiumi, o anche su spiaggia aperta nelle buche più profonde. I periodi con qualche possibilità in più sono la primavera e l’autunno.

La sua difesa è caratteristica e particolarmente divertente, soprattutto sotto risacca. Una volta a tiro dello scalino, in acqua bassa, parte in una veloce fuga laterale, nuotando parallelamente alla battigia con la gobba quasi fuori dall’acqua.

Una volta tirata fuori, la sua sagoma e suoi colori, insieme all’alone di mistero del quale si circonda, ne fanno uno dei pesci più eleganti e affascinanti che si possano ammirare.

10 consigli ,una speranza

Viste le sue abitudini, è naturale pensare che praticamente l’unica tecnica per venire a contatto con l’ombrina sia il surf casting. Anche se, a parte casi eccezionali, è difficile poter dichiarare “vado a ombrine”, e quindi dare consigli su come fare, è tuttavia possibile fissare alcuni punti che chiariscano quando e come c’è qualche possibilità:

1) Se proprio volete prendere un’ombrina il primo consiglio è quello di andare a cercarla in Corsica. Lì la sua cattura non è più rara di quella di una spigola o di un’orata, anzi…

2) Le ombrine piccole di solito stanno volentieri vicino a riva, si prendono anche con lanci di pochi metri. Le più grandi invece preferiscono l’acqua un po’ più profonda se il mare è calmo, oppure le onde.

3) Le più grosse arrivano nel novanta per cento dei casi sul bibi o sull’americano. Le piccole sull’arenicola.

4) I tratti di spiaggia in prossimità di una foce d’acqua dolce sono potenzialmente i migliori. Ed è preferibile rimanere all’esterno della zona di rimescolamento delle acque, cioè fuori dalla principale corrente d’acqua dolce.

5) L’ombrina mangia in quelle zone o in quei momenti in cui la corrente è più sostenuta. quindi in mancanza di onde o di una foce l’una speranza sono le marcate escursioni di marea.

6) Le ombrine abboccano più spesso sui terminali lunghi che su quelli corti o medi. Inutile discutere sul loro diametro, quando il tentativo non è mirato bisogna combattere con quello che c’è. Si sappia comunque che la sua difesa è un po’ più potente di quella della spigola, ma molto meno di quella dell’orata.

7) Le tocche non sono mai troppo evidenti, a volte invisibili. Spesso però imbanda la lenza per molti metri. La ferrata è assolutamente inutile, in tutti i casi ingoia e si aggancia da sola.

8) Sotto risacca parte lateralmente, nuotando veloce parallela alla battigia, contro corrente. In quel momento non bisogna assolutamente cercare di fermarla, ma si deve abbassare la canna nella direzione della sua fuga spostando piano il comino verso monte. In questo modo si riesca a farla nuotare fin quasi all’asciutto.

9) Se si incrocia un branco di piccolissime, meno di un etto, non vale la pena di insistere, quella più bella lì in mezzo non c’è. Se invece se ne prende qualcuna sui due etti non è impossibile che arrivi anche quella di mezzo chilo o più.

10) Le baby ombrine arrivano in branchi foltissimi e sono ingenue. Ingoiano profondamente anche ami del due, liberarle senza danno è difficile. Per favore, pietà. Il che vuol dire cambiare posto, o almeno distanza di lancio.