TATAKI FISHING PESCA AI CALAMARI E SEPPIE

TATAKI FISHING PESCA AI CALAMARI E SEPPIE DALLA BARCA Tataki fishing e’  una tecnica studiata dai giapponesi per la pesca ai calamari  dalla barca  ma viene praticata con successo anche […]

TATAKI FISHING PESCA AI CALAMARI E SEPPIE DALLA BARCA

Tataki fishing e’  una tecnica studiata dai giapponesi per la pesca ai calamari  dalla barca  ma viene praticata con successo anche dalle scogliere e dai moli. Una vera novità per la pesca ai calamari e alle seppie con grandi catture anche di giorno.

Non è vero che i calamari si catturano solo di notte, i soliti giapponesi ce lo hanno dimostrato con questa nuova tecnica il “Tataki fishing”.

La tecnica dei Tataki che è un vero e proprio Jigging al calamaro, molto divertente da praticare, necessita di una canna tra i 2,40 e 2,70 metri , apposita  per la tecnica Tataki , e deve avere un’  azione morbida e  un cimino abbastanza sensibile da poter avvertire la tocca del calamaro .
Il mulinello sara’ di taglia compresa tra 4000/5000 di buona fattura, con imbobinato del filo trecciato multifibra ( Spectra Dyneema Braid) di diametro 0,7/0,20,  a cui legheremo con un nodo tipo ”Albright Knot”, o ”Tony Pena”  uno spezzone di circa  10 mt di monofilo sempre di buona marca, dello 0,30/0,35.

Albright-Knot

Il terminale sara’ costruito in fluorocarbon, che oltre ad avere la peculiritamontatura-tataki‘  di essere invisibile, è  piu’ rigido, rispetto ai monofili normali, dandoci così,  il vantaggio di un movimento piu’ naturale, delle esche, quando si esercitano i leggeri colpetti di canna tipici di questa tecnica.

MONTATURA

La nostra montatura sara’ in fluorocarbon del diametro dello 0,28/0,35,  con una lunghezza di circa 1,5- 2 mt, lunghezza che varia a seconda le esche che si vogliono impiegare,  di solito dalle 2 alle 5 esche, dove andremo ad eseguire  delle asole con un nodo Dropper Loop, a cui inseriremo i ”Tataki Snap” (moschettoni per Tataki). Le asole saranno ad uguale distanza ,   in modo da  collegare le nostre esche tataki, le misure andranno tra 1.6 a 2.0.

Dropper-loop

Il piombo finale sarà unito al terminale con un moschettone con girella, il peso del piombo deve essere scelto in base alla profondita’ e alle correnti presenti in mare, ricordo che i calamari non amano le forti correnti.

tataki-tecnosfera-montatura

Ci sono in commercio diverse alternative per collegare i tataki al terminale,  molti tataki infati, sono predisposti per alloggiare un  ”Tataki Snap” (moschettoni per Tataki) particolare.  Questi tataki in testa invece di avere la girellina di aggancio tradizionale, presentano due fori con scanalatura, alloggio predisposto per questo particolare ”attacco”, questo a sua volta puo’ essere formato da uno snodo con tecnosfera, che andra blocato sul terminale in fluorocarbon con 2 nodi di stopper.

 METODO TATAKI

tataki-sasoi-ringIn Giappone, le tecniche di pesca di base sono “TATAKI” e “SASOI” che si differenziano sul metodo di pesca del pesce.
Il “TATAKI”, tecnica ormai conosciuta in tutta europa , è un metodo di pesca, che viene praticata , scuotendo la canna  di continuo, cosa che eccita i cefalopodi e li invoglia ad avvicinarsi alle nostre esche. Tuttavia, il cefalopode non attaccara’ le nostre esche durante queste azioni di movimento,  ma solo al momento di una breve pausa di “STOP” . Quando si e’ in “STOP”, ci sara’ la possibilità, di un attacco del Calamaro o seppia. Questo metodo di pesca utilizza la tecnica, chiamata “CHOKBULA” e “CHOKKETSU”.

METODO  SASOI

Il metodo “SASOI”, si basa sul movimento della canna con leggeri colpi di sù e giù, con un attesa di circa 10 secondi, prima di ripetere nuovamente il movimento, attesa che serve per dare il tempo alle esche di ritornare in posizione, poi ci sara’ lo “STOP” momento in cui le esche possono essere attaccate. La velocità del movimento puo’ variare in base alla forza impressa alla canna, bisogna provare varie azioni se i nostri amici calamari e seppie sono svogliati. Queste azioni piu’ veloci, verranno eseguite in serie con intervalli, di “STOP”. momento di pausa in cui se questa azione avra’ funzionato avremo l’attacco. Questo metodo di pesca utilizza la tecnica, chiamata “BULANKO-RIG”.

La montatura si costruisce sempre in fluorocarbon con 2 o 5 braccioli di 10/25 centimetri,  distanziati di 80 cmm al  1.20 mt l’uno dall’altro  a cui veranno attaccate le esche, (sqid jig , oppai sutte, toto sutte) mentre il piombo si pone in fondo.

Tataki-sasoi

LE ESCHE ARTIFICIALI (Squid jig, Toto sutte, Oppai sutte)

oppai-sutte

Le esche per il tataki sono dei piccoli gamberi e pesciolini molto ben fatti che variano da cm. 3,5 ai cm. 7,0 e possono avere 1 o 2 cestelli di aghi, i colori sono sempre molto belli e brillanti.

I maggiori produttori sono Yo-Zuri, Yamashita, Misaki. La tecnologia di queste esche è a dir poco strabiliante, riflettono gli UV ( Keimura), mantengono un calore più elevato (Tactywarm) e disolito hanno un peso interno e non esterno come le tradizionali totanare.

toto-sutte

Le colorazioni blu e verde sono i colori migliori da utilizzare di giorno, mentre le esche con tonalita’ rosa e arancio rosso  sono i migliori nel pomeriggio e al tramonto.

Le dimensioni come gia’ detto, vanno da cm. 3,5 ai cm. 7,0, nella scelta non esagerate con le misure,  per i calamari non vale il motto ”esca grossa pesce grosso” anzi molte volte funzionano di piu’ le misure piu’ piccole, il tutto dipende dai calamari che molte volte sono timidi ad abboccare, ed un esca piu’ piccola li stimolera’ ulteriormente, comunque e’ sempre bene avere piu’ di una paratura gia’ pronta , per fare tutte le prove del caso.

L’ AZIONE DI PESCA

L’azione di pesca si svolgera’ tra i 20 e i 50 metri di profondità, si lascerà affondare un po’ le nostre esche, e se ci sono i calamaretti, saranno  attratti andando molto vicino alla superficie per inseguire i nostri Tataki. Mentre per insidiare i calamari più grandi bisogna andare più in profondità.
Bisogna far fare all’esca un paio di scatti brevi per ottenere l’attenzione dei calamari nelle vicinanze per poi fermarsi. Se si pesca sotto le luci brillanti sara’ possibile  vedere i calamari avvicinarsi alle esche.

Se un calamaro arriva velocemente…

Se un calamaro arriva velocemente verso le nostre esche dopo gli scatti di canna, significa che è attratto dalla colorazione e dal movimento delle nostre esche e nel momento di pausa , molto probabilmente si avvinghierà ad essa.
Tenetevi pronti! Non appena si vede il calamaro afferrare l’esca si deve ferrare per allamarlo e poi con un costante recupero, portare il calamaro al guadino! Non lasciare allentare la lenza…. altrimenti si rischia di perdere il calamaro! Si consiglia di utilizzare il guadino perché i calamari sono spesso allamati da un solo tentacolo molto sottile e non appena si tenta di farli uscire dall’acqua cadono dalla totanara.

Con calamari di grandi dimensioni..

Con calamari di grandi dimensioni, a volte bisogna chinarsi e raccoglierli, afferrandoli dietro la testa con la mano. Questo sembra funzionare bene ma attenzione a non farvi mordere e a non farvi inchiostrare!
Sperando che espellerà il suo inchiostro nero in acqua è necessario essere molto attenti a gestire il calamaro perché la loro fornitura di inchiostro sembra essere infinita!

Se il calamaro non è attratto dall’esca…

Se il calamaro non è attratto dalle esche sarà più difficile catturarli e si dovrà lavorare un po’ di più! Bisognerà dare all’esca un paio di scatti brevi (come sopra) e quindi recuperare lo squid jig molto lentamente. Se un calamaro si avvicina lentamente all’esca, è possibile provare i seguenti movimenti:

Lasciate che gli squid jig affondino lentamente fino a quando il calamaro lo afferra.
Dare agli squid jig dei colpetti in modo da ottenere uno scatto breve e mantenere un recupero lento.

Se il calamaro non sembra particolarmente eccitato…

A volte è possibile farli eccitare tramite un veloce e irregolare recupero. Se si riesce ad ottenere l’attenzione del calamaro,  in modo da farlo avvicinare molto velocemente alle nostre esche .  Le probabilità di un hook-up spesso migliorano. A volte il movimento a scatti può anche spaventare i calamari , e quindi si dovrebbe studiare il calamaro con attenzione per vedere come reagisce.
Spesso il calamaro seguirà l’esca fino all’ultimo momento mentre si sta per sollevare le esche dall’acqua.
Se un gruppo di calamari seguirà i vostri artificiali, allora le vostre probabilità saranno superiori, perché la concorrenza extra può incoraggiare il calamaro ad afferrare le esche.