TECNICHE DI PESCA A MOSCA LO STREAMER E IL BUCKTAIL

TECNICHE DI PESCA A MOSCA LO STREAMER E IL BUCKTAIL Una variante della pesca a mosca sommersa è la pesca con lo streamer e il bucktail . Questi grossi artificiali […]

TECNICHE DI PESCA A MOSCA LO STREAMER E IL BUCKTAIL

Una variante della pesca a mosca sommersa è la pesca con lo streamer e il bucktail .
Questi grossi artificiali (vedi disegno) non richiedono molte spiegazioni per poterli costruire o almeno sono talmente tanti i dressing che si possono seguire e i materiali che si possono impiegare che non basterebbe un libro intero per sviluppare bene l’argomento; ci si limita a dire che uno streamer per le sue <<guarnizioni>> utilizza molto, fra l’altro, hackles intere o altre piume; un bucktail utilizza invece molto, sempre fra l’altro, peli di animali (scoiattolo,cervo,ecc.). per i corpi fatti su questi lunghi ami sono impiegati in abbondanza i vari tipi di tinsel: tutte le piattine, nelle diverse larghezze, e alle volte, sopra di queste, viene avvolto a spire larghe anche quello a sezione rotonda; tutta questa abbondanza di <<luccichio>> serve per rendere più adescante e vivo il modello che dovrebbe, grosso modo, imitare qualche tipo di guizzante e argenteo pesciolino.

Con questi artificiali si usa un lancio quasi simile a quello per la mosca sommersa, ma con una differenza durante il recupero che si esegue più velocemente e a piccoli strappi, provocati dalla
sinistra ; la mano destra invece trattiene la lenza fra le dita e l’impugnatura.

Le acque più adatte per questa tecnica sono le correnti che si formano dopo una curva di fiume, o in una rapida, nei torrenti a carattere sassoso dopo un salto fra due massi e anche nei laghi specialmente nei pressi della foce di un immissario.

E’ importante che in tutte le fasi dell’azione la canna sia tenuta orizzontalmente e bassa e segua, in linea, lo spostamento dello streamer per evitare la somma di due azioni, una di queste negativa: la positiva è quella data dagli strappi alla coda di topo, la negativa è quella data dalla velocità innaturale dello streamer causata dalla trazione della corrente sulla lenza; lo strimer deve discendere la corrente alla medesima velocità di questa e risalirla solo a guizzi provocati dagli strappi sulla lenza e dal particolare recupero che il pescatore gli imprime.

Oggi questa tecnica viene impiegata ,con alcune varianti (sulla canna e sugli artificiali) anche in mare e con successo su tutti i predatori.

Aldo Porto (FLY)