ROBERTO PRAGLIOLA

Gli uomini che hanno fatto la pesca nel nostro paese

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STANILAO KUCKIEWICZ ROMIKA

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SOGNI D’INVERNO

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IL MIO APPROCCIO ALLA TLT

Il mio approccio alla TLT

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NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo

Dressing: Ninfa di stone fly di Antonio Vitolo

NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo

I FILACCIONI

La tecnica con il filaccione uno dei più antichi metodi di pesca, ma anche uno dei piu semplici e meno costosi: bastano infatti circa 50 m di nylon avvolti su una tavoletta di sughero, e un amo. Si utilizza questa tecnica per pescare da coste di tipo basso e roccioso e dalle scogliere artificiali.

Di per sè, la tecnica con il filaccione non ha nulla di complicato. Occorre solo impratichirsi. Vediamo in cosa consiste.

Si innesca l’amo con l’esca (sarda, boga, pezzo di pesce), quindi si svolgono circa 30 m di lenza in spirali ordinate, stando attenti a non calpestarla e creare grovigli. Poi si afferra con la destra (la sinistra se si è mancini) la lenza a circa un metro dall’amo, e si imprime un movimento rotatorio sempre più veloce.

Quando la velocità raggiunta dal movimento è ritenuta sufficiente, si abbandona l’estremità della lenza che allora “volerà ” verso l’acqua. Non appena l’esca avrà raggiunto il fondale, bloccheremo la tavoletta di sughero in una fenditura della roccia, in modo da evitare che in momento di disattenzione, strattonando, l’eventuale preda trascini via tutta l’attrezzatura. Poi, con la medesima procedura, si predispongono altri filaccioni a una decina di metri l’uno dall’altro. Quindi, a uno a uno, li si controlla a intervalli piu o meno regolari per vedere se ci sono abboccate.

■ I filaccioni possono essere leggeri o pesanti, a seconda del pesce che si vuole insidiare. I filaccioni pesanti vanno bene per gronghi, murene e gattucci. In questi casi si adopera una tavoletta di una ventina di centimetri, larga 10 e spessa 2, su cui sono awolti una cinquantina di metri di nylon del diametro dello 0,50-0,60. Amo del 6 o 7. E’ bene avere disponibili una torcia a pile, un guadino a manico lungo e un retino per tenere le prede.

Nel filaccione leggero cambia lo spessore del nylon (0,35-0,40). E’ sempre consigliabile adoperare ami ad artiglio d’aquila o comunque storti, di un numero adatto alla preda che stiamo per insidiare. Poichè adoperiamo attrezzature leggere, occorre zavorrare con un piombo non superiore ai 30 g di peso, cosi da riuscire a lanciare. Attenzione: il filaccione va impiegato in presenza di fondali privi di scogli o di altri ingombri che possono provocate incagli e rotture delle lenze.

■ Quando, controllando i filaccioni lanciali, ne troveremo uno in tensione, daremo anzi tutto un buon strat-tone alla lenza per assicurare l’allamata; poi riprenderemo la tavoletta di sughero e inizieremo il recupero, gio-strando in modo da non determinare strappi che mettano in pcricolo l’integrità del nylon. Dovremo cioè pro-durre un’azione di recupero fluida e continua, facendo sempre attenzione ad awolgere il nylon senza aggrovi-gliarlo. Attenzione: è buona cosa essere in due a praticare questa tecnica, così da guadinare le prede senza troppe difficoltà.

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