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Gli uomini che hanno fatto la pesca nel nostro paese

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NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo

Dressing: Ninfa di stone fly di Antonio Vitolo

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Il Mediterraneo si riscalda e si riempie di nuovi pesci

 
Il Mediterraneo si riscalda
e si riempie di nuovi pesci
I mutamenti del clima portano cambiamenti anche sui banchi del pesce dei mercati e quindi nelle cucine degli italiani. Il fenomeno viene definito “meridionalizzazione” del Mediterraneo, dove a causa dei mutamenti climatici il delicato ecosistema marino si sta modificando.
 

I mutamenti del clima portano cambiamenti anche sui banchi del pesce dei mercati e quindi nelle cucine degli italiani. Il fenomeno viene definito “meridionalizzazione” del Mediterraneo, dove a causa dei mutamenti climatici il delicato ecosistema marino si sta modificando. Largo quindi a barracuda, pesci pappagallo e ricciole varie, oltre ad aguglie imperiali e pesci serra.

“Il riscaldamento del Mediterraneo dovuto ai cambiamenti climatici – spiega Franco Andaloro, direttore di ricerca dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram) – non comporta solo l’arrivo di specie ’straniere’, ma la diffusione di pesci che già abitavano nel nostro mare, ma decisamente più a Sud. Sono le cosiddette specie termofile, che prediligono le acque calde e che negli ultimi anni stanno conquistando tutti i mari italiani”. Tra le specie termofile, afferma Andaloro, “é aumentato in quantità e distribuzione, tanto da essere comune nei mercati, un barracuda mediterraneo noto come luccio di mare (Sphyraena sphyraena), prevalentemente nei mari meridionali, che può raggiungere 1,5/2 kg”.

Un altro barracuda (Sphyrena viridensis), prosegue il ricercatore, “si pesca più raramente ma i sub lo osservano spesso sott’acqua, ad esempio nelle aree marine protette di Ustica e del Plemmirio. Viaggia in banchi di centinaia di esemplari che raggiungono i 5 kg, con l’aspetto aggressivo dei barracuda tropicali, ma inoffensivi per l’uomo”. Altro barracuda, ma questa volta straniero, è la specie Shpyrena flavicauda, entrata dal Mar Rosso: è già entrata nei mari italiani ma è ancora rarissima. Specie termofile della famiglia delle ricciole sono due carangidi, il Caranx crysos e il Caranx rhoncus, prima rari e adesso molto comuni. Oltre a questi due pesci mediterranei anche da noi è arrivata la ricciola fasciata, entrata nel 1995 dall’Atlantico. Per la gioia dei sub, ma anche dei banchi del mercato ittico, non manca nemmeno il pesce pappagallo, tradizionalmente presente nelle acque di Linosa e Lampedusa e adesso in espansione, tanto da essere comunemente osservato in tutto il Tirreno. Così come si é spinto fino alla Liguria il Pomatomus saltator o ‘pesce serra’, prima considerato raro, mentre anche in Adriatico è diventato comune il pesce balestra.

E poi sono aumentati di numero i pesci vela, come le aguglie imperiali, prima solo una presenza occasionale. Non mancano nel Mediterraneo, direttamente dal Mar Rosso, anche due triglie rosse molto grosse, catturate dalle flotte italiane che pescano nei mari libici ed egiziani e quindi finiscono comunque sui nostri banchi del mercato. Occhio però agli animali che possono costituire un pericolo: tre specie di pesce palla, due atlantiche e una dal Mar Rosso; e il pesce lepre, una specie mediterranea che ama le acque calde e quindi è in aumento. Si tratta di animali tossici, della famiglia dei tetradontidi, per via della tetradontina, una tossina che può essere letale. Fare attenzione dunque, anche se la loro vendita è proibita in Italia e la loro forma a palla li rende riconoscibili.

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it

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