ROBERTO PRAGLIOLA

Gli uomini che hanno fatto la pesca nel nostro paese

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STANILAO KUCKIEWICZ ROMIKA

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SOGNI D’INVERNO

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IL MIO APPROCCIO ALLA TLT

Il mio approccio alla TLT

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NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo

Dressing: Ninfa di stone fly di Antonio Vitolo

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Quello strano pesce a metà tra una castagnola e un piranha

Isola Capo Rizzuto – Le alte temperature delle acque marine ed i mutamenti continui del clima, portano nuove splo strano pesce pescato a Le Castellaecie di pesci lungo la costa dello Jonio. È diventata ormai quasi normale la presenza di specie di pesce molto strane che con la parte nord del Mediterraneo hanno poco a che vedere. Il fenomeno viene definito ’meridionalizzazione’ del Mediterraneo e si riferisce al fatto che i mutamenti climatici modificano il delicato ecosistema marino.
Largo quindi a barracuda, pesci pappagallo e ricciole varie, oltre ad aguglie imperiali e pesci serra e altre specie a
nomale, che stanno prendendo il sopravvento sulle normali varietà presenti lungo il litorale dello Jonio. Ecco, allora, che un gruppo di pescatori castellesi (Luigi Megna e Giovanni Morica) a bordo dell’imbarcazione ‘San Raffaele – CR 1109’ della Cooperativa Jonica Aragonese, nel tratto di mare al largo della località Capo Rizzuto, si è trovato davanti ad una specie di pesce anomala per il tratto di mare del litorale di Isola Capo Rizzuto, in prossimità dell’Area marina protetta. “Eravamo al largo di Capo Rizzuto – hanno spiegato i due pescatori – ed eravamo impegnati nella pesca delle spadare con l’utilizzo del palangaro, ad un certo punto ci siamo accorti di aver catturato un pesce strano di colore marrone scuro, con una vaga somiglianza con la conosciutissima ‘castagnola’, anche se erano visibili somiglianze con il ‘piranna’ e ‘l’ombrina del Mediterraneo’. È la prima volta che ci imbattiamo in una specie di questo tipo, segno importante che anche il clima marino sta cambiando, si stanno innalzando le temperature ed è sempre più facile pescare specie fino ad oggi a noi sconosciute”.
“Il riscaldamento del Mediterraneo, dovuto ai cambiamenti climatici, – spiega Mario Gentile, presidente della Cooperativa jonica aragonese di Le Castella – non comporta solo l’arrivo di specie ‘straniere’, ma la diffusione di pesci che già abitavano nel nostro mare, ma decisamente più a Sud. Sono le cosiddette specie termofile, che prediligono le acque calde e che negli ultimi anni stanno conquistando tutti i mari italiani. Tra le specie termofile, é aumentato in quantità e distribuzione, tanto da essere comune nei mercati, un barracuda mediterraneo noto come luccio di mare (Sphyraena sphyraena), prevalentemente nei mari meridionali. E poi sono aumentati di numero i pesci vela, e non mancano nel Mediterraneo, direttamente dal Mar Rosso, specie di pesce fino ad oggi mai visti nelle acque del Mediterraneo. Comunque non è laprima volta che ci imbattiamo in queste novità – ha concluso Gentile – infatti, alcuni anni addietro era rimasto impigliato nelle reti dei pescatori una strana specie di granchio di colore azzurro che ci aveva colpito e ci aveva dato la conferma che anche il sistema marino stava avendo dei mutamenti, oggi la novità di questa nuova specie carnivora (capibile dalla dentatura) che ci spinge ad avviare una fase di monitoraggio dei nostri mari”.

Fonte: Il Crotonese

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