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Gli uomini che hanno fatto la pesca nel nostro paese

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IL MIO APPROCCIO ALLA TLT

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NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo

Dressing: Ninfa di stone fly di Antonio Vitolo

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SQUALO MAKO IN CALALABRIA

Lamezia Terme: Pesca con l´amo uno squalo Mako da 15 chili 20/09/2007

Pesca pescare Calabria squalo in Calabria

Un giovane parrucchiere lametino di 30 anni, Vincenzo Ammendola, nel giorno del suo riposo settimanale va a pesca, ilsuo hobby preferito, e si trova attaccato all´amo uno squalo, a sole due miglia distante dalla costa.

Ammendola parte di buon mattino e giunto sul posto comincia a preparare la sua piccola barca di 5 metri intenzionato e pronto alla pesca del tonno, che in questo periodo, a suo dire, è particolarmente buoni. Sistemato i palamiti, oltre trecento ami con esca di sarda, e si mette in mare pieno di gioia, Peraltro la giornata è splendida ed il mare una immensa tavola blu.

Tutto fa presagire una buona pesca e comunque una giornata divertente e rilassante.

A circa due miglia dalla battigia fa i necessari gesti rituali: cala nell´acqua i palamiti, sistema la barca e inizia la pesca. Ma di tonni neanche l´ombra. Ad un certo punto e ad ora ormai di pranzo, circa le 13, dopo averci messo in mare trecento ami, sente uno strappo irruento e deciso.

 

Tira su la lenza ed in invece di vedere attaccato all´amo un bel tonno trova con sua enorme sorpresa uno squalo Mako di oltre 15 chili. Da pescatore amatoriale è comunque contento, anche perchè lo squalo, una volta a terra, finisce sulla griglia essendo la carne assai prelibata. Il problema però continua in mare: i Mako sono veri e propri predatori e attaccano l´uomo. Quanti altri ce ne sono nelle acque Golfo?

Gazzettadelsud.it

LO SQUALO MAKO

Lo squalo mako (Isurus oxyrinchus), denominato anche semplicemente mako, fra i Lamnidi è lo squalo con il corpo più marcatamente fusiforme.

Il suo muso conico, le pinne pettorali brevi e la pinna caudale a forma di mezzaluna lo rendono uno dei pesci più rapidi dell’oceano, assicurando ai brevi scatti necessari per la sua predazione un effetto quasi sempre vincente.

Il mako è lo squalo di cui parla Ernest Hemingway nel romanzo Il vecchio e il mare . È molto noto ai pescatori sportivi: quando viene catturato all’amo può compiere spettacolari balzi di 6 m e può raggiungere una velocià di oltre 35 km/h.

Grazie al nuoto rapido cattura pesci oceanici e calamari, gli esemplari più grandi anche marlin e cetacei. È noto il caso di uno squalo mako che ha percorso 2128 km in 37 giorni. Al momento della nascita la sua misura si aggira già sui 70 centimetri ma un esemplare adulto può raggiungere la lunghezza di quasi 4 metri.

Il suo dorso è azzurro metallico mentre il ventre si caratterizza per una colorazione che può inquadrare varie gradazioni di grigio, più o meno tendenti al bianco.

La singolare conformazione della bocca fa sì che i denti di questo squalo siano visibili anche quando le mascelle dell’animale risultano serrate. È un pesce pericoloso, che ha assalito più volte l’uomo.

Particolarmente vorace ed aggressivo, il Mako non teme prede di dimensioni notevolmente superiori alle sue, cattura agevolmente pesci oceanici e calamari, non disdegnando prede di dimensioni superiori come cetacei e pesci spada.

Il Mako vive solitamente in mare aperto, previlegiando acque tropicali e temperate e scendendo molto difficilmente oltre i 150 metri di profondità. E’ un pesce che sovente può essere avvistato anche nel Mar Mediterraneo.

La femmina mette al mondo da 4 a 16 piccoli vivi alla volta, che però non sono collegati al corpo materno tramite una placenta: gli embrioni praticano una forma di cannibalismo nutrendosi delle uova e degli altri embrioni .

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