WADER e COSCIALI comodi ma...

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Autore Topic: WADER e COSCIALI comodi ma...  (Letto 14012 volte)

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Risposta #20 il: Gennaio 13, 2012, 09:42:10
Infatti!!! Le prossime puntate sul Tanagro e sul Sele saranno assolutamente coi waders...Grazie per averlo ribadito, Donato!


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Risposta #21 il: Gennaio 13, 2012, 10:50:11
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i cosciali iniziarono a riempirsi e a immobilizzarmi. La corrente era forte, ma per fortuna, come avevo letto in un articolo, invece di cercare di contrastarla, mi abbandonai al flusso dell'acqua cercando di raggiungere la sponda opposta
ciao, ho letto la tua esperienza e ti faccio una domanda...ma a lasciarsi trasportare dalla corrente con i cosciali pieni d'acqua, non si corre il rischio di andare sotto? cioè se anche si riesce a toccare con i piedi sul fondo, la corrente forte non dovrebbe sbilanciare e portare "in diagonale" una persona, facendo perdere completamente il controllo?
perdonami se con questa domanda ti faccio ripensare a momenti terribili; ti ringrazio per eventuale risposta

io in mare ho sempre pescato con gli stivali a ginocchio...ovvio che molte volte rinuncio a raggiunge i punti migliori e più comodi, accontendandomi di lanciarci da lontano; poi sistematicamente se il mare è bello mosso torno a casa con i pantaloni inzuppati e gli stivali pieni...anzi tante volte durante la pescata devo svuotarli e reindossarli...vediamo di prendere i waders quando ci saranno 2 lire da spendere
Ho visto Sampei pescare carpe da un quintale con canna fissa ed essere trainato con tutta la barca per centinaia di metri; l'ho visto finire in acqua mentre stringeva con forza la sua canna fissa e faceva perno su tutti e due i piedi...VOGLIO IL FILO DI SAMPEI PER IL MIO MULINELLO!!!


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Risposta #22 il: Gennaio 13, 2012, 11:54:38
Ciao manuspin!
Mi abbandonai alla corrente perché non avevo scelta. Il livello dell'acqua era aumentato repentinamente per un'ondata di piena improvvisa e tornare verso riva significava non solo contrastare il flusso  con poche speranze di riuscita, ma, peggio ancora, far riempire ancor più rapidamente i cosciali. Per fortuna non fui preso dal panico e, appena mi accorsi che tentare di retrocedere era impossibile, cercai di "navigare" nella corrente in modo attivo (inquadrando postazioni sicure sulla sponda opposta e calcolando la direzione della corrente) e con gli stivali ancora vuoti per meta' (perciò non ancora eccessivamente affondanti) piuttosto che farmi trascinare passivamente.
Mi andò di lusso, come scoprii in modo ancor più chiaro il giorno dopo, quando, come accennavo, lessi sul giornale della morte di due pescatori in un tratto di fiume poco a monte della mia postazione di pesca.
In mare, con moto ondoso sostenuto, penso che mettersi in salvo sarebbe ancora più complicato.


enzo.

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Risposta #23 il: Gennaio 13, 2012, 18:37:29
ci vuole lucidita' e sangue freddo per cui,premesso che ognuno conosce (almeno) se stesso,se pensasse di non averne in quei momenti,e'meglio stare all'asciutto.
Lo stesso discorso di uno che non sa nuotare (e ce ne sono tanti)ma si butta a mare lo stesso affidandosi al fatto che magari sa stare solo a galla,poi basta un'onda o un po'd'acqua in bocca per farlo entrare in panico.
Con questo non voglio dire che non si debbano indossare waders o cosciali,basta solo farlo senza rischiare.
Sembrera'una "frase fatta" lo so'pero'in giro ce ne sono tanti cosi'......sia nel nostro amato sport che in altri.

enzo
TUTTO CIO'CHE LASCIAMO A RIVA,LA NATURA PRIMA O POI CE LO RESTITUISCE E NON PENSO CHE VORREMO PER I NOSTRI FIGLI UN FUTURO DI SPAZZATURA!!!
RIPARIAMO I DANNI FINCHE'SIAMO IN TEMPO.


donatot

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Risposta #24 il: Gennaio 13, 2012, 20:45:49
Anche io sono d'accordo con Enzo, la pesca e uno sport per divertirsi... anche se indossiamo gli stivale per proteggersi dall'acqua, non vale la pena rischiare. 
>(((((((((°><°)))))))))<
Molto meglio la riva silenziosa di un fiume in una calda giornata di primavera con gli insetti che ti schiudono tutto intorno e accompagnati solo da qualcuno che è capace di assaporare questa magica atmosfera.


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Risposta #25 il: Gennaio 13, 2012, 22:44:50
A questo proposito, a mio parere, l'idea di un patentino, preceduto da qualche lezione teorica non solo sulle tecniche di pesca o sulla biologia dell'ittiofauna, ma anche sulle norme da osservare per la propria e l'altrui sicurezza quando si pesca, sarebbe auspicabile.
Quando ebbi il problema di cui sopra avevo da poco fatto la mia prima licenza di pesca, semplicemente pagando una quota. Ero giovanissimo, inesperto e non avevo maestri; quindi, le lezioni in materia di sicurezza di un pescatore come Donato o Nonnoroby, mi avrebbero fatto assai comodo.


donatot

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Risposta #26 il: Gennaio 13, 2012, 22:57:45
Caschi male Angelo  ;D perché io non so nuotare... al limite nel fiume ti posso aiutare, lanciandoti una mosca per farti agganciare... calabria

ps: Scherzo ovviamente...alla fine di Febbario, apre la pesca alla trota, se vuoi che ci vediamo sono quì.
>(((((((((°><°)))))))))<
Molto meglio la riva silenziosa di un fiume in una calda giornata di primavera con gli insetti che ti schiudono tutto intorno e accompagnati solo da qualcuno che è capace di assaporare questa magica atmosfera.


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Risposta #27 il: Gennaio 13, 2012, 23:14:03
Beh, non saprai nuotare, ma di esperienza sui fiumi da trasmettere ne hai in abbondanza...Davvero sarebbe utile che chi si accosta al nostro sport avesse qualche informazione essenziale in più...E già, l'apertura si avvicina...ci sto pensando sempre più intensamente (devo passare da Scorziello a Battipaglia a rinnovare il tesserino Fipsas)...Vederci sarebbe per me un vero onore!


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Risposta #28 il: Gennaio 14, 2012, 00:36:56
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Beh, non saprai nuotare, ma di esperienza sui fiumi da trasmettere ne hai in abbondanza...Davvero sarebbe utile che chi si accosta al nostro sport avesse qualche informazione essenziale in più...E già, l'apertura si avvicina...ci sto pensando sempre più intensamente (devo passare da Scorziello a Battipaglia a rinnovare il tesserino Fipsas)...Vederci sarebbe per me un vero onore!
L'idea di un patentino, purché totalmente gratuito (basta con le tasse, ormai ci hanno succhiato anche il sangue...), non sarebbe un'idea malvagia da introdurre sia nella pesca in acque dolci che in mare.
Rilasciato dopo il superamento di un esamino, ci costringerebbe tutti quanti a 'studiare' le più elementari norme di sicurezza da seguire quando pratichiamo questo meraviglioso sport, che spesso siamo trascurati ad adottare non solo per nostra imprudenza ma anche per la loro mancata conoscenza.
Inoltre, dato il continuo depauperamento della fauna ittica, il superamento dell'esamino dovrebbe passare anche attraverso la conoscenza delle norme legislative e delle specie ittiche a maggior rischio di estinzione.
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