Terminali per Beach ledgering

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Autore Topic: Terminali per Beach ledgering  (Letto 17190 volte)

^NONNOROBY^

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il: Agosto 18, 2013, 11:26:37
Terminali per il Beach Ledgering

Il Beach Ledgering è una branca della PAF (Pesca a Fondo) che si caratterizza per la leggerezza di tutto l’impianto pescante: canne, mulinelli, fili, terminali e zavorre.

E’ risaputo che nella pesca a fondo i braccioli sottili sono soggetti ad ingarbugliarsi più facilmente rispetto a quelli di maggior diametro ed è per questo che i pescatori si sono sempre ingegnati  a studiare marchingegni che diminuissero almeno in parte questa fastidiosa seccatura. Poi, come sempre accade, anche i produttori di articoli da pesca si sono dati da fare per immettere sul mercato congegni utilissimi allo scopo ed oggi possiamo usufruire di una sfilza di accessori davvero notevole.

Nella preparazione dei terminali che segue ho preso in considerazione solo i più comuni, ma chi fosse interessato ad approfondire l’argomento non ha che da sfogliare i cataloghi dei tanti produttori di accessori, tra i quali primeggia l’italiana Stonfo.
 
Questi terminali si possono benissimo utilizzare anche nella pesca a fondo generica, naturalmente variando diametri dei fili e dimensione degli accessori, tenendo però presente che più le condizioni  meteo-marine si avvicinano a quelle estreme, meno dobbiamo fare ricorso a questo tipo di mezzi sussidiari, dato l’aumento del diametro dei fili.

Intanto, a Beach Ledgering, ci danno una grossa mano.

Ho voluto distinguere la pesca a beach ledgering tra Ultra leggera, da praticarsi con mare calmo o poco mosso e fondale libero da ostacoli che potrebbero danneggiare i sottilissimi fili, e Leggera, da praticarsi con mare più ‘allegretto’ ma comunque rientrante tra i limiti di questa disciplina (dopo i quali si sconfina nella PAF generica).

Questa è una lista dei fili:
 


Nelle Fig. 2 e 3 ho elencato alcuni accessori:
 

 



Nelle Fig. 4 e 5 ho illustrato la preparazione di alcuni snodi:
 

 



Nella Fig.6 è illustrata la sagomatura della guaina termosensibile, molto utile nella funzione di salvanodo. La sagomatura va fatta prima di inserire il nylon nella guaina, perché in caso contrario il calore lo danneggerebbe. Come fonte di calore suggerisco la candela, in quanto più pratica e veloce del phon, specialmente se si devono preparare in serie questi accessori per terminali. Se siamo costretti a fare questo lavoro sul luogo di pesca (in caso di un’emergenza), possiamo utilizzare un accendino. Un’alternativa alla guaina termosensibile come salvanodo è data dal conetto siliconico o in gomma:
 



Se non troviamo o non vogliamo usare le apposite spiraline (‘mollette di stop’) della Stonfo, possiamo creare i ‘nodini di stop’ (nodini di fermo) degli snodi usando un filo cerato, un filo interdentale, un filo robusto da ricamo, un cordino per aggiustare le reti, uno spezzone di multifibra. Nella fig. sotto è illustrato il metodo per creare il nodino di fermo:


 


Le Fig. 8, 9, 10,11,12 e 13 illustrano la preparazione di alcuni calamenti:
 

 

 

 

 

 



Le fig. seguenti illustrano la preparazione del ‘Rosario’, che serve per alleggerire ulteriormente l’apparato pescante se si ha a che fare con prede diffidenti o svogliate. Il rosario è composto da una serie di perline e di spezzoni da 1 cm di guaina di filo elettrico che si alternano per una lunghezza totale di 10 > 15 cm:
 

 



Si può anche fare a meno del trave. Per esempio, quello sotto è uno dei calamenti che preferisco:
 



Anche se non è obbligatorio usarlo, il pasturatore rappresenta il beach ledgering più classico e risulta spesso la carta vincente quando i nostri spot cominciano a regalarci poco. L’allestimento della Fig. sotto è quello che preferisco per il pasturatore da bigattini:
 



I pasturatori, sia da bigattini che da sfarinati e macinati, possono essere collegati alla lenza anche mediante un anti-tangle oppure usati a fondo lenza al posto del piombo fisso.

Il peso del piombo, sia fisso che scorrevole, va dal minimo sostenibile (p.e. 10 gr) ad un massimo di 90 gr. Se siamo costretti a superare i 90 gr, teniamo presente che abbiamo sconfinato dal beach ledgering alla pesca a fondo generica. Anche se ai fini pratici cambia poco, è bene comunque sapere che oltre quella soglia siamo fuori dal beach ledgering.... e dobbiamo specificare che stiamo praticando pesca a fondo generica calabria
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^NONNOROBY^

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Risposta #1 il: Agosto 18, 2013, 19:29:36
La brillatura

Con il termine brillatura si intende la doppiatura di lenza a forma di treccia che viene eseguita con un duplice scopo:

-   Rendere la parte iniziale di un bracciolo (quella collegata allo snodo) più rigida
-   Rendere la parte finale di un bracciolo (quella collegata all’amo) più resistente agli eventuali morsi di un pesce, o al logorio dovuto allo sfregamento nell’apparato boccale del pesce nella fase di recupero.

Quello che interessa a noi nell’ambito del beach ledgering è il primo scopo. La sottigliezza dei braccioli non consente loro di mantenere una posizione perpendicolare al trave, per cui essi tendono a ‘cascare’ paralleli al trave stesso, quindi con maggiori possibilità di aggrovigliarvisi.
Intendiamoci, non è che la brillatura metta in netta posizione perpendicolare il bracciolo, che continuerà a stare pendulo, però contribuisce a tenerlo più distanziato dal trave rispetto a prima
 


L’approntamento della brillatura è più facile a farsi che a dirsi. Dal rocchetto di filo che usiamo per fare il bracciolo svolgiamone una cinquantina di cm (senza tagliarlo!) e doppiamo su se stessi i primi 15 cm (cioè pieghiamo ad U la parte iniziale che abbiamo svolto:
 


Teniamo la parte sinistra della lenza doppiata tra il pollice e l’indice della mano sinistra, e teniamo la parte destra tra il pollice e l’indice della mano destra.
Adesso ruotiamo pollice e indice sinistro verso sinistra e, contemporaneamente, ruotiamo pollice e indice destro verso destra: questi due movimenti simultanei e contrapposti faranno intrecciare tra loro le due parti della lenza doppiata:
 


Con un po’ di esercizio riusciremo a fare in modo che la treccia risultante venga abbastanza compatta, con le spire molto strette e ravvicinate. All’apice della treccia si formerà una piccola asola. Terminata la treccia, per evitare che si disfi facciamo un nodo ad otto alla fine dell’intreccio:
 

 


(per l'esecuzione di questo nodo, vedi il filmato in calce)
 
L’asola deve avere dimensioni piccolissime. Se risulta ancora troppo ampia, infiliamoci la punta di uno stuzzicadenti e ruotiamolo sino a ridurre le dimensioni dell’asola. Per evitare che l’asola si disfi, blocchiamola con una goccia di Attack:
 


Tagliamo infine la parte eccedente del filo. Adesso svolgiamo dal rocchetto tanto filo quanto necessario per fare il bracciolo e annodiamoci l’amo
 


Nel seguente filmato la brillatura è usata per altri scopi ed ha una lunghezza superiore, però è mostrato come si crea la brillatura e come si effettua il nodo di chiusura

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baronmario

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Risposta #2 il: Ottobre 16, 2013, 10:54:56
Ciao nonnoroby.
Come sempre i tuoi post sono esaudenti e precisi.
Sempre preso da problemi di salute, per fortuna sono molto più sopportabili.
Inoltre il mio PC si è preso un periodo di riposo: ho dovuto cambiare la "Scheda Madre" e molti
altri circuiti; causa sovralimentazione della linea elettrica, dovuta ad un fulmine che si è scaricato
in una Cabina elettrica dell'Enel nelle vicinanze alla mia abitazione, almeno cosi mi è stato riferito.
ciao a tutti. baronmario "mario"  ;D ;D
La furia dei marosi sulla scogliera...
La natura... si sfoga... contro di noi.


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Risposta #3 il: Ottobre 16, 2013, 15:46:09
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Sempre preso da problemi di salute, per fortuna sono molto più sopportabili.

Ciao, Mario carissimo,
da qualche parte ho letto che invecchiare è bello, che aumenta la saggezza e altre smancerie di questo genere (naturalmente messe in giro dai vecchietti). Sarà pure così, ma io che sto invecchiando mi sto accorgendo che si invecchia e basta, e più che saggi si diventa sempre più rimbambiti calabria
Ma questo sarebbe poco male, se non fosse che l'invecchiamento è sempre accompagnato dalla comparsa di acciacchi fisici che ci intralciano nello svolgere certe attività che abbiamo sempre amato e che ci impediscono di continuare a goderne come prima, o comunque di limitarle tantissimo.
Non so a te, ma a me questo fatto fa venire una tale stizza che staccherei il cranio con un morso a chi osasse dirmi davanti che invecchiare è bello... ;D
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^SURFMASTER76^

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Risposta #4 il: Ottobre 16, 2013, 16:24:19
Ciao Roberto,
oltre che rinnovarti i complimenti per questa dettagliata e chiarissima guida, avrei due da domande da porti:

1 - il cordino per riparare reti, a tuo avviso, potrebbe essere utilizzato a mo di shock leader?
2 - per quanto riguarda la brillatura del terminale, utilizzare dell'attack sul nylon, non potrebbe danneggiarlo?


^NONNOROBY^

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Risposta #5 il: Ottobre 16, 2013, 16:47:16
No, Luigi,
il cordino ha un carico di rottura troppo esiguo e l'Attack non danneggia la lenza, o perlomeno non lo fa più di quanto possa fare la Loctite 406 o 416 (diffusamente usata per bloccare le perline), dato che si tratta dello stesso prodotto (l'Attack è solo più veloce nell'asciugarsi). Anche le altre colle che vengono dichiarate apposite per il nylon (tipo quella della Berkley o della Stonfo) sono tutte a base cianoacrilica, cioè come l'Attack...
Piuttosto, ho trovato un metodo molto interessante per preparare la brillatura, è molto più lungo ed elaborato di quello classico ma il risultato finale è davvero buono:

Nodo alternativo per fare la brillatura:




















 
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^SURFMASTER76^

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Risposta #6 il: Ottobre 16, 2013, 17:48:57
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... ho trovato un metodo molto interessante per preparare la brillatura, è molto più lungo ed elaborato di quello classico ma il risultato finale è davvero buono ...

Più che un nodo, un'opera d'arte ...  calabria


orata1981

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Risposta #7 il: Marzo 27, 2015, 16:53:29
Salve a tutti,
Vorrei sapere se per pescare con mare calmo e acqua pulita, va bene un buon nylon dello 0.18 come terminale? O è necessario il fluorocarbon?
Grazie. Ciao


^SURFMASTER76^

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Risposta #8 il: Marzo 27, 2015, 17:00:37
Se peschi di giorno e su fondali sabbiosi potrebbe essere più utile un buon fluorocarbon. Stesso discorso se peschi di notte in presenza di fonti luminose come fari, lampioni o Luna. Pescando al buio o in presenza di acque torbide, uno vale l'altro.


^DANIELEESPOSITO70^

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  • fino alla fine...
Risposta #9 il: Marzo 28, 2015, 15:54:53
Quoto Luigi (surfmaster76).
In quanto al diametro da usare, se vuoi insidiare l'orata, uno 0,18 può essere troppo esile.
Di solito, se dedico una canna a lei, minimo metto un finale dello 0,23...
mi fa sentire un pò più sicuro
Daniele


ALDOMARE

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  • IL MARE E' VITA
Risposta #10 il: Gennaio 19, 2016, 13:32:42
Concordo ancher io nell'utilizzo del fluorcarbon, ho notato differenze a posteriori nel mio secchio in uscite con o senza il suo utilizzo... ormai è qualche anno che tassativamente lo impiego nei terminali.
In realtà utilizzo quasi sempre un 0.18 e non ho mai riscontrato grandi problemi.. ma è anche vero che la taglia generalmente varia dai 300 agli 800 di media nei miei spot.

NONNOROBY questo tuo post mi mancava.. come sempre complimenti 


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