Light Drifting

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Autore Topic: Light Drifting  (Letto 7234 volte)

^MOZZO^

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  • Calabria pesca on line
il: Ottobre 08, 2006, 16:29:48
Light Drifting

Da qualche anno questa Tecnica di pesca sta conquistando un elevatissimo numero di pescatori sportivi, soprattutto per la sua capacitÓ catturante basata sulla semplicitÓ delle attrezzature e delle tecniche da mettere in pratica.

Il Light Drifting sfutta essenzialmente l'abbitudine che hanno i predatori di concentrarsi in determinate zone di mare dove si convoglia  il cibo e quindi secche dove spesso passano branchi di novellame, zone con particolari correnti dove stazionano determinati tipi di pesce, ecc.
Ottima alternativa al Drifting - con prede pi¨ piccole ma ben pi¨ gustose, quali, ad esempio, Dentice, Orata, Ricciola, Leccia, Cernia, ecc.-

Rimane la pasturazione, elemento essenziale per una buona riuscita di tutta l'azione di pesca, tenendo presente che i migliori risultati ottenibili pescando con questa tecnica si devono proprio all'azione della pastura ed alla capacita' nel posizionamento le nostre esche in mezzo ad essa o nella sua scia.

Per raggiungere al meglio tale finalitÓ esistono alcune possibilitÓ: la lenza con galleggiante, la lenza morta in corrente e la lenza piombata.

Nel primo caso si possono usare vari tipi di galleggianti sia scorrevoli che fissi; la seconda metodologia consiste nel filare in corrente la lenza libera e la terza nell'inserire un piombo che consenta all'esca di pescare  in prossimitÓ del fondo, limitando notevolmente il raggio d'azione dell'esca stessa.

I diametri delle lenze da preparare saranno di volta in volta correlati con le tipologie delle specie ittiche che si intendono insidiare, mentre le canne e i mulinelli saranno praticamente gli stessi della piccola e media traina.

Le esche da utilizzare sono sempre naturali, meglio se vive, e saranno anch'esse scelte in considerazione dei pesci che si vogliono insidiare o che, per lo meno, si Ŕ sicuri popolino la zona prescelta per la nostra battuta di pesca.

Il cefaletto, la boga, la triglia, la seppia, ed il calamaro sono sicuramente tra le pi¨ catturanti e la loro montatura , generalmente su due ami, sarÓ effettuata su uno spessore di monofilo lungo dai 4 ai 6 metri del diametro  del 0.60-0.80 millimetri.

L'azione di pesca vera e propria si svolgerÓ con la barca ancorata se siamo in una zona arealmente abbastanza limitata, oppure con la barca in deriva se ci troviamo, invece, in un'ampia zona con fondali misti.

Il salpaggio di una preda d'eccezione sarÓ l'operazione che chiderÓ una bella giornata di pesca consacrando la validitÓ di questa tecnica
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