Chiuso il porticciolo turistico di Gizzeria!!!!!!!!

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Autore Topic: Chiuso il porticciolo turistico di Gizzeria!!!!!!!!  (Letto 3988 volte)

^NANDONE^

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GIZZERIA - La capitaneria di porto su ordinanza del Gip di Lamezia ha posto ieri mattina, intorno alle 9, i sigilli al porticciolo di Gizzeria Lido gestito dalla società Fedil-barche della famiglia Fedele.
«Area sottoposta a sequestro penale e preventivo ai sensi dell'art 321 del Codice di procedura penale», è quanto si legge sul cartello affisso sui cancelli di ingresso e che ha creato forte sgomento tra le 50 famiglie di pescatori e tra i proprietari delle circa 250 imbarcazioni, che a luglio e agosto arrivano fino a 350, che si servivano di questo attracco turistico e che sono arrivati numerosi a protestare bloccando anche la statale 18.
Ma quali le ragioni di un provvedimento così forte, che va a creare profondi disagi non solo tra chi vive essenzialmente di pesca o gli appassionati della passeggiata in barca, ma anche a tutte quelle attività economiche legate a questo tipo di servizi? Parliamo di ristoratori della zona, officine di rimessaggio, distributori di gasolio. un intero indotto economico che va ad essere colpito nel periodo di massimo lavoro.
Luigi Piccioli, comandante della capitaneria di porto di Vibo Valentia, ha spiegato che questa misura cautelativa, decisa dalla Procura di Lamezia a seguito di un'indagine della Guardia costiera, è intervenuta perché «il porticciolo sorgerebbe su una zona sottoposta a tutela ambientale, rientrando nei cosiddetti siti di importanza comunitaria (Sic) che si trovano lungo tutto il litorale».
Una struttura, quella di Gizzeria, che esiste dal 1993, ma solo oggi si sarebbe rilevato che «le autorizzazioni sarebbero state rilasciate irritualmente dagli enti di pubblica amministrazione preposti».
L'ultimo permesso risale al 31 dicembre 2008 e dovrebbe valere per sei anni.
«La misura - ha informato Piccioli - riguarda 30 mila mq dell'area demaniale marittima del porticciolo e di quella adiacente del patrimonio dello Stato che si è accertato essere abusive. Le autorità fornendo le necessarie concessioni non hanno tenuto conto della particolare situazione di quella che è in realtà un'oasi naturalistica».
L'avvocato Pino Zofrea, che difende la famiglia Fedele concessionaria dell'area demaniale, ha fatto sapere che «l'azienda impugnerà il provvedimento che fa capo a elementi di illegittimità risalenti al passato e che comunque hanno natura amministrativa e solo dei risvolti di tipo penale». E in ogni caso, «gli utenti non possono subire i danni cagionati dagli errori dei funzionari. Quello di ieri è un intervento intempestivo o tardivo che non ha tenuto conto degli intereressi coinvolti e del gravo danno che arreca a titolari e utenti che rischiano il blocco delle attività per tutta l'estate. Le specie protette (falchi pescatori e anche cicogne) a cui fa riferimento la perizia tecnica non sarebbero più esistenti in quelle zone da almeno quaranta anni e il problema non è sicuramente legato al porticciolo, ma quanto all'inquinamento di acque e sabbia della zona intorno».
«Abbiamo più volte chiesto d'essere sentiti - ha detto Valeria Fedele titolare della Fedil-barche, - ma poi la situazione è piombata in un mutismo invalicabile fino all'ultima misura cautelativa». Già lo scorso anno era stato emesso un provvedimento di sequestro per un'area del porticciolo, un muro di 2 metri che fa da argine al lungomare, che però ha permesso ugualmente l'uso del diporto per le imbarcazioni.
La titolare ha sottolineato la gravità dei «risvolti sociali di questa iniziativa che mette in ginocchio un'attività e colpisce in maniera dura, probabilmente irreversibile, alcune manizioni attinenti l'economia locale in un momento di particolare crisi. Non capiamo le ragioni di un provvedimento così aggressivo, quando qualsiasi tipo di contestazione poteva essere risolta con una semplice sanzione amministrativa».
Il circolo nautico "Golfo di Sant'Eufemia" ha già invitato i diportisti a fare fronte comune, costituendo un comitato, «contro un'azione giudiziaria che arriva quando ormai tutti i posti barca sono stati assegnati e si avrà difficoltà a trovare altre sistemazioni. Chiediamo alle autorità giudiziarie che si prendano urgenti provvedimenti».
Ai pescatori, molti anche di Amantea dove il porto di Campora San Giovanni risulta tuttora chiuso e in attesa di rassegnazione dopo un altro intervento giudiziario, non resta che servirsi eventualmente del porto di Vibo o di Tropea con costi però molto elevati senza considerare il problema della distanza. «Ci rendiamo conto - ha commentato Piccioli - che l'iniziativa arriva a ridosso della stagione estiva. Nulla toglie che le varie categorie che non fanno parte dell'attività turistica del porticciolo possano avanzare istanza al giudice» per chiedere dei permessi speciali. La cooperativa di San Rocco potrebbe essere già ricevuta dal comandante nei prossimi giorni.
 
Fonte: gazzettadelsud.it 


francoabba

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Risposta #1 il: Luglio 05, 2009, 07:23:30
... incredibile. Autolesionismo indiscriminato, sociale e privo dell'uso della ragione. F.to: un abituale turista lombardo.


gianni

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Risposta #2 il: Maggio 16, 2016, 13:40:00
Buongiorno,
vista la chiusura del processo a Dicembre del 2015, avete notizie se riapriranno?


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