Crolla il pontile dell'ex SIR a Lamezia Terme

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Autore Topic: Crolla il pontile dell'ex SIR a Lamezia Terme  (Letto 7278 volte)

^SHARK^

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il: Settembre 02, 2010, 14:00:18

Lamezia Terme - Nel terzo trimestre del 2010, ossia tra Luglio e Settembre, avrebbero dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione per 450 mila euro, per la messa in sicurezza dell’opera numero 464 , ossia il pontile dell'area ex Sir. Almeno questo si legge sulla programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dell’amministrazione del comune di Lamezia terme. Il problema è che ieri, 1 Settembre, il pontile non ha retto oltre all’attesa dell’inizio dei lavori, ed è rovinosamente crollato. Ha ceduto proprio il punto più in prossimità alla riva, che è anche quello più soggetto a spinte, un punto in cui da tempo le travi hanno smesso di esistere e a reggere tutto il carico era rimasta soltanto una soletta in cemento. È bastato che il tempo, l’erosione dovuta alla salsedine, il vento, le mareggiate facessero il loro mestiere, perché le principali strutture metalliche del pontile -ormai ridotte da anni a miseri lamierini arrugginiti inconsistenti- cedessero provocando una deformazione irreversibile e quindi un crollo inevitabile.
Queste fotografie documentano l’inizio del crollo: il cedimento ha riguardato solo la campata più a riva del pontile, ma il processo è tutt’ora in corso ed entro qualche ora, questa parte, precipiterà completamente in mare. Si potrebbe anche dire che sono immagini che documentano quella che potrebbe definirsi la scena di un crimine da cui è possibile osservare l’esito finale di un delitto annunciato: è vero, non c’è scappato il morto, ma è solo un caso se nessuno, in questo cedimento, si sia fatto del male. In fondo si è sempre saputo che prima o poi il pontile sarebbe crollato, era stato abbondantemente previsto, eppure nessuno ha mai mosso un dito per evitarlo. Nonostante sia tutto l’anno preso d’assalto da pescatori e gente alla ricerca di un po’ di relax, il crollo del pontile non ha fortunatamente provocato danni alle persone visto che in quell’esatto momento nessuno si trovava a passarvi sopra. In passato sono state emanate diverse ordinanze di divieto di accesso ed è stata innalzata perfino una recinzione in blocchi per impedirne il passaggio ma la gente non ha mai smesso di intrattenervisi.
Diversi sono interrogativi adesso: cosa se ne farà adesso del pontile e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Verrà demolito completamente? Verrà lasciato così com’è? Verrà bonificato? Verrà trasformato in qualcos’altro? Verrà lasciato sul fondale perché possa diventare un punto di ripopolamento della flora e della fauna marina?
Visti i divieti mai rispettati, ci chiediamo quante persone siano mai state multate per essere state sorprese a pescare o soltanto a passeggiare sopra al pontile. Sappiamo che all’inizio qualcuno è stato mandato via, poi però si è scelto di lasciare che tutto scorresse come se niente fosse. Perché tanta trascuratezza?
Ad oggi non ci è dato sapere quale sarà lo scenario futuro, o forse possiamo immaginarcelo. Quello che è certo è che questo crollo è la prova della totale mancanza di capacità da parte della classe dirigente e amministrativa di far fronte all’emergenza del territorio; è lo svilimento delle iniziative che provengono dalla società civile, se perfino il concorso di idee sul recupero del pontile è stato realizzato quando ormai non c’era già più molto da recuperare.
Nonostante l’interesse che i vari politici hanno sempre dimostrato – ma solo a parole- per questa struttura, nulla è mai stato fatto per potenziarla o per metterla in sicurezza a tempo debito. E questo nonostante nella programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dall’amministrazione proprio al pontile sia stata assegnata la massima priorità.
Cos’altro dobbiamo attenderci se questa è la dimostrazione della totale inerzia di cui è capace chi amministra il nostro territorio?

Fonte Lameziaweb
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Risposta #1 il: Settembre 02, 2010, 14:07:06
Crolla l'ultimo simbolo della speculazione politica dei primi anni 80 che ha mandato allo sbaraglio centinaia di famiglie con l'incubo della cassa integrazione e della precarietà. Tanto si sarebbe potuto fare, poco si è fatto, anzi nulla, sia negli anni 80 per i lavoratori sia in seguito per le strutture. Ultimo atto di una storia già scritta.
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Risposta #2 il: Settembre 02, 2010, 15:53:06
Oggi, per me, è un giorno triste.

Quante volte, da ragazzo, non avendo la barca, mi recavo sul pontile (allora non c'era nessun divieto e ci si poteva andare addirittura sopra con l'auto) e passavo intere giornate in "mare aperto" (era lungo oltre 600 mt.).
Quanti ricordi e quante belle pescate! Lampughe, cernie, gronchi, mormore, pagelli, cefali, occhiate, sugarelli, etc. Ma a volte niente! Ma non era importante, eri comunque in mezzo al mare.

Ogni tanto passava una ricciolona (anche di 40-50 kg) o un branco di delfini e tutti dall'alto ad ammirarne la bellezza!
Su quel pontile, ho imparato tanto, ammirando "l'arte" dei "vecchi pescatori" che, ogni giorno erano li a pescare e a raccontare le loro avventure.

Oggi, per me, è un giorno triste, va via un "vecchio amico".
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E' sicuramente importante essere convinti delle proprie idee,
ma bisogna saper cambiare le proprie certezze perché abbiamo sempre da imparare.

Sentirsi strappare la canna dalle mani non ha prezzo!
Per tutto il resto c'è...
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Risposta #3 il: Settembre 02, 2010, 16:25:17
Io mi ricordo quando con papà ci andavo per guardare i pescatori, quel pontile che era stato il simbolo della speranza lavorativa per molti, poi tramutato nel simbolo dell'incubo dell'instabilità economica, della precarietà, della cassa integrazione...Quell'industria che ha rappresentato per molti un motivo per la realizzazione dei propri sogni, tante speranze per molti giovani dell'epoca, svanite in pochi mesi, a causa dei piani di politici senza scrupoli e senza vergogna alcuna. E continua ancora a creare scalpore, simbolo ancora della continuità della piena incapacità politica tipica del nostro territorio.
Tante parole sono state spese, tanti progetti presentati, ma nulla di concreto realizzato.
Ennesimo caso di malapolitica adatta solo a cannibalizzare il proprio territorio invece di valorizzarlo.
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Risposta #4 il: Settembre 02, 2010, 19:35:46
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Io mi ricordo quando con papà ci andavo per guardare i pescatori, quel pontile che era stato il simbolo della speranza lavorativa per molti, poi tramutato nel simbolo dell'incubo dell'instabilità economica, della precarietà, della cassa integrazione...Quell'industria che ha rappresentato per molti un motivo per la realizzazione dei propri sogni, tante speranze per molti giovani dell'epoca, svanite in pochi mesi, a causa dei piani di politici senza scrupoli e senza vergogna alcuna. E continua ancora a creare scalpore, simbolo ancora della continuità della piena incapacità politica tipica del nostro territorio.
Tante parole sono state spese, tanti progetti presentati, ma nulla di concreto realizzato.
Ennesimo caso di malapolitica adatta solo a cannibalizzare il proprio territorio invece di valorizzarlo.
Anche la mia Isola è piena di cattedrali nel deserto e di migliaia di esempi di malapolitica che risalgono a quello stesso periodo, e che mai neanche utilizzati sono subito diventati solo ruderi abbandonati, molti dei quali già ridotti in polvere da lungo tempo.
Anche se sono stato una vittima di questi orrorosi errori e per quanto ne stia ancora pagando le conseguenze, tuttavia in questo contesto vorrei invece mettere in risalto l'altro aspetto di questo avvenimento, e cioè quello toccato da Peppino.
Anche il 'mio' vecchio pontile non ha più resistito alle mareggiate dello scorso inverno (ne ho accennato in un mio post qualche mese fa) ed anche se non è ancora completamente crollato è talmente traballante e così ridotto a pezzi che senz'altro non supererà le prossime mareggiate.
Anch'io ho 'messo il lutto' e sono triste come Peppino, perché con i 'nostri' pontili se n'è andata una parte importante della nostra vita di pescatori sportivi. Non è sciocca retorica né tantomeno un tentativo di mediocre recitazione melodrammatica, la mia, ma un profondo e sincero dolore che sento sino in fondo al mio animo, proprio come lo sente Peppino.
Era proprio il giorno del mio tredicesimo compleanno la prima volta che ho messo piede nel pontile di Torregrande, e nel giugno scorso ho compiuto 64 anni: su quel pontile ho trascorso oltre 50 anni della mia vita di pescatore e molto probabilmente sono il più anziano ancora sopravvivente tra tutti coloro che l'hanno frequentato per la pesca.
Non credo vi sia difficile immaginare come vi si svolgeva la pesca cinquant'anni fa: povera, poverissima (di attrezzi), ma ricca, ricchissima di pesce, di tutte le specie, che da anni ormai non vedo più neanche nelle pescherie. Con una semplice lenza a mano ed un pezzo di sardina venivano fuori certe 'bestioline' che oggi si stenta a credere. E venivano fuori in quantità, senza contare le altre centinaia di specie di taglia minore che giornalmente venivano pescate in quantità incredibili (non arricciate il naso indignati, si praticava allora il C&R mille volte di più di quanto non venga praticato oggi...).
Ma non è per questo che ho il groppo alla gola, ma per tutto quello che quel pontile ha rappresentato per me: gioia, spensieratezza, allegria, amicizia, baldoria, felicità. Ci ho pescato con mio padre, con i miei fratelli, con la mia ragazza (diventata poi mia moglie), con i miei figli, con centinaia di amici (molti dei quali oggi non ci sono più). Ho troppi ricordi ed avventure felici su quel pontile, perché non mi commuova sino alle lacrime ogni volta che ci penso. Ma siccome queste cose le ho ampiamente spiegate nel mio precedente post, evito qui di ripetermi.
Immagino che la stessa cosa la provino Peppino e molti altri che come lui hanno frequentato quel Pontile della SIR, ed io sono vicino a tutti loro in questa triste giornata, perché è proprio come se sene fosse andato per sempre un vecchio caro amico. 
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BallaCoiPersici

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Risposta #5 il: Settembre 02, 2010, 20:24:14
L'ho sempre guardato con bramosia quel pontile, sognando di arrivarci in fondo.
Speriamo che questo serva (ma dubito) ad accelerare i previsti lavori di ristrutturazione.
Massimo


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Risposta #6 il: Settembre 02, 2010, 21:49:17
Quoto tutto ciò detto da Nonnoroby...
Io scrivo come persona che ha vissuto in primo piano le vicende della sir e tutto il suo iter,  ero un bambino all'epoca, non ero capace di capire cio' che stava accadendo, ma lo strascico che ha portato negli anni successivi l'ho vissuto di prima persona. Quell'industria ha lasciato una ferita profonda in molte famiglie. Ha fatto crollare speranze, gioie, e tutto cio' che si puo' augurare un giovane di quell'epoca per il suo futuro lavorativo.
Il crollo del pontile OGGI, nel 2010, riporta alla mente di chi ha vissuto quelle vicende, un film difficile da dimenticare. E' come se si portasse via un'epoca, ora come ora è solo il simbolo dello sfascio e della ruberia perpetrata nel territorio.
Inoltre come è stato detto, ci sta anche il lato "ludico", il pontile ha visto, vissuto, tanti visi di tanti pescatori, bambini ora diventati adulti, persone che ora non ci sono piu', io ci andavo con mio padre, avevo pochi anni, mi ricordo le persone piu' anziane che puntualmente trovavo la', e che mi davano un sacco di consigli.
Si era parlato di riqualificazione, di progetti, mah...
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Risposta #7 il: Settembre 03, 2010, 10:18:11
Nel 2008 la Giunta chiese dei fondi (450 mila euro) per "studiare" come poter riutilizzare la struttura
Crolla il simbolo del fallimento industriale in Calabria e, nello specifico, area ex Sir; il pontile dell'area ex Sir che aveva il compito di favorire l'approvvigionamento della Sir via mare e che, con l'abbandono di tale progetto industriale, a lungo è stato utilizzato soltanto dai pescatori e dai fotografi dilettanti per l'indubbia particolarità che rappresentava nel contesto paesistico. Diciamo che se non è crollato è proprio in via di crollo per come attestano le foto e i sopralluoghi.

Un pontile sul quale si è scritta la storia di un'epoca di promesse fallite e di sviluppo industriale che non si è mai realizzato. Il pontile ha poi goduto di una ribalta grazia al fatto che è stato rimesso alla ribalta, da Carlo Carlei e da Caterina Misuraca con il concorso di idee che ha accompagnato la proposta di rilancio della struttura "PontileLamezia NuoveIpotesi" dell'associazione culturale "400KC", proposte progettuali realizzate da diversi studi di architettura di tutta Italia ed esposte negli spazi dell'area industriale. Sulla vicenda segnalata da cittadini è intervenuto il sindaco Speranza che ha spiegato come nel corso dal sopralluogo effettuato dalla polizia municipale nell'area del pontile, si è constatato che è ulteriormente ceduta parte del manufatto già in stato di totale abbandono e precarietà.
Informato della situazione determinatasi, il sindaco ha espresso grande preoccupazione soprattutto per l'incolumità dei cittadini e dei pescatori che frequentano la zona. Speranza, che ha già predisposto un'ulteriore ordinanza di chiusura dell'area, negli anni passati ha più volte sollecitato gli enti competenti e ha scritto nuovamente all'Agenzia del demanio, proprietaria del pontile, e agli organi preposti per chiedere un pronto intervento sull'opera costruita negli anni '70 in relazione all'insediamento della Sir e successivamente lasciata in totale abbandono. Il sindaco riferisce «che ha ripetutamente denunciato lo stato di degrado e il problema della sicurezza del manufatto, oltre che l'oggettivo spreco di risorse pubbliche, evidenziando i ritardi negli interventi che, con il passare degli anni, ne hanno compromesso inevitabilmente le condizioni. Dopo varie sollecitazioni e lettere indirizzate agli organi competenti, nel 2008 feci un sopralluogo per verificare lo stato del pontile, alla presenza di un ingegnere dei Vigili del fuoco, del responsabile della Capitaneria di porto di Vibo Valentia, di un funzionario del Genio civile ed opere marittime di Reggio Calabria e di un funzionario dell'Agenzia del demanio. In quell'occasione chiesi una perizia tecnico scientifica per verificare le condizioni di stabilità e per indicare gli interventi necessari al ripristino dell'efficienza dell'opera, fin dall'epoca murata per impedirne l'accesso con tanto di divieti nell'area circostante al fine di evidenziarne l'inagibilità e la pericolosità. Successivamente ho chiamato in causa tutti gli organi competenti, ponendo con più urgenza la questione sicurezza».
Il pontile, di proprietà del Demanio (e quindi dello Stato), avrebbe dovuto costituire il terminale dell'enorme complesso chimico realizzato nella piana di Sant'Eufemia dalla Sir (Società Italiana Resine) nei primi anni '70. Costruito per consentire l'attracco di navi per lo scarico e il carico di materiali necessari per il funzionamento degli impianti, non è mai entrato in funzione.
Il 15 ottobre del 2008, la Giunta comunale su proposta dell'assessore alla Programmazione Francesco Cicione si deliberò la richiesta al dipartimento Urbanistica e territorio della Regione Calabria, del necessario stanziamento di risorse (450 mila euro) per la realizzazione di uno studio di fattibilità nell'ambito del Programma "Paesaggi ed identità" a valere sui fondi della Programmazione comunitaria 2000-2006 per individuare eventuali ipotesi di riutilizzo del Pontile dell'area ex Sir, che purtroppo non è mai stato finanziato dalla Regione.
La delibera arrivò dopo un protocollo d'intesa proposto dal Comune e sottoscritto dal presidente dell'Asi Giuseppe Petronio, dal presidente di Lameziaeuropa Domenico Vasta e dal consigliere provinciale Giampaolo Bevilacqua in rappresentanza della Provincia, con il quale si delegava il Comune lametino all'inoltro della formale richiesta di finanziamento. I tentativi per cercare di recuperare e mettere in sicurezza il manufatto, sono stati tanti e tutti, ad oggi inevasi.
Su altro fronte, su questa specifica vicenda c'è chi sottolinea che «nel terzo trimestre del 2010, tra luglio e settembre, avrebbero dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione per 450 mila euro, per la messa in sicurezza dell'opera numero 464 , ossia il pontile dell'area ex Sir. Almeno questo si legge sulla programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dell'Amministrazione del comune. Il problema è che il pontile non ha retto oltre all'attesa dell'inizio dei lavori, ed è rovinosamente crollato. Ha ceduto proprio il punto più in prossimità alla riva, che è anche quello più soggetto a spinte, un punto in cui da tempo le travi hanno smesso di esistere e a reggere tutto il carico era rimasta soltanto una soletta in cemento. È bastato che il tempo, l'erosione dovuta alla salsedine, il vento, le mareggiate facessero il loro mestiere, perché le principali strutture metalliche del pontile - ormai ridotte da anni a miseri lamierini arrugginiti inconsistenti - cedessero provocando una deformazione irreversibile e quindi un crollo inevitabile. Le fotografie documentano l'inizio del crollo: il cedimento ha riguardato solo la campata più a riva del pontile, ma il processo è tutt'ora in corso ed entro qualche ora, questa parte, precipiterà completamente in mare. In fondo si è sempre saputo che prima o poi il pontile sarebbe crollato, era stato abbondantemente previsto, eppure nessuno ha mai mosso un dito per evitarlo. Nonostante sia tutto l'anno preso d'assalto da pescatori e gente alla ricerca di un po' di relax, il crollo del pontile non ha fortunatamente provocato danni alle persone visto che in quell'esatto momento nessuno si trovava a passarvi sopra.
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Risposta #8 il: Settembre 03, 2010, 11:04:49
Vedrete che nessuna amministrazione pubblica farà mai nulla per quel pontile: continuerà a sfaldarsi lentamente sino ad inabissarsi, poi metteranno qualche boa luminosa per segnalarlo ai natanti.
Solo qualche privato potrebbe prenderlo in concessione per poi trasformarlo in luogo di pesca a pagamento (come già avviene negli USA), magari aggiungendo qualche ristorantino, fastfood e rivendita di esche.
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Risposta #9 il: Settembre 03, 2010, 11:24:57
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Vedrete che nessuna amministrazione pubblica farà mai nulla per quel pontile: continuerà a sfaldarsi lentamente sino ad inabissarsi, poi metteranno qualche boa luminosa per segnalarlo ai natanti.
Solo qualche privato potrebbe prenderlo in concessione per poi trasformarlo in luogo di pesca a pagamento (come già avviene negli USA), magari aggiungendo qualche ristorantino, fastfood e rivendita di esche.
L'idea è ottima...ma sai quanti soldi occorrerebbero per riqualificarlo? E poi...quanto ci vorra' perche' questi costi si ammortizzassero nel tempo? Occorrevano prese decisioni prima...
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Risposta #10 il: Settembre 06, 2010, 08:52:22
Lamezia Terme , 5 settembre 2010 - Il pontile, che sta crollando, non ha mai portato alcun beneficio al territorio lametino. Intorno a quel manufatto, costruito per consentire l'attracco di navi per lo scarico e il carico di materiali necessari per il funzionamento degli impianti e che non è mai entrato in funzione, avrebbe dovuto costituire il terminale dell'enorme complesso chimico realizzato nella piana di Sant'Eufemia dalla Sir (Società Italiana Resine) nei primi anni '70. Quante aspettative e quante promesse intorno a quel pontile, quante delusioni e quante mistificazioni consumate a danno delle popolazioni locali, da parte delle classi dirigenti e politiche, nel tentativo di illudere i residenti, al sogno di uno sviluppo industriale, mai decollato. Uno dei tanti esempi di cui la Calabria purtroppo annovera in quella lunga e interminabile lista dei fallimenti e delle promesse mancate. Un malvezzo che la classe politica non ha mai smesso di utilizzare per ottenere consenso. Infatti tanti sono, anche sul territorio lametino, i mancati interventi sbandierati per anni come mirabolanti occasioni di crescita, di sviluppo, di occupazione. Intorno ancora il nulla, o quasi. Ed ecco che il tempo, grande maestro, riporta alla ribalta, facendo traballare il pontile, le tante ferite inferte ai lametini e ai calabresi dove purtroppo si continua a invocare sviluppo, crescita e occupazione. Tutti oggi intervengono e si chiedono che fare? Come al solito serve un simbolo, un segnale, un evento ad effetto per avviare un dibattito, per porre al centro questioni che non sono mai state risolte. Tanti i rammarichi, le polemiche e le lagnanze ed altrettante le indicazioni e le ipotesi, un dibattito si arricchisce di rumors e di antichi e nuovi conflitti, ma porterà ad un preciso obiettivo? Si riuscirà ad uscire dai soliti angusti rituali e ad imboccare un percorso virtuoso che indichi un concreto e reale risvolto? O, come la solito, bisogna rassegnarsi al più saggio motto calabrese: passato il Santo, finita la . Sulla vicenda interviene Caterina Misuraca di 400KC per sottolineare che vi è «un elegante volume di 120 pagine presente in tutti gli uffici pubblici della regione Calabria, del Comune di Lamezia, della Provincia; distribuito nelle biblioteche di mezza Italia, gallerie d'arte, musei, studi prestigiosi, università, librerie; Centoventi pagine con testi critici; 30 proposte progettuali, 50 provocazioni artistiche documentate. Coinvolti più di 200 tra artisti e architetti italiani e stranieri. Questi, alcuni dati di quel che resta della mostra PontileLamezia Nuove Ipotesi realizzata dalla nostra Associazione culturale 400KC nell'autunno 2007. "Dal fallimento del sogno industriale alla rigenerazione dell'arte" così battezzammo quel momento di fermento culturale virtuoso che l'evento seppe smuovere. Eravamo partiti dalla considerazione che un oggetto di proporzioni così smodate era riuscito a passare inosservato per più di 30anni senza mai essere utilizzato, radicandosi nell'immaginario collettivo come il fantasma di un relitto. Proprio per rompere questo stato di rassegnazione avevamo scelto di dare voce alle idee. E le idee non sono mancate». «Non saremmo mai voluti intervenire sul dibattito "crollo del pontile" – prosegue Misuraca – per evitare di scadere nella retorica del noi siamo stati gli unici a sollevare il caso in maniera concreta e costruttiva, dando input al mondo politico che invece è rimasto sordo! Ma alla fine il legame al pontile è prevalso e questo intervento lo facciamo non per puntare il dito verso qualcuno né per ergerci a giudici, soltanto per testimoniare pubblicamente la tristezza - da semplici cittadini - di osservarne il crollo. Col crollo del pontile, crollano le utopie, i sogni e i progetti di oltre 200 giovani che avevano creduto nelle potenzialità fascinose di un vecchio relitto. Crolla la speranza di una città (di una regione) che con PontileLamezia Nuove Ipotesi poteva inaugurare una stagione di riscatto da un passato di fallimenti». Sull'argomento, è intervenuto anche Giosi Gigliotti, presidente dell'associazione "Mondo libero" che in particolare afferma: «Ci dispiace dover constatare l'incapacità delle autorità locali competenti a far fronte a situazioni che pure erano assai prevedibili: ancora una volta la nostra classe dirigente poco avveduta è riuscita ad arrivare tardi. Ci riferiamo al crollo del pontile dell'ex Sir. Per fortuna il crollo è avvenuto in un momento in cui non c'era nessuno e non ci sono stati né morti né feriti ma la cosa poteva avere risvolti anche di una certa gravità». «È accaduto – sottolinea Giosi Gigliotti – quello che da tempo si temeva. Per poi chiedersi, ma come mai nessuno vi ha posto rimedio? Come mai anche in questo caso si è tanto blaterato ma nessuna iniziativa è stata adottata? Il fatto che diverse ordinanze vietassero l'accesso è perché lo si era ritenuto pericolante. Ci si domanda come mai si è lasciato passare tutto questo tempo e non si è intervenuto quando i lavori di ristrutturazione avrebbero permesso di porre in stato di sicurezza il pontile e salvaguardare la struttura? Ci si domanda cosa potrebbe succedere d fronte a fenomeni di vera emergenza? Quale cura si ha del nostro territorio? È proprio una seria politica di salvaguardia e tutela del territorio che manca. Da tempo sosteniamo che i nostri amministratori e la nostra classe dirigente sono spesso miopi e sottovalutano la serietà dei problemi che abbiamo davanti. Si ha spesso la sensazione che chi è preposto alla guida degli enti locali non conosce la realtà in cui vive». «Invitiamo – conclude Gigliotti – amministratori, consiglieri comunali dirigenti ad andare in giro per la città, ad incontrare i cittadini per impadronirsi dei problemi e darvi soluzioni e non arrivare quando spesso è ormai troppo tardi». Bisogna chiedersi tardi per che cosa.

gazzettadelsud.it
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Risposta #11 il: Ottobre 09, 2012, 18:07:34
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Vedrete che nessuna amministrazione pubblica farà mai nulla per quel pontile: continuerà a sfaldarsi lentamente sino ad inabissarsi,


Mi sa che ci siamo.

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Varnon

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Risposta #12 il: Ottobre 10, 2012, 18:02:05
purtroppo è accaduto...Domenica ero lì in zona, sono andato a fare 2 lanci a spinning (cappottone). Praticamente il mio ultimo saluto.
Ci ho passato diverse notti sopra a pescare ed anche diverse giornate, sopratutto da piccolino quando iniziavo a pescare e convincevo papà ad andare, magari insieme a mio fratello.

E meno male che è successo in un giorno feriale e dove non c'era nessuno, domenica c'erano persone che pescando si erano messe al "riparo" dal vento sotto il pontile.
E chissà, a quanto sapevo era presente nel progetto per il porto, ed ora?? lo ripareranno?? chissà...


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Risposta #13 il: Novembre 02, 2012, 15:59:37
Aggiornamento.


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diki

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Risposta #14 il: Novembre 02, 2012, 22:02:48
Tristezza..... troppi bei ricordi..................


kblade98

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Risposta #15 il: Novembre 03, 2012, 01:52:04
Che peccato ... miliardi in fumo...   da qualche parte avevo letto che in futuro sarebbe servito per collegare la "terra" al futuro porto ad atollo .



AndreaGentile

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Risposta #16 il: Novembre 03, 2012, 08:17:27
Ma a parte la sezione caduta, il resto rimane stabile? Se si, si potrebbe organizzare qualcosa per salirci su... oppure organizzare una sorta di comitato per far pressioni sul comune per avviare l'agoniata ricostruzione (sicuramente ci saranno disponibili soldi dalla CEE)

>>Per il salirci su: se non siete esperti di arrampicata, non provateci nemmeno! L'acqua non è mai una buona compagna per le arrampicate e li sotto ce n'è tanta!  ;D
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- Lineaeffe Sidney 3,5mt + Shimano Hyperloop 6000
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Risposta #17 il: Novembre 03, 2012, 09:30:46
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Ma a parte la sezione caduta, il resto rimane stabile?

Ciao Andrea, non era stabile neanche prima del crollo (e già da qualche anno, l'accesso era vietato) infatti quando c'era mare grosso, traballava un bel pò!
Ora che l'ancoraggio a terra non c'è più, non avrà la forza di resistere alle prossime mareggiate invernali.

P.S.:
Le dimensioni della struttura sono veramente imponenti (è lungo quasi 700 metri) e forse, dal suo crollo si potrebbe trarre qualcosa di buono per il nostro mare e cioè dichiarare la zona "area marina protetta" destinata al ripopolamento (logicamente vietandone la pesca).

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AndreaGentile

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Risposta #18 il: Novembre 03, 2012, 10:19:54
Da questo punto di vista allora meglio che crolli del tutto il prima possibile... darà vita ad un bel po' di tane per i pesci!
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Risposta #19 il: Novembre 03, 2012, 12:45:03
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Le dimensioni della struttura sono veramente imponenti (è lungo quasi 700 metri) e forse, dal suo crollo si potrebbe trarre qualcosa di buono per il nostro mare e cioè dichiarare la zona "area marina protetta" destinata al ripopolamento (logicamente vietandone la pesca).
Questa è un'ottima idea, ma se non viene integrata con grossi massi tipo quelli frangiflutto ho paura che la struttura verrebbe insabbiata in poco tempo dalle mareggiate...
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