Il PALAMITO.(A PELO)

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il: Settembre 18, 2006, 11:01:50
Il PALAMITO (A PELO)

Preparazione palamito.

Il palamito è una tecnica di pesca antichissima che richiede un grande lavoro di preparazione e tanta pazienza ma che alle volte sa regalare soddisfazioni inimmaginabili. Il momento più bello è sicuramente il recupero: salpare un palamito è sempre una sorpresa, con questa tecnica può capitare di prendere veramente di tutto!

Il Palamito a pelo – Saraghi, Orate e Mormore

In questo caso l’accostamento della tecnica ai tradizionali metodi di pesca è quanto mai opportuno e necessario. Diamo inizio all’argomento “palamito” nel contesto della sezione Pesca e Tradizione del nostro sito, che come spesso accade da indicazioni frutto di antichi consigli e dirette esperienze. Dalla nostre parti il tipo di palamito che occorre costruire per insidiare il pesce bianco viene chiamato a pelo, perchè pesca adagiato sul fondo sabbioso sfiorandolo appena.

Gli ambienti di pesca

Questo tipo di palamito è adatto per fondali uniformi e sabbiosi, che non presentino particolari ostacoli, completamente lisci od anche con substrati di posidonia. In questo secondo caso il palamito verrà calato radente la prateria, le correnti provvederanno a trascinarlo lentamente. Scegliete dei cigli intorno a i 40 metri nel periodo da novembre a febbraio (ci sono anche i luveri), mentre da marzo ad ottobre pescate su fondali di 7÷20 metri.

Meteo

Condizioni propizie: bonaccia - alta pressione.

Le esche


Si consiglia di praticare questa tecnica dalla sera all’alba (quattro o cinque ore), innescando l’oloturia (vermone rintracciabile su medio bassi fondali) tagliata a striscioline. Da non escludere di “calare la coffa" nelle ore centrali del giorno, utilizzando tranci di seppia o calamaro, il fasolare, il cannolicchio o le cozze.

I terminali e la costruzione


Preparare 75÷150 braccioli con Ø 0,35 di 1,3 cm, montanti ami del n°12, su un madre Ø 0,80, opportunamente tesati.

Avvolgere la matassa del nylon in un arcolaio, in modo da evitare imbrogli,  prenderne il capo e riporne tre passi nell’apposita cassetta o bacile.

Legare i primi 15 braccioli con passo costante di tre, quindi sempre a tre passi legare con uno spezzone di filo lungo 0,50 m, un peso di 250÷300 gr.

Procedere con la legatura dei restanti braccioli ed all’inserimento dei relativi pesi, sempre con le medesime modalità e distanze.

Il calamento

Collegare il madre al calamento.

Calare un peso di almeno 2 kg sul fondo con in capo un segnale galleggiante.
Procedere alla stesura del palamito, un amo alla volta, procedendo a remi o motore verso la direzione prescelta.
Calare un secondo peso sul fondo con in capo un altro segnale galleggiante.

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