teoria e tecniche per la pesca in acque piatte.

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il: Ottobre 09, 2006, 15:48:51
 


TEORIA E TECNICA
per la pesca
IN ACQUE PIATTE



di Ivano Mongatti

Eppure non funziona come immaginiamo. Sempre pi? spesso siamo abituati a pensare che tutto sia bianco o che tutto sia nero, specialmente quando andiamo a pesca: c?? la mosca che va bene o quella che non va bene, ci sono comportamenti corretti o scorretti, ci sono lanci giusti o lanci sbagliati. Pensateci bene: non pu? essere cos? semplice, no davvero. Altrimenti ci sarebbero una lista di mosche buone, di comportamenti giusti, di lanci corretti con i quali averla vinta sempre, matematicamente. No, non ? cos?. E come diceva un mio vecchio professore di scienze naturali, tra il numero 0 e il 00 ci stanno, in mezzo, infiniti numeri e sono quelli che fanno la differenza (ho capito dopo anni che intendeva anche i numeri con le virgole, ma facevo il classico, era quasi normale non comprendere!). Allora, tra la mosca giusta e quella sbagliata ci saranno miriadi di mosche cos? cos?, tra il comportamento giusto e quello scorretto troveremo una moltitudine di modi di agire pi? o meno adeguati, tra il lancio giusto e quello sbagliato potremo effettuare migliaia di lanci pi? o meno appropriati al caso.
Salto ora di palo in frasca, all?apparenza, ma capirete tra poche righe che non ? cos?. Tra le tante cose che non sono come immaginiamo c?? l?antropocentrismo intrinseco del pescatore. Non esistiamo solo noi e i nostri comportamenti, esiste anche il nostro avversario, il pesce, che ha spesso atteggiamenti differenti a seconda delle situazioni. Certo, per lui ? diverso, un pesce segue regole ancestrali, l?istinto per esempio, ma, come Darwin insegna, questa molla atavica non ? esente da modificazioni, poich? varia e si evolve ai fini della sopravvivenza. Pensate al comportamento dei pesci nei no kill ad elevata pressione alieutica. Trote e temoli divengono velocemente sospettosi, ?furbi? diciamo, ma forse varrebbe la pena di parlare di ?adattamento? e di evoluzione della specie.
Il luogo di elezione ove si possono rilevare in maniera macroscopica gli infiniti numeri che stanno tra lo 0 e il 100 sono le acque piatte, tratti di fiume in cui, sia d?estate che d?inverno, sia in pieno giorno che durante un coup de soire, ci sembra di pescare sbagliando qualcosa. Nei momenti perfetti, in cui ci sono effimere, in cui il pesce bolla stazionando sotto il pelo dell?acqua, noi, poveri pescatori, prendiamo poco rispetto al pesce in attivit? e, ancor peggio talvolta, catturiamo a caso. La situazione non cambia, come dicevo poco prima, sia che ci si trovi sulle lame di un fiume alpino a inizio o fine stagione, con attivit? nelle ore centrali, sia che si tratti di un fine serata estivo in un fiume di fondovalle o su di un lago in quota. Ma come mai non abbiamo mai ?in tasca? il lancio o la mosca perfetta? Quella che ci permette di prendere con un solo lancio un pesce, bucando via via tutti gli avversari che bollano di fronte a noi? Eppure spesso la mosca ? molto simile a quelle che schiudono, il lancio curvo antidragaggio niente male, il terminale in fluorocarbon invisibile anche ai nostri attenti occhi (specialmente quando tentiamo di infilarlo nell?occhiello della mosca). Cosa c?? che non va, allora? Il pesce bolla, pi? o meno come quando siamo arrivati.......... (segue sulla rivista LA PESCA A MOSCA E SPINNING.) TRTTO DA : Non sei autorizzato a visualizzare i link. Registati o effettua Login
 


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