CANNE E TECNICA

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Autore Topic: CANNE E TECNICA  (Letto 2278 volte)

^FLY^

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il: Settembre 24, 2014, 12:45:35
Premessa:
Sono un lanciatore mediocre ma con la passione di osservare e cercare di capire le dinamiche del lancio, quindi vi chiedo di perdonarmi se alcune volte trovate delle “corbellerie”, espongo solo delle considerazioni.

Quante volte abbiamo letto sui cataloghi delle case costruttrici di canne, recensioni come le seguenti:
Canna che lancia da sola - Canna adatta a pose precise e delicate – e chi più ne ha più ne metta…
Inoltre, i testi sacri (manuali di lancio) ci hanno sempre evidenziato come condizione necessaria la rigidità del polso, tanto è vero che sono stati messi in vendita dei tutors che costringevano a non piegarlo. Tuttora alcuni istruttori raccomandano questa impostazione. Non parliamo poi degli “stop”, delle “spinte”, della direzione alto/basso della coda, della trazione della mano sinistra, ecc.


Durante l’incontro con Giampiero Bartolini abbiamo avuto modo di “rubare” alcune istantanee che  dimostrano il contrario di quanto detto sopra.

Nella prima foto si nota come una canna considerata “tosta” si possa caricare in tutta la sua lunghezza con una semplice rotazione del polso. Non c’è stato nessuno stop nel lancio all’indietro, anzi, mi è sembrato di vedere un leggero anticipo del richiamo della coda.



Nell’istantanea seguente il polso è già in linea con la canna e inizia una spinta lungo l’asse della stessa. La parte bassa della canna ha iniziato a scaricarsi mentre la parte superiore è ancora carica, anzi, la carica è più accentuata grazie alla spinta longitudinale.


Nella terza foto si nota chiaramente la spinta longitudinale, il vettino sta per scaricarsi completamente e la forma del loop (che purtroppo non è nell’obiettivo) ha una forma a cuspide. Da notare in tutte le tre foto la tensione della coda ottenuta con la mano sinistra ferma all’altezza del petto. Il lancio risulterà angolato, molto veloce e con posa delicata e precisa grazie al controllo dello shooting. Da sottolineare che tutta l'azione è stata eseguita con una minima escursione del braccio.


Alla mia domanda: quando è importante l’azione rapida della canna per l’esecuzione di questi lanci? Giampiero ha risposto: La rapidità aiuta ma non è necessaria – Dimostrandolo lanciando con una delle nostre canne molto più “mollicce” della sua.

Nei giorni seguenti, da buon calabrese “capatosta”, ho fatto delle prove con una canna in bamboo di 6,5 piedi e un’azione molto parabolica e quelle poche volte che sono riuscito a coordinare i movimenti, ne è scaturito un lancio soddisfacente a riprova delle affermazioni di Giampiero.



Il lancio non è perfetto, viziato da un leggero sottovetta ma con un bel loop buona tensione e velocità.
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donatot

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Risposta #1 il: Settembre 24, 2014, 14:08:31
Ciao Aldo. nuove emozioni!!
>(((((((((°><°)))))))))<
Molto meglio la riva silenziosa di un fiume in una calda giornata di primavera con gli insetti che ti schiudono tutto intorno e accompagnati solo da qualcuno che è capace di assaporare questa magica atmosfera.


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