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GRUFOLATORI / LA MORMORA .
« il: Novembre 21, 2006, 14:41:56 »
ABITAT E ABITUDINI. Essa la si trova nelle acque calde dell'Atlantico orientale e in tutto il Mediterraneo . Non abbandona quasi mai il contatto con il fondo perch? ? un pesce costiero che supera raramente i venti metri di profondit?. Solitamente ama frequentare luminose distese di sabbia fine in corrispondenza di spiagge dolcemente degradanti, ma preferisce pure le radure in mezzo agli scogli, specialmente se come tappeto hanno uno strato di alghe morte. Se la zona ? tranquilla, se cio? in giro non ci sono bagnanti, la Mormora arriva a pochi metri dalla battigia, grufolando sul fondo in mezzo alle Triglie, con le quali va molto d'accordo. Anche il fondale misto di sassi, sabbia e alghe le ? congeniale, basta che la profondit? si mantenga per un bel pezzo sui cinque-sei metri e che in giro ci sia luce e vita. La penombra degli abissi non le va a genio e non si addice al suo carattere di pesce tranquillo e bonario. Si pu? dire, in definitiva, che la Mormora ? presente ovunque ci siano sabbia e bassi fondali. Sopporta molto bene l'acqua a bassa salinit?, e pertanto la si pu? trovare anche negli estuari dei fiumi, ma anche l'ambiente ad alta concentrazione di sale, come le pozze di mare chiuse tra la riva e le scogliere artificiali.

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 Attrezzature da pesca consentite dalla normativa vigente in Italia

Le attrezzature da pesca vengono stabilite attraverso:

Legge n° 963 del 14 luglio 1965

D.P.R. n° 639 del 2-10-1968

 
Gli strumenti per la pesca vengono classificate in:

a-      trappole fisse o mobili: le fisse sono quelle ancorate tipo tonnare, lavorieri, mugginare e saltarelli. Sono mobili quelle che vengono calate in mare per ogni singola operazione di pesca e risalpate dopo breve sosta quali le nasse, bertovelli.

b-     strumenti azionati a mano o da altra forza motrice atti a agganciare singoli esemplari di organismi marini, quali, fiocine, arpioni.

c-      strumenti e apparecchi atti a strappare dal fondo marino organismi sessili o comunque annidati

nel substrato, quali ingegni, rastrelli, raffi, pale, picconi.

 
Inoltre interessanti sono i seguenti articoli:

 
ARTICOLO 115
Reti da lancio

E' consentito l'impiego di tutti i tipi di reti da lancio, come "giacchio", "sparviero", "rezzaglio" e simili, senza alcun limite di dimensione delle maglie.

 
ARTICOLO 128 bis
Esercizio della pesca subacquea sportiva

La pesca subacquea sportiva è consentita soltanto in apnea senza l'uso di apparecchi ausiliari di respirazione. Di questi ultimi è consentita l'utilizzazione solo per finalità diverse dalla pesca.

Il pescatore sportivo subacqueo non può raccogliere coralli, molluschi e crostacei.

 
A questo proposito bisogna dire che l'articolo è generico e và approfondito. Per questo vi rimando direttamente alla pagina curata da Giorgio Volpe che bene chiarisce la situazione:

ARTICOLO 138
Attrezzi individuali e non individuali consentiti per la pesca sportiva .

Gli attrezzi individuali e non individuali consentiti per la pesca sportiva sono:

a) coppo o bilancia;

b) giacchio o rezzaglio o sparviero;

c) lenze fisse quali canne a non piú di tre ami, lenze morte, bolentini, correntine a non piú di sei

    ami, lenze per cefalopodi, rastrelli da usarsi a piedi;

d) lenze a traino di superficie e di fondo e filaccioni;

e) nattelli per la pesca in superficie, fucile subacqueo, fiocina a mano, canna per cefalopodi;

f) parangali fissi o derivanti; nasse.

ARTICOLO 140
Limitazioni d'uso degli attrezzi

L'uso degli attrezzi per la pesca sportiva è soggetto alle seguenti limitazioni:

a) non possono essere utilizzate bilance di lato superiore a 6 metri;

b) non può essere utilizzato giacchio o rezzaglio o sparviero di perimetro superiore a 16 metri;

c) non possono essere usate piú di 5 canne per ogni pescatore sportivo;

d) il numero degli ami dei parangali complessivamente calati da ciascuna imbarcazione non deve essere superiore a 200 qualunque sia il numero delle persone presenti a bordo;

e) non possono essere calate da ciascuna imbarcazione piú di due nasse qualunque sia il numero delle persone presenti a bordo;

f) è vietato l'uso di fonti luminose ad eccezione della torcia utilizzata nell'esercizio della pesca subacquea. Nell'esercizio della pesca con la fiocina è consentito l'uso di una lampada.
 
 
ARTICOLO 142
Limitazioni di cattura

Il pescatore sportivo non può catturare giornalmente pesci, molluschi e crostacei in quantità superiore a 5 Kg complessivi salvo il caso di pesce singolo di peso superiore.

Non può essere catturato giornalmente piú di un esemplare di cernia a qualunque specie appartenga.

 
Inoltre per quanto riguarda il riccio di mare, la sua pesca è consentita esclusivamente in apnea e solo da Gennaio ad Aprile e da Luglio a dicembre. Il pescatore sportivo non può raccogliere più di cinquanta esemplari al giorno, pena l'usuale sanzione da 516 a 3098 euro, inferta anche a chi raccoglie i ricci nei mesi di Maggio e Giugno.

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PESCA IN APNEA / CATTURA E LIMITI NELLA PESCA IN APNEA
« il: Ottobre 28, 2006, 20:16:21 »
Esistono diverse limitazioni per il pescatore subacqueo, esso non può catturare tutto quello che incontra
La normativa si presenta poco chiara.
Vediamo perché:
1) Il secondo comma dell'art. 128 bis del Regolamento recita: "Il pescatore sportivo subacqueo non può raccogliere coralli, molluschi e crostacei"

2) L'art. 142, che si rivolge a tutti i pescatori sportivi, dice invece: "Il pescatore sportivo non può catturare giornalmente pesci, molluschi e crostacei in quantità superiore a 5 Kg complessivi salvo il caso di pesce singolo di peso superiore".

Gli articoli appaiono in evidente contraddizione: secondo il 128 bis il pescasub non potrebbe raccogliere molluschi e crostacei......secondo il 142 sembrerebbe di sì.

Dato che il 128 bis è dettato appositamente per il pescatore subacqueo, quella che contiene è una norma speciale che prevale su quella generale dettata per tutti gli sportivi: al pescasub + pertanto proibita la raccolta di coralli, molluschi e crostacei. Ma alcune tra le prede più comuni del pescatore in apnea come polpi, seppie e calamari ...sono molluschi.....

Anche qui si rese necessario l'intervento del Ministro, che, nella stessa circolare n. 6227201 in cui spiegava l'ambito applicativo dell'art. 128 ter, vide bene di inserire un chiarimento anche su questo punto: "Si ritiene opportuno precisare che ai pescatori sportivi è vietata la raccolta di coralli e crostacei nonché di molluschi esclusi quelli cefalopodi".
I molluschi cefalopodi sono proprio polpi, seppie e calamari.

Quindi possiamo riassumere dicendo che: Il pescatore subacqueo sportivo può catturare pesci e molluschi cefalopodi in quantità non superiore a 5 Kg complessivi (pesci + molluschi) salvo il caso di pesce singolo di peso superiore. Il pescatore subacqueo sportivo non può raccogliere corallo, crostacei (aragoste, astici, cicale etc..) o molluschi non cefalopodi (datteri, vongole, ostriche, patelle, etc..).

La norma resta criticata nella parte in cui impone il limite di 5 Kg "salvo il caso di pesce singolo di peso superiore" (attenzione, non si capisce se l'uso del temine "pesce" al posto di "preda" sia voluto, ed intenda escludere la possibilità di cattura di un mollusco di peso superiore a 5 Kg) da chi preferirebbe un altro tipo di approccio alla questione della limitazione del pescato.

Interpretando in modo restrittivo questa norma, infatti, si avrebbe che dopo aver catturato anche solo un cefalo o uno scorfano o una seppia non si potrebbe sparare ad una spigola di 7 Kg o ad una ricciola di 15. Forse sarebbe preferibile utilizzare un sistema diverso, basato sulla limitazione del numero di prede e non il peso. In alternativa, si potrebbe introdurre un limite analogo a quello vigente in Spagna, dove dal computo del peso si esclude la preda più grande. In ogni caso, il limite di 5 Kg riguarda il singolo pescatore, pertanto in caso di controllo gli agenti dovranno pesare il pescato di ciascun soggetto separatamente.
Nel caso che in due abbiano catturato 12 Kg di pesce, infatti, non si può assolutamente fingere che ciascun pescatore ne abbia catturati 6 Kg violando la legge: anche nel caso di illeciti amministrativi la responsabilità è personale, pertanto se uno solo dei due pescatori ha violato il limite non è giusto che vengano multati entrambi.

Un'altra importante limitazione alle catture del pescatore sportivo subacqueo viene dal secondo comma dell'articolo 142 del Regolamento, che non necessita di alcun chiarimento: "Non può essere catturato giornalmente piú di un esemplare di cernia a qualunque specie appartenga".

Per quanto riguarda il riccio di mare, la sua pesca è consentita esclusivamente in apnea e solo da Gennaio ad Aprile e da Luglio a dicembre. Il pescatore sportivo non può raccogliere più di cinquanta esemplari al giorno, pena l'usuale sanzione da 516 a 3098 euro, inferta anche a chi raccoglie i ricci nei mesi di Maggio e Giugno.

Parlando di limiti di cattura, occorre ricordare che anche per il pescatore subacqueo valgono le MISURE MINIME delle prede fissate dalla legge nazionale e comunitaria per tutti i tipi di pesca. Riportiamo una tabella con l'indicazione delle misure previste dalla legge facendo però presente che anche sotto questo aspetto la normativa non è unitaria: per comodità, riportiamo qui sotto anche le diverse misure minime vigenti in Sardegna.

TABELLA MISURE MINIME
SPECIE NAZIONALE SARDEGNA
Acciuga (Engraulis encrasicolux) cm 9 -
Alalonga (Thannus Alalunga) cm 40 -
Anguilla (Anguilla Anguilla) cm 25 cm 28
Cefalo (Mugil sp) cm 20 cm 25
Cernia (Ephinephelus-Polyorian americanum) cm 45 cm 30
Go (Gobios ophiocephalus) cm 12 -
Merluzzo o Nasello (Merluccius merluccius) cm 20* -
Orata (Sparus auratus) cm 20 -
Pagello (Pagellus spp) cm 12* Pagello bastardo (P.acarne) cm 15
Occhione (P. bogaraveo) cm 25
Pagello fragolino (P. erythinus) cm 20
Pagro (Pagrus pagrus ) cm 18* cm 25
Palamita (Sarda Sarda) cm 25 -
Passera pianuzza (Platichtis flesus)  cm 15   
Pesce spada (Xiphias gladius) cm 140  -
Rana Pescatrice (Lophius spp.) cm 30* cm 40
Sarago (Diplodus spp) cm 15* Sparaglione (D. Anularis) 12 cm
Altre ssp 20 cm
Sgombro (Scomber spp) cm 18* -
Sogliola (Solea vulgaris) cm 20* -
Spigola (Dicentrarchus labrax) cm 23* cm 25
Storione (Acipenser spp) cm 60 -
Storione lodano (Huso Huso) cm 100 -
Sugarello (Trachurus spp.) cm 12* -
Tonnetto alletterato (Euthynnus alletteratus) cm 30 -
Tonno rosso (Thunnus thynnus)  cm 70 o Kg. 6,4 -
Triglia (Mullus sp)  cm 11* -

Altre misure relative alla Regione Sardegna riguardanti prede d'interesse del pescatore subacqueo:
Aguglia - Belone belone cm 25; Boga - Boops boops cm 15; Grongo - Conger conger cm 50; Lampuga - Coryphaena hippurus cm 60; Murena nera - Gymnothorax unicolr cm 60; Tordi - Labrus merula e Labrus vividis cm 20; Leccia - Lichia amia cm 60; Mormora - Lithognathus mormyrus cm 15; Muggine -Liza sp cm 20; Murena - Muraena helena cm 60; Occhiata - Oblada melanura cm 15; Mustella o mustia - Phycis blenneoides cm 20; Cernia di fondale - Polyprion americanus cm 45; Salpa - Salpa salpa cm 15; Corvina - Sciaena umbra cm 20; Ricciola - Seriola dumerili cm 60; Luccio di mare - Sphyraena sphiraena cm 30; Tanuta - Spondyliosoma cantharus cm 15; Ombrina - Umbrina cirrosa cm 25; Pesce San Pietro - Zeus faber cm 30; Dentice - Dentex sp cm 30.
Adeguamento al Regolamento CEE n. 1626/94 del 27 giugno 1994


Secondo quanto disposto dall'art. 90 del Regolamento, "la lunghezza dei pesci si misura dall'apice del muso, a bocca chiusa, fino all'estremità del lobo piú lungo della pinna codale, oppure all'estremità della pinna codale, quando questa non presenta i due lobi".
Ricordiamo che la legge ammette un margine di tolleranza del 10%, perciò ad esempio non verremo multati per aver catturato una salpa di 13,5 cm (15 - 10% = 15 - 1,5 = 13,5).
Inutile ricordare, però, che l'obiettivo del pescatore subacqueo moderno è quello di puntare a prede di valore sportivo e/o gastronomico e che, pertanto, è fondamentale tenersi sempre ben al di sopra di queste misure.

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La caccia alle balene continua: fermiamo l'Islanda
L'organizzazione Oceana scrive a Prodi, perch? anche l'Italia condanni gli arpioni di Reykjavik
23/10/2006
 

La caccia alle balene continua. L'Islanda sta affilando gli arpioni. Le associazioni ambientaliste si mobilitano per fermarla. A tal riguardo, l?organizzazione internazionale per la salvaguardia marina Oceana ha inviato una lettera al governo italiano in cui chiede allo stesso di condannare la decisione del governo islandese di ricominciare la caccia alle balene ignorando la moratoria vigente. Altri paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito hanno gi? condannato pubblicamente la scelta islandese, qualificandola come ?deplorevole?, ?inaccettabile? e ?ingiustificabile? e tutti concordano nel risaltare che tale decisione ? contraria ai principi difesi dalla Commissione Baleniera Internazionale (CBI). L?ambasciatore islandese a Londra ? stato convocato dal governo britannico, a dimostrazione della rilevanza che questo argomento pu? avere nelle relazioni fra i due paesi. Nonostante questa opposizione internazionale, nel pomeriggio di mercoled? la prima nave baleniera islandese arrivava a 200 miglia a sud-ovest dell?Islanda, vicino a Reykjanes Ridge, per cominciare la caccia alle balene. Il ministero per la Pesca si ? auto-attribuito 39 balene per la stagione 2006-2007. Nella lettera Oceana chiede al governo italiano di unirsi alla posizione europea e di difendere il lavoro che dal 1982 svolge la Commissione Baleniera Internazionale (CBI), unico organismo riconosciuto a livello internazionale per il controllo della caccia illegale alle balene. L?obiettivo della flotta baleniera islandese ? di catturare 30 esemplari di ?Balenottera minore? (Balaenoptera acutorostrata) e 9 di ?Balenottera comune? (Balaenoptera physalus). Quest?ultima specie ? inclusa, fra quelle minacciate, nella ?Lista rossa? dell?Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN). Tuttavia, secondo Oceana, queste non saranno le uniche balene cacciate dall?Islanda nel corso di questa stagione. Prima della decisione di ignorare la moratoria, il governo islandese aveva gi? messo in atto un programma di ?caccia scientifica? di ?Balenottera minore? e in tale cornice uccider? altri 29 animali in questa stagione, da aggiungere ai 161 esemplari gi? catturati nel 2003. Per tutto questo, Oceana considera di vitale importanza che i paesi europei, Italia inclusa, denuncino questa situazione e facciano pressione in modo congiunto sul governo islandese perch? riconsideri la sua decisione, rispetti la moratoria internazionale e anteponga le considerazioni scientifiche agli interessi commerciali. Di fatto il Comitato Scientifico della Commissione Baleniera Internazionale, formato dagli specialisti in cetacei, non ha dato l?avallo alle ragioni islandesi per ricominciare la caccia. Dal 1985 l?Islanda ha catturato balene riparandosi dietro la cosiddetta ?caccia scientifica?, utilizzata da altri paesi come Giappone e Norvegia, per bypassare le leggi internazionali che la proibiscono. ?Auspichiamo che il Governo italiano si pronunci e si unisca alla denuncia europea, contribuendo cos? al rispetto delle politiche sottoscritte da tutti questi paesi?, ha dichiarato Xavier Pastor, direttore di Oceana Europa.

Il sito di Oceana.

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NOTIZIE E SEGNALAZIONI / ALLARME Ogm.
« il: Ottobre 20, 2006, 08:15:24 »
 
di Antonella Mariotti
antonella.mariotti@lastampa.it
 
 
ALLARME NELL?UNIONE EUROPEA: UN TEST SU QUATTRO RISULTA POSITIVO
Ogm, un buco nella rete
I controlli non bastano
Il made in Italy ? sicuro, il pericolo viene dalle importazioni
17/10/2006
di Vanni Cornero

Gli Ogm in Europa proprio non piacciono: secondo un recente sondaggio Eurobarometro il 62% dei cittadini con passaporto Ue ? preoccupato della presenza di organismi geneticamente modificati negli alimenti e la percentuale in Italia sale al 77%. Nonostante ci? i casi di individuazione di prodotti alimentari trasformati contenenti Ogm sono frequenti. In Francia nel corso del 2005 gli esami effettuati su 69 campioni prelevati a caso tra prodotti alimentari vari hanno rivelato la presenza di organismi geneticamente modificati in ben 17 casi.

Tratto da : LA STMPA WEB.

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