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Topics - ivo

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BENVENUTI su CALABRIA PESCA ON LINE / a volte ritornano
« il: Ottobre 20, 2013, 22:27:45 »
Buonasera a tutti i vecchi e i nuovi Amici,
è doveroso da parte mia ripartire dalla sezione "benvenuto", sperando che io lo sia, anche perchè dopo quasi due anni di assenza e di silenzio spero di poter ricominciare piano piano ad essere utile a questa grande famiglia.
Un Abbraccione a tutti..............................e.....ricominciamo!!!!
Ivano

2
PESCA FORUM BAR / Proposta allo Staff "aggiunta al regolamento"
« il: Novembre 11, 2010, 08:39:11 »
Buongiorno a tutti ragazzi volevo fare una proposta d’applicare subito dopo la presa in visione del regolamento del forum da parte dei nuovi iscritti. Ultimamente capita molto spesso di vedere richiami nei confronti dei nuovi iscritti, e i richiami sono sempre gli stessi: “prima di postare passa a presentarti, non scrivere con abbreviazioni stile telefonino, non scrivere maiuscolo perché equivale ad urlare, foto rimossa dallo staff, e chi più ne ha più ne metta”. Questo penso che sia sintomo evidente di una mancata lettura del regolamento da parte degli utenti, e tutto ciò porta solo ad imbrattare il forum. Purtroppo questo avviene anche dopo che questi utenti vengono invitati a prendere visione del regolamento, certo, lo sappiamo tutti che è meglio leggere del nostro sport preferito anziché leggere un regolamento ma se c’è bisognerà pur prenderne atto. Una soluzione potrebbe essere questa: segnalare al nuovo iscritto che verrà sottoposto ad un questionario inerente il regolamento non appena preso in visione quest’ultimo. Il questionario potrebbe essere stilato con x domande e x risposte vere o false (stile patente di guida) inerenti il regolamento e qual’ora non venisse compilato, e correttamente, non concederebbe, in automatico, all’utente appena registrato di poter postare, contrariamente l’utente sarebbe abilitato automaticamente da subito a postare.
Scusate ma stamattina, come tutte le altre del resto, mi sono svegliato con la voglia di far niente e quindi qualcosa mi dovevo inventate.
Un Salutone Ivano   

3
SURFCASTING ATTREZZATURE / [Daiwa 7ht ST mag e Abu 6500i tsr] nuovi
« il: Ottobre 28, 2010, 14:40:25 »
Girando per il web ho trovato questo gioiellino che è l'evoluzione del Daiwa 7ht mag. Inizialmente pensavo a una "tunnizzazione" e basta poi guardando il prezzo ho detto: "no è impossibile dev'esserci qualcos'altro". Infatti mi sono subito balzate all'occhio queste 4 differenze rispetto al vecchio: monta 3 cusinetti in più portando il numero a 9, pur aumentando il numero di questi ultimi il peso complessivo è diminuito a 320gr (vecchio 330gr), monta una doppia manovella (per me è meglio singola) in carbonio. L'unico problema è il prezzo, a meno di 400€ non l'ho trovato, di più si. Fino a poco fa' c'era il mito che il miglior rotante costava un terzo del miglior fisso invece adesso con il lancio di questo gioiello il discorso cambia e i rotanti che costavano meno dei fissi per via della più semplice meccanica adesso costano uguale.
Spero che con il tempo il prezzo venga un po' ridimensionato perchè "a me me piace" e me lo voglio comprare.
Ecco l'immagine
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Come possiamo ben vedere anche Abu si tiene aggiornata sfornando il nuovo 6500i tsr, però lo fa contenendo i prezzi rispetto a Daiwa e montando un telaio monoblocco in alluminio che era proprio quello che mancava al vecchio modello. Se calcoliamo che un telaio monoblocco per l'Abu sul web costa circa 90€, Abu ha pensato bene di èquipaggiare il nuovo 6500 di questo telaio con l'aggiunta di circa 60€ rispetto il vechio 6500 per un totale di 189€ (preo trovato su web). a parte la colorazione "gay" anche questo mi piace
ecco l'immagine
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a presto Ivano



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4
SURFCASTING / tre video di pesca e lanci
« il: Ottobre 22, 2010, 11:48:34 »
Buongiorno a tutti ragazzi,
ieri sera il mio Amico Michele Nardi mi a mandato una mail con tre video di pesca, costruzione e lancio ed io ho pensato di girarlo alla community.
ciao a presto Ivano

P.S. qusto è il primo video, gli altri due si visualizzeranno su youtube dopo aver visto questo
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PESCI & CATTURE / Serata di pesca in Corsica (di Ivo)
« il: Ottobre 12, 2010, 16:49:13 »
Buongiorno a tutti ragazzi
Sono tornato da poco dalle ferie e purtroppo per me essendo praticamente quasi sempre andato a pesca da solo, perché mia moglie doveva badare al Bimbo…………………….. anche se lui era già pronto a venire con me
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Purtroppo essendo in spiaggia da solo ho sempre ripiegato su foto fatte in un secondo momento a casa (cosa che odio) anche se la casa è sulla spiaggia quindi mi limiterò a raccontare almeno una serata dove poi ho fatto correre mia moglie da casa alla mia postazione per farmi un paio di foto.
Praticamente una mattina qualunque, visto che mio figlio mi ha buttato giù dal letto, decido di andare a tastare il terreno per la sera, visto che c’era una perturbazione in arrivo, e inizio dall’alba come infatti si vede dalla foto che mi ha fatto mia moglie dallo chalet, la foto successiva, sempre scattata dallo stesso punto, mostra l’Elba.
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Come ben si vede un leggero venticello inizia a non far sembrare più il mare una grande distesa d’olio. Poco dopo provo ad entrare in acqua e quest’ultima risulta un bel po’ più fredda dei giorni precedenti ed io dico: “mmmmmmhhhhhh non è che con queste condizioni si fa sotto qualche Ombrina?” Quindi alle 08,00 smonto e vado alla reception del villaggio a leggere il bollettino meteo che viene esposto puntualmente tutte le mattine e leggo con immenso piacere che già dal pomeriggio ci farà visita un bel vento che soffierà fino a 30nodi accompagnato da mare agitato, quindi, torno allo chalet e controllo che esche mi sono rimaste, e per il mare che si propina di adeguato ho solo il Calamaro da flotterare e di conseguenza di pomeriggio andrò a prendere dell’Americaro (facendomeli dare grossi) e del Bibi.
Visto la perturbazione in arrivo a metà mattina anche i “pirati” decidono di stare sottocosta, scherzo ovviamente per i pirati ma non sul fatto di stare sotto costa per poi trovare riparo nel porto, che dista a una 15ina di km da li, per la notte
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A fine mattinata faccio un giretto in spiaggia e vedo che il mare ed il vento è leggermente aumentato e cosa principale è che la spiaggia è vuota come, capita il 90% delle volte a settembre, quindi posso fiondarmi a pesca quando voglio senza il problema di dover stare attento ai bagnanti.
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Il pomeriggio tornando dal negozio per l’acquisto delle esche noto sui tratti di spiaggia libera gli abitanti del posto che iniziano a piazzare giù i “cannoni” quindi mi affretto ad arrivare al villaggio e nel prendere il fodero decido di metterci dentro almeno una rip con il rotante. Ero un po’ restio nel farlo perché il rotante fino a quel momento lo avevo usato solo al campo e al mare ma senza vento. Ma poi ho detto: “ ma chi se ne frega, male che vada sparrucco alla grande”. Scendo in spiaggia vedo che ho fatto bene a tentare con la rip ed il rot, anche perché quale miglior palestra  del vento che inizia a soffiare frontalmente alla grande e il mare che si presenta così:
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Ma io non mi faccio mica problemi perché prima di uscire ho detto a mia moglie mentre mi salutava: “ehi non dimentichi niente?” e lei: “ciao e buona p@@@a!!!”. anche mia moglie pesca e sa che dire ciò è un sacrilegio ma sa anche che detto da lei porta troppo bene quindi quando esco a pesca lei me lo deve dire.
Giunto in spiaggia noto con immenso piacere (oohhh) che il mare si è ingrossato ancor di più e le raffiche di vento sono aumentate e ovviamente a coronare tutto questo cosa poteva esserci? Il buio che inizia ad arrivare! Comunque durante la giornata ero riuscito ad individuare una piccola secca alla destra di quella che sarà la mia postazione, ma di questo parleremo dopo.
Monto l’attrezzatura che è composta da due Trabucco Cassiopea 3pz. 200gr accoppiate con due Shimano Super Ultegra caricati con Colmic fendrell 0,26 (non dite niente, sapete che io pesco fine sempre) corredato di Shock Leader conico Shimano 0,23>0,57 privato dei primi due metri nella parte più sottile collegato con nodo di sangue. Poi monto la Century TT ul abbinata all’Abu 6500 Ct C3 premium mag elite quest’ultimo caricato con Quantum PT Quattron Salsa aimè  dello 0,30 (per adesso di meglio non so gestire) corredato di Shock Leader Sufix 0,66 con nodo di giunzione competition knot. Tutti i calamenti sono confezionati su minitrave del diametro inerente i propri SL muniti di snodi montati su tubetto d’acciaio  con configurazione LongArm (io se riesco lo uso anche a mare mosso) dello 0,27 Berkley fluorocarbon per le 3pz. e della medesima marca ma dello 0,30 per la rip.. Spiego perché anche di notte o con acqua sporca io uso il fluorocarbon: in caso di groviglio, una volta sbrogliato il casino, basta una stirata fra indice e pollice producendo un po’ di tensione e il terminale torna nuovo, cosa che non succede con il nylon normale o perlomeno non così perfettamente. Come piombi ho usato zavorre da 125 a 150gr.  Per una delle tre pezzi  l’amo era: il Kamagatsu Circle (becco d’aquila) del n°2 con innescato il calamaretto intero flotterato, l’altra 3pz. montava un Beak Gamagatsu n°4 con innescato l’americano mentre la rip montava un Aberdeen Gamagatsu n°2 con innescato il bibi.
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Inizio con la 3pz. innescata ad americano e decido di “cercare” di piazzare l’insidia dritta a me, quindi, forzo un Ground ma a causa delle forti ed improvvise raffiche di vento frontali mi rendo conto che il piombo non fa oltre 40/50mt circa allora prendo la seconda 3pz., quella innescata con il calamaro flotterato, e la piazzo verso sinistra ma un pò più vicina per poi confidare nella rip. per qualche metro in più. Con un ultimo spiraglio di luce riesco ad intravedere la secca, che avevo già individuato durante la giornata, ed è tutta a destra della mia postazione. Il problema è che la distanza della secca è pressappoco una 20ina di metri superiore a dove sono riuscito a piazzare il miglior lancio a causa del vento, quindi, spero di riuscirci ad arrivare con la rip……………chiudo il mag a metà o forse un po’ di più, imposto il ground , miro con lo sguardo, e sparooo…………con la poca luce che resta riesco a capire quando il piombo tocca l’acqua e quindi blocco subito la bobina e noto con piacere di avere un gran c@@o, l’esca è finita al bordo della secca. Dopo ogni primo lancio ho montato la star light su ogni cima e finalmente posso sedermi ad osservare se si muove qualcosa. Poco dopo vedo una spiombata sulla canna innescata ad americano, recupero il filo in bando,  ferro e ho subito capito che era probabilmente una Mormora che aveva mangiato ed era venuta verso riva quindi la recupero e la spiaggio, è una mormora di 450gr. Innesco un nuovo americano e rilancio più o meno nello stesso punto e decido di controllare il calamaro e quest’ultimo si presenta intatto, di conseguenza lo rimetto in acqua spostandolo ancora più a sinistra e mi risiedo. Voi direte: “e la rip?” la rip è meglio lasciarla dov’è non so’ se con il vento che continua a soffiare avrò la fortuna di riuscire a  rimetterla proprio li e per me li frutterà, era una fissa. Vedo una mangiata ancora sulla canna centrale, mi alzo, ferro ed inizio il recupero e arrivato al gradino sento tre quattro belle testate inconfondibili e infatti  dalla schiuma della esce fuori un’Orata di 510gr. Allora dico: “basta”, provo a tirar su il calamaro che non dava frutti ed infatti era ancora intattissimo, anzi mancava poco che riprendesse vita, quindi cambio bracciolo (per via dell’amo a becco) e ne monto uno uguale alla canna centrale ma lo innesco con il bibi come la rip. lancio tenendola alla stessa distanza di prima e vado al controllo dell’esca centrale; come sempre prima del recupero d’ho una ferratina e sento che qualcosa c’è quindi inizio il recupero ed esce un’altra Mormora un po’ più grossa della precedente, 480gr, quindi innesco nuovamente l’americano e rilancio sempre mirando la stessa porzione di mare. Appena mi siedo vedo un tremolio sulla cima della canna di sinistra, quella appena innescata a bibi, e dico: ”mmhhh è il vento o è una mangiata?” il vento non può far fare alla cima un tremolio cosi “secco” e rapido quindi prendo la canna, chiudo la frizione e ferro! C’è!!! Inizio anche qui il recupero e il maledetto vento mi fa faticare a tener in mano la canna, che sembra una bandiera,  fortunatamente non ero molto distante dalla riva e riesco a portare la preda velocemente verso il gradino ma una volta arrivata riparte verso sinistra (meno male a destra c’erano le altre canne) ma la forzo un po’ e riesco a riportarla a me e ad estrarla dalla schiuma, è una bella Ombrina che risulterà poi pesare 650gr
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Innesco nuovamente il bibi, rilancio verso sinistra e vado a ricontrollare la centrale dove l’americano aveva colpito ancora, altra Mormora di 400gr. Adesso però è proprio arrivato il momento di controllare la rip, quindi, la prendo, chiudo la frizione, ferro e sento un discretissimo peso ma mi sembra di capire subito che non si tratta di un pesce ma ben si di un po’ di insalata di contorno per il pranzo del giorno dopo, ovvero, un paio di kg di alghe. Ebbene si dove ero quasi convinto di prendere qualcosa ero invece incappato in un enorme accumulo di alghe, ma non contento sostituisco il bibi ormai un po’ sgonfio e ritento il lancio sempre li dove solo con rip e rotante riuscivo ad arrivare.
Il piombo è in volo ed il vento è sostenuto ma adesso c’è buio pesto quindi devo affidarmi all’intuito (c@@o) per bloccare la bobina onde evitare parrucche ma ci riesco a metà, una 10ina di spire di filo sono da sistemare, beh poco male, appoggio la canna sul picchetto ed inizio a srotolare il filo imparruccato e ci riesco fortunatamente in brevissimo tempo quindi lo riavvolgo e mentre metto la lenza in tensione sento una via di mezzo fra una “botta” e un “incaglio “, ovviamente, penso subito al male però quella piccola percentuale di speranza mi ha fatto ugualmente ferrare e ho capito che non era un incaglio ma un pesce e allora dico “c@@@o! come tira”, ed io non avevo ancora recuperato una preda combattiva come quella che avevo in canna con il rotante, però la voglia ti tirarla a riva sovrastava il timore di un’errata imbobinatura  della lenza, il pesce effettuava delle “tirate” che sembrava una Razza quando durante il recupero s’insabbia; diventava sempre più pesante il vento inizia a fischiare sulla lenza che si tendeva sempre più e il mio dubbio era quello di aver ancora raccolto assieme alla preda  un bel po’ di alghe infatti dopo un paio di minuti di tira e molla punto la luce frontale verso la cima e vedo attaccato l’apicale un ciuffo di alghe ma basta un paio di scosse, senza mai perdere il contatto con la preda, per far cadere l’erba e un attimo dopo vedo entrare il nodo dello Shock in bobina fortunatamente senza alghe aggiunte, quindi, calcolando la lunghezza  del parastrappi più il minitrave e il LongArm la preda si trovava a una distanza di 10mt circa da me quindi al gradino………….infatti…….viiiaaaaa con quella che sarà la sua ultima sfuriata ma non il suo ultimo tentativo di liberarsi infatti una volta riportata allo scalino il pesce si pianta su di esso, riesco anche a intravedere un altro grosso quantitativo di alghe aggrappate al trave , quindi lo ri mollo un pelino per poi riportarlo allo scalino ma sgallato e abbassando la canna verso destra e tirando a me lo spiaggio con l’aiuto dell’onda e vedendolo scodante ancora in forza scendo dal gradino, ormai diventato veramente alto creato dall’erosione delle onde sulla spiaggia, e lo afferro in mano, è una bella Ombrina di 1,010kg……..che bel battesimo per la mia rip e rotante, però come faccio per la foto?
Chiamo mia moglie con il walky talky che ho sempre con me e gli dico: “ti prego copri bene il bimbo, prendi una pila e vieni a farmi una foto che penso di aver preso un bel pesce” e lei: “ma lo appena fatto addormentare, vabbeh adesso vedo come fare”. la vedo spuntare dalla duna di sabbia  che separa lo chalet dalla spiaggia (30mt circa) correndo e una volta arrivata mi dice: “muoviti che devo tornare subito prima che si sveglia il terremoto di tuo figlio”, quindi, ho dovuto decidere e fare solo le foto alle due Ombrine e le altre prede ripiegando fotografandole a casa ma una volta arrivato a Milano ricollegandomi al forum ho visto che  non erano postabili perché non scattate sul “campo” e con i dovuti accorgimenti (non ero ancora al corrente del nuovo regolamento), mi spiace ma non è un problema l’importante era averle tirate fuori in quelle condizioni, anzi la canna centrale con l’americano è stata l’unica a tirar ancora fuori prede per altre tre volte per tre mormore dai 350 a 400gr.
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 Mi sentivo a posto e soddisfatto quindi ho deciso di smontare e tornare a casa e godermi il meritato riposo assieme a quello che sarà il mio compagno di pesca futuro
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……………………………..questa terra regala sempre belle soddisfazioni      
Mi spiace non aver postato le altre foto ma spero di avervi appassionato ugualmente con il racconto ed altre immagini.
Un Abbraccio Ivano






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Buongiorno a tutti ragazzi
prima dell’estate ho acquistato la canna in oggetto e avendo spostato le mie ferie da agosto a settembre ho anche avuto la possibilità di provarla in situazione da calma piatta, da surf e in scaduta. La canna è una ripartita da 13’ in due pezzi simmetrici con un range di 5oz. Una volta montata o perlomeno dopo aver cercato di montarla posso decisamente dire che l’innesto, di tipo compound, è durissimo a tal punto che alcuni possessori hanno risolto carteggiandolo. Infatti spingendo a secco restano scoperti 4/5cm d’innesto e qual’ora si dovesse riuscire a postarlo ai giusti 2cm circa vi faccio tanti auguri a rismontarla. Io non sono fra quelli che hanno deciso per la carta vetrata per paura di rovinarlo irreparabilmente e quindi ho optato prima per la vasellina in olio per poi passare a quella in pomata e la seconda soluzione è risultata quella ottimale. Una volta montata, quindi, da la sensazione di pesare un pochino ma a screditare questo c’ha pensato la bilancia fermandosi sui 500gr, praticamente questa sensazione è data dal fatto che l’attrezzo è leggermente sbilanciato in punta. Il fusto si presenta di fine calibratura, sembra un fioretto, e gia’ dalle prime frustate a vuoto non sembra neanche difficile da caricare. L’unica modifica che ho apportato è stata quella di cambiare il modello degli anelli montando i Fuji Alconite visto che all’origine presenta un’anellatura di scarsa fattura per capirci sto parlando di  quelli verdi che monta anche la Daiwa Sts, ovviamente la configurazione è da rotante. Una volta portata a pesca ho iniziato ad usarla accoppiata ad un Abu 6500 ct c3 premium mag elite ed ho usato una zavorra di 125gr che poi a parer mio è risultata la migliore, anche se a mare agitato ho montato 150gr più trancio e non ho sentito l’attrezzo in difficoltà. Tornando a parlare della zavorra precedente (125gr), provo subito un Ground e ho subito la sensazione di sentir piegare il fusto fin sotto la mano destra, ovvero quella che manovra il rotante (che uso montare alto), e mi rendo conto di non aver forzato proprio al massimo e quindi intuisco che la canna non è così ostica come spesso si dice delle Century ma anche qui c’è modello e modello. Infatti continuando a provarla confermo che l’azione della canna comprende anche il manico. Attenzione non è come la UM Unica 400 (che posseggo) è più tecnica, infatti anche se non di difficoltoso caricamento, a parità di forza impressa restituisce più metri rispetto la UM, ma comunque resta a mio parere un attrezzo abbordabile anche per chi vuole iniziare. Dico questo perché ho voluto provare ad angolare anche il Side e a forzarlo e devo dire che i metri sono usciti lo stesso, non al livello del Ground, che la carica molto di più, ma sono usciti. L’ho testata anche con i 100gr in condizioni di calma e per la distanza con questo piombo occorre per forza tirare di Ground, altrimenti si raggiungono distanze raggiungibili con altre tipologie di canne. Per finire, in pesca si è comportata bene sia con i 125 che con i150gr senza mai spiombare e senza farsi spaventare dal vento frontale, ho trovato ottima anche l’accoppiata con l’Abu infatti ho tirato a riva un’Ombrina di 1kg assieme a ciuffi d’alga e fra le onde ma il tutto senza soffrire. L’unico neo è che è un po’ “sordina” anche se il modello (mio) 2010 è stato migliorato in vetta ma non vorrei averlo riportato quasi a pari del precedente avendo cambiato la tipologia degli anelli visto che il nuovo modello in vetta monta tutti anelli monoponte e io ho messo i doppio ponte creando quindi un pochino di rigidità in più in piega. Ovviamente non sono assolutamente un “esperto tester” ma spero d’aver fatto cosa gradita nell’aver trasmesso le mie sensazioni su quest’attrezzo visto che ultimamente alcuni amici del forum si stanno avvicinando a questa tipologia di canna.
Alla prossima un salutone Ivano         

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PESCA & FAI DA TE AUTOCOSTRUZIONE / prolunga pedone autocostruita
« il: Agosto 10, 2010, 10:14:26 »
Buongiorno a tutti ragazzi,
una ventina di giorni fa’ ho acquistato una cannettina, da spendere poco, 2pz. da spinning e per la precisione una Shimano ForceMaster ax 240 mh. Trovandomi in alcuni casi sempre un po’ scomodo con “l’imbracciata”, che a mio gusto personale preferisco averla sempre un po’ più lunghina, tra una dormitina  e l’altra del Mio Pupo ho deciso di allungarla e ho deciso di realizzarla auto costruendo un pedone supplementare ad innesto da applicare in coda al pedone già esistente togliendo il tappino di gomma. Come al solito ho disegnato prima il progettino, che vedrete di seguito, e come prima cosa ho iniziato a lavorare il sughero ma dopo aver finito mi sono detto: “ma perché devo lasciare il mio lavoro così anonimo? E se l’impugnatura la personalizzassi?” Quindi ho deciso per questa seconda opzione dove la procedura di base resta la medesima e l’unica cosa a cambiare è il materiale dell’impugnatura che dal sughero diventa di legno e per la precisione di balsa, proprio quella che uso per la costruzione degli artificiali, infatti, essendo una lavorazione fatta su una canna da spinning perché non creare proprio un’impugnatura a forma di pescetto? Certo, un po’ insolito nella forma ma alla fine è solo un  decoro e la sua vera funzione è quella di darmi più leva. Come dicevo la procedura è la stessa solo che con la balsa i dischetti sono diventati quattro per via dello spessore inferiore rispetto al sughero. Questi dischetti per realizzarli più facilmente ho usato la fresa a tazza in modo da avere il foro perfettamente in centro e il diametro esterno che desideravo. Una volta incollati tra loro, montati sul mandrino del trapano e data loro la forma desiderata con la cartavetrata ho passato il turapori che una volta asciutto ho ricarteggiato per poi dare come fondo la foglia d’oro (che s’intravede sottoforma di squame) per poi procedere alla colorazione tramite aerografo……….a proposito non è rossonero, è rosso e antracite, da Malatissimo  Interista non avrei mai potuto. Fatto questo ho eseguito una piccola legatura a tre colori (davanti la bocca del pescetto) puramente estetica e per rendere il tutto resistente, soprattutto la balsa, ho dato due mani di kk1 ed ecco fatto!!!
Io la prolunga l’ho fatta ad innesto in modo da poterla togliere ma nessuno vieta di incollarla per renderla fissa.
Ecco il disegno del progettino e le foto del lavoro finito (fatto un po’ di fretta).
Un abbraccio Ivano
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PESCA FORUM BAR / ritorno a casa con la cattura più ambita
« il: Luglio 16, 2010, 16:37:47 »
Buongiorno a tutti ragazzi finalmente sono ritornato, e l'ho fatto con la preda della vita, quella più desiderata.................................quella più ambita......................il mio Piccolo Mattia
Eccolo ad un giorno di vita avvinghiato alla sua Mamma
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Un Abbraccio a tutti e soprattutto a Nicola per il lungo ed apprezzatissimo supporto morale
Ivano


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“Pesca a “striscio” e riferimenti presenti sulla bombarda”

Quando pratichiamo la pesca alla Trota lago, una delle tecniche più belle ed in uso è lo “striscio”. Questa tecnica si esegue con la “bombarda” ovvero una sorta di galleggiante piombato montato su una cannuccia dove vi passerà all’interno la lenza. Come per i normali galleggianti anche la bombarda è contrassegnata da riferimenti molto importanti che determinano lo strato d’acqua dove andrà a lavorare in fase di recupero (striscio), questo perché la Trota in base alla stagione e/o alla temperatura la si può trovare sotto il pelo dell’acqua come può invece muoversi o stazionare sul fondo.
Ecco l’immagine di una bombarda, in questo caso con caratteristiche di galleggiabilità più inerenti al periodo, diciamo, fresco.
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Vediamo adesso cosa significano i riferimenti presenti sulla bombarda: es. “15gr.- G2”, (alcune marche anzi che “g” contrassegnano con “aff.”); cosa vuol dire? Praticamente vuol dire che se andremo ad usare una bilancia il peso complessivo della bombarda sarà di 15gr. i quali però saranno così suddivisi: 13gr. di balsa (o comunque materiale galleggiante) e 2gr. di zavorra. A cosa porta questo? In poche parole dopo aver eseguito il lancio non appena la bombarda toccherà l’acqua affonderà (aff.2/G2) come se pesasse 2gr. e non più 15. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che la bombarda avendo una maggior quantità di materiale galleggiante rispetto al piombo affonderà più lentamente e, cosa più importante, con le caratteristiche su citate, in fase si recupero, lavorerà circa a mezzo metro sotto il pelo dell’acqua. Facciamo un esempio: se pensiamo che le Trote in inverno spesso le troviamo proprio in superficie andremo ad usare una bombarda ancora più galleggiante della sopracitata, ovvero, con affondabilità 0,70 per far si che questa lavori 20cm. circa sotto il pelo dell’acqua. Quanto la temperatura salirà e inizierà il caldo tanto alzeremo il valore di “g” o “affondabilità” per andare ad insidiare le Trote più in profondità dove vi sarà una temperatura dell’acqua più bassa. Oltre all’affondabilità molte bombarde si differenziano fra loro per il diverso assetto in fase di recupero. Questa peculiarità scaturisce dal posizionamento della zavorra all’interno del bulbo, ovvero, avremo un assetto di punta quando la piombatura è posizionata anteriormente, un assetto lineare quando la piombatura è centrale ed un assetto di coda quando la piombatura è posizionata posteriormente. possiamo aggiungere che qualche marca oltre a contraddistinguere l’affondabilità con i riferimenti numerici lo fa anche con i diversi colori del tubetto passafilo o con strisce di diverso colore presenti sul bulbo.
Questa immagine mostra una classica montatura che io uso sempre nel periodo fresco
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Per finire passiamo adesso al tipo di innesco e vi illustrerò quello più usato dal sottoscritto, ovvero, l’innesco della pastella perché comunque è quella in assoluto che mi ha dato i migliori risultati e in più a, differenza della classica Camola, ha la scelta del colore, cosa importantissima da tenere in considerazione in base a quali esche si possono trovare in quel periodo in acqua e anche a seconda della luminosità di quel momento, sole, nuvolo, buio, ecc..
In oltre non dimentichiamoci il fatto che in alcuni periodi d’inverno capita di trovare le Trote “spanciate” sul fondo e quindi potremmo adottare un altro metodo, ovvero, ci basterà accorciare il terminale a 50cm circa e lanciare la nostra insidia lasciando che la bombarda poggi sul fondo senza recuperare,  essendo la pastella galleggiante si solleverà dal fondo di quanto abbiamo lasciato lungo il terminale e fluttuerà in attesa di una abboccata; ricordo una mattina d’inverno, una volta individuata una buca, con questo metodo io e il mio amico Pietro ne prendemmo 41 esemplari in 3 ore, ecco diciamo anche che questo metodo è utile  agli accaniti fumatori per far si che si fumino la sigaretta in pace senza dover tenere la canna in mano. 
Ecco l’immagine:
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Torniamo a parlare dell’innesco per effettuare lo “striscio”, che tra l’altro è una tecnica a mio avviso stupenda, dove l’immagine a seguire mostra (scusate il disegnaccio) la pastella (gialla) appiattita e con forma di tipo triangolare o a boomerang (ovviamente la forma gliela daremo noi) e con l’ardiglione dell’amo leggermente scoperto. La forma data ed il posizionamento danno all’esca (pastella), in fase di recupero, un movimento “scodinzolante” molto naturale come quello di un pesciolino che varia di velocità a seconda della velocità e modalità di recupero che noi gli impartiremo.
Ecco l’immagine:
URL=http://img708.[IMMAGINE NON DISPONIBILE SI PREGA GLI AUTORI DI RICARICARE LE IMMAGINI GRAZIE][IMMAGINE NON DISPONIBILE SI PREGA GLI AUTORI DI RICARICARE LE IMMAGINI GRAZIE]/i/innescopastellatrota.jpg/][/URL]
Come posizione io consiglio: canna in mano ”quasi parallela” alla sponda del lago e cimino basso quasi a toccare l’acqua…………e…………..in bocca al lupo
Un saluto a tutti
Ivano 


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Come promesso a Dompescatore ecco le immagini del tutorial per realizzare il porta starlight con il velcro. Spesa bassissima unita a cinque minuti di lavoro, cosa vogliamo di più? "Un Lucano!

P.S. Dom mi spiace non aver fatto le foto ma non ho proprio avuto tempo ma con il disegno si capisce lo stesso perfettamente.
A presto Ivano

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Buon giorno a tutti ragazzi, da non molto si è concluso il 2° trofeo “Ombrine d’Or” (Ombrina d’oro) che si svolge nel paradiso dell’Ombrina e soprattutto nel paradiso del pescatore, ovvero, la magica Corsica. La gara vedeva 300 partecipanti (gara a coppie) e si è svolta sulla immensa spiaggia de la Marana su quella lingua di terra chiamata “cordone lagunare”che divide la laguna dal mare. La spiaggia, che è la stessa dove passo io l’estate e che quindi ho già avuto modo d’illustrare, è totalmente sabbiosa a digrado lento se non lentissimo in alcuni punti. Quest’anno avrei dovuto partecipare anch’io ma per gli stessi problemi che per qualche tempo mi hanno allontanato dal forum ho dovuto lasciar stare, ma solo per quest’anno. In ogni caso la cosa meravigliosa è che la nostra bandiera è stata portata su tutti e tre i gradini del podio…………….ebbene si abbiamo fatto 1°, 2°, e 3° posto, e con partecipanti che provenivano da Spagna, Francia e la stessa Corsica, penso proprio che la vittoria assoluta italiana sia un eccellente risultato. Siamo forti ragazzi! Vi posto una foto della magnifica spiaggia dove si è svolta la gara e vi saluto.
Un abbraccio Ivano 
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PESCA & FAI DA TE AUTOCOSTRUZIONE / 2° autocostruito di Ivo
« il: Novembre 09, 2009, 10:12:31 »
Ciao ragazzi vi posto il mio secondo auto costruito, la realizzazione è identica al precedente cambiano solo alcuni materiali che segnalerò più avanti, quindi evito di postare il tutor per non ripetermi. Si tratta di un Popper di 10cm per 22gr, l’armatura è stata realizzata con del filo d’acciaio da 1, il peso è posizionato subito dietro l’anellino  centrale, la colorazione è stata realizzata ad aerografo e ho voluto provare alcune mascherine che avevo creato, come si può ben vedere manca ancora il protettivo kk1. Altra  differenza rispetto al precedente auto costruito è lo stucco, nel primo ho usato dello stucco plastico, mentre per questo ho usato la pasta di legno, quest’ultima è un po’ più faticosa da lisciare perché più dura, e spesso crepa però devo dire che una volta asciutto diventa proprio come il legno…………………penso comunque di usare quello plastico, è molto più lavorabile e soprattutto non crepa.
Ciao un abbraccio a presto Ivano
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ATTREZZATURE PESCA PROVE E CONSIGLI / vecchi attrezzi in vetrina
« il: Novembre 05, 2009, 13:22:56 »
Ciao a tutti ragazzi, di solito per la  preparazione dei miei finali e i miei calamenti mi “emargino”  nella mia stanza hobby, dove sono circondato da canne, mulinelli e accessori di ogni tipo,  e ogni tanto, tastando con mano, mi fermo a pensare alla tecnologia dei materiali che compongono i nostri attrezzi ed è evidente che avanza molto velocemente rendendo le attrezzature sempre più leggere, potenti, performanti e  indistruttibili (o quasi), lanciando sul mercato attrezzi dalla composizione e stesura dei materiali come il carbonio sempre più evoluta, materiali che sono passati per i mulinelli, da materiali ferrosi e pesanti  a quelli plastici, a quelli compositi al carbonio, a quelli compositi alla grafite, all’alluminio o addirittura al magnesio, questo anche con un aumento spropositato dei costi, però donando agli attrezzi del giorno d’oggi un’affidabilità fuori dalla norma, ovviamente quando parlo d’affidabilità parlo di marchi affermati. Ieri dopo aver fatto questo pensiero mentre mi trovavo nel mio locale hobby a riordinare un po’ le mie cose mi scappa l’occhio verso le vetrinette, diciamo, del collezionismo o delle antichità che dir si voglia, e prendendo in mano canne in fibra di vetro o le prime in carbonio da Surf  (che per libidine custodisco gelosamente) mi rendo conto che confrontandole a quelle moderne sono veramente pesanti, grosse, e che una volta aperte e fatte vibrare si fermano dopo 2 minuti (specialmente quelle in fibra di vetro), veramente una differenza    abissale rispetto ad oggi. Poi mi sovviene un ricordo (mamma mia sembra che ho 90 anni) guardando la canna in fibra di vetro da Surf tutta bianca con le legature arancioni, e il ricordo mi porta ad un tedesco che qualche anno fa in Corsica aveva sempre il brutto vizio di mettersi a pescare a 5mt dalla mia postazione con a disposizioni 3km di spiaggia, e lui usava proprio la stessa canna, che come la mia, era talmente consumata che le serigrafie erano scomparse non facendo neanche capire la marca e le caratteristiche. Io la posseggo per collezionismo insieme ad altre e non mi sarei mai sognato di usarla in pesca soprattutto vedendo il diversissimo comportamento in fase di lancio e di tenuta del mare, tutta molle e super flessuosa, che a ogni lancio dava l’impressione di esplodere, eppure qualcuno se ne serve ancora abitualmente. quindi mi sono detto: ”e se per sfizio provassi ad usarla anch’io, giusto per provare a passare da attrezzature all’avanguardia a quelle di una volta?” quindi il mio sguardo è subito passato dalle canne alla vetrinetta dei mulinelli, d'altronde per un buon uso dovevo abbinargli un mulinello della stessa epoca. Inizio la scelta fra i mulinelli, anch’essi ormai da collezione ma perfettamente funzionanti, e prendendone in mano uno mi è venuto da sorridere sentendone il peso la fluidità e tutto il resto, però sempre più convinto abbandono la bianca canna da Surf (troppo grossa, e poi non ho il mare a portata di mano) e ne prendo un’altra, abbassando un po' i toni, sempre in fibra di vetro con anelli senza pietra e ci abbino la mia scelta, adesso il tutto sembra un po’ più equilibrato e bilanciato. Ecco ora siamo pronti alla prova manca solo una cosa…………………………il buio!!! perché alla luce, non per denigrare l’attrezzatura che sicuramente avrà in passato regalato qualche splendida cattura a chi la possedeva ma perché un po’ mi vergogno. Beh scherzi a parte ci proverò, voglio vedere cosa si provava a pescare con questi attrezzi, ieri all’avanguardia, pur avendo la mano solo su quelli all’avanguardia del giorno d’oggi , altrimenti se non si prova si parla solo per sentito dire, e visto che io ho 36 anni e pesco da quando ne avevo 20 circa, queste reliquie non ho mai avuto la possibilità di usarle nel periodo in cui erano in voga. Visto che dalle foto le canne non rendono vi posto quelle di qualche mulo antico che posseggo.
Spero di non aver annoiato nessuno ma penso che un rapido giro nel passato ogni tanto bisogna farlo, specialmente ragazzi abbastanza giovani come me, per lo meno anche per capire gli evoluti attrezzi che possediamo da dove derivano.

Mitchell 300
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Mitchell 300a (tra i primissimi a montare l'antiritorno, anzi per la maggior parte dei collezionisti è proprio stato il primo, io non c'ero e non posso affermarlo)
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Carson Diamond Deluxe mic7ro
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Ciao a presto un abbraccio Ivano

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LE RICETTE DEL FORUM / E questi come ce li mangiamo? Sushi e Sashimi
« il: Novembre 02, 2009, 15:58:42 »
Ciao Ragazzi ma vi siete mai chiesto che fine hanno fatto, per esempio, questi pesci catturati d'estate durante una battuta di Paf notturna in Corsica?
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Ve lo dico io, Sushi e Sashimi
Beh il Sashimi e facilissimo, basta sfilettare il pesce facendo poi delle fettine spesse al massimo 3/4 mm, passarlo in freezer per 7 minuti (per abbattere la carica batterica) e condirlo a proprio piacimento. Io uso sale di Maldon (cristalli di sale), olio extra vergine e pepe. Se invece si intende usare la salsa di soia e meglio evitare o diminuire il sale visto la accentuata salinità di questa salsa.
Per il Sushi è un pochino più complesso ma niente di che, allora, mettiamo a bollire dell’acqua dove andremo a cuocere il riso per Sushi (mi raccomando c’è quello a posta), nel frattempo prepareremo un composto di zucchero e aceto di riso (l’aceto dev’essere per forza di riso). Una volta cotto il riso lo scoleremo e mettendolo in una zuppiera gli andremo ad aggiungere il composto precedentemente preparato, a questo punto prenderemo il classico tappetino di legno per arrotolare il Sushi (io per averlo più lungo,” il tappetino”, me lo sono costruito da me) posizioniamo “l’alga” cinese e ci stendiamo sopra il riso, sopra quest’ultimo andremo ad appoggiarci la striscia di pesce precedentemente sfilettato (all'interno, a chi piace, ci si può adagiare con il pesce delle fettine sottilissime di cetriolo o di frittatina), non ci resta che arrotolare e stringere bene con l’aiuto del tappetino ed ecco qua un bel cannolone pronto per essere tagliato a rondelle per essere servito. Accompagnatelo con della salsa di soia o del buon aceto balsamico (ho detto buono).
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Per il Sashimi ho usato Ombrine e Orate (più tenere) per il Sushi le Mormore (più sode), questo comunque è a gusto personale. Ricordate in ogni caso di passare il pesce crudo, anche se fresco, 7 minuti in freezer per abbattere la carica batterica.
Ciao a presto Ivano     

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Buongiorno a tutti ragazzi, ho voluto provare anch’io, per sfizio, ad auto costruirmi un’artificiale, facendo io modellismo da molti anni mi sono detto perché non provare. Devo dire che mi sono molto divertito e quindi continuerò a farlo, diciamo che è un altro modo per abbandonare i pensieri.
Vi mostro la sequenza di lavorazione che ho seguito per la realizzazione di questo Minnow il quale, a lavoro ultimato, misura 12cm per 19gr. Prego i più esperti, se ne hanno voglia, di correggiere i miei errori però non bastonatemi………..è il primo che faccio.

Prendo una bacchetta di legno, di quelle che si trovano negli imballi delle lavatrici a protezione di queste ultime, prendo un Minnow lo poggio su di essa e gli lascio cadere del borotalco dall’alto in modo che mi segni perfettamente la sagoma, fatto questo traccio quest’ultima con una matita ed ecco la forma da sgrossare. Una volta sgrossata e scartavetrata questo è il risultato.

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Poi sempre con l’aiuto del talco creo la stessa sagoma dove andrò a piazzare dei chiodi la dove risultano gli anelli. Praticamente ne esce un telaietto dove costruire con l’esatte misure l’armatura, quest’ultima è creata da filo d’acciaio da 0,8 mm.

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Dopo prendo la sagoma e inizio a fresare l’alloggiamento dell’armatura con la zavorra, quest’ultima è creata con una torpilla da 7 gr ed è posizionata nella zona ventrale dell’artificiale.

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Una volta pronto l’alloggiamento provo ad inserire l’armatura per verificare che stia perfettamente nella sede che ho creato

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Stucco il tutto, e una volta asciutto, dopo aver scartavetrato perfettamente rendendo la superficie super liscia, do una mano di fondo spray (quello che si usa in carrozzeria.

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Asciugatosi il fondo stendo una mano di Missione (colla per la stesura delle foglie d’oro e d’argento), e non appena inizia a “tirare” stendo la foglia d’argento per creare quello che dopo sarà l’effetto squame (o almeno ci provo). Uso la foglia perche è 1000 volte più lucente e riflettente di qualsiasi altro colore metallizzato o argentato.

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Una volta asciutto preparo l’aero penna e via……inventiamoci gli effetti ed i colori della livrea. Dico inventiamoci perché per la colorazione ad aero penna ha collaborato mia moglie (come sempre)
Questo è l’artificiale finito, spero che vi piaccia. Mi sono solo dimenticato di parlare della paletta (che nelle foto purtroppo è sempre coperta dal nastro di carta gommata), che ho realizzato con del lexan e come tutor ho usato quello del grande Fly. Ovviamente niente di tutto ciò (o quasi) è farina del mio sacco, sono varie cose prese un pò qua e un pò la nei vari post dei più esperti auto costruttori del nostro forum.
Ciao a tutti, un abbraccio Ivano

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Al prossimo............





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ACQUE INTERNE CATTURE / cattura di Storioni di Ivo
« il: Settembre 17, 2009, 12:41:17 »
Ciao a tutti ragazzi, Venerdì come spesso succede mi reco ai laghi Carcana (Mi) per “tastare il terreno” e cercar di capire come basare la mia battuta di pesca allo Storione del Sabato. Dopo un paio d’ore circa ho notato che pescando con attrezzatura medio/pesante (da CarpFishing) non rendeva, riconoscevo le tocche delicate dello Storione ma appena sentiva il peso lasciava il boccone. Il problema è che stavo anche provando una pastella da me confezionata, la quale era molto attrattiva ma non teneva l’innesco come io desideravo (avevo usato un pochino d’acqua di troppo nell’impasto), praticamente alla delicata e, quel giorno anche svogliata, “mangiata” dello Storione la pastella si staccava. Quindi dopo aver avuto solo 2 tocche in 6 ore senza aver tirato fuori niente dall’acqua ho deciso di andare a casa e cambiare strategia. Sabato mattina ore 06,30 io e il mio amico Edo siamo già in postazione, nello stesso punto che avevo sondato il giorno precedente (pieno d’insidie come alberi sommersi e semi sommersi, lastroni di cemento anch’essi sommersi!?!, rocce sommerse e quant’altro). Questo controllo lo faccio sempre perché nel caso dovessi agganciare una preda di “dimensione”, cercherei di tenerla lontano da queste trappole (per me) in fase di recupero. Non sto ad elencare l’attrezzatura scartata il Venerdì e vi spiego subito la nuova:
•   canna Shimano Antares GT  470mt range 20/50
•   mulinello Shimano Super GTM 4000
•   filo JTM Camou (mimetico) 0,31
•   terminale Berkley Trilene fluorocarbon 0,27
•   amo Gamakatsu n°4 a becco d.
•   galleggiante scorrevole 6gr
•   esca Salmone affumicato fermato con filo elastico (così anche se mangiano male non mi staccano l’innesco).
Per la prima ora niente, poi iniziamo a vedere alcuni movimenti quasi impercettibili del galleggiante, quindi ci avviciniamo alle canne per essere pronti alla ferrata, dopo un attimo il galleggiante molto delicatamente scende e non appena inizia a tendersi la lenza (che noi lasciamo appositamente un pò in bando) ferro………….ho subito sentito che non era di taglia, e non appena recuperato e pesato, 1,2kg, lo riossigeniamo e effettuiamo il C&R…….......ci  rimettiamo subito in pesca.
Passano una quindicina di minuti e inizia ad assaggiare il boccone offerto dal mio amico Edo, stessa storia quindi passiamo direttamente alla ferrata, questa volta il peso si sente, e dopo qualche minuto Edo riesce a dirigere il pesce verso di me che lo attendevo a braccia aperte con il guadino in acqua. Una volta guadinato mi giro e vedo partire il mio galleggiante, quindi, lascio il guadino con dentro il pesce al sicuro sulla terra ferma, prendo la canna, chiudo la frizione e ferro……..e dico subito al mio amico di togliere il suo pesce che ancora stava nel guadino, appena riesco a staccarlo dal fondo si indiavola e spicca un salto di circa 1mt fuori dall’acqua…………straordinario……………  fortunatamente non perdo il contatto e la preda resta ben allamata, poi riesco ad avvicinarla alla sponda ma appena vede il gradino riparte, la mia paura era che si andasse a rifugiare sotto l’albero sommerso con il pericolo di perderlo, ma con un po’ di forzatura riesco a sfiancarlo e portarlo a guadino. Poco dopo vedo il galleggiante del mio amico partire molto bruscamente e gli ho urlato: ferralo che è partito lui prontamente esegue, ma gli dico anche che non sarebbe stato sicuramente uno Storione, era più la mangiata di un “Gattone”, e infatti ecco un bel Pesce gatto di 2,5 kg. Nel giro di altre due ore abbiamo effettuato altre 2 catture con la stessa sequenza e in chiusura per un mio errore in fase di ferrata (troppo frettolosa)  ho perso il quinto. Gli esemplari catturati pesavano 4kg, 4kg, 4,4kg e 5kg il Pesce Gatto 2,5kg
Venerdì ci proveremo in notturna (meteo permettendo) ciao a tutti un abbraccio Ivano      
Immagine non disponibile

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PESCI & CATTURE / qualche cattura di Ivo in Corsica 2009
« il: Settembre 16, 2009, 15:08:03 »
Buongiorno a tutti ragazzi sono tornato da poco dalle mie solite ferie in Corsica, il mio dolore alla mano destra che mi porto dietro dall’inizio di Luglio non mi ha permesso di pescare tanto quanto avrei voluto, ma non mi lamento.
Vi posto qualche foto inerente il mio spot abituale e qualche cattura, dico qualche perché ce ne sono state molte altre e non mi sembra il caso.
Questo è il tempo ed il mare che ho trovato al mio arrivo
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Diciamo che sempre più spesso, ormai da un paio d’anni, gli amanti del Surf Casting come me riescono a divertirsi perché le condizioni ottimali si riescono a trovare anche 5/6 volte nel mese d’Agosto, quest’anno ancora di più
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Il mare comunque ha offerto molto spazio anche agli amanti della Paf, che poi piace anche a me, anzi diciamo che a me piace qualsiasi cosa che centri con la pesca.
Questo è il mio spot abituale di tutti gli anni, ovvero, spiaggia della Marana (dove a Ottobre si svolgerà una gara di SurfCasting) località Biguglia (Bastia), proprio lungo il cordone lagunare. Questa è la spiaggia del villaggio (che non pubblicizzo) dove passo le mie ferie e le mie battute di pesca. Come si vede dalle foto qui sotto la spiaggia è super lunghissima, parliamo di chilometri, e come unico accesso c’è il villaggio (se ci risiedi), infatti queste immagini le ho scattate alle 11,30 del mattino e come si vede la spiaggia è talmente lunga che sembra vuota, solo il pomeriggio c’è qualche persona in più ma niente di eclatante…………….gran libidine per chi pesca a tutti gli orari.
Nella seconda foto, infondo (purtroppo non si vede), sfocia la laguna.
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Quasi tutte le sere (dolore permettendo) verso le 18,00 iniziamo (io e mia moglie, perché anche se non compare molte catture sono sue) a piazzare i picchetti e ad aprire l’attrezzatura, quest’ultima varia di sera in sera, calcolate che quando sono in ferie porto con me almeno una quindicina di canne con relativi mulinelli (mi piace variare le tecniche di pesca in base a quello che offre il meteo). Comunque, le canne più frequenza d’uso sono queste: Trabucco Cassiopea 3 pezzi, Shimano SpeedMaster 3 pezzi, Grauvell SC Surf 3 pezzi, Shimano SpeedMaster tele,  Shimano Nexave tele tutte con range di 200 gr. Questi attrezzi sono abbinati a mulinelli Shimano Super Ultegra e Daiwa Emcast Plus caricati con Colmic Axial e Trabucco LongCast  0,22 a mare fermo o leggermente formato o 0,25 a mare da Surf, Shock Leader Conico Shimano 0,23>0,57, trave 0,60  lungo1,80mt Mustad, terminale Berkley Trilene fluorocarbon  0,21 lungo 1,75mt , ami Mustad e Gamakatsu  del 4, piomdo fisso 125gr, con mare da Surf  150/175gr e se necessitava montavo lo Spike, ah dimenticavo la montatura è Long Arm.
Mia moglie invece si affida solo e sempre alla sua Shimano Nexave con range da 80gr abbinata a uno Shimano Stradic 4000, per il resto, filo, amo, calamento, ecc, è tutto uguale a me, ovviamente tranne il piombo, lei usa un 60gr. In più porta sempre con se  la sua Shimano Nexave Bolognese 5mt azione 5 abbinata a Shimano Techniun 2500, 0,18 in bobina 0,21 fluorocarbon come terminale, amo del 14 galleggiante a penna di pavone 4+1 montato all’inglese.
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Le esche usate tutte le sere erano sempre le stesse: Bibi, Americano, Jambo e Coreano (per la bolognese), Cannolicchio, Sarda e solo per i primi 3 giorni l’arenicola che mi sono fatto comprare a Savona dal mio negoziante di fiducia di Milano, anche perché a Milano non esiste e in Corsica neanche.
Beh ……….si può iniziare
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Ecco qualche cattura………
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Queste sono 2 foto dell’anno scorso e sono state anche pubblicate insieme a un mio report su una nota rivista del settore (di qui ovviamente non faccio nome), la collana è composta da 23 pesci fra Mormore e Orate, la seconda è un’Orata di poco meno di 1,6 kg catturata con l’attrezzatura leggera di mia moglie che quella sera stavo usando io.
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Ragazzi so di essermi dilungato troppo, quindi spero di non aver annoiato nessuno, poi oggi avevo chi mi ha aiutato a scrivere, visto il mio momentaneo problema alla mano, e quindi mi sono sbizzarrito, anzi visto l’aiuto sto preparando un altro post inerente la cattura di alcuni Storioni effettuata Sabato, ma di questo parlerò nella giusta sezione appena possibile.
Ciao a tutti un abbraccio Ivano.

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PESCA FORUM BAR / lampi e fulmini
« il: Luglio 08, 2009, 09:22:08 »
Buongiorno a tutti ragazzi, ieri alle 5,00 del mattino nella periferia di Milano si è abbattuto un nubifragio con fortissime raffiche di vento, pioggia alternata alla grandine, e sopratutto lampi e fulmini. Io a quell'ora mi stavo dirigendo in box a prendere la macchina e il spalla avevo parte della mia attrezzatura da pesca che dovevo prestare ad un amico perchè in partenza per CapoVerde. I fulmini scendevano fino a terra illuminando a giorno la zona, e io camminando in mezzo a questi ultimi, mi sono chiesto: il carbonio, che è un'ottimo conduttore di elettricità, è innocuo all'interno del fodero portacanne, oppure resta altamente attirante nei confronti dei fulmini??????? Rispondete il più numerosamente possibile, in modo da far capire anche ai meno esperti fino a che punto siamo protetti in caso di temporali.
Ciao un abbraccio a tutti Ivano

19
ACQUE INTERNE CATTURE / Catture di trote mie e di mio suocero
« il: Giugno 24, 2009, 14:34:48 »
Ciao a tutti ragazzi vi mostro qualche bella cattura di Trote effettuate da me e mio suocero in provincia di Milano.
La temperatura nelle prime ore del mattino era abbastanza freddina, 6/7 gradi, a causa dei temporali, ma non appena è iniziato a salire il sole abbiamo potuto smettere i giubbotti per restare in maglietta.
La mia attrezzatura era così composta:
Canna Shimano Nexave 15/30gr
mulinello Shimano Stradic 2500
lenza madre 0,18 Trabucco  Diamond
finale 0,20 Fluorex jtm Fassa
bombarda 15gr affondabilitàà G2
esca pastella Berkley bianca con glitter
Tecnica striscio
L'attrezzatura di mio suocero era cosi composta:
Canna Lineaeffe 3 pezzi per la pesca all'inglese
mulinello Shimano Exage 2500
lenza madre 0,16 Trabucco Diamond
finale 0,14 Fluorex jtm Fassa
galleggiante a piuma 2+1
esca Camola
tecnica all'inglese
Oltre qualche normale cattura da parte di tutti e due sono salite anche queste bellissime trote, il peso partiva dalla più piccola di 2750kg alla più grande (presa da mio suocero) di 4100kg. Non ci era mai capitato di prenderne 5 di queste dimensioni lo stesso giorno..................sarà mio suocero che porta fortuna!!!!!!!
Ciao a tutti un'abbraccio  Ivano
P.S. quello che ho in testa non è una parrucca (lo dico per chi ha visto altre mie foto senza capelli), ma sono i pochi capelli che mi sono rimasti che ogni tanto non ho voglia di farmi a zero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Immagine non disponibile

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Boungiorno a tutti ragazzi vi posto il disegno e le foto per la realizzazione dei segnalatori d'abboccata per il SurfCasting.
Per la realizzazione ho usato dei bulloni in Inox da 1,5cm di diametro successivamente tornito per renderlo tondo e liscio (la lunghezza è in base al peso che si vuole ricavare), e poi forato da entrambe i lati per alloggiarvi l'astina in inox ripiegata a gancio (foro da 1,5mm) e l'antennina o starlight (foro da 3,5mm).
Gli ho creati in tre grammature diverse: 60gr, 70gr, 90gr e ho speso più o meno 4€. In commercio ce ne sono di simili (che io posseggo) ma costano intorno ai 14€.
Ciao ragazzi alla prossima
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