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Topics - vibonese

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PESCI E TECNICHE DI PESCA / PESCA COL VIVO CON TELEFERICA
« il: Maggio 06, 2007, 23:36:52 »
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La pesca col vivo è una tecnica di pesca indirizzata alla cattura di predatori (lecce amia, pesci serra, spigole,ricciole, dentici, barracuda...) con esca naturale viva. La tecnica consiste in tre fasi fondamentali:

.1 cattura dell'esca: le esche migliori da usare e quindi da catturare, sono i piccoli muggini, generalmente di dimensioni comprese tra i 7 e i 10 centimetri, piccoli sparidi (sparli) sempre delle stesse dimensioni o cefalopodi, primo tra tutti il calamaro apprezzatissimo dal dentice.

La loro cattura può essere eseguita con l'uso di piccoli ami n° 18-22 e terminali sottili .12-.10-.08 soprattutto nel caso del muggine; le esche da utilizzare sono il pane francese per il muggine o il bigattino per gli sparli. Una buona tecnica è caratterizzata dall'uso della bolognese.Per i cefalopodi sarà invece opportuno l'utilizzo di totanare armate da appositi artificiali.

.2 innesco dell'esca viva. Una volta catturata l'esca si può procedere al suo innesco che avviene fissando due-tre ami di grosse dimensioni sul dorso del pesce lungo la spina caudale.
Sarà opportuno, nella pesca a predatori dotati di particolare dentatura( quali il serra o il dentice) , utilizzare il cavetto d'acciaio come terminale per evitare possano reecidere la lenza con i loro denti affilati.

.3 fase di pesca.Compiute le operazioni precedenti si può iniziare l'azione di pesca. Calate le lenze in acqua si lascia correre via l'esca fino al punto che si ritiene propizio per poi fermare il filo e aprire la frizione usando mulinelli muniti di bait runner o seguendo la cima della canna con frizione regolata in modo da attendere la furiosa mangiata del predatore, attratto dal pesciolino in difficoltà, e ferrare con decisione[/size].



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NORME E LEGGI SULLA PESCA / Allarme - Mucillagine
« il: Aprile 27, 2007, 19:46:22 »
Mucillagine – Il ministro De Castro ha istituito una unità di crisi 
 
 ROMA - Un'unità di crisi per gestire l'emergenza mucillagine. È questa la mossa del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, concordata con gli assessori delle Regioni adriatiche e ioniche ed i rappresentanti delle organizzazioni di Agci-pesca, Federpesca, Federcoopesca, Lega Pesca, AnapiPesca e Unicoop

«L'obiettivo – ha detto il ministro – sarà quello di identificare strumenti a supporto della pesca nelle aree colpite, verificandone la coerenza con le normative europee, per evitare, come spesso avvenuto in passato, il varo di provvedimenti poi vanificati».

Il fenomeno, per stagionalità e intensità, sta generando un vero stato di crisi per la pesca costiera nel basso Adriatico, dall’Abruzzo alla Puglia e Ionio e in alcune zone della Calabria.

Tra le principali misure prese oggi in considerazione c'è la rivisitazione del Fondo di solidarietà per renderlo più appropriato ai nuovi scenari di crisi ambientali, avviare il fermo pesca in tutte le sue possibilità applicative, volontario e obbligatorio, ed utilizzare il Fondo europeo della pesca (Fep).

Prioritaria è la necessità di disporre in tempi rapidi di un rapporto tecnico-scientifico che integri il lavoro dell’Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), degli istituti scientifici e del Cnr, ma anche di avere da Bruxelles la conferma, tramite un loro osservatore in Italia, del grado di crisi delle marinerie per applicare misure speciali.

 All’ordine del giorno ci sono poi la presa in considerazione il “de minimis” e la verifica con il ministero dell’Ambiente di interventi sinergici per individuare strumenti per affrontare strutturalmente il fenomeno.
Contrastanti le reazioni tra i partecipanti.

«Sono soddisfatto – afferma il presidente di Agci-Agrital, Giampaolo Buonfiglio – perché il ministro ha dimostrato sensibilità alla gravità della questione: ben venga quindi l’unità di emergenza che metterà a punto strumenti che daranno risposte concrete agli imprenditori». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Federcoopesca-Confcooperative, Massimo Coccia, che vede bene la proposta del fermo pesca sia volontario svincolato dall’Ue, che l’anticipo di quello tradizionale.


Più cauto il direttore generale di Federpesca, Luigi Giannini: «Sono contento se parliamo di soluzioni concrete e veloci, il pacchetto sembra interessante e noi daremo il nostro appoggio per mettere in atto soluzioni ad urgenze che il ministro ha appreso».

Critico infine il senatore Vincenzo Barba, sindaco di Gallipoli, una delle marinerie maggiormente interessate dalla mucillaggine: «sono misure scarsamente efficienti e quindi nei prossimi giorni inizieremo azioni di lotta».


20/4/2007 GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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Approvato dal Consiglio dei Ministri

Gli eco–reati entrano nel Codice penale

Duro inasprimento delle pene. Ora si attende che passi in tempi brevi in Parlamento

Una storica vittoria per gli ecologisti e per quanti chiedono da anni un segnale forte contro i reati ambientali e le ecomafie. Oggi, infatti, il Consiglio dei Ministri, ha approvato il disegno di legge che introduce tali crimini nel codice penale.

Il testo, che passerà in tempi brevi al Parlamento per l'approvazione, è costituito da 5 articoli ed è il frutto di un lungo lavoro dei dicasteri di Ambiente e Giustizia. Secondo stime ufficiali, nell'anno 2006 sono stati commessi tre reati ambientali ogni ora.

Le forze dell'ordine hanno accertato 23.668 infrazioni e le quattro regioni maggiormente colpite da questa piaga risultano essere la Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Campania.


Nel nuovo documento, il cui titolo è «Disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente. Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della relativa disciplina», sono previste multe salate e carcere per chiunque danneggi il patrimonio ambientale.

Il ventaglio di reati è purtroppo molto ampio, a dimostrazione del fatto che gli appetiti criminali sono insaziabili: dall'abusivismo edilizio alle cave illegali, dagli incendi boschivi alla pesca illegale dei datteri di mare, dai traffici illeciti di rifiuti agli scarichi fuorilegge. E l'elenco sarebbe ancora lungo.


Le pene più severe contemplate dal disegno di legge riguardano il «Traffico di materiale radioattivo o nucleare» e prevedono la detenzione da 2 a 6 anni e sanzioni pecuniarie da 50.000 a 250.000 euro per chi illegittimamente cede, acquista, trasferisce, importa ed esporta tali pericolose sorgenti.


Qualora, nello svolgimento dell'attività criminosa, si immettessero nell'ambiente sostanze o energie in grado di compromettere in modo durevole e rilevante le condizioni di fauna e flora (art. 452-bis) si rischia una reclusione fino a 5 anni e una multa di 30.000 euro.

Un ruolo significativo è giocato dalla cosiddetta «circostanza aggravante»: il danno ambientale in «aree naturali e protette o beni sottoposti a vincolo paesaggistico, ambientale, storico artistico, architettonico o archeologico» comporta un aumento di pena di oltre un terzo.

Ma non solo. L'art. 452-septes prevede la reclusione fino a 5 anni e una multa sino a 30.000 euro per chi cede, acquista, riceve, trasporta o smercia rifiuti illegittimamente.

Una novità interessante che farà discutere, soprattutto alla luce dell'emergenza in cui molti Comuni italiani si trovano attualmente.

«Spero che in tempi brevi – è stato il commento del ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio – potremo avere la normativa in vigore.

Ma oggi siamo soddisfatti». Perplesso, invece, l'ex ministro Altero Matteoli: «Auspico che l'introduzione degli eco-reati nel codice penale non sia solo un pannicello caldo per mettere in pace le coscienze e tranquillizzare il Paese, mentre i problemi restano irrisolti».

Tuttavia aggiunge: «Sono a favore del disegno di legge, nelle parti in cui si afferma che il ravvedimento operoso e il ripristino ed eliminazione del danno sono cause di non punibilità».

In attesa che sia il Parlamento a pronunciarsi, si rincorrono le agenzie e fioccano le dichiarazioni da parte di
Legambiente, Lipu, Wwf, Enpa; le forze politiche prendono posizione e, come spesso accade quando la materia è importante e legata all'attualità, non mancano le strumentalizzazioni e le polemiche.

Da condividere, pertanto, l'invito del deputato azzurro Paolo Russo: «La tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini costituiscono una priorità per tutti, al di là delle appartenenze politiche e ideologiche».

(Giuliana Bevilacqua)

(24 Aprile 2007)

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Pesca: crisi settore novellame, occupata Statale 106

Per mancata concessione stato calamita' per mucillagine

(ANSA)-COSENZA, 23 APR - Circa 300 pescatori della frazione di Schiavonea hanno occupato la Statale 106 Jonica all' altezza del bivio per Corigliano Calabro.

La protesta e' ripresa dopo la mancata concessione dello stato di calamita' naturale per i danni subiti nella pesca del novellame a causa delle mucillagini e delle mareggiate che hanno colpito la zona dello Jonio.

Il traffico e' stato deviato sulle strade provinciali e sul vecchio tracciato della 106 Jonica.

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Progetti di sviluppo per la pesca nel vibonese? ? ? ?


Sono due i progetti presentati nell?ambito del Piano operativo regionale della Calabria, per il decollo dell?economia ittica nell?area del vibonese. Inizia quindi a concretizzarsi l?impegno per puntare sulla pesca come risorsa del territorio e dell?economia locale. Il primo progetto punta alla redazione di un Piano per la gestione integrata della pesca nella fascia costiera vibonese.

Alla preliminare raccolta di dati sulle diverse attivit? di pesca professionale, sulla produzione, sulle infrastrutture portuali, sulle attivit? di acquacoltura e sul turismo, seguir? l?elaborazione di un modello gestionale che dovr? assicurare lo sviluppo sostenibile al settore, integrando produttivit? e reddito, domanda e offerta, qualit? e valorizzazione turistica della costa.

Dalla gestione della produzione primaria si passa poi, con il secondo progetto, ai mercati e ai consumatori attraverso attivit? specifiche di promozione delle specialit? tipiche regionale.

A scendere in campo, questa volta, ? il Consorzio nazionale Uniprom, promosso in forma unitaria dalle associazioni cooperative ed armatoriali. Oltre alle indagini di carattere specialistico sull?andamento della produzione e dei consumi regionali, sono in arrivo campagne promozionali e materiali informativo-divulgativi per i consumatori, cui saranno dedicati anche 4 eventi estivi di promozione sul territorio.
 
 FONTE: Il Giornale di Calabria

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La teleferica Pesca dei grossi predatori con esca viva

Questo terminale E' stato concepito per la pesca dei grossi predatori con esca viva, dalle scogliere e dalle spiagge.

Costruzione
La teleferica non è altro che un long arm alla cui estremità superiore è stata legata una girella con moschettone del tipo rolling che, dopo aver lanciato e messo in tensione, andrà agganciata al corpo di lenza libero di scorrere fino al piombo, per evitare lo stress del lancio al pesce esca, lasciandolo libero di nuotare e di attirare con le sue vibrazioni il predatore di turno (leccia, spigola, pesce serra, lampuga ecc).

Per evitare di far prendere ai terminali delle brutte piegature, sarà opportuno avvolgere il calamento sugli appositi rullini in sughero sintetico




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PESCA A SPINNING / Spinning in acqua dolce
« il: Novembre 02, 2006, 23:06:39 »

Tipi di Pesci. 8) :-*

Trota Fario ( Salmo trutta Fario )

Questo pesca e' molto abbondante nei corsi d'acqua del nostro paese.A ragione per cui e' considerata la Trota Nazionale.Pesce molto ricercato dai pescatori in ogni torrente si distingue per il colore dei pallini,infatti sono di colore rosso spesso orlati di bianco ,presenti sui fianchi:il corpo e' ben slanciato ed elegante,la bocca e' ampia con denti molto robusti e negli esemplari adulti la mascella inferiore e' piu' lunga di quella inferiore.Le pinne sono di medie dimensioni e la caratteristica principale e' la presenza di una seconda pinna dorsale.La specie e' autoctona della nostra penisola e i continui ripopolamenti sono sempre piu' il frutto del ceppo locale.Ama i fondali puliti e con roccia,ciottoli, ghiaia: preferisce le acque fresche chiare e ben ossigenate.La sua alimentazione si basa su organismi di vario genere:invertebrati,microfauna, larve ,insetti ,crostacei e pesciolini.Quando attacca e' molto decisa e veloce. Spesso esce dalla tana rapidamente assaltando l'esca per poi farvi ritorno subito.Nel campo delle esche possibili il rotante la fa da padrone,in quanto questa esca si adatta molto bene ai nostri corsi d'acqua.Molto buoni i minnow sia da due che da cinque centimetri e gli ondulanti,utilizzati soprattutto nella tecnica a scendere.

Cavedano ( Leuciscus cephalus Cabeda )

Eccoci davanti a un pesce presente in tutti gli angoli d'italia,popolando torrenti,fiumi,laghi ,stagni ect.Il cavedano appartiene alla famiglia dei Ciprinidi e la sua conformazione e' facilmente riconoscibile.Corpo affusolato e abbastanza circolare ed il capo si presenta piu' schiacciato rispetto al dorso.A differenza della Trota ha una sola pinna dorsale.L'alimentazione di questo pesce e' estremamente varia ,si va dalla frutta alle alghe,dalla larva di mosca carnaria ai girini ed ai piccoli pesci.Gli artificiali ottimali sono sempre gli eterni minnow meglio se in colori naturali e di 5 cm.Eccellenti quelli senza paletta manovrati in corrente.Discreti risultati si possono ottenere con i Cucchiaini specialmente in acque correnti  e mai troppo grandi di numero.

Luccio ( Esox Lucius )

E' si questo e' proprio un gran bel pesce per gli amanti dello spinning. Il luccio e' una macchina da caccia,rapido e preciso.Non spreca energie in lunghi inseguimenti ma si nutre di cio' che gli serve.Ripulisce  lo stagno da pesciolini malati o feriti.Il suo aspetto visualizza la sua prerogativa : lo scatto.Il suo muso viene comunemente denominato "A mbecco d'anatra o a Papera".Gia' in giovane eta' si isola negli anfratti di fiumi e laghetti e stagni.La riproduzione avviene solitamente da gennaio a maggio e la sua alimentazione e' prevalentemente carnivora.Si nutre infatti di vaironi,alborelle,cavedani,ranocchi e di luccio piccoli.Gli artificiali maggiormente usati sono grossi rotanti dotati del tipico fiocco rosso mantato sull'ancoretta,gli ondulanti con la stessa montatura,gli spinnerbait e anche i minnow.E' necessario avere montato del cavo d'acciaio per evitare di perdere l'esca e l'apribocca contro eventuali addentate.

Gli ambienti

Gli ambienti in cui si pratica questa pesca sono innumerevoli si va dalle sorgenti ai laghetti.Nelle sorgenti il tipo di pesca usato e' molto ultraleggero sia nell'esca che nel tipo di canna.Nel torrente il tipo di pesca e' il solito della sorgente con la prerogativa di fare molto silenzio in quanto essendo davanti a dei rigagnoli d'acqua limpida i pesci ( soprattutto Trote ) si spaventerebbero subito.Nel fiume per catturare qualche bel cavedano o luccio si usa di solito il minnow e l'ondulante e si pesca di solito dove il fiume presenta improvvise strozzature o bassi fondali ciottolosi.Nei laghi invece non si cerca la profondita' e quindi non si cerca di andare verso il centro del lago ma bensi nelle sponde che offrono quasi sempre vegetazione e quindi si ha la possibilita' di fare qualche bella cattura.


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PESCI E TECNICHE DI PESCA / TRAINA DA TERRA
« il: Ottobre 26, 2006, 19:25:05 »
Traina con barchino



Lo visto sempre usAre ma realmente non conosco le sue potenzialita', qualcuno l'ha mai usato?

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TRAINA / La traina alla Ricciola
« il: Ottobre 24, 2006, 18:43:56 »
Traina alla Ricciola

La Ricciola

La traina di profondità è una tecnica di pesca che necessita di molteplici attenzioni e di nozioni tecniche. Il pesce che andremo ad insidiare è la ricciola, la regina dei predatori per potenza, velocità, e rapidità di azione.

Per trattare meglio l'argomento divideremo il servizio in piccole sezioni. Innanzittto una premessa: per avere buone possibilità di cattura di esemplari oltre i 10 kg. è necessario usare esche vive.

Le esche per la traina alla ricciola sono molteplici. Bisogna innanzitutto capire cosa gradisce la ricciola. Le esche che piacciono principalmente al gusto della "regina"  sono sicuramente l'aguglia in primis, la seppia, il calamaro, e poi di seguito tutti gli altri pesci. Quando dico tutti gli altri pesci intendo la varietà di quelli presenti nella zona, dalla boga, al sugarello, alla triglia, all'occhiata.
Bisogna innanzitutto capire nella zona in cui intendiamo pescare quale tipo di pesce è presente. Sicuramente nel periodo estivo l'esca che è più facilmente reperibile è l'aguglia e il totano, oltre che il sugarello e la boga, nonchè il cefalo e l'occhiata.

Per insidiare l'aguglia consiglio di usare finali sottili (0,10), con una girella piccolissima. La filosa o meciuda (filo di seta) consente di catturare il pesce senza danneggiarlo. Il colore da usare varia a seconda delle zone e degli "umori" del pesce. In valore assoluto posso consigliare il giallo e l'arancio, sebbene molte volte abbia lavorato bene anche la filosa bianca.

Bisogna filare le esche ad una ventina di metri dalla poppa, e stabilizzarsi su una andatura minima, intorno ai 2 nodi. Ho verificato che fermandosi e ripartendo, cioè facendo delle pause affinchè il nostro innesco possa scendere, si hanno le maggiori chance di cattura. Ferrata l'aguglia bisogna portarla a bordo molto velocemente e senza farla stancare molto. Questo pesce se maltrattato perde la sua vitalità. Una volta a bordo è necessaria una vasca del vivo che possa contenere almeno 60 litri d'acqua. Ricordandosi che è necessario il ricambio dell'acqua, bisogna tener presente che l'aguglia muore molto velocemente soprattutto perchè la temperatura dell'acqua aumenta troppo velocemente e perchè l'aguglia ha bisogno di nuotare.

La cattura del totano è relativamente facile (tratterò l'argomento in seguito) ma la cosa veramente ardua è mantenerlo in vita. Ho provato numerose volte ma ho verificato che questa esca riesce a vivere in vasca del vivo per circa 5 minuti.
La boga, il sugarello e l'occhiata non hanno alcun problema nel mantenersi vivi.

L'innesco ed i finali

L'innesco è una delle tecniche più difficili. Quante volte ci si trova in pesca in due o tre barche e si vede una delle imbarcazioni avere allamate mentre le altre no. In un primo momento si pensa alla fortuna, ma così non è. Nascondere bene l'amo e non danneggiare molto l'esca rappresenta già un buon punto di partenza per la nostra battuta di caccia.
Il finale dovrà avere una lunghezza di una diecina di metri. Naturalmente quanto espongo è molto personale per cui non mi trovo molto daccordo con chi preferisce fare i finali brevi. Daltronde le catture parlano chiaro.

Il finale deve necessariamente essere lungo per evitare che la girellina posta tra esso ed il trave possa essere vista dalla ricciola. Il pesce è molto sospettoso. La girella dovrà essere una 50/70 libbre e vi consiglio di usare solo ed esclusivamente le sampo. Il nodo di legatura sarebbe meglio se venisse realizzato con una piccola protezione (passare il filo di nylon in un pezzetto di dacron e alla fine del nodo incollare con attack).
Il trave, a scanso di rischi, dovrà essere dello 0,50. Anche se tale filo rimane comunque distante dal finale, consiglio di usare o nylon trasparente o verde/azzurro a secondo del colore del fondo del mare prevalente nella zona in cui si pesca.

Altra breve premessa prima di discutere dei finali.
E' molto importante ricordare che il numero delle catture è strettamente collegato al finale usato. Quanto più grosso è il nostro finale, quanto più sarà visibile dal pesce e meno allamate avremo. Più sottile sarà il finale, maggiori le allamate e maggiori anche i rischi di rotture.
Per la traina alla ricciola io uso uno 0,50 doppia forza trasparente (a volte ho anche usato il multicolor) dell' ASSO, che si è rivelato un filo tenace e morbido all'amo. La tenuta al nodo è ottima ed il carico di rottura rispecchia quanto segnalato dalla casa madre. I nostri finali avranno ad un capo un moschettone (ottimi quelli della mustad del n.4 o del n.5 bruniti) e dall'altro i due ami.

Gli ami dovranno essere piccoli, resistenti, leggeri e curati:
piccoli intendo che non debbono avere una curva molto ampia in quanto altrimenti fanno sull'esca l'effetto deriva, deviandone il nuoto e l'equilibrio; resistenti perchè dovranno sostenere anche pesci sino a 40 chili o più; leggeri perchè dovranno essere realizzati in leghe leggere in  quanto resistenti e con un peso assoluto basso. Le leghe leggere inoltre consentono di saldare l'anello dell'amo, particolare molto importante in quanto il filo potrebbe, usando un amo diverso, andare ad urtare la parte di anello distaccata dal gambo procurando inaspettate rotture.
Ottimi i Vmc del n.3/0, 4/0 e 5/0;
curati perchè dovranno avere una punta affilatissima e l'ardiglione pronunciato. Il filo dell'amo dovrà essere molto arrotondato da non procurare ferite nella bocca del pesce e le saldature del gambo e l'anello fatte a dovere.

Sul capo estremo del finale monteremo un amo ad occhiello del 4/0 con un nodo scorsoio realizzato con il tubicino (Vi rimando alla sezione nodi per la corretta realizzazione). A circa una quindicina di centimetri assesteremo un amo più piccolo che si chiamerà trainante (perchè traina il pesce) e sarà legato al trave con un piccolo spezzone di nylon con un nodo a scorrere. Dovremo, infatti, regolare la distanza tra i due ami a seconda della grandezza della nostra esca. Prima dei due ami, sul trave, uso inserite un piccolo tubicino (nell'ordine di mezzo centimetro) e di una sezione tale da poter contenere all'interno il rostro dell'aguglia. Innescata l'aguglia bloccheremo il suo rostro sul trave con il tubicino.

Prima di procedere all'innesco dobbiamo avere le mani bagnate, maneggiare con cura l'aguglia, evitando di stringerla e soprattutto evitando di farle perdere le sue squame e la polverina azzurra che la ricopre. Vi sembrerà strano ma quante più squame perde quanto meno vitalità avrà in acqua. Si procede quindi ad innescare l'esca con l'amo trainante facendolo passare nel rostro, dal basso verso l'alto. Poi procederemo ad inserire il secondo amo. Qui le tecniche sono due: alcuni preferiscono passare l'amo "pescante" sotto pelle, nel tratto tra il foro anale e la coda. Ho però verificato che i "pesi" dell'amo non sono ben distribuiti per cui il pesce naviga leggermente sbandato. Io uso, invece, far passare la punta dell'amo proprio nel foro anale, verso la coda, facendo attenzione a non "toccare" le interiora del pesce. Vi assicuro che pur "pungendo" il pesce, dopo alcune ore di traina sarà perfettamente vitale e se la battuta non sarà andata a buon fine, potrete dare anche la libertà all'esca. Una volta fissato anche il secondo amo regoleremo la trazione del filo tra i due ami facendo sì che il nylon passi morbido vicino al pesce senza strane trazioni o senza essere in bando.

Le attrezzature

Le canne ideali sono le 30 lb, meglio quelle con passanti ad anelli. All'interno di essi vi è un anello in pietra dura che serve per evitare la corrosione del nylon. Ottime quelle a ripartizione, cioè con una curva più ampia e la cui rigidezza aumenta con il peso del pesce o meglio con la forza che il pesce esercita su di essa e quindi lunghe circa 1,70 - 1,90 con almeno sette passanti. In fase di acquisto dovremo verificare che attraverso il cimino passi la girella che andremo ad usare. Alcuni colleghi di pesca hanno canne che non consentono questo e dovranno quindi optare per il finale corto. Gli anelli generalmente su queste canne sono in numero di sei o sette. Preferibili le canne in due pezzi, e comunque personalmente consiglio sempre di rivolgersi a fornitori conosciuti e che usano materiali di indubbia qualità. Per i mulinelli, quello adatto alla canna di cui abbiamo parlato prima è un 30 lb o 4/0, possibilmente con la frizione a leva. Anche per i mulinelli, come per le canne dobbiamo ricordare che la qualità costa. Se ci rivolgiamo ad un mulinello con tutti i requisiti di qualità, dovremo essere pronti ad una spesa che varia tra le 400 e le 800 mila lire. Io uso i DUEL, a partire dal Duotone (20 lb), il 4/0 a doppia velocità, e per altre pesche (Big game) il 6/0 ed il 9/0.

L'affondatore ed il cavo


Per quanto riguarda l'affondatore un breve cenno descrittivo.
Questo strumento non è altro che una ruota realizzata in pvc o alluminio cui è avvolto un cavetto, in nylon o acciao. Collegata ad essa una canna attraverso la quale affonderemo il cavetto ed alla cui estremità verrà legato un piombo. Al lato della "ruota" ci sarà una manovella che servirà per salpare il cavetto, girandola. Naturalmente stiamo parlando di un affondatore spartano e manuale. Oggi si trovano in commercio numerosi attrezzi elettrici che con poche centinaia di migliaia di lire ci consentono di meccanizzare tutta l'operazione di salpaggio del cavetto. Sarà bene inserire sulla canna dell'affondatore uno strumento che si chiama contametri e che risulta utilissimo perché ci consente di verificare esattamente la profondità della nostra esca.
Sul cavetto c'è da fare molta attenzione.

Quasi tutti i trainasti usano il cavetto di acciaio. Ebbene un accenno sul problema delle correnti galvaniche:

Il cavetto metallico è collegato all'affondatore che a sua volta prende elettricità dalla batteria della barca. Intorno al cavetto metallico che finirà poi sul fondo del mare a trainare il piombo, si trasferirà una quantità di corrente, sotto forma di ioni. Il più delle volte ho verificato con alcuni strumenti adatti a questo scopo che le correnti che si ingenerano intorno al cavetto sono quasi sempre negative (ioni negativi). Secondo quanto è dato sapere da alcuni studi effettuati sui pesci, in particolar modo la ricciola avverte questo "campo magnetico" di ioni negativi intorno al cavetto ed al piombo, e viene disturbata da ciò. Al nostro passaggio, pertanto, la ricciola avvertendo la corrente negativa si allontanera certamente. Probabilmente chi ha trainato per molti giorni di seguito senza catture ora potrà iniziare a comprendere come forse nella sua tecnica qualcosa non funzionava. E' preferibile usare un cavetto o un cordino in nylon. Questo materiale sicuramente allontanerà molto dalla nostra poppa il piombo, ma sicuramente non creerà campi magnetici. Altro problema per il cordino, invece, è che se si usa uno spessore grosso (3 mmm) lo stesso crea turbolenza e in acqua "sibila". Be, anche questo disturba la nostra amata ricciola. Ebbene ho verificato che un giusto compromesso tra il cavetto in acciaio (anche quello rivestito non va bene) e il cordino o il dacron, è l'intrecciato multifibre di almeno 100 lb, anche in kevlar. E' sottilissimo, molto resistente e taglia bene l'acqua.

Il piombo

Il piombo dovrà essere collegato al cavetto con una girella molto resistente. Il peso dovrà essere proporzionato alla profondità cui andremo a pescare: per 30 o 40 metri è sufficiente un peso di 4/5 Kg. Mentre se andremo in profondità oltre i 50 metri è necessaria una zavorra di almeno 6 chili, sempre se vogliamo avere il cavetto quanto più possibile sotto la barca. Il piombo a forma di pesce rappresenta una ottima soluzione sia per la forma che per l'aereodinamicità. Ho visto alcuni trainasti dipingere il pesce di nero per renderlo quanto più invisibile alla ricciola. Io ritengo che invece il bianco peschi di più. Come probabilmente non tutti sanno, la ricciola è un carangide molto curioso, e comunque viene attirata la sua attenzione soprattutto dal colore bianco. Consiglio, quindi, di verniciare il pesce di piombo con una vernice spray bianca opaca. Avrete sicuramente grosse soddisfazioni.

Pinze di sgancio

Oggi siamo circondati da moltissimi prodotti che ci facilitano sicuramente il compito: le pinze di sgancio servono per collegare la lenza madre al cavetto. In fase di allamata, la pinza rilascia il letto della lenza ed il pesce può fugare tranquillamente. Raccoglieremo, quindi, il cavetto con l'affondatore e poi potremo iniziare il combattimento con la nostra "regina" dei mari. Naturalmente questo va bene se si pesca su fondali piatti e "tranquilli". Quando invece si traina su fondali rocciosi o su bastimenti dove il pericolo dell'incaglio è sempre in agguato e la rottura è molto probabile, allora conviene usare robusti elastici che legheremo con doppia asola al cavetto dell'affondatore e poi al nylon con un paio di sicuri nodi.

La profondita' di pesca

La profondità di pesca varia da zona a zona e da periodo a periodo. La ricciola è un predatore che predilige le cigliate di scoglio, le batimetriche che variano repentinamente, i relitti e soprattutto gli scogli isolati. Non esiste una profondità classica, anche se comunque nella media la sua batimetrica preferita e tra i 30 e i 40 metri. La ricciola caccia nelle primissime ore della mattina, quando albeggia, e poi al tramonto. A quelle ore è difficile iniziare la pesca perché prima di farlo perdermo del tempo prezioso per la cattura dell'esca viva. Poi, dopo le prime luci dell'alba, la ricciola inizia il suo pascolo, mediamente sul fondo, e in solitario (se parliamo dei pesci di peso superiore ai 20/25 chili). Durante le ore centrali della giornata, la regina del mare inizia nuovamente la sua attività. Dando uno sguardo alle ultime catture, ho constatato che quasi tutte le ho effettuate tra le 9 e le 11 del mattino. La ricciola è un predatore che preferisce le mezze acque: intendo dire che quando è in fase di riposo staziona vicino al fondo, mentre quando si appresta a cacciare le sue acquate preferite sono tra i 20 ed i 30 metri (su un fondale di 40).

Maree e correnti

Ma come fare a capire quale è la ora migliore per iniziare la pesca e quale la profondità ideale.
La marea se è montante (vuol dire se andiamo incontro all'alta marea) porterà tutti i pesci ad avvicinarsi alla riva e quindi in quella fase presumibilmente il pesce tenderà a stare in  acque non molto profonde.

Questo perché l'alta marea, con il suo movimento, tende a spingere il plancton e le altre forme di microrganismi verso la riva. Tutti i pesci che si nutrono di essi saranno portati a seguire l'evento naturale.  Il montare della marea coinciderà sicuramente con l'aumento della corrente. Ebbene tramite l'escoscandaglio dovremo verificare a che profondità il nostro strumento ci segnala la "mangianza" di novellame. Avremo la possibilità di verificare che in una data giornata il novellame lo avvisteremo sempre in una stessa fascia di acqua. State ben certi che se le nostre esche navigheranno in quella profondità, la "mangiata" non mancherà.

La velocità di traina


Non esiste una velocità definita. Dovremo essere noi con la nostra sensibilità e a seconda delle condizioni meteo (corrente, vento, scarroccio) a stabilire se la nostra esca nuota in maniera naturale o se la portiamo a passeggio per il mare senza consentirgli un benché minimo movimento.

L'aguglia, in maniera particolare, deve nuotare e la nostra velocità (presumibilmente sotto i due nodi) dovrà consentire all'esca di poter nuotare tranquillamente. Quando saremo a
favore di vento dovremo (specie se avremo una barca cabinata) diminuire sicuramente la velocità per contrastare l'effetto bandiera che l'imbarcazione fa opponendosi al vento con la sua massa.

Massimo Rotondaro

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SPINNING ATTREZZATURE / SPINNIG L'attrezzatura per iniziare
« il: Ottobre 21, 2006, 21:09:56 »
SPINNIG L'attrezzatura per iniziare

Innanzi tutto , prima di iniziare a dedicarci allo spinning ? necessario decidere per prima cosa che pesci andremo ad insidiare persici, lucci, trote, bass, cavedani o siluri e cosa altrettanto importante dove andremo ad insidiarli ; laghi, fiumi o torrenti avranno la massima importanza sulla scelta sia delle canne che degli artificiali .

E? assurdo pensare di iniziare con una attrezzatura valida per tutto , oltre a dover disporre di somme iperboliche sicuramente manca una conoscenza che permetta di fare acquisti ragionevoli e mirati per tutte le tecniche possibili.

Incominciamo dalle canne : la gamma ? vastissima sia per lunghezze che per pesi lanciabili senza dimenticare le varie azioni o rigidit? che variano a secondo delle tipologie di artificiali , tecniche o pesci insidiati.

Dovendo dare per scontato l?acquisto della prima e per il momento sola canna della nostra nuova esperienza sar? necessario volgere la nostra attenzione ad un attrezzo che possa coprire la pi? ampia gamma di esigenze; iniziamo con la lunghezza : 2,40 metri ? una misura che permette ampie modalit? di impiego , non ? troppo lunga per torrenti e fiumiciattoli e nemmeno troppo corta per laghi o grandi fiumi.

Per i pesi lanciabili dovremo per forza adattarci scegliendo una canna che possa lanciare quegli artificiali di pi? largo uso , rimanendo un p? penalizzati per quelli molto leggeri o molto pesanti : penso che una 10-30 grammi possa fare al nostro caso ; nel caso si fosse sicuri di impiegarla esclusivamente in torrenti o per pesci di taglie contenute ci si pu? rivolgere ad una 5-20 grammi , oppure se la nostra attenzione ? attirata da lucci, sandre e siluri acquistare una 20-60 un p? pi? lunga.

Per curiosit? esistono sia canne per torrenti da 1,50 a 2,10 metri con pesi lanciabili da 1grammo sino a 40 e canne per laghi o fiumi da 2,70 a 3,30 con possibilit? di lancio da 3 grammi a 300 grammi ; ogni casa costruttrice ha le sue varianti per i pesi lanciabili ma quasi tutte si orientano su lunghezze similari .

Passiamo ora ai mulinelli , per iniziare ? meglio una dimensione che possa affrontare la maggior parti delle tipologie di pesca ; pertanto , a meno di non essere sicuri di usarlo in torrente o per siluri con canne adeguate , ? inutile prendere una taglia 1000 o 2500 oppure un 5000- 6000- 8000 ma acquistare un modello 3000 o 4000 che pu? servire ad altro e non solo per spinnig ; tenere presente che lo spinning ? un tipo di pesca che sottopone i mulinelli a severi impieghi pertanto scegliere marchi sicuramente affidabili ; quasi tutte le case hanno dei modelli con un buon rapporto qualit? e prezzo; la frizione posteriore o anteriore ? un p? questione di gusti , un mulinello con la frizione anteriore ? un p? pi? robusto sia meccanicamente che come frizione di quello con la posteriore ma come inizio non ci farei molto caso; cosa importante scegliere un modello che abbia due bobine in dotazione .

Arriviamo al filo , per iniziare sconsiglio ricorrere ai nuovi trecciati , meglio , sino a quando non si sia fatta un p? di esperienza usare i vecchi e ben validi monofili ; anche qui le marche sono infinite , ma tutte le case vendono fili appositi per spinning , quindi il problema di scelta non si pone; Su una bobina consiglierei uno 020 per pescare leggero in torrenti , fiumi e laghi e uno 030 o 035 per posti con alghe, legni o altri ostacoli sommersi per bass e lucci.

Ed ecco gli artificiali , inutile all?inizio saturarsi di vari tipi e modelli , gi? limitandosi agli indispensabili per coprire un p? tutte le esigenze si rischia uno svenamento economico .

Rotanti , indispensabili in torrenti e fiumi per cavedani , persici , trote e se uno proprio vuole : lucci. Indirizzarsi verso i tipi Martin e Mepss , due misure per tipo : piccolo e medio vanno pi? che bene se si vuole anche qualcosa per il luccio cercare una misura
grande e un tandem.

Ondulanti , risolvono molte situazioni di stasi , qualcuno non dovrebbe mai mancare nella scatoletta di uno spinnofilo : tipi affusolati dai 5 agli 8 cm, colore argento o naturale ; per l?eventuale luccio da 10 ai 14 cm tipo Ardito o simili con qualche colore vivace tipo rosso e giallo.

Minnow , qui si entra in un campo talmente vasto che ? difficile consigliare un modello, comunque quelli base sono i classici tipo Rapala , non necessariamente di questa marca, misure fra i 5 e i 10 centimetri , due gallegianti , due affondanti e due a paletta lunga, assortire un p? sia come colorazioni che forme.

Gomma , altro campo da perderci la testa , se non si rivolge la propria attenzione ai Bass e come inizio non lo consiglerei la scelta risulta pi? facile : Qalche Jig tipo falcetto con relativo amo piombato di varie misure e colorazioni per persici e anche trote; un paio di riproduzioni di pescetti di varie forme , colori e dimensioni. Per luccio abbondare nelle dimensioni anche 14-18 centimetri.

Girelle e terminali in acciaio : indispensabili le girelle con moschettone in special modo per i rotanti , ondulanti e gomma : evitano l?attorcigliarsi del filo e permettono comunque di cambiare artificiale senza dover fare ogni volta un nuovo nodo. Il cavetto d?acciaio serve solo per la pesca al luccio , agli inizi prendere cavetti gi? costruiti , si evitano errori .
Qualora si pescasse in zone in cui e sicura la presenza di lucci , anche se si insidiano altre specie ? consigliabile il cavetto, sia per evitare di perdere un eventiuale esocide che potrebbe tagliarci il filo coi denti , sia per evitare alla povera bestia di andarsene in giro o morire per un artificiale conficcato in gola.

La pesca a spinnig ? una pesca di movimento e pertanto dovremo portaci addosso tutto il necessario : un giubbino da pesca , con ampie tasche risolve , almeno all?inizio il problema , quattro scatolette , scelte in funzione delle tasche del giubbino conterranno tutto il necessario ; in seguito , quando l?attrezzatura aumenta si pu? pensare ad uno zainetto e ad un borsello tipo canguro.

Non fatevi incantare da forme , colori e fantasie varie messe in atto dai costruttori pi? che altro per pescare i pescatori che i pesci , all?inizio ? meglio rivolgere la nostra attenzione ad artificiali di forma standard e colorazioni il pi? possibile simili al pesce esca vero per cui argentei con dorso scuro , nel caso si pescasse in zone di trote anche una riproduzione della medesima andrebbe bene ; per persici , lucci e bas ci si pu? sbizzarrire di pi? con i colori , non dimenticando che quelli che rendono di pi? sono i rossi , il giallo e l?arancione.

Adesso l?attrezzatura l?avete , scegliete un posto e iniziate a fare esperienza ;
caldamente consiglate le uscite in compagnia di un pescatore esperto
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LE RICETTE DEL FORUM / Sarago con le olive
« il: Ottobre 21, 2006, 19:50:38 »
Sarago con le olive

Per 4 persone

3 saraghi (circa 1 kg)
100 g di olive verdi senza nocciolo
3 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Squamare, pulire ed incidere lateralmente i saraghi. Dopo averlo lavati con cura, porli in una teglia da forno.Farcire con le olive, salare, pepare e cospargere con il vino bianco, lasciandoli insaporire per circa due ore. Mettere la teglia in forno (200 gradi) e cuocere i saraghi per circa mezz'ora, controllandone la cottura. A cottura ultimata, mettere i saraghi in un piatto da portata guarnendoli con le olive e servire.


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LE RICETTE DEL FORUM / Acciughe crude al limone
« il: Ottobre 21, 2006, 19:46:22 »
Acciughe crude al limone

600 g di acciughe freschissime
succo di 5 limoni
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe

Pulire accuratamente, levando testa e spina, le acciughe, asciugarle e disporle ben distese in un piatto piuttosto ampio.Salare, pepare e cospargere le acciughe con il succo di 4 limoni.Lasciare a macerare per 12 ore. Una volta schiarite, togliere le acciughe dalla marinata e condirle con olio ed il succo di limone. Servire. E' possibile conservare in frigorifero le acciughe per una giornata.

 

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SURFCASTING / SURFCASTING Canne e mulinelli montature da surfcasting
« il: Ottobre 20, 2006, 20:34:42 »
Canne e mulinelli e terminali surfcasting

La nuova tecnologia ha cambiato la tendenza costruttiva delle canne da pesca. Fino a pochi anni fa erano costruite in bambu' e in fibre di vetro, adesso invece, per la stragrande maggioranza, i migliori attrezzi sono costruiti in carbonio. Il mulinello è come un magazzino che raccoglie e libera la lenza secondo le necessita' e puo' essere sia a tamburo rotante, sia fisso.


Canne in carbonio


Il carbonio, questo e' nuovo ritrovato, molto resistente alle sollecitazioni, è capace di sopportare sforzi inverosimili pur mantenendo una certa elasticita', tanto che le industrie usano principalmente carbonio d'alta qualita' costruendo canne da pesca d' altissimo pregio. Le canne per il surfcasting, in particolare, sono molte e si dividono in: telescopiche, ad innesto e miste; a loro volta possono avere l' azione di punta, media o parabolica. Sono costruite a due o piu' elementi e gli innesti variano secondo i canoni costruttivi che possono essere: a "Spigot" (dritto o rovesciato), oppure "compound". Le canne miste (meta' telescopiche e di un solo pezzo) iniziano ora con il successo della "Pro art" Questa canna, progettata da Rocco Matteo e costruita dalla Veret di Lucca, ha dato il via a nuovi orizzonti nel mercato italiano, visto anche il consenso espresso da parte degli agonisti e da alcuni campioni inglesi.
La Pro Art, per esempio, ha due elementi telescopici e uno ad innesto; questo sistema garantisce un' azione progressiva e un accumulo di potenza che si sviluppa su tredici piedi di lunghezza, ridimensionata per un trasporto facile e per nulla ingombrante.
Le canne da pesca, telescopiche  a due pezzi, hanno una lunghezza totale che varia dai 390 ai 450 centimetri.
La differenza con la precedente consiste principalmente nell' azione: mentre quelle telescopiche possono essere ad azione parabolica, mista e di punta, quelle a ripartizione di sezioni sono tutte ad azione di punta; possono incamerare molta piu' energia se spinte da un gesto atletico altamente tecnico.
Le canne da pedana sono quelle utilizzate nelle gare di gittata.

TECNICA E AERODINAMICA PER DISTANZE RECORD

Si tratta di una categoria di attrezzi duri costruiti per raggiungere distanze inverosimili. In Inghilterra, dove sono nate e messe a punto, sono stati raggiunti oltre 279 metri e solo provvisoriamente. Sono dure "come un palo della luce" ma chi possiede una buona tecnica di lancio puo' addomesticarle come quelle da pesca. Sono canne poco adatte per la pesca nel Mediterraneo pero', a tale scopo, vengono usate in Inghilterra per vincere la forza dei venti e raggiungere, con l'esca, il pascolo dei merluzzi; mentre in Africa Meridionale, in America e in Brasile, per il vero Surfcasting.

La canna telescopica


Per definizione e' un sistema composto di tubo tronco conico infilati uno dentro l'altro.Nella parte piu' stretta d' ogni elemento e' legato un anello per consentire il passaggio del filo del mulinello senza che quest'ultimo vada a sbattere sulla canna. Sul manico e  fissata una ghiera portamulinello che, puo' essere a vite oppure a slitta. La canna telescopica perlomeno in Italia, e' quella che ha raggiunto il maggior successo, principalmente per la comodita' di trasporto.
Oggi, questo modello di canne, ha raggiunto una perfezione tecnica senza eguali; possono essere anche con azione di punta e sviluppare una potenza tale da far invidia anche alle cugine ''Rip'' con le quali si possono raggiungere distanze eccezionali.

I Mulinelli

Il mulinello a tamburo fisso e' pu' facile da gestire, esso e' la macchina moltiplicatrice per il recupero della lenza Si  chiama a bobina fissa perche' durante il lancio e durante il recupero, il rocchetto che contiene la lenza, non ruota. Il suo unico movimento e' in senso verticale in altre parole: oscilla. Un buon mulinello per il surfcasting che si rispetti deve avere le seguenti caratteristiche: bobina conica ed ampia, recupero da 4:1 o 5:1 giri (rapporto bobina manovella). Il mulinello a tamburo rotante e' nato con il surfcasting ed e' tuttora utilizzato in tanti paesi come: Inghilterra, Sud dell' Africa e America.
E' un mulinello difficile da gestire, specialmente di notte che richiede l'ausilio di un fascio luminoso per recuperare il filo.
Senz'altro e' piu' tecnico del precedente, forse si equivale per alcune problematiche ma e' molto meno pratico per la pesca fatta in sveltezza. Esso, al contrario del fisso, durante la fase di lancio, fila la lenza dritta senza quelle noiose spire concentriche prodotte dal rocchetto della bobina fissa.


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LA SPIGOLA / PESCA ALLA SPIGOLA CON BIGATTINO + PELLETZ
« il: Ottobre 14, 2006, 10:14:50 »
AVETE MAI PROVATO A PESCARE LE SPIGOLE CON PELLETZ PER LE SPIGOLE E IL BIGATTINO MISCHIATI TRA DI LORO?? EH EH...
NON SAPETE COSA VI SIETE PERSI.....O COSA VI STATE PERDENDO... BANDO ALLE CIANCE ORA VI SPIEGO COME PESCARE LE SPIGOLE A QUANTITA' INDUSTRIALI...


1: KG 3 PELLETZ PER SPIGOLA, LO TROVATE IN COMMERCIO ( ANTICHE PASTURE , PASTURE BALDINI ECT..) MA SE VOLETE ESSERE DAVVERO COMPETITIVI MEGLIO QUELLO CHE DANNO ALLE SPIGOLE D'ALLEVAMENTO ( BIOMAR, SKRETTING) CERTO NON E' SEMPLICE DA TROVARE MA LA DIFFERENZA E' DAVVERO NOTEVOLE....CHISA' PERCHE'!!!!......MA......!!!!!

2: KG. 2 DI BIGATTINO ASCIUTTO SENZA SERRATURA O ALTRE FARINE

3: UNA FIONDA DI PRECISIONE

4:UNA CANNA ALL'INGLESE DA 4,50 MT CON AZIONE NON SUPERIORE AI 25 GR

5: MULINELLO A FRIZIONE ANTERIORE PREFERIBILMENTE UN 4000

6: MONOFILO SPECIALE PER MULINELLO DIAMETRO 0,18 - 0,20

7: MONOFILO DA TERMINALE 100% FLUOROCARBON DIAMETRO 0,155 REALE POSSIBBILMENTE IL TD LINE BRAVE DELLA DAIWA A MIO AVVISO IL MIGLIOR MONOFILO PER TERMINALE IN COMMERCIO OPPURE ANCHE L'ASSO DI CUORI ANCH' ESSO OTTIMO

8: GALLEGGIANTE ALL'INGESE TIPO TUBO TRASPARENTE DA 2+1 - 3+1 - 4+1 - 5+1 - 6+1

9: UNA BUSTINA DI STOPPER LINE PREFERIBILMENTE QUELLI GIA' LEGATI

10: UNA BUSTINA DI GIRELLE N? 24-26

11: UNA BUSTINA DI GIRELLE CON MOSCHETTONE N? 20-22

12: AMI GAMAKATSU MISURA NON SUPERIORE AL 18 ( ANCHE 16 O 14 DIPENDE CHE PEZZATURA DI SPIGOLE GIRANO NEI DINTORNI) SERIE 142N OPPURE 412N OPPURE 120H OPPURE 6315N-H A VOSTRA SCELTA SONO I MIGLIORI AMI PER BIGATTINO IN COMMERCIO

13: 1 BUSTINA DI PERLINE DA 2 MM

14: UNA SACCA PORTA BIGATTINO TIPO TRACOLLA

15: UN TUBBETTO DI PIOMBINI DA 0,20 GR

PREPARAZIONE

24 ORE PRIMA DI ANDARE A PESCARE PRENDETE 2 KG DI BIGATTINO LI METTETE IN UNA SACCA PORTA BIGATTINO (MODELLO TRACOLLA) E LI MISCHIATE A 1KG DI PELLETZ PER SPIGOLA IN MODO TALE CHE IL BIGATTINO PRENDA IL GUSTO DEL PELLETZ

POI PREPARATE LA VOSTRA CANNA FACENDO PASSARE IL MONOFILO DELLA BOBBINA ATTRAVERSO GLI ANELLI DELLA CANNA , UNA VOLTA PASSATO IL FILO PRENDETE UNO SOPPER LINE E LO INSERITE NEL MONOFILO RICORDATEVI DI INUMIDIRLO E STRINGERLO BENE IN MODO CHE NON SALE E SCENDE DA SOLO

POI PRENDETE UNA PERLINA DA DUE MILLIMETRI E LA FATE PASSARE ATTRAVERSO IL FILO FINO A FARLA SBATTERE NELLO STOPPER, ASSICURATEVI CHE LO STOPPER NON PASSI DAL FORO DELLA PERLINA

POI PRENDETE UNA GIRELLA CON MOSCHETTONE E FATE PASSARE IL FILO ATTRAVERSO IL BUCO DELLA GIRELLA IN MODO CHE SCORRA FACILMENTE ATTRAVERSO IL FILO LASCIANDO PENDERE IN GIU' IL MOSCHETTONE CHE CI SERVIRA' IN SEGUITO PER AGGANCIARE IL GALLEGGINTE

POI RIPRENDETE UNA PERLINA E LA FATE PASSARE IN MODO DA FARLO SBATTERE NELLA GIRELLINA E SUBITO DOPO RIPASSATE DI NUOVO LO STOPPER IN MODO DA BLOCCARE LA PERLINA E INFINE 5 PIOBINI DA 0,20 GR IN MODO CHE RICOPRANO UNO SPAZIO NON SUPERIORE AI 20 CM. INFINE IL RISULTATO SARA'
DALL'ALTO VERSO IL BASSO: SOPPER LINE, PERLINA, GIRELLA CON MOSCHETTONE, PERLINA E STOPPINO PIOMBINI. NEL MOSCHETTONE DELLA GIRELLA ANDREMO AD ATTACCARE IL GALLEGGINTE SCORREVOLE TIPO TUBO TRASPARENTE """"""" VI HO FATTO METTERE LA GIRELLA CON IL MOSCHETTONE PROPRIO PERCHE' SE VOLETE E IN BASE ALLA CONDIZIONE DEL MARE POTRETE CAMBIARE IL GALLEGGINTE TRANQUILLAMENTE SENZA ROMPERE LA PARATURA, BASTERA' SGANCIARE IL MOSCHETTONE E CAMBIARLO SUBITO, DATO CHE TUTTI I GALLEGGINTI SARANNO CON +1 ( 3+1 4+1 5+1 ) NON DOVRETE NEANCHE RITARARLO DI NUOVO""""""

POI ATTACCATE LA LENZA MADRE ALLA GIRELLINA DEL 24 DA UNA PARTE E IL TERMINALE DELLO 0,15 ALL'ALTRA E ATTACCATE UNO DEGLI AMI DA ME CITATI IL TERMINALE DEVE ESSERE LUNGO DA 1,50 MT AD UN MASSIMO DI 2,50 MT IN BASE ALLA CONDIZIONE DI MARE POTRETE ALLUNGARE IL FINALE A 2,50 SOLO SE IL MARE NON PRESENTI ALCUNA CORRENTE SOTTO E CHE SIA PRATICAMENTE UN PIATTO E VICEVERSA SE E' MOSSO

IL TIPO DI MONTATURA ANDRA' REGOLATA SUL POSTO ( TIPO IL FONDO DA UTILIZZARE) BASTERA' ALZARE LO STOPPER IN ALTO PER ALLUNGARE IL FONDO E VICEVERSA ABBASSARLO PER DIMINUIRE IL FONDO VI HO FATTO AGGIUNGERE LA PERLINA IN MODO TALE CHE LO STOPPER NON PASSI ATTRAVERSO LA GIRELLINA E CHE QUINDI VI CAUSERA' LA PERDITA DELLA REGOLAZIONE DEL FONDO STESSA COSA VALE PER QUELLA DI GIU', RICORDATEVI DI PORTARE LO STOPPER DI SOTTO AD UNA ALTEZZA NON INFERIORE A UN METRO DALLA GIRELLA DEL TERMINALE IN MODO CHE IL GALLEGGINTE NON LE STIA TROPPO VICINO POICHE' VI CAUSEREBBE L'INGROVIGLIAMENTO DEL TERMINALE STESSO METTETE NELL'AMO 2 O TRE BIGATTINI, 1 A CALZETTA E 1 O 2 A PENZOLONI RICORDATEVI DI NON FAR FUORIUSCIRE IL LIQUIDO VITALE DEL BIGATTINO E COSA IMPORTANTE QUANDO INNESCATE LAVARSI LE MANI SPESSO POICHE' DI CERTO IL BIGATTINO NON E' TANTO PULITO!!!

LANCIATE IL GALLEGGINTE A NON MENO DI 7-8 MT DAGLI SCOGLI PREFERIBILMENTE METTETEVI IN QUALCHE SCOLGLIO ALTO IN MODO DA LANCIARE MEGLIO E PASTURATE CON LA FIONDA IL BIGATTINO E IL PELLETZ IN PROSSIMITA' DEL GALLEGGIANTE, SEGUENDO CHIARAMENTE LA CORRENTE OGNI TANTO LANCIATE CON LA FIONDA SOLO PELLETZ E UNA VOLTA BEN PASTURATO
VI RITROVERETE SENZA ACCORGERVENE CON IL CARNIERE PIENO DI SPIGOLE.......

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