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Topics - lucignolo

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PESCA ACQUE INTERNE / Pesca e Barbi E Cavedani ( VIDEO)
« il: Settembre 30, 2009, 22:26:41 »
Pesca a Barbi E Cavedani in passata con canna fissa.

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Pesca di frodo: ambientalisti e forze dell’ordine collaborano



Guardacoste della Guardia di Finanza insegue fino a Bagnara Calabra un motopesca d'altura con l'ausilio della nave di Greenpeace. Sequestrati 600 chili di pesce spada, denunciati capitano e 6 marinai (10/05/08)

Un guardacoste della Guardia di finanza del reparto operativo aeronavale ha inseguito per decine di miglia un peschereccio d'altura che aveva scaricato sulla banchina del porto di Milazzo un ingente quantitativo di pesce spada .

Al termine dell'inseguimento, condito da fasi veramente drammatiche, le Fiamme gialle hanno sequestrato,ieri notte, a Bagnara Calabra, 600 chili di pesce spada e reti da pesca lunghe complessivamente 20 chilometri . Sono stati denunciati il comandante dell'imbarcazione con l'accusa di resistenza a nave militare ed i sei componenti dell'equipaggio per resistenza a pubblico ufficiale.

L'operazione della Guardia di finanza ha avuto inizio su una banchina del porto di Milazzo, mentre alcuni pescatori erano intenti a scaricare il pesce destinato alla cella frigorifera di un camion.

Due pattuglie di finanzieri hanno effettuato un controllo e hanno chiesto informazioni ai marittimi presenti in quel momento in banchina. L'equipaggio del peschereccio, alla vista dei militari, si è dato alla fuga. Il comandante ha mollato gli ormeggi dirigendosi verso il mare aperto. Iniziava così l'inseguimento e, contestualmente, anche la caccia ad un camion frigorifero che era stato notato sulla banchina. In mare si è scatenata la caccia al peschereccio in fuga. Sono state mobilitate le sale operative dei comandi delle Fiamme gialle di Palermo, Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Sono state avviate le ricerche del peschereccio d'altura con motovedette e guardacoste. L'allarme via radio ed il movimento massiccio di imbarcazioni militari lungo il tratto di costa che dal Messinese si spinge alla Calabria, è stato raccolto anche da una piccola nave di Greenpeace .

Anche l'unità degli ambientalisti ha partecipato alle ricerche del peschereccio d'altura in fuga. L'unità navale di stanza a Milazzo, quella che per prima si è lanciata all'inseguimento dei fuggitivi, ha ricevuto l'ordine via radio di tallonare il peschereccio. Più volte, via radio, il comandante del motopesca è stato invitato a fermarsi, ad arrendersi. Ma il comandante non ne ha voluto sapere e ha puntato la prua del natante verso la costa calabrese. Quando è apparso chiaro che la destinazione del peschereccio era il porto di Bagnara Calabra, i finanzieri hanno fatto scattare la trappola per porre fine all'inseguimento e fermare i fuggitivi .

Sulla banchine del porto di Bagnara sono state posizionate diverse Alfette con lampeggianti in funzione mentre all'imboccatura del porto sono state dislocate due motovedette. Il comandante del motopesca non ha potuto fare altro che rallentare in prossimità del porto e ormeggiare serenamente. Una volta saliti a bordo dell'imbarcazione, i militari hanno proceduto alla identificazione dell'equipaggio e al sequestro delle spadare e del pescato. Gli esponenti Greenpeace hanno esposto uno striscione giallo con su scritto «basta spadare».

Soltanto all'alba, dopo lunghe e minuziose ricerche, i finanzieri hanno fermato il camion che trasportava parte del pesce spada sequestrato. Anche per l'autista, fuggito dal porto di Milazzo, è scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.

Tutela Fauna
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La condizione della fauna ittica italiana è piuttostoì grave ed è lo specchio di una situazione di degrado generalizzato della rete idrografica superficiale: delle circa 50 specie autoctone di pesci solo una, il Cavedano, può essere oggi considerata non a rischio (Zerunian, 2007); tutte le altre, comprese le 22 specie endemiche
o subendemiche, sono da considerare a diverso grado in pericolo di estinzione.
I pesci delle acque interne: tra interessi e tutela

I pesci rappresentano senza dubbio una delle componenti biologiche più significative e a rischio degli ecosistemi di acque dolci, ma rivestono anche una notevole importanza per il loro valore commerciale e ricreativo. Vi è, quindi, un’alta complessità di aspetti, ecologici e naturali, economici e
sociali, che è indispensabile considerare per garantire una corretta tutela e gestione dell’ittiofauna.L’attività di pesca sportiva è certamente di estrema importanza soprattutto se si pensa che in Italia ci sono circa due milioni di pescatori dilettanti, 60.000 dei quali praticano attività agonistica, e sono aggregati in circa 3000 associazioni che fanno parte alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva
ed Attività Subaquee). Nonostante sia un’attività “ricreativa”, l’indotto economico ad essa legato è certamente significativo: va, infatti, dall’abbigliamento specialistico all’attrezzatura da pesca che ha raggiunto livelli estremamente sofisticati, considerando anche le strutture e le attività legate alle “pesche sportive”.
Tutto ciò, consente la vita e diffusione di numerose testate giornalistiche rivolte ai pescatori. Insomma, un mondo ampio ed articolato che gravita intorno alla “risorsa ittica”costituita dai pesci d’acqua dolce.
La pesca nelle acque interne è regolamentata da un vecchio testo unico nazionale, il Regio Decreto 8 ottobre 1931, n.1604 (Approvazione del testo unico delle leggi sulla pesca - Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 1932, n. 18), ma attualmente è delegata alle Regioni che hanno normato l’attività con proprie leggi, delegando poi alle Amministrazioni provinciali il ruolo preminente nella gestione dell’ittiofauna; in particolare le funzioni amministrative provinciali vanno dal rilascio della licenza di pesca, sia
per la pesca dilettantistica che professionale, a tutte le concessioni che la legge prevede, dall’autorizzazione dei centri privati di pesca, all’utilizzo degli elettrostorditori, alle autorizzazioni per lo svolgimento di gare e manizioni di pesca, cioè a tutte quelle forme di attività che in un modo o nell’altro hanno a che fare con la fauna ittica. Inoltre, sempre alle Province è delegato lo svolgimento dell’istruttoria per l’erogazione di contributi, per esempio rivolti ai pescatori professionisti,
piuttosto che alle associazioni di dilettanti. Di notevole interesse è anche la comparsa di manuali e linee guida per la gestione della pesca in un’ottica di tutela della fauna ittica 2.
Molte Amministrazioni provinciali si sono dotate di carte ittiche o carte delle vocazione ittiche, a seguito di leggi regionali, allo scopo di “fotografare” le varie realtà e soprattutto dentificare le azioni di tutela e gestione dell’ittiofauna; in molti casi, insieme alle carte ittiche sono stati redatti dei veri e propri piani
ittici provinciali dai quali derivano anche le differenti regolamentazioni sul territorio; il problema è che spesso questi piani o regolamenti provinciali non “parlano” tra loro . Tutto ciò segue logiche di tutela diverse, legittime, ma che poco o niente hanno a che fare con una gestione oculata di popolazioni ittiche presenti su uno stesso bacino o addirittura nello stesso fiume! Come per molti altri aspetti (per esempio avviene lo stesso per le concessioni in agricoltura o per la regolamentazione dei minimi deflussi vitali) è la mancanza di coordinamento e di politiche su vasta scala (o che almeno si rifanno al bacino idrografico), la base di queste
disfunzioni controproducenti.


TUTTO IL RESTO QUI

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Immissione di trote "macrostigma" nel torrente Sappa a Campana  Cosenza

E' stata l'incantevole località Sappa del Comune di Campana ad ospitare, questa volta, la manizione per l'immissione di novellame di trota autoctona "macrostigma" nelle acque del torrente dell'omonimo torrente.
Raccogliendo la proposta avanzata dal "Club Dilettanti Pescatori Campanesi", presieduto da. Alberto Le Rose, l'Assessorato Caccia e Pesca della Provincia di Cosenza, nell'ambito del progetto "Ridiamo vita ai nostri fiumi", ha organizzato la giornata didattica di concerto con l'Amministrazione Comunale di Campana e la Direzione del locale Istituto Comprensivo, guidata dal dirigente scolastico prof . Pasquale Piro.
Protagonisti assoluti ed entusiasti della manizione sono stati i giovani allievi dell'Istituto che, spronati dal lavoro preparatorio svolto dalle insegnanti, hanno animato la manizione e si sono fattivamente occupati dell'immissione del novellame nelle acque torrentizie, preventivamente analizzate dal punto di vista chimico-fisico e dichiarate addirittura positive all'uso potabile e, quindi, atte ad ospitare, per la sua riproduzione, questa particolare forma di specie ittica autoctona.
Hanno presenziato alla manizione numerosi cittadini del paese silano ed amanti della pesca sportiva che, alla presenza dell'assessore Salvatore Autieri, in rappresentanza del comune di Campana, e dell'Assessore Vitale della Comunità Montana Sila Greca, hanno avuto modo di apprezzare il momento educativo volto a creare ed a sensibilizzare le coscienze dei giovani alunni sul tema, più che mai attuale, della conservazione dei beni ambientali e naturalistici proprie del territorio silano.
La sicurezza e l'ordine pubblico sono stati assicurati dai militari della locale Stazione dei Carabinieri e dalla Polizia Provinciale operante nel distretto; mentre eventuali emergenze sanitarie sono state garantite dagli Operatori della locale Associazione aderente alla Croce Rossa Italiana.
L'Assessore Provinciale alla Caccia e Pesca, Ing. Pietro Mari, ha voluto a proposito così sottolineare: "Ringrazio quanti hanno collaborato alla perfetta riuscita della manizione odierna. Con soddisfazione registro , ancora una volta, il grande entusiasmo che l' immissione di novellame, promosso dalla Provincia nell'ambito del progetto "Ridiamo vita ai nostri fiumi", progetto fortemente voluto e sostenuto dal Presidente On. Gerardo Mario Oliverio, muove nelle genti dei nostri territori e, soprattutto , fra gli alunni delle scuole di primo grado, che ogni volta vengono coinvolti nelle manizioni. In particolare oggi, qui a Campana, in questo splendida cornice naturale delle montagne silane, traggo la convinzione che il progetto debba avere prosieguo nei prossimi anni, sia per continuare a dare risposte agli amanti della pesca sportiva di questa particolare specie ittica autoctona, quale è la trota macrostigma silana, e sia per continuare nel processo di stimolo e di sensibilizzazione verso i giovani alunni delle nostre scuole, adulti del domani, per la difesa e la salvaguardia dell'ambiente e della natura del nostro meraviglioso territorio" .

Cosenza 4. 4. 2008
Giuseppina Cuceli

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ACQUE INTERNE ITINERARI / Il FIUME Neto
« il: Agosto 15, 2007, 10:25:32 »
Il Neto ? il secondo fiume pi? importante della Calabria dopo il Crati. E' lungo circa 80 km e nasce sulla Sila dal monte Botte San Donato, in provincia di Cosenza. Scorre profondamente incassato ricevendo svariati affluenti che ne incrementano progressivamente la portata: da destra i fiumi Arvo e Ampollino, da sinistra il fiume Lese e nei pressi della foce, la fiumara Vitravo. Presso Cotronei il fiume entra in Provincia di Crotone allargando notevolmente il proprio letto in un ampio conoide alluvionale e costeggiando per alcuni Km un tratto della statale 107 per Crotone. Superato il centro di Rocca di Neto il fiume rallenta la sua corsa, scorrendo con andamento meandriforme per poi per sfociare nel Mar Ionio all'altezza del centro di Fasana. Il Neto ha regime tipicamente torrentizio con piene notevoli nella stagione invernale (anche di 2.800 mc/sec) e magre pesantissime in estate. Le sue acque sono sfruttate intensivamente per l'irrigazione e la produzione di energia elettrica.

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ACQUE INTERNE ITINERARI / FIUME Savuto
« il: Agosto 15, 2007, 10:23:20 »
Il Savuto ? un fiume della Calabria, che nasce in Sila e si getta nel Mar Tirreno dopo un corso di 48 km.

Chiamato dai latini Sabatus, si suppone corrisponda al fiume chiamato dai Greci Ocinaros (che scorre velocemente), alla cui foce era localizzata l'antica citt? di Temesa.

La sorgente si trova in localit? Spineto, nel territorio di Aprigliano, a 1360 metri d?altezza; la foce nel Mar Tirreno, nei pressi di Nocera Terinese. Lungo il tragitto il Savuto riceve numerosi affluenti, fra i quali il Tarsitano, il Tassitello, il Merone, il Cannavina, il Mola, il Lara, il Bisirico e il Calabrice. Il Savuto attraversa i territori di ben sedici comuni: Aprigliano, Parenti, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano, Marzi, Carpanzano, Malito, Scigliano, Pedivigliano, Altilia, Aiello Calabro, Martirano, San Mango d'Aquino, Cleto e Nocera Terinese, e sfocia infine nel Golfo di Sant'Eufemia, a nord di Capo Suvero, dando luogo ad una piccola pianura costiera.

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ACQUE INTERNE ITINERARI / FIUME Crati
« il: Agosto 15, 2007, 10:17:40 »
Il Crati ? il fiume principale della Calabria: ? infatti il pi? importante della regione per ricchezza d'acque, lunghezza (91 km) e superficie del bacino idrografico (2.440 km?). ,


Il Corso del fiume

Il Crati ha origine attorno ai 1.700 m di altezza dalle pendici occidentali della Sila, nel comune di Aprigliano. Scende assai ripido con andamento verso nord bagnando la citt? di Cosenza, dove raddoppia di dimensioni grazie alla confluenza da sinistra del Busento e dove divide il centro storico antico della citt? dalla parte moderna. Da qui attraversa con ampio letto ciottoloso la stretta pianura cui d? nome, localmente chiamata Vallo del Crati dove si arricchisce dell'apporto di svariati affluenti: da destra i fiumi Arente, Mucone (suo principale tributario di destra) e di Duglia, da sinistra i torrenti Finita, Turbolo e Cucchiato. Entra poi nel suggestivo tratto incassato di Tarsia dove una diga forma il lago artificiale omonimo, entrando poi alcuni Km a valle dello sbarramento nell'alluvionale Piana di Sibari, dove nell'antichit? sorgeva la fiorente citt? greca di Sibari. Qui riceve l'ultimo affluente, il fiume Coscile o Sibari, suo principale tributario di sinistra, avviandosi poi con andamento pigro a sfociare nel golfo di Taranto presso la marina di Corigliano Calabro(Schiavonea).


Il Crati, pur a fronte di una discreta portata media annua di 26 mc/sec, ? un fiume dal regime spiccatamente torrentizio: alterna infatti forti e spesso disastrose piene invernali a marcatissime magre estive.

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ACQUE INTERNE ITINERARI / FIUME Corace
« il: Agosto 15, 2007, 10:15:41 »
Il Corace è un fiume della Calabria, che nasce nella Sila Piccola e si getta nel golfo di Squillace dopo un corso di 48 km.


Il Corace corrisponde all'antico Crotalus. Nasce dai fianchi del Monte Brutto, nel territorio di Colosimi, e scende dapprima verso Sud-Est, con lieve pendenza, attraverso i territori di Bianchi (CS), Carlopoli (Castagna), Cicala e Gimigliano, a breve distanza dal corso del Fiume Amato. I due fiumi corrono quasi paralleli, a distanza di 1-2 km soltanto l'uno dall'altro, separati da una propaggine a quota 800-900 metri, sino al profondo burrone esistente tra i territori di Cicala e Gimigliano. Il corso dei due fiumi diverge in corrispondenza del masso calcareo formato in parte dal monte Tiriolo e dal territorio di Tiriolo e Gimigliano. Qui, mentre l'Amato volge verso Ovest per gettarsi nel mar Tirreno, le acque del Corace, ingrossate dal torrente Acciaio e dai fiumi Melito e Usito, percorrono l'ultimo tratto in direzione Sud-Sud-Est sino alla sua foce sul Mar Ionio, in prossimita' dell'abitato di Catanzaro Marina.

Al Corace è legato il nome dell'abbazia cistercense di Corazzo, situata lungo l'alto corso del fiume, nei pressi dell'abitato di Castagna.

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ACQUE INTERNE ITINERARI / FIUME L' Angitola
« il: Agosto 15, 2007, 10:13:25 »
L' Angitola ? un piccolo fiume dell'Italia meridionale, in Calabria, che nasce dal monte Pizzinni (m 918 s.l.m.) e si getta nel golfo di Sant'Eufemia, presso la stazione di Francavilla Angitola, nel Mar Tirreno, dopo un corso di 20 km.

Riceve a sinistra il torrente Falla e il fosso Scuotrapiti, a destra la fiumara Reschia. Lungo il corso del fiume Angitola, all'estremit? meridionale della Piana di Sant'Eufemia, si trova il Lago Angitola (esteso per 196 ettari).

Il fiume Angitola ? legato ai moti del 1848 e agli scontri fra le truppe rivoluzionarie guidate da Francesco Stocco e Ferdinando Bianchi e le truppe borboniche comandate dal generale Alessandro Nunziante.

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