Spinning e C&R

This is a discussion for the topic Spinning e C&R il the board SPINNING CATTURE.

Autore Topic: Spinning e C&R  (Letto 3592 volte)

mikey

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il: Settembre 29, 2013, 18:54:03
Grazie Matté e Grazie Manuspin !!!
Tengo a precisare che io sono un "maniaco del rilascio" . . .
Se quella Cernia fosse stata di 10kg avrei fatto la stessa cosa,
in generale non mi piace uccidere alcun essere vivente,
e lo spinning mi permette sempre di restituire la libertà all'avversario !!!
Ma oramai questa è diventata una questione che riguarda la mia interiorità e null'altro,
ho trascorso anni a spiegare perchè il pesce andava rimesso in acqua e non portato a casa
ma poi alla fine mi sono arreso, ora quando torno a mani vuote da una battuta a chi dovesse chiedermi come è andata rispondo semplicemente che non ho preso nulla,
inutile infilarsi in quella solita ramanzina
(rilascio ....più pesce per tutti . . . più divertimento . . . bla bla bla )
che negli anni mi ha attirato più problemi che altro,
ora faccio quello che la mia coscienza mi detta e se il mondo vuole andare in malora sarà stata una sua libera scelta
Dalle mie parti fare il "predicatore" significa aver rogne, a volte rischiare . . .  



^DARIOCRETA^

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Risposta #1 il: Settembre 29, 2013, 20:07:54
Rispetto il tuo punto di vista, ma non lo condivido fino in fondo. Il catch and realease è una pratica necessaria e doverosa, soprattutto per le taglie piccole, per dare loro modo di crescere, e anche per quelle specie ittiche sempre più rare nei nostri mari. Ma a mio giudizio non c'è nulla di mare nel trattenere una cernia di 10 kili e anche meno e mangiarsela magari con gli amici, davanti ad un bel bicchiere di vino in una bella serata in compagnia. Ciò non contrasta con lo spirito del pescatore sportivo. Però attenzione: quando scrivi che non ti piace uccidere nessun essere vivente, il discorso si allarga di molto e diventa molto complesso, in quanto coinvolge anche le abitudini alimentari e spinge alla liberissima e rispettabilissima scelta di diventare vegetariani. Ma ricordati che siamo pescatori, non animalisti, o meglio lo siamo - forse un po' ipocritamente - con cani e gatti, ma ai pesci infliggiamo comunque sofferenze per il nostro puro divertimento, e i pesci sono animali come i gatti, i cani e i conigli nani. Ovviamente cerchiamo, in quanto pescatori sportivi, di infliggere con mille accorgimenti, il minor numero di sofferenze alle nostre prede, ma ti assicuro che essere preso all'amo e cercare con tutte le forze di liberarsi, nuotando fuori asse, stancarsi e andando in crisi di ossigenazione, boccheggiare alla ricerca di ossigeno al di fuori dell'acqua, magari anche solo per una fotografia prima del rilascio, sono sofferenze che infliggiamo consapevolmente ai nostri avversari, che non hanno scelto di essere tali e non ci hanno di certo provocato o inflitto le medesime sofferenze. Quindi concluderei dicendo che è nobilissimo il tuo pensiero, ma devi fare i conti anche con il fatto che il nostro sport prevede una certa dose di violenza, anche se inferiore a mio giudizio rispetto alla caccia dove non è possibile il C&R ad esempio (almeno credo, ma sono ignorante in materia) e dove non c'è (opinione personalissima e confutabilissima per la mia ignoranza in materia, nonostante mio nonno fosse uno dei più grandi cacciatori del Meridione) una lotta alla pari, come c'è tutto sommato nella pesca sportiva. La discussione - sicuramente OT - è però così interessante che meriterebbe, non so cosa ne pensiate - che fosse divisa in due topic differenti, perché riguarda i valori fondanti del nostro amatissimo sport.


mikey

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Risposta #2 il: Settembre 30, 2013, 09:27:28
Ciao Dario,
Ti rispondo perchè, come hai suggerito tu, la questione non è di rilevanza secondaria . . .
Se tu hai piacere nel trattenere il "bel pesce" di tanto in tanto, onorandolo con gli amici sulla tavola,
sei ben libero di farlo . . .
Io personalmente quando catturo un pesce mi sento di fare solo una cosa :
restituirlo al suo ambiente finché è possibile !!!
Ciò detto mi spingo un po' più in là dicendo senza troppo esitare che mentre il catch and release
in acqua dolce fa la differenza (dove viene praticato nel modo giusto le acque brulicano di pesce,
altrove invece si fa fatica a vedere una pinna) in mare sinceramente mi sembra una sofisticazione da "snob" , infatti non credo minimamente che i pescatori con la canna possano influire sugli stock ittici marini, sarebbe folle essere di questo parere, ed io non sono un folle !!!
Quello che rovina il mare è anzitutto la pesca professionale, attività in cui a fine anno si contano migliaia di tonnellate di pesce "rubato" al mare . . .  questo si che fa la differenza !!!
Non so come funziona dalle vostre parti ma la realtà che conosco io è del tutto priva di controlli,
ognuno fa un po' quel che vuole con reti da posta, reti a circuizione e reti a strascico,
se poi si ha l'ardire di fare la ramanzina a questi asini ci si vede rispondere che loro devono campare,
e io vorrei dirgli: "brutto somaro che non sei altro, purtroppo il signore ti ha fornito di un cervello difettoso, altrimenti verresti folgorato dalla scoperta che quello che sottrai oggi in barba al buon senso te lo troverai in meno domani " . . .
E mi fermo qui, perchè mi sto scaldando, mentre invece mi ero ripromesso
di lasciare andare il mondo in malora senza avvelenarmi troppo il fegato !!!


merc

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Risposta #3 il: Settembre 30, 2013, 10:22:36
ciao mikey,

se hai questa linea di condotta, rispettabilissima, sul rilascio ti consiglio vivamente di smontare gli ancorotti dagli artificiali e montare degli ami tipo decoy plugging single: un ottimo amo con l'anellino ruotato di 90° che ti permette di montarlo con una solo anellino.

Se volgiamo proseguire l' off topic io rilascio solo i pesci piccoli.
Pescando da poco anche a fondo non riesco a rilasciare i poveretti che ingoiano l'esca con tutto l'aberdeen e non può salvarli neanche un chirurgo. Uso ami del 6-8 nella speranza di fare un po' di selezione di taglia, ma...

Per il resto tutto il pesce di dimensioni legali lo porto in tavola alla mia famiglia.

L*
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Risposta #4 il: Settembre 30, 2013, 11:53:10
Tutti punti di vista rispettabilissimi, sicuramente adatti alla salvaguardia ed al rispetto del mare.
Ovviamente poi subentrano le idee personali, per chi preferisce rilasciare tutto, e per chi invece preferisce trattenere qualche bella preda per gustarla in cucina...io direi che tutto sommato il risultato non cambia, il rispetto per il mare c'è da entrambi le parti.
Il rispetto credo che ci sia anche in qualche pescatore che non rilascia una preda se pur sotto misura, ma che magari non lascia immondizia varia sulla spiaggia, o da parte di un giovane pescatore che preso dall'emozione delle prime catture porta a casa tutto quello che prende, ma che con il passare degli anni apprezzerà lo splendore di questo sport a prescindere dalle catture.
Il rispetto verso l'ecosistema marino manca da chi ha i veri poteri di controllo, le istituzioni in primis, manca da parte di chi scarica porcherie in mare, manca da parte di chi attua la pesca di frodo, comprendenti catture di novellame, reti incontrollate e sotto misura, strascico fino alla battigia....
Quindi, mio parere personale, ben venga il rilascio totale, il solo rilascio di pesce sotto misura, il rilascio per aver superato il massimo consentito dalla legge, ma questi sono aspetti veramente marginali di un problema che non dipende sicuramente dai pescatori sportivi.
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Risposta #5 il: Settembre 30, 2013, 16:18:17
Ciao mikey

Sono d'accordissimo con quanto scrivi e la situazione qui da noi è anche peggiore. Appunto per questo il catch and realease in mare è solo una questione di sportività, nei confronti delle prede giovani, pur essendo consapevoli purtroppo che poi al 99% saranno preda dei bracconieri di mare o delle reti a strascico p dei bombaroli o del semplice inquinamento, tutti fattori umani. Il mio discorso era sulla tua riflessione di carattere, diciamo così, filosofico, che non condividevo al cento per cento. Purtroppo siamo solo una goccia nel mare e il nostro C&R serve solo per sentirci noi a posto con la coscienza, insomma un qualcosa che si deve fare in alcuni casi, ma che non serve davvero a nulla dal punto di vista del risultato pratico.


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Risposta #6 il: Ottobre 01, 2013, 01:02:46
Ciao a tutti

Non credo che l'autore del topic abbia fatto una riflessione filosofica. Penso che abbia impostato, a suo tempo, e più precisamente ai tempi della pesca a mosca, un atteggiamento positivo e propositivo verso l'autodisciplina.
All'inizio, mikey ha fatto riferimento al rilascio di pesci di taglia importante e più precisamente ha parlato di rilascio di tutti i pesci.  
Mi permetto, quindi, di intervenire solo sul lato tecnico della discussione e di illustrare alcuni semplici accorgimenti da attuare, nel caso in cui si voglia praticare il C&R integrale in mare (senza trattenimento di alcun pesce).
Per prima cosa, a mio modesto avviso, bisogna scegliere spot facili da raggiungere e gestire, senza rischiare la vita (perchè sia la slamatura, sia la riossigenazione vanno effettuate con il pesce in acqua). Quindi la spiaggia potrebbe essere lo spot perfetto a discapito di una scogliera naturale e/o artificiale, insidiosa, scivolosa e dotata di dislivelli più o meno significativi. Poi bisogna montare, sugli artificiali, ami singoli senza ardiglione, sicuramente meno invasivi delle classiche ancorette, proprio per permettere una slamatura veloce e ferite meno evidenti. In caso di allamata bisogna cercare di concludere il combattimento nel più breve tempo possibile, per non stressare e stancare troppo il pesce. Ci sono delle speci, tipo i tunnidi, che sono difficili da riossigenare perchè, alla fine di un lungo combattimento, arrivano a terra ...con un piede nella fossa.
In caso di successo ...bisogna liberare il pesce in acqua (come ho anticipato prima) maneggiandolo con delicatezza. E' quindi opportuno... dotarsi di una pinza a becco lungo e di un guadino a maglie larghe in nylon. Quest'ultimo permette una gestione "sicura", in fase di slamatura e riossigenazione, di pesci di buona taglia, perchè limita i movimenti bruschi della preda  ...evitando contatti accidentali pericolosi con gli ami (dell'artificiale), opercoli taglienti, spine dorsali acuminate e denti ..che ci manderebbero direttamente al pronto soccorso.

Infine, bisogna evitare il più possibile le foto fuori dall’acqua. Qualora vogliamo farne qualcuna...bisogna agire velocemente..tenendo il telefono o la macchina fotografica a portata di mano.

Quando le condizioni non sono ideali (per esempio con il mare mosso) bisogna agire in velocità..tenendo il pesce fuori dall'acqua per poco tempo. All'occorrenza possiamo effettuare la slamatura in una bacinella dai bordi alti e di dimensioni generose..dotata di ossigenatore a batteria e successivamente effettuare il rilascio..nel primo momento di calma utile.

Saluti

p.s. Per i pesci di taglia piccola il C&R, inteso come tale... non esiste, perchè il rilascio è obbligatorio per legge.

Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell'onda.
L'alta marea cancellerà l'impronta e il vento svanirà la schiuma.
Ma sempre spiaggia e mare rimarranno.
Kahlil Gibran


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mikey

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Risposta #7 il: Ottobre 01, 2013, 09:31:52
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Infine, bisogna evitare il più possibile le foto fuori dall’acqua. Qualora vogliamo farne qualcuna...bisogna agire velocemente..tenendo il telefono o la macchina fotografica a portata di mano.


Sono daccordo con te Vittorio, è veramente indecente il modo in cui vengono strapazzati certi pesci
che si vorrebbero rimettere in acqua ma che invece in attesa di uno scatto
vengono lasciati a sbattere sugli scogli o vengono "spremuti tra le mani" o lasciati fuori dall'acqua per interminabili minuti ;D
Bisogna essere veloci, al limite il pesce non andrebbe nemmeno toccato,
con le trote è un piacere slamare, togliere una mosca senza toccare il pesce  . . . . in mare devo ancora capire se è possibile farlo, ma a tutta prima credo di no !!!!


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Risposta #8 il: Ottobre 02, 2013, 21:57:34
Condivido e appoggio i preziosissimi consigli di Vittorio. Vorrei precisare che avevo parlato di questione filosofica, nel senso positivo del termine, perché fra l'altro mi piace la filosofia, in quanto Mikey aveva affermato che: "in generale non mi piace uccidere alcun essere vivente". Questa è appunto uno spunto, almeno am io giudizio, per una riflessione generale, chiamiamola pure filosofica, che poteva essere sviluppata in un topic a parte, e infatti ho deciso, spero di aver fatto bene, di dividere in due il thread.


il MATTOdiCHEB

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Risposta #9 il: Ottobre 03, 2013, 20:27:40
Questo argomento mi tocca profondamente da vicino. Ma è un discorso talmente ampio, complesso, intricato che preferisco non affrontare perché mi disturberebbe lasciarlo poi incompleto.


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Risposta #10 il: Ottobre 03, 2013, 20:42:35
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Questo argomento mi tocca profondamente da vicino. Ma è un discorso talmente ampio, complesso, intricato che preferisco non affrontare perché mi disturberebbe lasciarlo poi incompleto.
Siamo qui per sentire anche le tue opinioni... 
e poi perchè lo dovresti lasciare incompleto?
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mikey

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Risposta #11 il: Ottobre 04, 2013, 09:25:41
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ti consiglio vivamente di smontare gli ancorotti dagli artificiali e montare degli ami tipo decoy plugging single: un ottimo amo con l'anellino ruotato di 90° che ti permette di montarlo con una solo anellino.


Volendo approfondire un attimo la questione :
1) Come mi regolo per la dimensione dell'amo ?
2) Si possono sostituire anche le 3 ancorette dei long jerk ?
3) Avete notato vantaggi/svantaggi sotto i seguenti profili
           - nuoto
           - lanciabilità
           - efficacia della ferrata

 ;D



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Risposta #12 il: Ottobre 04, 2013, 10:49:32
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ti consiglio vivamente di smontare gli ancorotti dagli artificiali e montare degli ami tipo decoy plugging single: un ottimo amo con l'anellino ruotato di 90° che ti permette di montarlo con una solo anellino.


Volendo approfondire un attimo la questione :
1) Come mi regolo per la dimensione dell'amo ?
2) Si possono sostituire anche le 3 ancorette dei long jerk ?
3) Avete notato vantaggi/svantaggi sotto i seguenti profili
           - nuoto
           - lanciabilità
           - efficacia della ferrata

 ;D



In commercio si trovano gli ami fatti a posta per la sostituzione delle ancorette con occhiello in asse così si evita il doppio split.
Personalmente io non ho notato alcun cambiamento nel nuoto o in altro e sulla misura dell'amo mi regolo in base all'ancoretta, cioè utilizzo ami grandi quanto o poco più un amo dell'ancoretta.
Sui long jerk monto pure mono amo ma gli ami in pancia li monto con la punta in avanti.

L'unica differenza che ho riscontrato è che non prendi mai i pesci "per sbaglio" sul fianco, o mordono o non mordono.
I mono amo li utilizzo per lo più in acqua dolce dove rilascio il 100% del pescato e pesco sempre senza ardiglioni. Anche con pesci tipo bass e lucci che saltano spesso non ho mai riscontrato differenze di slamate.


mikey

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Risposta #13 il: Ottobre 04, 2013, 13:09:06
Grazie "PUPARO",
Mi conforta il fatto che chi usa gli ami singoli non rilevi sostanziali differenze nell'efficacia
di questa soluzione rispetto alle più tradizionali ancorette, soprattutto sotto il profilo
dell'efficienza nell'allamatura/ferrata !!!
Tra l'altro ho'impressione che l'amo singolo aiuti anche a districarsi più facilmente
nel casino "gordiano" della spinning box !!!


clisetti

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Risposta #14 il: Ottobre 31, 2013, 12:36:42
Visto che c'è questo 3d non ne apro un altro. Buon pescatore a spinning in fw ho da poco cominciato, sempre con tale tecnica, in sw. I timori di molti cappotti (pescando in adriatico centrale) sono subito svaniti e devo dire che mi sto divertendo molto. Le mie prede sono costituite da lecciotte e serra. Tutta roba dal mezzo chilo al chilo. Per quello che posso cerco di praticare il c&r. L'ambiente sono scogliere artificiali. Mentre per le leccie bene o male riesco praticarlo con i serra che non stanno un attimo fermi mi riesce quasi impossibile. Voi come vi comportate? Un'altra cosa. Se li tenete come li conservate a pesca? Mi bucano qualsiasi sacchetto di plastica con le loro mandibole!
Spesso mi sono pentito per un pesce trattenuto; mai per un pesce rilasciato.


^GIOVANNI^

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Risposta #15 il: Novembre 25, 2013, 07:21:42
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con i serra che non stanno un attimo fermi mi riesce quasi impossibile. Voi come vi comportate? Un'altra cosa. Se li tenete come li conservate a pesca? Mi bucano qualsiasi sacchetto di plastica con le loro mandibole!
immobilizzo il serra appoggiando il ginocchio o il piede dopo averlo preso con il boga, dosando naturalmente la forza se ho intenzione di liberalo, e comunque utilizzo sempre una pinza a becchi lunghi per slamarli, non tocco mai le ancorette con le mani a qualsiasi preda
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^DARIOCRETA^

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Risposta #16 il: Novembre 25, 2013, 12:16:08
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con i serra che non stanno un attimo fermi mi riesce quasi impossibile. Voi come vi comportate? Un'altra cosa. Se li tenete come li conservate a pesca? Mi bucano qualsiasi sacchetto di plastica con le loro mandibole!
immobilizzo il serra appoggiando il ginocchio o il piede dopo averlo preso con il boga, dosando naturalmente la forza se ho intenzione di liberalo, e comunque utilizzo sempre una pinza a becchi lunghi per slamarli, non tocco mai le ancorette con le mani a qualsiasi preda

Ottimo consiglio: mai toccare le ancorette con le mani, c'è gente che è andata all'ospedale perché i pesci, soprattutto barra e serra, giustamente, si rivoltano anche all'improvviso, anche quando sembrano senza forze. E se entra l'ardiglione in un dito sono cavoli...


Enrico63

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Risposta #17 il: Novembre 25, 2013, 12:52:16
Buondì, assolutamente vero con lo spinning o il lancio in generale, un incidente capita più volte di quanto si possa immaginare con conseguenze a volte abbastanza pesanti. Per esperienza una volta sono finito al pronto soccorso quando, un jig pesante liberatosi improvvisamente dal fondo è arrivato tipo fionda verso di me che istintivamente alzando la mano a protezione viso, mi sono fatto entrare l'amo dell'ancoretta in un dito.Necessario un piccolo intervento chirurgico mordi e fuggi. E ancora non mi sono reso conto che alle mie spalle, transitava mia moglie e nel lancio di una bombarda, con lungo finale ho bucato letteralmente l'orecchio, con l'amo di un unghietta. Meno male che avevo una tronchesina nello zaino, che mi ha permesso di tagliare l'ardiglione e liberare senza grossi danni l'amo. Tanto spavento nell'immediato, immaginando che se al posto dell'orecchio fosse capitato un occhio... ;D. Quindi massima attenzione e l'impossibile o imprevisto accade quando meno lo si aspetta. 


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