Esche e inneschi

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Autore Topic: Esche e inneschi  (Letto 1973 volte)

Giucos

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il: Ottobre 18, 2017, 09:23:43
Buongiorno,

apro questo nuovo post, ispirato dalle ultime esperienze e dagli ultimi post letti.

Come ormai è noto sono un neofita (molto neofita) a cui però piace studiare e chiedere/sondare, spesso però, si va incontro a idee/pareri completamente discordanti.

Vengo al punto.

Sulla base della pochissima esperienza fatta, ho potuto constatare che gli ami è bene sceglierli sempre a secondo dell'esca utilizzata e della "selezione" del pinnuto. Per cui io ho sempre usato ami del 4/6 per americano e bibi e ami del 8 specifici per arenicola. Chiaramente ho all'attivo pochissime catture, ma di taglie accettabili (800/1000g). Ho potuto anche constatare che innescando il verme senza lasciare la parte terminale a "penzoloni", ho meno "strappi" sull'esca quando qualche pesciolino si avvicina a mordicchiare.

Sul litorale romano però, ho avuto modo di vedere che ognuno ha modalità diverse di utilizzare le esche e gli inneschi e alcune delle mie convinzioni sono crollate!!

Ho visto persone cambiare esca ogni 30 minuti e altri invece lasciarle "fino a quanno ce stà la nun la cambio"...

In particolare ho visto parecchie persone utilizzare ami molto più piccoli dei miei e tirare su orate 2 kg,  innescando vermi diversi lasciandone penzolare 5-6 cm di coda (la teoria illustrata da qualcuno è che con ami più piccoli si avvicinano più pesciolini, si genera confusione e arriva pure il grosso).

Alcuni sono fermamente convinti che in alcune zone è meglio utilizzare gli stessi vermi presenti nei fondali (in questo caso arenicola a gogò), o che il cannolicchio/cozza è accettabile solo se nostrano, altri invece affermano che quando c'è mangianza i pinnuti si lanciano su tutto...

Ho provato ad utilizzare ami più piccoli, effettivamente ho catturato qualcosina in più... Ma io rilascio quasi tutto quello che non arriva a 600/700 g e tutto quello che non rientra nelle specie che sto ricercando (le triplette di triglie che ho fatto, sono divertenti, ma se vado ad orate/sparidi, le rilascio).

In queste ultime settimane comunque abbiamo preso cappottoni tutti quanti...!!!

Data questa premessa mi domando quale delle teorie sia la più corretta... Esiste, in linea di massima, un criterio secondo cui si scelgono ami ed esche?


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Risposta #1 il: Ottobre 18, 2017, 12:56:21
Ciao, parto dal fondo: non esistono teorie corrette ma esiste la "propria teoria" che, in quanto pescatori, è più valida di qualunque altra  ;D
Come hai correttamente osservato occorre "scegliere gli ami sempre a seconda dell'esca utilizzata e della "selezione" del pinnuto" ed io aggiungerei anche in base alle condizioni del mare.
E' doverosa una parentesi in quanto nel tuo intervento ho letto spesse volte termini come arenicola e ami piccoli. Prima di proseguire il discorso volevo ricordarti che siamo nella sezione surfcasting, disciplina in  cui arenicola, vermetti e ametti non c'entrano nulla. Solo in presenza di attacchi ripetuti di saraghi furbetti sono stato costretto a ripiegare su numerazioni da PAF impiegando beack del 4. Per il resto nel marasma della mareggiata si va sul sicuro e non per il sottile.
Circa l'innesco dei vermi ti posso dire che i soliti saraghi furbetti, se vedono un accenno di coda di verme penzoloni ti sfilano il boccone in due secondi, altre volte le mormore beccano di più proprio su quella codina quindi va a seconda dei casi. I vermi che normalmente impieghiamo a pesca sono presenti su tutti i nostri litorali per questo che sono appetiti.
P.S. le triplete di triglie, se di misura, portale a casa e facci due spaghetti  calabria
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Risposta #2 il: Ottobre 18, 2017, 14:51:13
Grazie oltremare... Ormai sei diventato il mentore!!!

Quindi effettivamente "faccio bene" se uso ami un po' più grandi per selezionare!?

In condizioni di Mareggiata/Scaduta, quindi, vado di amone 2/0, bella esca e via!! Ma il fatto che il cannolicchio sia dell'atlantico anziché nostrano, è così importante come sostengono alcuni... Oppure è una mezza ca...stroneria?

Le triglie le ho ributtate per una questione di dignità... esco ad orate... e torno con triglie...!! ;D


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Risposta #3 il: Ottobre 18, 2017, 16:08:17
Ciao, per selezionare la taglia la misura dell'amo è il metodo principale, quindi fai benissimo. Un Aberdeen 2/0 non è che poi sia così grosso. Nella turbolenza e scarsa visibilità, se si vuol attirare l'attenzione occorre far vedere l'esca quindi volumi generosi ed esche visibili come i cefalopodi.
E' universalmente riconosciuta la maggior efficacia dei cannolicchi nostrani quindi perché non crederci? (sul gusto non ci piove). I nostri sono più piccoli ma basta infilarne 2 o 3 sull'amo.
Comunque, se il tuo obiettivo sono le orate, dobbiamo parlare di pesca a fondo.
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Risposta #4 il: Ottobre 18, 2017, 21:58:57
... Diciamo che le orate le sto cercando ora che il mare é praticamente piatto... però appena comincerà imperioso vorrei insidiare qualche bella spigola... 

Il calamento tipico da surf é short rovesciato... o va bene anche il tipico paternoster con terminale sopra e sotto?



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Risposta #5 il: Ottobre 18, 2017, 23:32:17
Ciao, il paternoster è un terminale da ricerca specie per grufolatori anche se poi ci può cascare anche la spigola. E' insuperabile nell'altissima turbolenza magari con due braccioletti da 25 cm.
Nella caccia alla spigola è necessario che l'esca si muova con il movimento del mare per cui nulla di meglio di un long arm attaccato in basso su un minitrave o attaccato in alto (circa 150 cm).
Se la corrente castiga i terminali lunghi allora si passa allo short basso o (per me ancora meglio) allo short rovesciato.
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