IL CALAMENTO JOLLY

This is a discussion for the topic IL CALAMENTO JOLLY il the board SURFCASTING.

Autore Topic: IL CALAMENTO JOLLY  (Letto 13962 volte)

OLTREMARE

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il: Novembre 19, 2008, 10:56:10
Ciao ragazzi,
penso che nel mondo del surfcasting e della pesca a fondo in genere sia stato detto tutto e ormai vi è spazio solo per rivisitare vecchi argomenti o aggiungere qualche piccolo ritocco innovativo.
A questo non sfugge l’argomento calamenti. Son sempre gli stessi e nulla di nuovo c’è sotto il sole, ma diciamo anche che quelli che normalmente utilizziamo bastano e avanzano. Questa ovviamente non è una critica all’inventiva di noi pescatori ma una semplice constatazione quale preambolo per sottolineare che questo non è un post foriero di rivoluzionarie innovazioni ma un rispolverare quanto già esiste.
Fra i vari calamenti, quello che secondo me si presta di più a manipolazioni, variazioni e personalizzazioni è il paternoster. Pensavo di dargli una rispolverata soprattutto a beneficio di chi si avvicina alla pesca di fondo per la prima volta, dando per scontato che i più esperti lo conoscano già ma anche per cercare di riscoprire la sua ecletticità per la quale mi è sembrato doveroso definirlo calamento jolly.
E’ uno dei primi travi del surfcasting anzi, per l’esattezza è una semplificazione del così detto “standard”. Lo standard era, ed è, un calamento da alta turbolenza costituito da un trave di lunghezza variabile in nylon sul quale venivano applicati tre corti braccioli simmetrici o di lunghezza leggermente diversa atti ad ospitare esche di diverso tipo per offrire un menù variegato alle nostre prede.
Con il passare del tempo lo standard ha perso un bracciolo per dare più leggerezza e più doti balistiche al nostro cercando di ridurre, nel contempo, problemi di grovigli. Ecco nascere quindi il Paternoster. La sua struttura è simile al suo antesignano ma si limita a due braccioli.
Ho parlato di surfcasting in quanto quella è la sua estrazione specifica, pur non rinnegando, risalendo cronologicamente, la sua provenienza dal bolentino . Nella pesca a fondo si usava e si usa, almeno dalle mie parti, un calamento alla “genovese” con piombo scorrevole ed un bracciolo più lungo posto sotto il piombo ed uno più corto attaccato prima. Il paternoster richiede invece il piombo fisso terminale.
Facevo cenno ai suoi pregi che secondo me sono molteplici: può essere personalizzato a piacimento, può essere usato con qualsiasi condizione di mare da quello forza olio fino a quello tipo centrifuga di lavatrice quindi sia a paf che a beach che a surf. Il trave può accogliere braccioli di lunghezza diversa posizionandoli dove meglio si crede, munendoli all’occorrenza anche di flotter. Ed infine dà la possibilità di innescare due esche diverse. Con queste caratteristiche l’attributo di tuttofare è d’obbligo.
L’impostazione di base del trave è comune ai diversi tipi di pesca con la variante del diametro del filo che può andare da uno 0.40 per mare calmo ad uno 0.60/0.70 per condizioni da surf, e degli accessori per l’attacco dei braccioli (girelle, perline ecc) che vanno rapportate a seconda delle condizioni del mare. La lunghezza può variare da 1 metro in sù. in rapporto anche alla profondità del fondale ma non è raro vedere misure molte più corte in caso di mare veramente hard.
Si eseguono poi i due snodi mediante l’uso di girelle, che io adopero sempre piuttosto piccole, fermate sopra e sotto da due perline che verranno bloccate a loro volta da stopper o nodini. In alternativa trovo valide le girelle con le perline già incorporate e dotate di foro per inserire il filo. Il calamento sarà legato allo shock leader nella maniera che più riteniamo valida: asola,  girella,  nodo o aggancio in acciaio. L’estremità inferiore sarà dotata di una robusta girella con moschettone per l’attacco del piombo. Gli snodi, dicevamo, possono essere posizionati alla distanza a noi più congeniale. Quello basso possiamo avvicinarlo al piombo o tenerlo distante e ciò vale anche per quello alto che avvicineremo più o meno al capocorda. Questi spostamenti dei braccioli ci possono far sondare diverse profondità di azione dell’esca.
Sceglieremo poi il diametro e la lunghezza dei braccioli e di conseguenza gli ami sempre in base alle condizioni del mare. Sappiate che in condizioni di altissima turbolenza non è raro pescare con due braccioletti dello 0.40/0.50 da 20/30 cm. In condizioni di mare più soft o mare calmo ci potremo sbizzarrire a nostro piacimento allungando i braccioli e/o diversificandone la lunghezza e adottando un diametro di filo e ami che reputiamo più idonei. Tenete comunque presente una semplicissima regola per evitare eventuali ingarbugliamenti: con trave bello teso, avvicinando i due ami, questi devono arrivare massimo a sfiorarsi anche se con mare veramente fermo e assenza di corrente possiamo azzardare soluzioni più lunghe. Potremmo dotare il bracciolo superiore o tutti e due di un flotter.
Il paternoster è quindi impiegabile nella pesca a fondo principalmente alla ricerca di mormore (non sono rare le coppiole quando c’è un buon pascolo) o di pesce di galla tipo boghe e occhiate pescando sgallati.
A surf può essere dedicato a qualunque specie, con un occhio di riguardo ai saraghi nella schiuma.   
Giusto per una piccola dimostrazione, il paternoster io lo confeziono così.

Occorrente: monofilo, girelle,  perline (oppure girelle con perline già inserite) moschettone, filo per gli stopper.

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Procedimento: tagliamo uno spezzone di filo della lunghezza e diametro che reputiamo idonei, leghiamo ad una estremità la girella con moschettone. Nel capo libero inseriamo, nell’ordine, perlina, girella, perlina che bloccheremo, sopra e sotto, con un nodino eseguito con filo per legamenti, spago cerato, powergum oppure utilizzando due stopper di misura inferiore a quella necessaria. Ripetiamo l’operazione per il secondo snodo ed il calamento è pronto.

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Quello nella foto è realizzato con girelle dotate di perline incorporate, i nodi di fermo sono eseguiti con spago cerato e sull’estremità superiore è stata realizzata un’asola per unirlo allo shock. Eventualmente possiamo inserire, prima del nodo sulla girella che regge il piombo, un paio di pallini morbidi in plastica o neoprene con lo scopo di ammortizzare eventuali slittamenti degli snodi sotto trazione. Le dimensioni del calamento  rappresentato sono molto ridotte per esigenze fotografiche.
Alla prossima



MINOSSE

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Risposta #1 il: Novembre 20, 2008, 11:18:52
Caro Nicola come sempre i tuoi post si leggono con piacere, peccato che poi non trovino molto riscontro nel forum da parte degli utenti, comunque io non ho niente da aggiungere perchè mi sembra completo ed arricchito anche dalle spiegazioni fotografiche che parlano da sole. L'unica cosa che posso fare e renderti partecipe della mia esperienza con questo calamento. Premetto che non lo uso molto anche perchè io pesco prevalentemente con mare calmo o poco mosso, so benissimo che si può usare anche in queste situazioni, ma io mi trovo bene con il mio long arm. Però in condizioni di elevata turbolenza o anche in presenza di forte corrente subaquea, il paternoster risulta essere l'unico calamento che ti permette di pescare con successo. In particolare a me è capitato con mare mosso di fare delle belle catture di saraghi usando dei braccioli corti (30cm), un po staccati dal piombo ed innescati con cannolicchio, naturalmente rassodato con tanto filo elastico. Io questo tipo di calamento lo uso spesso invece quanto pesco con la barca a bolentino su fondali che variano dai 15 ai 60mt, naturalmente ci sono delle piccole varianti per evitare che i braccioli si ingarbuglino nella discesa ma il principio è lo stesso. Poi come hai detto tu tale calamento utilizzato nelle varie discipline da riva deriva proprio dal bolentino.
Quasi dimenticavo di dirti che pescando spesso a beachledgering con i pasturatori e bigattino, molte volte ed in particolari spot mi sono travato a far fronte a delle correnti subaquee molto forti e di conseguenza col classico calamento pasturatore e long arm, il finale in pochi secondi si ingarbugliava tutto, rendendo l'azione di pesca praticamente nulla. Allora io per queste situazioni ho pronto un paternoster, naturalmente ridimensionato con il quale con due ami riesco a pescare benissimo e con ottimi risultati sia sulle occhiate che con i saraghi, almeno per il momento sono queste le due specie che sono riuscito a catturare con questo sistema.
Complimenti ancora, ciao Mino.
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OLTREMARE

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Risposta #2 il: Novembre 20, 2008, 12:07:37
Caro Mino, mi trovi perfettamente d'accordo su tutto. Non ti nascondo che anch'io sono un cultore dei calamenti monoamo, ma il P.N. in certe condizioni diventa l'unico utilizzabile. Sarebbe opportuno impiegarlo di più anche a mare calmo quando ad esempio c'è il pascolo di mormore.
Per il riscontro ai miei post ormai ci ho fatto il callo ma spero che siano d'aiuto a qualcuno.
Mi sa che alla fine farò una raccolta con conseguente impaginazione (come ho già visto fare)
Ciao


MINOSSE

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Risposta #3 il: Novembre 20, 2008, 12:12:29
Nicola l'idea non è male, visto che tutti me compreso hanno fatto una galleria personale delle proprie catture, tu al contrario potresti fare una galleria dei migliori argoneti trattati sul forum....sarebbe un'idea originale....non trovi... calabria
Scherzi a parte continua cosi che di sicuro c'è tanta gente me compresa che dai tuoi post impara tante cose ed anche se non risponde o non partecipa di sicuro attinge...
Ciao Mino.
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enzo.

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  • Se a pesca non vai.........pesci non ne prendi!
Risposta #4 il: Gennaio 20, 2009, 18:12:37
Ciao OLTREMARE,anche se un po'in ritardo ho visto oggi questo topic e l'ho reputato interessante come al solito perche' pensavo di sbagliare io quando usavo il paternoster anche a mare calmo ,ma spesso quando mi e' capitata una  corrente che ingarbugliava il mio unico finale nonostante interponessi la classica treccina ,ho voluto provare e ho constatato che  usarlo in quelle condizioni,ha risolto i miei problemi.
Solo una domanda: ho visto nella prima foto ,la girella che hai usato come collegamento al piombo e volevo chiederti se la usi sempre o l'hai messa solo per una questione di tempo. Ti chiedevo questo perche'io ho avuto sempre paura di usarne di quel tipo nonostante molte ditte le rilasciano con carico di rottura di parecchie libbre e, se si,fino a che peso di piombo l'hai usata ? Ti saluto.
TUTTO CIO'CHE LASCIAMO A RIVA,LA NATURA PRIMA O POI CE LO RESTITUISCE E NON PENSO CHE VORREMO PER I NOSTRI FIGLI UN FUTURO DI SPAZZATURA!!!
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OLTREMARE

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Risposta #5 il: Gennaio 21, 2009, 07:59:05
Ciao Enzo
Il pater noster è un calamento per ogni condizione di mare e a mare calmo equivale alla classica paratura a due ami che si fa con il piombo scorrevole.
La girella della foto è una normalissima girella in acciaio della Mustad. Normalmente uso le Extreme della Reflex che hanno un carico di rottura dichiarato di svariate decine di chili. Non ricordo in effetti di aver mai rotto una girella, specie di quelle dimensioni ma direi che più importante della girella è il moschettone che deve aprirsi e chiudersi con una certa pressione proprio per scongiurare aperture accidentali. Quelli che uso sono normalissimi moschettoni da poco più di un euro a bustina. L'unico accorgimento è che inserisco un pezzetto di guina termorestringente che va a coprire la girella ed una parte di moschettone.
Ciao


enzo.

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Risposta #6 il: Gennaio 21, 2009, 09:22:00
Grazie Nicola delle delucidazioni. Mi sono espresso male in quanto intendevo riferirmi proprio al moschettone.
Quindi vado sicuro usando quel tipo di aggancio ?
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OLTREMARE

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Risposta #7 il: Gennaio 21, 2009, 11:32:47
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Grazie Nicola delle delucidazioni. Mi sono espresso male in quanto intendevo riferirmi proprio al moschettone.
Quindi vado sicuro usando quel tipo di aggancio ?
L'importante è che siano robuste e con il fermo ad occhiello come queste

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Puoi usare anche degli oval split o dei ganci in acciaio
l'importante è che non usi queste
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Ciao


enzo.

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Risposta #8 il: Febbraio 18, 2009, 16:11:09
Dopo il tuo consiglio,ho cominciato a usare proprio quelle della prima foto ma la paura che si aprano e'piu'forte di me,per cui,una volta montata,l'ho girata al contrario facendo quindi coincidere il gancio del piombo,con la parte circolare della girella cosi' almeno faccio sonni tranquilli.
Ciao.
Enzo
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OLTREMARE

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Risposta #9 il: Febbraio 19, 2009, 10:25:05
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Dopo il tuo consiglio,ho cominciato a usare proprio quelle della prima foto ma la paura che si aprano e'piu'forte di me,per cui,una volta montata,l'ho girata al contrario facendo quindi coincidere il gancio del piombo,con la parte circolare della girella cosi' almeno faccio sonni tranquilli.
Ciao.
Enzo
Si aprono solo se non le hai chiuse bene (ovvero lanci con il moschettone già aperto).
Vai tranquillo e mettile nella posizione giusta. E' una vita che le uso e non mi è mai capitato (e ci sparacchio abbastanza)
Ciao


spaghitu

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Risposta #10 il: Febbraio 19, 2010, 11:36:36
Oltremare io mi sono iscritto oggi al forum e ti posso assicurare che i tuoi post (ne ho letti già due) sono interessantissimi e descritti molto bene, per quanto mi riguarda posso solo farti i miei complimenti. BRAVO.
Non saprei immaginare una vita senza andare a pesca, il mare per me è come la foresta per Zanna Bianca.


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Risposta #11 il: Febbraio 19, 2010, 12:41:41
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Oltremare io mi sono iscritto oggi al forum e ti posso assicurare che i tuoi post (ne ho letti già due) sono interessantissimi e descritti molto bene, per quanto mi riguarda posso solo farti i miei complimenti. BRAVO.
Ciao Spaghitu e grazie infinite per l'apprezzamento dei miei post. Spero di avere anche te come valido interlocutore di questo Forum. Ne frattempo ti prego di presentanti a tutti gli altri amici nell'apposita sezione
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raccontandoci qualcosa di te e delle tue preferenze in fatto di pesca
Ciao
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PREFERISCO DI GRAN LUNGA CHI SI ESPONE ALL'ERRORE A CHI SE NE STA ALLA FINESTRA A GUARDARE (cit. Peppino)

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Dunkan

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Risposta #12 il: Febbraio 23, 2010, 19:59:47
Salve ragazzi vorrei chiedere in particolare ad  oltremare come mai sconsiglia quel tipo di agganci per il piombo, io di solito non ci faccio troppo caso ma non ho avuto mai grossi problemi, te lo chiedo in quanto dato che sto preparando "nuovi fili"( ho scitto anche riguardo allo shock leader) in caso evito quel modello particolare.
Grazie dei consigli.


Dunkan


vincearchery

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Risposta #13 il: Febbraio 24, 2010, 06:35:19
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Salve ragazzi vorrei chiedere in particolare ad  oltremare come mai sconsiglia quel tipo di agganci per il piombo, io di solito non ci faccio troppo caso ma non ho avuto mai grossi problemi, te lo chiedo in quanto dato che sto preparando "nuovi fili"( ho scitto anche riguardo allo shock leader) in caso evito quel modello particolare.
Grazie dei consigli.


Dunkan
ciao.. in attesa che ti risponda oltremare, anticipo a  dirti che il problema principale di quel tipo di moschettone è la scarsa tenuta, come puoi ben notare dalla foto postata da oltremare, il primo va ad innestarsi in un'occhiello, il secondo invece si appoggia solamente nella sede che c'è nel lamierino di tenuta, ma se fai caso, non ha nessun tipo di blocco che eviti di farlo scivolare ed aprire, cosa che prima o poi (più prima che poi) succede, calcola che ogni tipo di lancio, violento o meno che sia, da comunque botte sul moschettone, per cui.. E poi un'altra cosa... per quanto ti dicano che sono di qualità, arruginiscono sempre..
NON IMPORTA CHE TIPO DI PESCA FAI.. L'IMPORTANTE E' POTER RACCONTARE DI AVERLO FATTO..


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Risposta #14 il: Febbraio 24, 2010, 08:08:44
Ti ha già detto tutto Vince
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Dunkan

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Risposta #15 il: Febbraio 24, 2010, 13:28:34
Grazie della spiegazione, avevo sempre sottovalutato il fatto che il filo potesse scorrere, per la ruggine ci avevo fatto caso ma pensavo fosse quasi normale...di tanto in tanto li cambiavo...ora cercherò di meglio senz'altro.
A presto

Dunkan


^DRAYCON^

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Risposta #16 il: Febbraio 24, 2010, 17:13:31
Mannaggia alla miseria!! Anche io ho sempre utilizzato quel tipo di moschettone (il secondo), vabbè vorrà dire che lo cambierò! Solo una domanda! Oltremare, prima di tutto complimenti per il post, ho notato il tipo di filo cerato che usi per gli stopper! Ma è un filo che compri in un negozio di pesca? Perchè io come stopper utilizzo del classico filo (sempre cerato) usato per cucire le pelli, ha il diametro più o meno di uno spago, forse leggermente inferiore ed è di colore scuro! Fino ad ora non ho mai avuto problemi, ma pensi che in futuro ne potrei avere? ;D
Vivo la vita a un'uscita di pesca alla volta! Non mi importa ne dove, ne quando, ne come! A ogni uscita di pesca, sono un'uomo libero!


nemo76

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  • ridiamo al mare le prede sottomisura!
Risposta #17 il: Febbraio 24, 2010, 18:57:00
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Ciao

oltre a quanto detto da vincenzo,avevo letto in un altro post che il vantaggio di quel tipo di moschettone sta anche nel fatto che essendo priva di girella,quando si recupera è più facile che non si attorcigli il bracciolo attorno al piombo proprio perche essendo senza  girella,il piombo non ruota su se stesso e di conseguenza il rischio di groviglio è minore.
io godo tu godi egli gode!....che tempo è?Il secondo tempo di Napoli-Roma


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Risposta #18 il: Febbraio 25, 2010, 09:50:46
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Mannaggia alla miseria!! Anche io ho sempre utilizzato quel tipo di moschettone (il secondo), vabbè vorrà dire che lo cambierò! Solo una domanda! Oltremare, prima di tutto complimenti per il post, ho notato il tipo di filo cerato che usi per gli stopper! Ma è un filo che compri in un negozio di pesca? Perchè io come stopper utilizzo del classico filo (sempre cerato) usato per cucire le pelli, ha il diametro più o meno di uno spago, forse leggermente inferiore ed è di colore scuro! Fino ad ora non ho mai avuto problemi, ma pensi che in futuro ne potrei avere? ;D
Quel filo (o spago) l'avevo preso diversi anni fa in UK. basta leggere la marca e lo trovi sul web.
Direi che ha la stessa funzione di quello che adoperi tu. In definitiva va bene lo spago cerato usato dai calzolai per cucire le tomaie, ma di diametro non eccessivo. Vai tranquillo è una delle migliori soluzioni per fare gli stopper.
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Risposta #19 il: Febbraio 25, 2010, 09:56:32
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oltre a quanto detto da vincenzo,avevo letto in un altro post che il vantaggio di quel tipo di moschettone sta anche nel fatto che essendo priva di girella,quando si recupera è più facile che non si attorcigli il bracciolo attorno al piombo proprio perche essendo senza  girella,il piombo non ruota su se stesso e di conseguenza il rischio di groviglio è minore.
Se lo usi per attaccare il piombo fisso occorre che sia abbinato ad una girella di buone dimensioni per scaricare la torsione del filo durante il recupero. Io normalmente abbino questo moschettone con le girelle Tecnofish extreme da 150kg.
Ciao
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