IL MIRAGGIO DELLA DISTANZA

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Autore Topic: IL MIRAGGIO DELLA DISTANZA  (Letto 10688 volte)

OLTREMARE

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il: Agosto 12, 2008, 12:22:20
Ciao ragazzi,
visto che sono costretto a stare in ufficio e voi siete a pescare, vi rompo un po’ le scatole con alcune mie considerazioni teoriche che mi frullano in testa da un po’. L’argomento è il “miraggio della distanza” ma non vi aspettate una “lezione” sulle tecniche di lancio vista la sua connotazione semiseria.
La questione ha sempre innescato diatribe e discussioni a non finire ogni volta che è stata affrontata in qualunque ambiente di pesca ma non è assolutamente mia intenzione arroventare il già caldo clima estivo.
Per fare un po’ di dottrina diciamo subito che l’argomento annovera tre distinte categorie di pescatori: 1) quelli in buona fede, 2), quelli con i paraocchi, 3)i bugiardoni consapevoli.
 Lo scopo di queste considerazioni è quello di far tornare con i piedi per terra gli appartenenti alla prima categoria che tante volte adottano il decametro al posto del metro e di allargare gli orizzonti a quelli della seconda, posto che per la terza non c’è rimedio.
Piccolo flashback. Diversi anni fa cominciai a cimentarmi con il lancio tecnico da autodidatta. Le mie conoscenze derivavano da immagini statiche prese su riviste del settore e qualche raro video in circolazione. In questo campo purtroppo se non hai un tutor arrivi ad un punto in cui avviene lo stallo. Continui a lanciare, a variare impostazioni ma non progredisci di un centimetro. Nonostante tutto sei comunque arrivato ad un punto di autosoddisfazione. Vai a lanciare sulla spiaggia, esegui i movimenti come hai memorizzato e vedi il piombo volare lontano. Recuperi, conti i giri del mulinello, fai un calcolo veloce, aggiungi mentalmente qualche metro perché al momento del lancio eri appunto un pò più in là e ti si allarga il sorriso sulla faccia anche se quel diavoletto che sta in un angolo del tuo cervello continua a dirti che non puoi barare con te stesso. Ora sei pieno di te e pensi già di dare pan per focaccia a quel tipo che ti racconta di pescare a 150 metri. Poi un giorno con alcuni amici ti ritrovi su un bel prato appena mietuto. Ripeti tutto quello che hai fatto infinite volte in spiaggia con la maggior sicurezza data dal terreno duro sotto i piedi. Guardi le bandierine messe alle distanze misurate con la rotella e già ti viene lo sconforto perché quella posta ai 200 metri(tanto per la coreografia) è praticamente invisibile. I primi dubbi ti assalgono ma, tant’è effettui il tuo lancio e ti cadono le pa@@e per terra. Ma come, solo xx metri? Ma in spiaggia i giri di mulinello erano x e se recupera tanti cm. a giro il totale dovrebbe essere y. La matematica non è un’opinione. Purtroppo in questo caso non abbiamo a che fare con la semplice aritmetica ma siamo in presenza di analisi matematica con relative funzioni e variabili.
Mi è capitato spesse volte di dovermi sorbire le elucubrazioni di chi asseriva di aver preso il tal pescione a 150 e più metri di distanza con una telescopica e una montatura a due ami. A seconda dei casi ho cercato di perdere del tempo nel tentativo di spiegare come effettivamente stanno le cose se ritenevo che la persona fosse in buona fede mentre ho sempre annuito ritenendo di non dover sprecare energie a discutere con gente palesemente bugiarda. Mi è capitato altre volte di sentirmi dire dall’occasionale vicino di pesca: “stai pescando vicino? Non sento fischiare le canne” Ebbene no, è molto difficile sentir fischiare le mie canne durante il lancio.
Cerchiamo di analizzare oggettivamente le cose. Una canna che fischia non è sinonimo di metri. Se andate su un campo di lancio sentirete il sibilo del piombo e del drop, il “tok” del nodo dello shock, l’urlo del rotante ma mai e poi mai il fischio della canna. Un mulinello a bobina fissa riporta il rapporto di recupero ovvero i centimetri imbobinati per ogni giro di manovella ma questo dato non è costante in quanto è influenzato dalla quantità di filo già recuperato. Occorrerebbe fare una media, cosa altamente difficile. La cosa è molto più accentuata se si adopera un mulinello rotante in cui i centimetri per giro di manovella a bobina piena sono la metà rispetto a quelli a bobina vuota. Si lancia da una spiaggia, posta per lo più in pendenza e con la sabbia sotto i piedi che non conferisce la sicurezza di un terreno solido e si indirizza il piombo non su una superficie piana ma verso il mare che fagocita e fa sprofondare la nostra zavorra. Nel momento in cui mettiamo in tensione il filo si forma, fra il puntale della canna ed il piombo, un angolo che aumenta con l’aumentare della profondità del mare. Inoltre anche se mettiamo il filo in tensione la pressione della massa fluida e le correnti marine conferiranno al nostro filo una pancia più o meno accentuata. Quindi, se vogliamo rimanere in campo matematico facciamo questa semplice operazione: numero di giri di manovella x metri di recupero per ogni giro di manovella = “A”. Al risultato “A” leviamo un 5% per la media di imbobinamento (bobina piena/bobina vuota). Sempre ad “A” leviamo un 20% per il recupero della linearità persa dallo spanciare del filo ed avremo un risultato abbastanza attendibile. Per cui, se il totale “A” ci dà 150 metri, applicando e sottraendo  queste percentuali (medie in quanto a loro volta influenzate da altri fattori) ne viene fuori che il nostro lancio effettivo sarà di circa 110 metri. Questo avviene lanciando con il solo piombo. Se vi aggiungiamo uno o due braccioli con anche soltanto un pezzetto di verme attaccato agli ami, ne converrete che la distanza di cui sopra si abbatte ulteriormente e non di poco. Se poi peschiamo con il piombo scorrevole, notoriamente poco aerodinamico e che durante il suo volo verso il mare slitta sullo shock, traete voi le conclusioni.
Qualcuno dirà che mi sono bevuto il cervello pur non avendo partecipato al raduno ed io rispondo: per chi si volesse levare la soddisfazione vada su un bel prato (attenti a non far danni e vittime), metta dei paletti alle distanze volute, misurate con fettuccia, e poi provi a lanciare.
Passiamo al lancio vero e proprio. Lasciamo da parte i classici lanci da pesca come il side e l’above nel senso che non li buttiamo via ma ce li teniamo buoni e cari e tralasciamo anche il pendolare. Parliamo del ground, lancio tecnico che a vederlo si direbbe alla portata di tutti. In effetti l’impostazione e l’esecuzione possono essere facilmente mimati ma state tranquilli che un esperto vi troverà da subito almeno una ventina di particolari fuori schema, a cominciare dalla canna. Tante volte, anche sul nostro forum, ho sentito parlare ed abusare del termine ground fatto in più con le telescopiche. Se qualcuno pensa di esserne padrone è perché si tratta di un “similground” ma state all’erta perché una telescopica potrebbe crakkarsi anche con un side piuttosto angolato. Comunque non è questo il contesto per impartire lezioni di lancio e d’altronde non sono un lanciatore che possa salire in cattedra. Certamente si può ovviare ai limiti delle telescopiche utilizzando canne ripartite ma anche in questo caso premetto che bisogna avere tanta costanza perché le rip sono attrezzi tecnici che ci daranno profonde delusioni se non siamo padroni del gesto adeguato.
La seconda categoria è collegata alla zona ottimale di pesca e riguarda tutti quei pescatori che, magari dotati di un buon lancio continuano, presi dal “miraggio della distanza” a lanciare sempre e comunque a tutta manetta depositando le esche nello stesso punto, nella convinzione che i pesci stiano fuori. Capita anche a me come penso a tanti di voi. Convinzione totalmente sbagliata a mio modo di vedere. La pesca è fatta, oltre che dal senso dell’acqua che ciascuno di noi più o meno possiede, anche da una ricerca a 360 gradi delle prede. Guardate un po’ chi si dedica allo spinning. Con artificiali di pochi grammi spesso tirano fuori pesci stupendi eppure i loro lanci sono di distanza limitata. Significa che nel primo tratto di mare, quello che noi spesse volte trascuriamo, circolano magnifici esemplari e quindi dovremmo semplicemente appoggiare il lancio molto più spesso di quello che facciamo.
Questo comunque non vuol dire che chi non riesce a lanciare a discrete distanze si debba limitare a perlustrare il sottoriva. Il lancio tecnico dovrebbe essere sempre presente nel bagaglio di un buon pescatore, da utilizzare all’occorrenza. Acquisire la corretta esecuzione di un lancio tecnico richiede tempo, delusioni e sacrifici oltre che attrezzi adeguati. Ma anche i classici lanci da pesca sopra la testa possono essere migliorati.
Solo un piccolo accenno all’ultima categoria che annovera personaggi che, pur consapevoli, continuano a propinare frottole al poveraccio che hanno di fronte senza nemmeno chiedersi se l’interlocutore sia un allocco o una persona competente. Credetemi, non serve arrabbiarsi o sprecare parole con gente simile. Sono personaggi che mai e poi mai si cospargeranno il capo di cenere e mai si cimenteranno su un campo di terra battuta anche se sosterranno di esservi già stati con tanto di maestro e cotanta blasonata attrezzatura
Chiudo con una massima che mi sta particolarmente a cuore: “non è l’attrezzatura che fa il lanciatore” 
Alla prossima




^DAVIDE^

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Risposta #1 il: Agosto 12, 2008, 12:55:24
Bravo Nicola, bellissimo articolo.
Fa meditare molto.
Quando capiti da queste parti spero di poterti incontrare per imparare qualcosa sul lancio.


OLTREMARE

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Risposta #2 il: Agosto 12, 2008, 14:23:15
Grazie Davide, sei sempre molto gentile.
Ho avuto l'ispirazione per l'articolo proprio sul nostro forum. Tu sai 
Stai tranquillo che le mie, poche, conoscenze sul lancio le metto tranquillamente a disposizione.
Ciao


OLTREMARE

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Risposta #3 il: Agosto 20, 2008, 14:37:18
Ed ecco che solo ad alcuni giorni dal mio post ho la conferma delle mie teorie.
Ieri pomeriggio, tornando a casa in treno, ho di fronte a me due pendolari che sfogliano una rivista di pesca.
Storco già il naso in quanto sono già diversi anni che la stampa di settore ha finito di abbindolarmi.
Comunque, visto che si tratta di colleghi di passione mi intrometto nel discorso e scambiamo due chiacchiere più che altro sulla scarsità delle catture in questi ultimi tempi.
Uno dei due se la ride sotto i baffi ed ad un certo punto esordisce dicendo che lui il pesce per la famiglia lo porta sempre a casa in quanto pesca con i rotanti e le ripartite e portando l'esca sopra i 160 metri lì i pesci ci sono. I miei nervi cominciano a tendersi come corde di violino e chiedo che attrezzatura usa.
Combinazione "avrebbe" alcuni attrezzi che adopero anch'io.
Che strane coincidenze nella vita. Nella cartella ho proprio un Abu 6500 che mi ero portato dietro per ultimare le pulizie e, facendo il finto tonto, gli dico che l'ho aperto e non riesco a montarlo bene.
Quando si ritrova davanti questo "esploso" comincia a diventare paonazzo dicendo che in effetti l'ha avuto una volta in prestito da un suo amico e che in effetti non li usa.
Facendo l'ottuso gli chiedo qual'è il gruppo del magnetico e quello della frizione perchè non so come vanno rimontati correttamente.
L'atmosfera si arroventa ed il discorso va a finire sulle distanze di pesca.
Gli sciorino tutte le mie teorie che lui cerca di controbattere dicendo semplicemente che anche ad occhio lui può stimare che sta pescando a centosessantametri.
Purtroppo o per fortuna arriva la mia stazione e devo scendere.
Avrei proseguito volentieri il viaggio ma sarei venuto meno alla mia promessa di ignorare i "bugiardoni consapevoli"
Alla prossima


forza6

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Risposta #4 il: Gennaio 21, 2009, 18:19:14
Ciao friend, scrivo su questo sito per la seconda volta. ho letto  spesso le tue disamine e ritengo tu sia una persona che ama veramente la pesca per il semplice fatto che la tua mani preparazione non sfocia mai in saccenza bensì in partecipazione.
detto ciò (non per captatio benevolentia) ti voglio porre una domanda per ottenere un consiglio. premettendo di aver dato inizio alle mie esperienze di pesca con la tecnica "all'inglese" con le mie  "bolognesi" (che  magari fossero donne!...pur essendo sempre affascinanti) e da una anno circa profondo il mio impegno nella crescita del beach legering e, quando il mare lo consente, del surf casting. ti chiedo circa la  tecnica di lancio, con le telescopiche, la canna, nella posizione iniziale, deve avere il suo asse girato in modo tale che gli anelli e il mulinello "guardino" in aria o in maniera diametralmente opposta? ;D
Pulisci sempre quando lasci uno spot, rispetta la natura


vincenzo92

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Risposta #5 il: Gennaio 21, 2009, 18:43:42
bellissimo post, come al solito
ma anche il contametri e un falso allora.

bravo ;D ;D ;D
il cuoco copre i suoi errori con la maionese,  l'avvocato con le parole, il medico con la terra.

pescare e un arte, non una gara a chi piglia piu pesci


donato

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Risposta #6 il: Gennaio 21, 2009, 19:29:44
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Grazie Davide, sei sempre molto gentile.
Ho avuto l'ispirazione per l'articolo proprio sul nostro forum. Tu sai 
Stai tranquillo che le mie, poche, conoscenze sul lancio le metto tranquillamente a disposizione.
Ciao

e noi ti ringraziemo oltremare!

conosco un tizio (pescatore di tipo 3) che racconta di continuo che con un piombo da 125 e lo 035 in bobbina, nonchè un pater noster e la sua italcanna miura, una volta ha superato i 200m!

la cosa bella è ascoltare la naturalezza con cui racconta sta balla spaziale!
sincerità e onestà sono sinonimi di antipatia e temporanee incomprensioni, ma il tempo è  galantuomo. Cit: mio PADRE


OLTREMARE

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Risposta #7 il: Gennaio 22, 2009, 13:13:08
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Ciao friend, scrivo su questo sito per la seconda volta. ho letto  spesso le tue disamine e ritengo tu sia una persona che ama veramente la pesca per il semplice fatto che la tua mani preparazione non sfocia mai in saccenza bensì in partecipazione.
detto ciò (non per captatio benevolentia) ti voglio porre una domanda per ottenere un consiglio. premettendo di aver dato inizio alle mie esperienze di pesca con la tecnica "all'inglese" con le mie  "bolognesi" (che  magari fossero donne!...pur essendo sempre affascinanti) e da una anno circa profondo il mio impegno nella crescita del beach legering e, quando il mare lo consente, del surf casting. ti chiedo circa la  tecnica di lancio, con le telescopiche, la canna, nella posizione iniziale, deve avere il suo asse girato in modo tale che gli anelli e il mulinello "guardino" in aria o in maniera diametralmente opposta? ;D
Ciao Forza6 e benvenuto anzitutto nel nostro Forum.
Permettimi di precisare che con le telescopiche i lanci fattibili sono limitati all'above ed al side. Teoricamente, nel primo caso anelli e mulinello sono rivolti senz'altro verso l'alto. Nel side la posizione può diventare leggermente laterale (cioè sono rivolti verso la nostra sinistra). Disponendo di attrezzi (sempre telescopiche) un pochino più robusti che consentano di angolare un pò il lancio, possono addirittura arrivare a guardare verso terra.
Ciao

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bellissimo post, come al solito
ma anche il contametri e un falso allora.

bravo ;D ;D ;D
Ciao Vincenzo e grazie dei complimenti.
Non è che il contametri sia un falso. Come tutti gli attrezzi meccanici non di precisione ha la sua percentuale di scarto ma il problema deriva dall'ambito in cui si usa. Se lo utilizziamo su un prato le sue indicazioni saranno abbastanza attendibili. Se lo utilizziamo in spiaggia, tirando in acqua, allora la differenza rispetto alla realtà è notevole, in virtù di tutti quei fattori che ho citato nel post.
Ciao

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conosco un tizio (pescatore di tipo 3) che racconta di continuo che con un piombo da 125 e lo 035 in bobbina, nonchè un pater noster e la sua italcanna miura, una volta ha superato i 200m!

la cosa bella è ascoltare la naturalezza con cui racconta sta balla spaziale!

Ciao Donato
per quel che mi riguarda è già un assurdo utilizzare una Miura con un 35 in bobina. Con una canna simile, ottima per la pesca leggera a mormore & co. la migliore distanza direi che si raggiunge con i 100 gr. e fili molto più sottili. Salendo di peso la distanza diminuisce proporzionalmente. Con quell'assetto lì digli tranquillamente che per avere la distanza reale deve dividere per 3,5 sempre che la canna non faccia crack prima  ;D
Ciao


enzo.

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Risposta #8 il: Gennaio 22, 2009, 15:52:25
Oppure gli avranno dato una bobina da 100 mt e non se n'e' accorto  ;D ;D come a un GRANDE pescatore ( calabria) di mia conoscenza il quale disse che lanciando con galleggiante da 10 grammi aveva quasi finito la bobina.Dato la sua insistenza e dopo aver visto l'attrezzatura,gli facemmo notare che aveva scelto un'ottimo filo per il montaggio. Peccato pero'che la bobina scelta da lui, dello 0.14 ,era un monofilo x terminali da 50 mt  ;D ;D ;D
TUTTO CIO'CHE LASCIAMO A RIVA,LA NATURA PRIMA O POI CE LO RESTITUISCE E NON PENSO CHE VORREMO PER I NOSTRI FIGLI UN FUTURO DI SPAZZATURA!!!
RIPARIAMO I DANNI FINCHE'SIAMO IN TEMPO.


Corrado

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Risposta #9 il: Gennaio 22, 2009, 23:26:42
Molto interessante Nicola.
Complimenti per la tua vena saggistica
Corrado
WIWA       Inter


forza6

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Risposta #10 il: Gennaio 23, 2009, 12:01:43
graie Oltremare per l la puntualità ;D
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Free_Sp1r1t

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Risposta #11 il: Aprile 27, 2009, 15:08:32
La distanza in pesca è sempre emblematica...io nn mi sono mai posto il problema di quanti metri riesco a lanciare, il problema che mi sono sempre posto è quello di individuare una buchetta valida dove lanciarci di continuo ....e finchè è giorno è tutto "relativamente" facile, ma quando scende il buio tutto diventa più complesso  calabria3

Poi i metri nn mi sono mai interessati, riuscendo a pescare le belle mormore nel sottoriva(mai oltre i 50 mt reali) a mare calmo, nn ho mai sentito la necessità di vover lanciare lontano 


OLTREMARE

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Risposta #12 il: Aprile 27, 2009, 15:34:47
Quanto affermi, caro Free, mi fa solo piacere.
Purtroppo il buio può rappresentare un handicap, specie a surfcasting, perchè non riusciamo ad individuare quei riferimenti tipici di questa disciplina, soprattutto se cominciamo a pescare con le tenebre.
La cosa ideale sarebbe poter scrutare e valutare il mare quando c'è ancora chiaro per poter memorizzare i riferimenti e calcolare le distanze.
Tornando al lancio ho sempre sostenuto di non farsi prendere dalla fobia della distanza in assoluto ma è anche vero che bisogna acquisire nel nostro bagaglio di pescatori una buona conoscenza delle tecniche di lancio da tirar fuori al momento opportuno perchè, purtroppo, i pesci non stanno sempre sotto i nostri piedi.
Ciao


roma79

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Risposta #13 il: Dicembre 12, 2011, 03:08:50
Ciao a tutti ragazzi
ogni tanto mi faccio vivo...

domanda :

Ma i pesci stanno in mare, oppure, da quando abbiamo(io e l amico mio ) iniziato questo fantastico "sport",se sò trasferiti in montagna? 

Come gia sà oltremare (grande) per affrontare la stagione invernale ci siamo organizzati con attrezzatura abbastanza valida, ma quando ci presentiamo in spiaggia o scogliere abbastanza "gestibili" li tiro giu tutti quanti ( i santi )...
Mare con zero onde, mare piatto, mare che me fà avvelenà, unica nota positiva è che prendiamo un po di tintarella...
Dico questo non perche pretendo che il mare sia incazzato, ma cavolo... che l ho comprate a fare bobine del 50, addirittura del 60 ? (mai usate) Per non parlare delle trio compact...
Puntualmente il sabato sulle nostre spiagge si presenta un esercito nel vero senso della parola,e vi giuro che una e dico soltanto una persona tira fuori la bella cattura della giornata, quindi il problema esiste e persiste...  Inoltre se mi permettete io queste grandi e ricche catture dentro i 100metri non le vedo, neanche le bavose se vedono piu. Possibile che sti pennuti si siano imparati visto che sono 2000anni che vengono pescati? ahahahah   
scusate il mio solito dilungarmi,  la domanda è questa:

La distanza è veramente quell elemento  che fa la differenza?   io vedo fare graund, pendoli, ma l orata la prende er vecchietto (quanto puo lancià?)  ...  Su montature ,travi ami esche ormai siamo ferrati,  vi chiedo onestamente....   devo investire seriamente del tempo  sulla ricerca della grande distanza? Devo cercare un prato per pescare?   E allora chi gia la fà 'sta distanza ? 
leggendo vecchi post ho notato che c'è o c era un certo saragone (mi sembra romano) che dichiarava chilometri e grandi carnieri... beato lui  calabria
e poi l attrezzatura... servono canne light ??( e siamo a natale!!!!!) ma mica me posso compra un pulmino e neanche si possono occupare 200 metri in 2 ,noi partiamo sempre(da un mese) con 3 trio e una mareggiata, sbagliamo?       oltre alla distanza ... se tutto è calmo , meglio restare a casa?  esche che tornano intere dopo 30 minuti dal lancio... che  amarezza!!!     

Su per giu già sò quali sono gli accorgimenti da prendere o quali saranno le risposte, ma mi piace partecipare e ogni tanto farmi vivo...  un saluto a tutti


lontano dal mare

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Risposta #14 il: Dicembre 12, 2011, 07:57:29
ciao a tutti, ciao saragone non sono certamente un esperto pero' una piccola osservazione forse sbagliata ma ci provo...e purtroppo e' pure off topic pero' mi aggancio al tuo discorso sperando poi nella clemenza dei moderatori...
ma non e' che vai in posti un po' troppo affollati? non fraintendermi e' solo che ho notato che una sera della scorsa settimana sono andato a pescare, mare leggermente mosso e venticello fresco ho pescato in 2 differenti spot in cui non so grazie a che stella sono riuscito a pescare qualcosetta e purtroppo slamandoli mi sono rimasti in mano 4 pescetti 2 saraghini  una boga e una mormorina.
 arrivato a casa pulisco i pescetti che non sono riuscito a ridonare al mare e noto che nei pesci in quelli del primo  spot nella pancia non c'era quasi nulla invece gli altri due avevano entrambi la pancia piena di bigattini infatti il secondo spot e' stato decisamente piu' impegnativo una tocchetta qua e una la ,,,tutto cio' per dire che magari il fondale in cui tu peschi e' imballato di mangime e le correnti magari lo portano anche fuori se in piu e' un po che ti inbatti in mare calmo , prova a cambiare spot in uno di quelli in cui  non vedi quasi mai nessuno tu mi dirai se non ci va nessuno un perche' ci sara' ma magari un perche' non c'e'!
....dai amore ancora due lanci e andiamo....


^OLTREMARE^

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Risposta #15 il: Dicembre 12, 2011, 23:40:45
Eilà Roma, quando non batti chiodo ti rifai vivo?  calabria A parte gli scherzi, come hai potuto notare, il mio topic "Il miraggio della distanza" voleva smitizzare la ricerca della massima gittata a tutti i costi. Saper lanciare bene è comunque una qualità che ogni pescatore deve avere nel proprio bagaglio sia per la rcerca del pesce e sia per superare alcune condizioni avverse tipiche del surf.
Da quello che descrivi mi pare che incappi sempre in condizioni meteomarine non ottimali ma mi rendo conto che non si può fare diversamente quando il tempo lo misuriamo con il contagocce. Pur tenendo in considerazione l'indiscutibile rarefazione del pesce, bisogna comunque avere costanza e attendere il momento propizio che può essere anche la coda di una scaduta che nelle spiagge basse delle tue parti possono ancora riservare qualche sorpresa. Affidati alla seppia fesca come esca principale che statisticamente offre i migliori risultati. La pesca a fondo invernale, purtroppo, dà gli stessi risultati di una surfata a mare piatto ma anche in questo caso ci sono degli accorgimenti che possono far girare la sorte nella nostra direzione.
STATE TRANQUILLI.........LO SHOCK LEADER NON MORDE

TUTTO QUEL CHE DICO SONO MIEI PARERI PERSONALI

PREFERISCO DI GRAN LUNGA CHI SI ESPONE ALL'ERRORE A CHI SE NE STA ALLA FINESTRA A GUARDARE (cit. Peppino)

- se peschi festeggia con una bottiglia di vino e del buon cibo - se non peschi consolati con una bottiglia d vino e del buon cibo -  (motto del gruppo PAM & PAM)


roma79

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Risposta #16 il: Dicembre 15, 2011, 18:40:35
come sempre grazie per la disponibilita.
Il problema reale credo sia piu legato alle condizioni marine che al lancio stesso,infatti nel mio caso come tanta gente mi dice li faccio i 100 metri "scarsi"(che siano 90 o 80 0 quasi 80 non penso che non stia in pesca)    non  bastano ?
Diverso invece è decidere quando andare a pesca, qui tutti i discorsi decadono, infatti vuoi per motivi di lavoro vuoi per la donna e vuoi per gli impegni imprevisti , non ho mai e dico mai badato a quali fossero le condizioni del mare ,ma questo semplicemente perche è solo quel giorno che ci si puo andare  calabria
Una cosa mi preme pero sapere...    ipotizziamo che il mare sia piatto o quasi...
Con attrezzatura piu leggera (diametri dei fili ,esche,piombi) andro incontro a catture?

Citazione
La pesca a fondo invernale, purtroppo, dà gli stessi risultati di una surfata a mare piatto

ho capito, ma vista la vostra capacita di spiegare e sviluppare gli argomenti , posso chiedere di approfondire in tutte le sfaccettature questo argomento?


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