IL SURFCASTING ...questo sconosciuto - 6 - il senso dell'acqua

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Autore Topic: IL SURFCASTING ...questo sconosciuto - 6 - il senso dell'acqua  (Letto 22631 volte)

OLTREMARE

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Ed eccoci, purtroppo, arrivati a fine stagione.
Parlo ovviamente di Surfcasting perché per la P.A.F. la stagione buona comincia proprio ora.
L’argomento di oggi possiamo definirlo: “il senso dell’acqua” . E’ un aspetto per certi versi non tangibile come le attrezzature ma di fondamentale importanza ai fini della buona riuscita di una battuta di surf. E’ quel sesto senso che a volte fra la differenza fra pescatore e pescatore. E’ quell’istinto o quella decisione ragionata che ci fa prediligere un posto piuttosto che un altro dove piazzare le nostre insidie. A mio modo di vedere, per alcuni fra i più fortunati di noi è un fatto congenito, istintivo. Per altri è frutto dell’esperienza di tante pescate.
La stagione del surf si colloca, canonicamente, fra fine autunno ed inizio primavera quindi nel pieno del periodo in cui sono più ricorrenti le mareggiate, il poderoso soffio dei venti, il freddo, la pioggia E’ inoltre il periodo in cui accostano le spigole di maggior dimensione per la riproduzione e gli esemplari più grossi delle specie stanziali sono alla ricerca di bocconi proteici per compensare le ristrettezze della stagione.
Finito questo ciclo sarebbe quindi l’ora di dare una bella ripulita alle ripartite, una lubrificata ai grossi mulinelli e metterli in cantina per la prossima stagione dedicandoci agli sparidi zebrati con attrezzatura leggera.
Ma, forse ve l’ho già detto, io non sono il tipo che segue le regole in modo molto ortodosso e quindi nella pratica del surfcasting mi concedo qualche “licenza”. Ad esempio, al contrario dei surfcaster più “talebani” non amo molto il vento ed in effetti le onde possono esserci anche senza l’alito di Eolo sulla faccia. Sostengo che il surf si può praticare anche di giorno in quanto con mare mosso e acqua torbida non occorrono le tenebre perché i nostri amici predatori & co. si mettano a caccia. Sostengo inoltre che non è necessario impiegare attrezzatura, accessori ed esche di tipo hard sempre, comunque, e a prescindere, ma occorre proporzionare il tutto alle condizioni che ci troviamo ad affrontare. Non sono molto avvezzo agli spot tipici del surf (leggasi frangenti, canaloni, punte ecc.) ma non per una mia impreparazione ad affrontarli ma perché le spiagge liguri che normalmente frequento, come avviene anche in tanti spot della Calabria, non hanno queste connotazioni.
Comunque, nonostante queste mie trasgressioni, tengo sempre ben distinto il surfcasting da altre tecniche e avrete certamente capito che mi da fastidio quando le cose vengono confuse.
Sostengo, infine, che la stagione del surfcasting può non avere limiti temporali.
In queste ultime settimane, scorgendo il mare dal treno che mi porta al lavoro, in quei pochi scorci tra le miriadi di gallerie che bucano la Liguria, ho spesso visto condizioni da surf almeno quattro giorni su sette pur essendo in primavera inoltrata (ovviamente il mare calmo coincide con il fine settimana). Normalmente non faccio rilevazioni e statistiche ma la memoria mi dà atto che anche in piena estate qualche bella mareggiata è sempre pronta a smuovere un po’ i fondali. E allora cosa facciamo? Rinunciamo ad una bella battuta a surf in costume da bagno e ciabatte solo perché non è periodo? Assolutamente no. Le prede tipiche ci sono sempre. I saraghi e parte delle spigole sono stanziali a queste aggiungiamo le orate e i mormoroni che nonostante non siano prede da surf, non sfigurano nel nostro secchio. Alla peggio ci possiamo dedicare a qualche bel gronco, sempre in agguato nel sottoriva, al quale potremo ridare la libertà se non apprezziamo le sue qualità organolettiche, dopo averlo ringraziato per il bel combattimento offertoci.
Ho parlato prima di spiagge liguri e calabresi. C’è una certa identità fra le due che è l’elevata profondità del mare. Ovviamente faccio un discorso generico in quanto le eccezioni esistono in entrambe le regioni. Vi porto ad esempio le spiagge di Albenga in provincia di Savona. Spiagge profonde a granulometria grossa o molto grossa. Se ci spostiamo di 3/4 Km. in linea d’aria e arriviamo ad Alassio la situazione è completamente all’opposto: spiagge a granulometria finissima con una profondità di nemmeno 150 cm ad oltre cento metri dalla battigia. Questo per introdurre la distinzione di base fra spiagge a bassa energia e spiagge ad alta energia.
Da bambino andavo spesso al mare nella zona della Marinella, alla destra del campo sportivo di Pizzo. Io e tanti altri coetanei andavamo a ricercare due secche (definiamole così) che si estendevano dalla battigia verso il mare aperto per decine di metri. Qui l’acqua era molto bassa e bisognava stare attenti a non spostarsi troppo ai lati o andare troppo in avanti altrimenti si saltava il gradino e si finiva con il non “toccare” più con i piedi. A distanza di anni e con lo spirito da surfcaster sono andato a ricercare queste condizioni ma probabilmente il passare del tempo e l’azione modellante del mare ha molto ridimensionato o addirittura cancellato questo fenomeno, segno che lo stesso era da imputare all’effetto dell’acqua e non ad una specifica condizione orografica del fondale.
Ho proposto questi aneddoti per introdurre il discorso sulle caratteristiche delle spiagge da surf.
Anche in questo caso vi sono dei parametri “da manuale” ovvero la presenza dei plurimenzionati canaloni, frangenti, punte ecc. ma, anticipo, non significa che in assenza di questi dobbiamo chiudere tutto e tornare a casa oppure che non stiamo effettuando una battuta di vero surfcasting.
Diciamo subito che questi fenomeni sono tipici delle spiagge a bassa energia ovvero, spiagge con batimetriche poco pronunciate nelle quali la forza e l’azione del mare si mani con questi effetti. Un frangente non è altro che una cresta di onda schiumosa che si forma ad una certa distanza da riva. Ma forse qualcuno non si è mai domandato il perché di questo fenomeno. La presenza di rilievi più o meno accentuati del fondo marino oppure l’azione delle correnti marine e le mareggiate che formano dei depositi di sabbia e detriti innalzandone una porzione più o meno vasta rappresentano degli ostacoli al movimento delle masse d’acqua. Su questi rialzi appunto si frange la base dell’onda durante il suo avvicinarsi alla battigia e per la forza d’impatto la sua sommità si alza di parecchio sopra il profilo del mare causando questa cresta schiumosa.
Nell’esempio che ho portato della spiaggia della Marinella, le due secche sono appunto accumuli di sabbia formatisi per effetto delle correnti e delle mareggiate e che si estendono dalla battigia fino ad una certa distanza al largo. In mezzo alle due secche abbiamo un corridoio di acqua più profonda che è ben individuabile il quanto l’acqua è più placida e non schiumosa come ai due lati, inoltre l’onda, non trattenuta dalle asperità del fondale, si rompe in un sol colpo in prossimità della battigia, addentrandosi di molto sulla spiaggia (c.d. rientranza) e causando un maggior dislivello della sabbia. Questo corridoio viene definito “canalone”.  Ai lati del canalone, come abbiamo detto, abbiamo le secche . Queste si concretizzano sulla battigia come “punte” di sabbia.
Quando, come in questo caso, il canalone si estende dalla battigia verso il pare aperto è un “canalone perpendicolare”. Dove le due secche terminano, in mare aperto, avremo i due rispettivi frangenti.
Se con l’immaginazione proviamo a ruotare le due secche ed il canalone di 90 gradi e li collochiamo in parallelo alla battigia, abbiamo quello che si definisce “canalone parallelo”.  Il canalone parallelo, il più delle volte è collocato fra due frangenti, ovviamente uno più vicino e uno più distante dalla battigia.
E’ ovvio che una secca può essere circoscritta in una zona di mare come un isolotto sottomarino producendo solo un’elevata schiumosità in superficie, senza altri fenomeni di rilievo.
Come dicevo, queste sono manizioni tipiche delle spiagge così dette a “bassa energia” ovvero spiagge che per la bassa profondità e irregolarità dei fondali accentuano le manizioni delle mareggiate. Questa tipologia di spiagge è comunque immediatamente identificabile dalla battigia pianeggiante al contrario di quelle profonde in cui la battigia presenta un dislivello a volte molto accentuato.
Nelle spiagge definite ad “alta energia” cioè caratterizzate da una profondità elevata, che smorza l’azione della mareggiata, questi fenomeni il più delle volte non sono riscontrabili.
Ora vi chiederete il perché di tutto questo bel discorsetto. Presto fatto.
Supponiamo di arrivare su una spiaggia bassa con una bella mareggiata o una scaduta in corso. Ritengo che a chiunque di noi sia venuto da domandarsi: dove metto i picchetti?
Prima cosa da fare è di arrivare sulla spiaggia con un po’ di luce per scrutare il profilo della battigia, sempre che non conosciamo lo spot come le nostre tasche. Abbiamo parlato di canaloni, secche e frangenti e abbiamo visto cosa effettivamente sono. Alla base del frangente vi è un accumulo di sabbia e detriti che formano un ostacolo all’avanzamento dell’acqua. Quindi costituiscono uno sbarramento anche per gli organismi animali di cui si cibano i nostri pinnuti. In sostanza la base del frangente rappresenta un pascolo ove le nostre prede legittimamente sono invogliate ad indirizzarsi per avere maggiori chanches di riempirsi la pancia. Stesso discorso vale per le secche isolate. Il canalone abbiamo visto che è una sorta di corridoio fra due “promontori” di detriti nel quale confluiscono le sostanze organiche provenienti dalle zone che lo delimitano. In teoria il nostro amico pinnuto non deve far altro che perlustrare il canalone nell’attesa che gli scenda un qualcosa di commestibile davanti alle fauci.
Di conseguenza noi posizioneremo i nostri picchetti e metteremo le nostre esche all’interno del canalone oppure a ridosso del frangente. Il rovescio della medaglia è che il frangente, purtroppo, non è sempre a portata di canna e il canalone, più abbordabile, può non essere presente. In questo caso riponiamo le nostre speranze nel tratto schiumoso che dalla battigia si estende fino al primo frangente.
Passiamo ora alle spiagge ad alta energia. Su questi spot, se ci mettiamo con un fianco verso il mare e scrutiamo la linea di battigia, spesse volte notiamo solo una lunga, interminabile linea retta o quasi: è quello che in gergo viene definito “settore rettilineo”. Niente punte, niente rientranze e di conseguenza  niente frangenti e secche corrispondenti, a volte solo un accenno di canalone che vediamo ad intermittenza, un po’ di schiuma nel primo tratto ed un unico cavallone che si rompe, a seconda delle condizioni, in prossimità della battigia o poco oltre, quando addirittura non ci troviamo davanti ad una serie consecutiva di onde che pare formino un trenino.
Nelle spiagge basse si può arrivare ad effettuare il conteggio delle onde che si rompono sulla battigia, atteso che la condizione ideale riconosciuta è quella di circa 12 onde per minuto. Ma nelle spiagge profonde anche la matematica diventa un problema.
Il dilemma del posizionamento è quindi rilevante su questo tipo di spiagge e può inizialmente spiazzarci. Come rovescio della medaglia possiamo dire che un tratto di spiaggia vale l’altro e che venti metri prima sono uguali ai venti metri dopo. Questo potrebbe anche essere vero vista l’uniformità dello scenario ma andiamo comunque a ricercare quegli indicatori che potrebbero fare la differenza. Vediamo anzitutto se riusciamo ad individuare qualcosa che assomigli ad un canalone o che almeno ci sembri tale. Oppure cerchiamo di scorgere una secca isolata (questo è più probabile). Se anche queste minuziose ricerche non hanno dato frutti, valutiamo la morfologia e le caratteristiche del sito. Cerchiamo di privilegiare anzitutto la presenza di foci: sappiamo tutti che uno sbocco d’acqua dolce rappresenta un richiamo per diverse specie ittiche fra cui, in primis, la spigola. In secondo luogo, se la spiaggia è delimitata da una scogliera o formazioni rocciose di una certa importanza, scegliamo il nostro campo base a ridosso di queste piuttosto che al centro della spiaggia aperta. Se una porzione del nostro spot è interessato dalla presenza di scogli, posizioniamoci nelle vicinanze in quanto una zona mista, anche se con qualche pericolo di incaglio in più, rappresenta un habitat privilegiato per diverse specie.
Analizziamo infine i pro e i contro delle due principali tipologie di spiagge.
Quelle a bassa energia hanno il vantaggio della facile individuabilità delle probabili zone di pascolo: canaloni, frangenti, adiacenze di secche. Hanno inoltre il vantaggio di conservare più a lungo gli effetti di una scaduta mantenendo l’effetto dei frangenti per più tempo. Per contro sono afflitte da una più massiccia presenza di alghe e la schiuma dei primi metri è spesso sterile a causa della bassissima profondità.
Le spiagge ad alta energia abbiamo visto che ci mettono a disagio nella scelta del settore da affrontare e quindi delle zone in cui potrebbe essere più probabile la concentrazione o il passaggio delle nostre prede. Per contro sono totalmente sfruttabili grazie alla profondità dell’acqua che potrebbe regalarci gradite sorprese già nella schiuma dei primissimi metri del sottoriva. Inoltre lo sporco portato dalla corrente è diluito dal maggior volume d’acqua in circolazione.
Ovviamente queste sono considerazioni “a tavolino” ma derivanti comunque da considerazioni statistiche di battute sui campi di tutta la penisola. Ogni spiaggia ha una storia a se e tocca a noi scoprirla, facendoci magari guidare dai fattori comuni ma senza mai tralasciare lo spirito di avventura ed esplorazione che deve sempre animare ogni surfcaster.
Allego qualche foto e disegni esplicativi di alcune situazioni tipiche.
Perdonate i disegni da me realizzati, ma in questo campo sono sempre stato una schiappa.
Ciao


Ecco una spiaggia di Pizzo con profondità abbastanza elevata ma è ben evidente un bel frangente in linea con la scogliera.

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Spiaggia della Liguria di ponente ad alta energia in avanzata scaduta: nessun segno di canaloni, frangenti ecc.

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Spiaggia della Liguria di ponente a bassa energia: è evidenziato un bel canalone
(immagine tratta da: Surfcasting.forumfree.net - autore Robo10)

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Disegni esemplificativi (spero). I pallini rossi indicano le zone proficue (ovviamente non il punto preciso)

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Strike

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  • La tecnica prima di tutto
Risposta #1 il: Settembre 12, 2008, 08:30:42
Ciao Oltremare, come già anticipato nella mia presentazione ho letto i tuoi articoli e li ho trovati davvero interessanti.
In effetti questo surfcasting “sconosciuto” lo è davvero.
Da noi ( in Italia intendo) il surf è spesso confuso con la più generica tecnica della pesca a fondo.
In pochi, pochissimi, sanno davvero cosa voglia dire surfcasting.
“Oltre l’onda la mia sfida” ho scritto nella presentazione…
Il vento, le onde e le potenti creature che pattugliano i marosi sono, in effetti, la sfida principale che gli appassionati di questa tecnica vanno a ricercare.
Queste forze della natura ci costringono ad utilizzare attrezzi speacifici e potenti.
Il segreto del surfasting, tuttavia, più che nell’attrezzatura di prim’ordine sta nella perfetta conoscenza del campo di pesca.
I pesci non sono mai distribuiti in maniera uniforme lungo l’intero profilo di un litorale; come è naturale si concentrano dove è più facile per loro reperire del cibo.
Conoscere i giochi di corrente, la conformazione dei fondali e le cd. “zone di pascolo” o di caccia significa essere sulla buona strada per poter ottenere ottimi risultati: mi riferisco ai canaloni, gli affioramenti rocciosi ma anche le distese abitate da molluschi (solo per fare qualche esempio)
Naturalmente anche qui l’esperienza gioca un ruolo fondamentale; soltanto l’esperienza può permetterci di conoscere gli orari e le condizioni metereologiche migliori per sfruttare le nostre conoscenze sulla morfologia di quella SPECIFICA spiaggia.
Mi dispiace che questo topic non abbia ancora avuto gli interventi che merita.
Ma forse la scarsità di interventi dipende proprio dalla tua illustrazione cosi ampia ed esaustiva….
Eppure un argomento così importante non è circoscritto soltanto al surfcasting…
La conoscenza del campo di pesca è di fondamentale importanza per poter praticare TUTTE le tecniche.
Non me vorranno male gli spinners di questo forum, ma leggo sempre le solite domande sui soliti artificiali, sulle solite canne, sul solito mulinello….ma raramente ho letto una domanda seria sul campo di pesca.
Eppure le spigole ricercate dai surfcasters sono le stesse ricercate dagli spinners….anche le condizioni marine ricercate grossomodo coincidono…eppure nessuno cura e sviluppa la propria conoscenza con riferimento agli elementi trattati in questo topic….perchè?... mi chiedo…
A cosa giova un’attrezzatura di prim’ordine senza queste conoscenze?
O forse queste conoscenze credono di averle tutti??
La cosa grave è che oggi non c’è modestia….tutti si sentono “grandi pescatori”.
Leggo post di ragazzini che solo per avere pescato e postato quattro pesci si sentono dei maestri…leggo parecchie cose che mi sconvolgono…
Ma dov’è finita la voglia di imparare davvero?
Dov’è finita la consapevolezza che la bravura di un pescatore non si esprime con i grammi della bilancia?
Parliamoci chiaro…la giornata buona può capitare a tutti!!
Non conosco Peppino, ma ho letto i post delle sue bellissime  catture e non ho mai letto una sola frase da cui trapelasse arroganza o strafottenza…
E poi ho letto i post di…. (ognuno si faccia un esame di coscienza) e sono rimasto scandalizzato dalla sua presunzione dovuta davvero alla cattura di quattro pescetti…
Scusatemi, forse adesso sto uscendo fuori tema…
Mi perdonino amministratori e moderatori, non era mia intenzione offendere nessuno.
E’ che certe cose proprio non le tollero…

A presto
Strike
Per superare i propri limiti occorre tanto allenamento, cerco la mia sfida ad di là dell'l'onda


OLTREMARE

  • Visitatore
Risposta #2 il: Settembre 12, 2008, 12:05:17
Ciao Strike
È davvero un piacere rileggerti e noto sempre più che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
Vedi, io ho da poco fatto 50 anni e, dopo l’entusiasmo e l’impeto iniziali mi sono reso conto che la pesca è anche studio e ottimizzazione delle energie. Saprai bene che una battuta di vero surfcasting è a volte massacrante e, soprattutto arrivati ad una certa età, bisogna gestire al meglio il tutto. Hai ragione, tanta gente va allo sbaraglio nel senso che si colloca dove capita o dove la sera prima sono stati presi dei pesci. Ma le variabili sono infinite e nemmeno una buona esperienza riesce a raccordarle tutte. Condivido il tuo disappunto su alcuni facili entusiasmi e pressappochismo che a volte si leggono in altre tecniche, specie lo spinning, e avevo in mente alcune considerazioni che tu mi hai in parte anticipato. Ho letto alcuni report di Peppino e altri grandi di questa tecnica e salta subito all’occhio la professionalità di queste persone a cominciare dalla ricerca della zona di pesca e delle condizioni meteoambientali più favorevoli. Sono argomenti in comune con il Surf ma che a mio modo di vedere trovano applicazione in altre tecniche quali la pesca a fondo e la bolognese.
Anch’io a volte rimango deluso dalla scarsa partecipazione ai miei post. Spesso mi chiedo se gli altri utenti mi vedano come un guru ma i miei scritti sono solo delle considerazioni personali e non dei dogmi e quindi aperti a qualunque contraddittorio e discussione costruttiva. In definitiva io non mi sento un “arrivato” ma navigo alla ricerca ni nuove conoscenze e nuovi spunti. La delusione comunque non è fine a se stessa per la limitata partecipazione ma in quanto, guardando le cose da oltre mille chilometri di distanza, vedo poco considerate le enormi potenzialità delle nostre coste, considerando anche che lo spinning ed altre tecniche si fermano dove in Surfcasting comincia. Io raccolgo con entusiasmo gli sos dei ragazzi alle prime armi ma, credimi, mi cadono le braccia quando poi qualcuno sale in cattedra con la pretesa di indottrinare un neofita in mezza giornata. Comunque non replico, ho tante occasioni di scontro nella vita quotidiana, figuriamoci se mi metto a battibeccare per questioni di pesca e poi sono i fatti a parlare non le chiacchiere. I ragazzini bisogna comprenderli perché siamo stati tutti presi dai facili entusiasmi e sono convintissimo che continuando a frequentare questo Forum acquisiranno il rispetto per il mare, a capire quali sono le vere qualità di un pescatore e soprattutto a tornare a casa sorridenti con il secchio vuoto e i polmoni pieni di iodio.
Non mi dilungo oltre ma ti prometto che appena posso metto giù le mie considerazioni sull’argomento.
Ciao e a presto


MINOSSE

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Risposta #3 il: Settembre 12, 2008, 12:18:25
Salve a tutti, premetto fin da subito che essenso iscritto da poco non ho letto tutti i post inseriti nel forum, tantomeno quelli di oltremare, però sinceramente tutti quelli che ho letto compreso questo sono molto interessanti, precisi e soprattutto molto esaustivi. Forse per questo motivo, come detto anche da strike, non ricevono risposte, anche se a mio modo di vedere il motivo principale è che post del genere incutono timore, perchè si è consapevoli di avere a che fare con una persona molto competente e da qui la paura per chi come me non ha una vasta e profonda conoscenza dell'argomento a dare delle risposte altrettanto valide. Questa è la mia personale opinione, e comunque resta il fatto che in questo forum, ma anche in giro ho constatato che al momento lo spinning è la tecnica che va di moda. Perchè la maggiorparte di chi si avvicina a questa tecnica è convinta che basta acquistare una canna da 2.7m un mulinello 4000, un buon trecciato e qualche artificiale e subito si fanno catture da record. L'apparente semplicità sta attirando l'attenzione di molti neofita, ignorando che per arrivare a determinati risultati ci vuole tanta pazienza e dedizione.
Adesso devo proprio scappare, magari più tardi cerco d'integrare di più la mia risposta.....ciao!!!
NON LASCIAMO LE SCATOLETTE DEI VERMI SULLA SABBIA,
    QUESTA ABITUDINE E' SEGNO DI GRANDE INCIVILTA'


OLTREMARE

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Risposta #4 il: Settembre 12, 2008, 12:36:25
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a mio modo di vedere il motivo principale è che post del genere incutono timore, perchè si è consapevoli di avere a che fare con una persona molto competente e da qui la paura per chi come me non ha una vasta e profonda conoscenza dell'argomento a dare delle risposte altrettanto valide.

Caro Minosse, scusami anzitutto se ho condensato la tua risposta.
Termini come TIMORE e PAURA mi hanno fatto davvero male anche se comprendo perfettamente lo spirito con cui li hai scritti ed il contesto. Non pensavo davvero di dare questa impressione perchè, e lo dico sinceramente, non mi sento detentore della totale conoscenza.
Volevo comunque far presente che io sono sempre pronto, e con vero piacere, a dare precisazioni e consigli oltre che essere sempre disposto a discussioni costruttive.
Per il resto condivido in pieno le tue affermazioni
Ciao   


bauso64

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Risposta #5 il: Settembre 12, 2008, 16:19:18
Ma, come iniziare.
Leggendo questo post, oserei dire “umilmente ben fatto” sicuramente si capisce che si ha a che fare con appassionati competenti.
Anche se probabilmente saranno "superflui" o "ripetitivi", comunque voglio esprimere i miei complimenti.
Penso che ognuno di noi sia perseverato da una buone dose di "presunzione" nel conoscere e praticare le svariate tecniche di pesca, soprattutto quando magari una battuta dall’esito particolarmente fortunato ci ha dato la convinzione di conoscere tutto e saper “pescare”. Ma sottolineo dovuta solo ad una buona dose di "fortuna”.

Citazione
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Ciao Strike
Hai ragione, tanta gente va allo sbaraglio nel senso che si colloca dove capita o dove la sera prima sono stati presi dei pesci...Condivido il tuo disappunto su alcuni facili entusiasmi e pressappochismo che a volte si leggono in altre tecniche, specie lo spinning, e avevo in mente alcune considerazioni che tu mi hai in parte anticipato.

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In effetti questo surfcasting “sconosciuto” lo è davvero.
Da noi ( in Italia intendo) il surf è spesso confuso con la più generica tecnica della pesca a fondo.
In pochi, pochissimi, sanno davvero cosa voglia dire surfcasting.
La conoscenza del campo di pesca è di fondamentale importanza per poter praticare TUTTE le tecniche.
...La cosa grave è che oggi non c’è modestia….tutti si sentono “grandi pescatori”.
Leggo post di ragazzini che solo per avere pescato e postato quattro pesci si sentono dei maestri…leggo parecchie cose che mi sconvolgono…
Ma dov’è finita la voglia di imparare davvero?
Dov’è finita la consapevolezza che la bravura di un pescatore non si esprime con i grammi della bilancia?
Parliamoci chiaro…la giornata buona può capitare a tutti!!

Condivido in pieno le considerazioni citate, motivo di riflessione per tutti i neofiti, e tra questi mi ci metto anch’io, i quali dovrebbero far tesoro dei consigli su argomenti di pesca ben trattati come questo.


MINOSSE

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Risposta #6 il: Settembre 12, 2008, 16:37:10
Caro oltremare, scusami se con le mie parole ti ho dato un dispiacere, ma non era certo mia intenzione farlo, e comunque quella " paura/timore" è soprattutto ammirazione per la conoscenza e competenza che hai, per questo qualche volta ho qualche esitazione ad intervenire in determinati topic quando sono completi e chiari come i tuoi. In questo specifico caso, chi non sapesse che cosa sono canaloni, frangenti ect.... grazie alle tue illustrazioni e spiegazioni ora lo sa benissimo. Però confesso che molte delle cose che hai scritto le avevo già appreso durante le mie innumerevoli letture fatte su riviste del settore, però le tue illustrazioni anno completato ed arricchito la mia visione della spiaggia. E comunque non preoccuparti, quando avrò qualche dubbio o perplessità non esiterò a chiederti un consiglio. Pur non essendo un surfcaster, perchè la pesca che pratico io è prevalentemente la "paf", sono daccordissimo con te quando dici che determinate argomenti e situazioni sono comuni a tutti i tipi di pesca ed avendone cognizione non posson far altro che limitare le nostre uscite a vuoto, vedi maree, condizioni meteo marine, luoghi di pesca, abitudini dei pesci, direzioni delle correnti, tipologie dei fondali ect..
A questo punto vorrei lanciarti un sassolino, e conoscere il parere su quello che sto per dirti: la disciplina del surfcasting come dice la parola stessa è sinonimo di onde schiuma e vento, come ribadisce lo stesso strike. Però poi all'atto pratico chi la può praticare questa disciplina???
Mi pongo questa domanda perchè, prendendo in considerazione l'appassionato medio italiano, ed escludendo quei pochi eletti che possono decidere in funzione delle condizioni del mare quando è meglio andare a pesca, la maggiorparte di noi tempo libero a disposizione ne ha poco, se non qualche fine settimana e qualche possibilità di uscita in notturna infrasettimanale ma senza poter fare troppo le ore piccole perchè poi il mattino seguente bisogna andare a lavoro. Alla fine considerando tutto questo quando riesci a liberarti ti becchi il mare che ti capita, che puntualmente non è mai quello ideale. Quindi direi che la maggiorparte anche quelli che sono dei surfcaster alla fine fanno della pesca a fondo, o se vogliamo del surfcasting leggero. Almeno questo è il mio modo di vedere, anche perchè paf non significa pescare con piombi da 50g a 40mt da riva.......quindi il più delle volte a causa di tanti fattori non dipendenti da noi l'onda, la schiuma il vento rimangono solo dei miraggi.....
Prima di creare qualche incomprensione, premetto che a me piacciono tutti i tipi di pesca e che non ho niente in contrario al surfcasting, anzi tutto il contrario, però ripeto non potendo scegliere sempre le situazioni ideali io dico che quello che faccio io è la paf, anche perchè pesco prevalentemente con mare calmo o al massimo in scaduta. Ma è la stessa pesca che fanno tanti altri che dicono di fare surfcasting......naturalmente non mi riferisco a nessuno di questo forum, è solo una mia costatazione fatta sul campo.
Ciao

NON LASCIAMO LE SCATOLETTE DEI VERMI SULLA SABBIA,
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^DAVIDE^

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Risposta #7 il: Settembre 12, 2008, 20:51:08

Se mi permettete vorrei esprimere anche il mio punto di vista a riguardo.
Innanzitutto premetto che ho notato con molto piacere la riapertura di questo interessantissimo topic.
Era un peccato che nessuno fin'ora fosse intervenuto per dire la sua.
Ringrazio a tal proposito Strike per il suo primo intervento nel forum, credo che non potesse scegliere un argomento migliore per iniziare.
Condivido pienamente quanto scritto da Strike e da Minosse con riferimento alla completezza della "lezione" (perchè di lezione si tratta) di Oltremare.
Forse è per questo motivo che fino ad ora nessuno era intervenuto, i concetti di "canalone", "frangente", "alta e bassa energia" ecc... sono espressi in maniera così chiara da non lasciare spazio a domande di chiarimento.
Io stesso non nascondo di avere imparato molto da questo articolo.
Me lo sarò letto e riletto almeno 20 volte ed ogni volta che mi sono recato a pesca ho cercato di mettere in pratica ciò che avevo letto ed appreso...e vi assicuro che i miglioramenti nei risultati non sono tardati ad arrivare...
Eppure io non sono un amante di onde alte e del vento teso.
Io preferisco pescare in condizioni più "rilassati"...cioè mare calmo ed assenza di vento....o meglio ancora in fase di scaduta, che riunisce in sè i pregi del mare mosso ed il relax di quello calmo.
Ma non per questo mi sono precluso l'approfindimento di determinati aspetti caratterizzanti più il surfcasting che non il ledgering.
Come hanno detto giustamente Strike ed Oltremare più che l'attrezzatura conta l'esperienza ed un bravo pescatore deve essere preparato ad affrontare ogni situazione.
E' vero che quando andiamo a pesca il più delle volte il mare non nelle condizioni ideali per pescare, ma è anche vero che una buona dose di esperienza e di preparazione può aumentare in maniera significativa le nostre chances di successo in qualsiasi condizione meteo-marina.
 


OLTREMARE

  • Visitatore
Risposta #8 il: Settembre 13, 2008, 22:24:33
Stasera riesco a collegarmi ad un'ora inconsueta per me in quanto sono impegnato in ufficio nella "notte bianca" e quindi ne approfitto.
Sono veramente contento di questa discussione costruttiva. Le mie "lezioni" come le definisce Davide sono frutto di tanti anni di esperienza ma anche di confronti con altri ottimi pescatori. Io ritengo che in questo campo, e non parlo solo di surf, la teoria nasce dall'esperienza. Il fatto di preferire condizioni meno hard mi trova d'accordo per una questione logistica nel senso che, come ho già detto più volte, in Liguria dove io vivo, le condizioni di surf estremo non pagano oltre che essere difficilmente affrontabili. Il mio ideale è quella situazione in cui il mare è tutto un ribollio di onde con l'ultima onda piuttosto potente che si abbatte sulla battigia. E' difficile da descrivere e se mi capita vedrò di documentarla fotograficamente.
Come giustamente dice Minosse bisognerebbe essere in pensione per potersi dedicare a tempo pieno alla pesca. Se si è costretti a pescare solo nei fine settimana e, spesse volte, solo in alcuni di questi, è ovvio che bisogna adeguarsi a quello che si ha davanti. E qui entra in gioco l'ecletticità del pescatore nell'adeguare la propria attrezzatura alle condizioni che si ritrova ad affrontare. Sempre Minosse pone la domanda di chi poi effettivamente riesce a praticare questa disciplina. Da ciò nasce la mia considerazione che per affrontare una battuta di surf occorre un'attrezzatura adeguata oltre allo spirito giusto del pescatore. Quando io dico che occorrono attrezzi specifici è perchè ho riscontrato di persona che un'attrezzatura generica anche se di una certa potenza non è sufficiente. Lo spirito è quello stato d'animo che ti fa gioire e ti ricarica quando ti trovi di fronte ad onde e schiuma. Se invece ti incupisci, maledici il vento ed il mare mosso e pensi di tornare a casa perchè il mare non è calmo, allora non hai lo spirito giusto. Come giustamente osserva Davide, certe condizioni, certi indizi non sono esclusivi del surf a me è capitato più volte che in una serata di mare appena mosso, il semplice fatto di aver individuato e sfruttato quell'unico timido frangente mi ha ripagato con qualche bel pesce.
Lo scotto che pagano le spiagge che io frequento e molte di quelle tirreniche calabresi è proprio la mancanza di questi indizi quasi assenti nelle spiagge profonde e che spesso fanno apparire la situazione non da surf. Però la controparte è che si può sfruttare questa profondità fin dai primissimi metri.
Io ho sempre fissa in testa la convinzione che quelle calabresi siano spiagge da surf e sarei estremamente felice che vi fosse gente veramente motivata ed ispirata verso questa disciplina dal momento che non riesco a farlo personalmente.
Ciao


MINOSSE

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Risposta #9 il: Settembre 15, 2008, 10:44:40
Ringrazio oltremare per aver risposto, ed  a conclusione del mio discorso, confermo pienamente che per affrontare determinate condizioni l'attrezzatura è fondamentale, in questo caso mi sentirei di dire che l'attrezzatura fa metà pescatore, poi ad essa va abbinata la tecnica l'esperienza e le giuste conoscenze per adoperarle nel miglior modo possibile. Io più o meno come davide preferisco il mare in scaduta, che secondo me è il migliore in assoluto, quando il mare è di colore verdastro e fa quelle onde al disotto di un metro, secondo me è l'ideale. Naturalmente mi piace pescare anche quando il mare è calmo e non disdegno quando inizia a formarsi per l'arrivo di una perturbazione. Le condizioni estreme cerco di evitarle anche perchè non ho l'attrezzatura adatta. La cosa che veramente m'incupisce e mi fa veramente paura sono i fulmini......bhe in quel caso quando sono troppo vicini taglio la corda.
Ritornado alla morfologia delle spiagge, quelle che frequento io sono tutte ad alta energia quindi quando il mare è mosso si vede un solo frangente potente che sbatte sulla linea di battigia. Per vedere i frangenti ad una certa distanza il mare deve essere almeno forza 4/5 quindi condizioni impossibili. Nella maggiorparte dei casi la linea di battigia è retta quindi di segnali disponibili e valutabili ce ne sono veramente pochi, però da un po di tempo sto frequentando una zona dove pur essendo profonda presenta sulla linea di battigia una conformazione simile a quella che tu (oltremare) descrivi nel primo disegno, però è meno accentuata, diciamo che ha una forma di "S" orizontale, quindi ci sono 2/3 rientranze abbastanza decise che danno l'impressione di essere dei canaloni. Io in questa zona ancora non ho avuto la fortuna di poterci pescare con mare in scaduta, il più delle volte ci ho pescato con mare calmo o leggermente mosso. Adesso volevo sapere da te se nelle condizioni di mare appena descritte (calmo o leggermente mosso) , tutte quelle regole valide per il mare mosso sono da tener presente anche in queste condizioni, è sempre bene piazzarsi nel canalone "rientranza". Anche perchè correggimi se sbaglio, mi sembra di aver letto da qualche parte che solitamente la sabbia che si trova all'interno dei canaloni sia più morbida di quella presente sulle secche. Essendo più morbida risulta essere più ricca di anellidi che riescono a penetrarla più facilmente, mentre quelle più dure sono abbastanza sterili.
Attendo qualche delucidazione da oltremare con impazienza.....e ti ringrazio anticipatamente.
ciao
NON LASCIAMO LE SCATOLETTE DEI VERMI SULLA SABBIA,
    QUESTA ABITUDINE E' SEGNO DI GRANDE INCIVILTA'


OLTREMARE

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Risposta #10 il: Settembre 16, 2008, 08:57:04
Ciao Minosse,
ti anticipo che il tipo di spiagge che tu frequenti hanno esattamente le stesse caratteristiche di quelle che bazzico io. Generalmente adotto un piccolo espediente. Faccio un sopralluogo quando il mare risulta impraticabile (come dicevi tu con mare f 4/5) e memorizzo i tratti dove in queste condizioni vi è anche solo un accenno di canalone o frangente. Nelle successive battute con mare in scaduta o praticabile, ma anche con mare calmo, vedo di piazzarmi proprio lì. Nelle spiagge ad alta energia è difficile vedere questi indizi in condizioni soft, però, una volta individuati, una certa attività sotto il pelo dell'acqua si verifica sempre anche se in superficie sembra tutto tranquillo. Le nostre prede non sono stupide e non vanno certo ad infognarsi in una situazione di alta turbolenza caratterizzata da sabbia ed alghe in sospensione che renderebbero loro difficoltosa la semplice respirazione oltre alla presenza di ciotoli anche di grosse dimensioni scagliati dalla corrente. Queste condizioni risulterebbero improbe anche per il più forte dei predatori. Valuta inoltre che in questa bolgia i pesci preda ci possono capitare solo se malati e feriti e quindi trasportati dalla corrente altrimenti si vanno a posizionare in tratti più tranquilli dove la corrente va a depositare quanto è per loro commestibile (anellidi, cefalopodi ecc.) e possono cibarsene senza sprechi di energia. Queste zone sono appunto canaloni e frangenti. Se in questi tratti vi sono cibarie piovute dal cielo, si dà avvio alla catena alimentare che richiamerà anche i predatori. E' ovvio che potremmo beccare un pesce in qualunque tratto, ma in quei tratti specifici avremo certamente molte più possibilità. Tieni conto che chi frequenta le spiagge a bassa energia va a ricercare, in condizioni di mare poco mosso, proprio quell'accenno di frangente che gli potrebbe garantire una chance in più. Con questo penso di aver risposto alla tua domanda su dove posizionarsi in condizioni di mare anche calmo. La tua osservazione sul fondo morbido è corretta. Nel canalone infatti si deposita la sabbia trasportata dalla corrente che risulterà appunto più soffice. Nel gergo del surf si parla infatti di "fondo chiuso" e "fondo aperto" il primo indica una situazione di compattezza del fondale dove i piombi non affondano causando scarsa tenuta ma, ancora peggio, non vengono disseppelliti tutti quegli organismi alla base della catena alimentare. Nel secondo caso succede l'opposto e si creano le condizioni ottimali per la pesca. Ti posso comunque dire che per mia esperienza personale ben pochi sono i casi, su spiagge ad alta energia, in cui ho riscontrato un fondo chiuso. Nei fondali alti già ad un accenno di mareggiata corrispondono movimenti piuttosto potenti delle correnti sul fondo. 
Per concludere ti posso assicurare che quando sento temporali e fulmini in avvicinamento sono più veloce di speedy gonzales.
Ciao


alex85f1

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Risposta #11 il: Settembre 19, 2008, 11:46:43
ciao a tutti, scusate se mi intrometto ma volevo ringraziare oltremare per questi suoi magnifici post, grazie a questi sto imparando veramente tantissimo, infatti anche se mi prende un pò male dirlo io sono uno di quelli che sceglie un pò a caso le zone di pesca, ma grazie a quello che hai scritto, alle foto e soprattutto ai tuoi disegni sto già ispezionando tutte le spiaggie della mia zona seguendo i criteri da te consigliati.
ciao a tutti.

ps:oltremare grazie anche per il consiglio che mi hai dato per la canna!!!!!!!!!


OLTREMARE

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Risposta #12 il: Settembre 19, 2008, 14:39:31
Di nuovo ciao Alex e grazie per l'apprezzamento.
Non devi chiedere scusa per partecipare alle discussioni e poi non è un'intromissione. I miei post non sono vangeli e quindi sono pronti per qualsiasi confronto.
Non conosco personalmente le tue zone di pesca ma dovrebbero essere spiagge profonde. Fai bene ad ispezionare e cogliere certi segnali. Non dimenticare i primi metri di mare perchè nel reggino mi risulta che fruttano parecchio.


raffy

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Risposta #13 il: Aprile 15, 2009, 14:53:07
ciao..allora vorrei dire che innanzitutto sono nuovo e pratico da poco questo tipo di pesca vorrei sapere ,dato che si pratica quando ci sono mareggiate cio significa onde grandi, e forte corrente giusto...io proprio ieri sono stato a pesca e ho trovato questo tipo di mare...pero' non so spiegarmi come si fa a pescare con questo tipo di mare ,quando poi al lancio mi trovo a circa 80 -90 m  e in una frazione di secondi mi trovo il piombo da 120 g sulla riva......cosa fare??? grazie


enzo.

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Risposta #14 il: Aprile 15, 2009, 16:29:20
Ciao Raffy.
Bhe' che dire,120 gr non sono proprio pochini....purche'siano piombi a Piramide o Spike adatti alle condizioni di mare mosso.
Per essere buttati fuori in cosi'poco tempo penso erano piombi diversi o no' ?
Facci sapere.
Enzo.
TUTTO CIO'CHE LASCIAMO A RIVA,LA NATURA PRIMA O POI CE LO RESTITUISCE E NON PENSO CHE VORREMO PER I NOSTRI FIGLI UN FUTURO DI SPAZZATURA!!!
RIPARIAMO I DANNI FINCHE'SIAMO IN TEMPO.


ivo

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Risposta #15 il: Aprile 15, 2009, 16:38:56
Ciao Enzo, concordo con te, dicevo a Raffy la stessa cosa qualche post più in basso


OLTREMARE

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Risposta #16 il: Aprile 16, 2009, 08:09:55
Ciao Raffry
ti ho dato un consiglio in un altro tuo post di contenuto simile a questo e qui non si può che ripetere quanto già detto. Tieni conto che in certe condizioni si va a pescare con piramidi o addirittura spike da oltre 200 grammi. La distanza, ripeto, è relativa in quanto non è quella massima che puoi raggiungere ma occorre prima "leggere" il mare e puoi scoprire che il tratto di mare più intrigante magari si trova a 30 metri.
Come ho già detto, se la tua attrezzatura non è sufficiente bisogna che ti adegui a condizioni di mare più leggere altrimenti non avrebbe senso andare a pescare con dei calamenti che rimangono in acqua pochi secondi.
Ciao


raffy

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Risposta #17 il: Aprile 16, 2009, 13:06:05
buon giorno a tutti dato che io sto' alle prime acque ,quindi non so i nomi dei piombi ecc.. so che sono andato in un negozio di pesca e gli ho detto che mi servivano dei piombi x il surf casting...ok mi hanno dato dei piombi lunghi come un'indice e con alette finali da mettere sul finale del paternoster... ecco..RAGAZZI io ho 34 anni pesco da circa 25 anni ma ho fatto sempre pesca con il galleggiante e a fondo ma nei fiumi e da un po di tempo che ho iniziato a pescare a mare ma non e' la stessa cosa anzi.......sono due cose distinte e separate heee ho scelto questa pesca perche' non ho possibilita  di andare lontano per pescare e mi devo adattare .....qualche volta vado a gaeta  ma  ragazzi se non si conoscono i posti e il mare non si fa niente ...non dico che non ho mai preso niente anzi, mi diverto a pescare cefali con la pastura e la mazzetta da noi cosi si chiama 8 ,9 ami messi insieme....ORA voglio cambiare xche mi annoio pescare sempre allo stesso modo e fino ad un orario  quindi ho scelto questo tipo di pesca anche xche come dicevo prima le spiagge sono basse ....ciao a tutti


usenti

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Risposta #18 il: Novembre 04, 2009, 20:16:58
ciao a tutti,conoscete le spiagge del catanese?sopratutto la famosa playa?se nn ho letto male dalle lezioni di oltremare è una spiaggia a bassa energia,dpo tutto quello che ho letto non vedo l'ora di andare a mettere in pratica tutto cio,comunque volevo chiedervi se mi potete consigliare l'orario o cmq il momento delle 24 ore piu propizio per insidiare qualche bel mostro!!! ;D ;D


giuv89

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Risposta #19 il: Novembre 04, 2009, 21:52:53
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ciao a tutti,conoscete le spiagge del catanese?sopratutto la famosa playa?se nn ho letto male dalle lezioni di oltremare è una spiaggia a bassa energia,dpo tutto quello che ho letto non vedo l'ora di andare a mettere in pratica tutto cio,comunque volevo chiedervi se mi potete consigliare l'orario o cmq il momento delle 24 ore piu propizio per insidiare qualche bel mostro!!! ;D ;D
ciao usenti i momenti migliori nell arco della giornata di solito sono le ore a cavallo dell'apice di alta marea ovvero da 3 ore prima a 3 ore dopo e non sono da sottovalutare l'alba e il tramonto......


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