LE STRADE DEI PESCI

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Autore Topic: LE STRADE DEI PESCI  (Letto 7144 volte)

^OLTREMARE^

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il: Gennaio 25, 2011, 00:57:02
Dopo l'ampia trattazione fatta qualche tempo fa nel topic Non sei autorizzato a visualizzare i link. Registati o effettua Login Circostanze particolari calabria mi hanno suggerito uno spunto per un aggiornamento e completamento dello stesso in relazione a quelle che sone le traiettorie dei pesci. Sperando di non annoiarvi......

Approfittando del clima relativamente mite di qualche giorno fa, all’uscita da scuola “libero” i bambini nel parco antistante e mi siedo, a mò di pensionato, su una panchina.
Osservavo i miei e tutti gli altri pargoli correre, come uno sciame d'api, verso i due cancelletti situati sullo steccato in legno posto a recinzione dell'area giochi. Una sorta di gara a chi per primo varcava la soglia e si appropriava del gioco conteso. Alcuni di loro, invece, cercavano di scavalcavare lo steccato, non sempre con successo. Sarà che l’astinenza da pesca a volte mi gioca dei brutti scherzi o, come dice mia moglie, il mio cervello si è ormai trasmutando in cervello da pesce, ma di punto in bianco nella mia testa tutti quei bambini hanno assunto le fattezze di pinnuti di varie specie. Non vi allarmate, non sono ancora a livelli patologici, i pargoletti non impersonavano nell'immaginario prede da catturare, l’aspetto rilevante riguardava i loro movimenti, le loro traiettorie per giungere agli agognati scivoli, altalene ecc. In sostanza ho immaginato il percorso dei bambini come quello delle nostre prede per giungere sul luogo di mangianza. Alla pari dello sciame di bimbi, i branchi di pesci si dirigono verso ciò che è di loro interesse. Il loro percorso è sbarrato dallo steccato che, per i pinnuti è rappresentato dall’ultimo frangente, barriera esterna posta a mò di frontiera. L'unico modo per accedere è passare attraverso i cancelletti che nell'ambiente marino sono rappresentati dalle interruzioni presenti sul frangente ovvero quelle che in gergo vengono definite finestre. Non tutti i bambini, come ho detto, seguivano la via più facile, quella dei cancelli. Alcuni cercavano di scavalcare lo steccato ma non tutti ci riuscivano e quindi ripiegavano verso i varchi convenzionali. Ma se non vi fossero stati i cancelletti, in quanti avrebbero superato lo steccato?
Tutta queste allegorie e paragoni per cercare di spiegare nella maniera più elementare quello che si verifica o, quantomeno, si pensa si possa verificare, in mare durante una mareggiata e nelle fasi marginali della montata e della scaduta.
Abbiamo il moto ondoso che smuove il fondale scoprendone organismi, anellidi e quant’altro di commestibile ci possa essere. Pescettame e grufolatori vengono attratti da questo banchetto e, al loro seguito, arrivano i predatori stimolati a loro volta. Questo, in parole povere, è quanto avviene in condizioni propizie e rappresenta la catena alimentare. Però, proprio come succede ai bambini, anche per i nostri amici pinnuti raggiungere le zone di pascolo può non essere semplice e scontato. Il primo ostacolo è rappresentato, come si diceva, dall’ultimo frangente, quello più esterno. Cos’è un frangente? E’ un’onda, una cresta schiumosa che si forma durante il percorso della massa d’acqua verso riva. Perché avviene ciò? E’ un discorso molto complesso che tira in ballo leggi fisiche ma vediamo di riassumerlo velocemente. Il mare, anche se smisurato, deve avere ed ha i suoi equilibri, le sue compensazioni altrimenti deborderebbe come l’acqua di una diga a cui non vengono aperte le chiuse nei momenti di piena. In mare però non c'è un'alimentazione idrica ma un movimento costante dell’acqua, dal largo verso riva per via delle correnti innescate dai venti e dalle fasi di marea (corrente primaria) ed un movimento opposto, anche se di minore intensità da riva verso il largo (corrente secondaria o di ritorno). Quando la massa d’acqua si mette in movimento con particolare forza e volume, dirigendosi verso la terraferma, va incontro al naturale abbassamento del fondale, sempre più pronunciato man mano che si avvicina verso la battigia. Quando la profondità è così bassa da non riuscire più a contenerne il volume, ecco che l’acqua si solleva e va a formare la cresta, o frangente o onda che dir si voglia. E’ calcolato che il fenomeno si forma quando la massa d’acqua ha un’altezza superiore al doppio rispetto alla profondità del fondale. In sostanza, se ci troviamo in uno spot che in condizioni di mare calmo ha una profondità di un metro, il frangente si genera quando la massa d’acqua in arrivo supera i due metri d’altezza. Naturalmente questo non significa che l’onda generata sarà di due metri ma della misura pari al surplus d’acqua non assorbito. Da questo si può capire perché le spiagge basse vengono definite a bassa energia e quelle profonde, viceversa, ad alta energia: il termine è in rapporto alla capacità di assorbimento della massa d’acqua da parte dello spot. Questo è quanto noi vediamo in superficie, ma cosa avviene sul fondo marino? Il movimento della massa d’acqua, abbiamo detto, smuove la sabbia scoprendo i vari organismi ma la sabbia sollevata, ad un certo punto si rideposita sul fondo creando un cordone che si va a compattare ed a generare, in quel punto, un innalzamento del fondale. Questo fenomeno determina lo stabilizzarsi del frangente: ecco perché vediamo la cresta schiumosa formarsi sempre alla stessa altezza. Procedendo dal largo verso riva possiamo avere più di un cordone. Giusto per fare un esempio stupido, facciamo finta di osservare un pezzo di ondulato di quelli usati per le coperture, messo per terra in orizzontale: i dossi rialzati rappresentano le formazioni sabbiose depositate sul fondo (frangenti), le cunette concave invece rappresentano i così detti canaloni paralleli. Naturalmente la distanza fra due gobbe (frangenti) successivi deve essere tale da permettere la formazione di un canale abbastanza ampio, tale da consentire il movimento dei pesci ed il posizionamento dei nostri calamenti al suo interno. Ciò è quanto possiamo vedere in “orizzontale” ma c’è anche l’altro verso, quello “verticale”. Ritorniamo alla storiella dello steccato e degli accessi. Può capitare che il frangente esterno sia uniforme senza soluzione di continuità e senza interruzioni (ovvero lo steccato senza cancelli). Può sembrare strano ma i pesci, soprattutto il pescettame ed i grufolatori non si avventurano nell’attraversamento del frangente. Fanno esattamente come i bambini che scelgono di entrare attraverso il cancelletto. In pratica vanno a cercare un’interruzione del cordone esterno, un varco che, come abbiamo visto, viene chiamato finestra. La finestra in sostanza corrisponde ad un tratto di fondale con maggiore profondità e generalmente coincide con il c.d. canalone perpendicolare (la prospettiva verticale del fondale). Il canalone perpendicolare può essere più o meno esteso in larghezza e può continuare o meno fino alla battigia. Esso raccoglie il surplus d’acqua e di organismi provenienti dai canali paralleli ed allo stesso tempo alimenta lateralmente questi ultimi creando uno scambio tra linee verticali ed orizzontali.
In mancanza di finestre l'unico accesso possibile è in prossimità dell'inizio e della fine dell'unico frangente. Pare invece che alcuni predatori, in assenza di ingressi, si cimentino nello scavalco del frangente esterno. Ho messo il dubitativo in quanto la pesca non è una scienza ma un insieme di esperienze, constatazioni di fatto e, a volte riscontri obiettivi quindi tutto può essere messo in dubbio. Pertanto, in mancanza di verifiche scientificamente inopinabili ci dobbiamo affidare alle constatazioni di fatto ed all'esperienza per avere la riprova della bontà di queste teorie. Abbiamo sempre sostenuto che nella pratica del surfcasting la fase di preparazione della battuta ha un' importanza primaria ai fini del risultato. Come abbiamo già visto in altri topic che si sono occupati di questo argomento, vi sono alcuni punti ben precisi davanti ai quali posizionare le nostre canne e dentro cui depositare le nostre esche. Statisticamente parlando è stato riscontrato che l'assenza delle sopracitate finestre rende la mareggiata sterile o, quantomeno, molto avara di riscontri positivi. I nostri amici pinnuti, proprio come i bambini, transitano dalle finestre e si distribuiscono lungo tutta la zona soffermandosi sui punti che garantiscono maggior apporto nutritivo. Quindi, a rigor di logica, dobbiamo porre al primo posto delle nostre preferenze proprio la finestra e le sue immediate vicinanze essendo questa il passaggio obbligato. Le altre zone da preferire sono il/i canaloni perpendicolari in quanto formano una specie di autostrada fra la finestra e la battigia. Esso rappresenta un polmone, una sorta di miscelatore con gli altri settori oltre a costituire un'oasi per i nostri calamenti. Questo settore è da sondare tutto, dalla battigia fino alla massima distanza raggiungibile. Le altre zone di nostro interesse sono rappresentate dai canaloni paralleli ovvero le zone concave dell'esempio dell'ondulato. Come facciamo ad individuare tutti questi settori? Non sempre il mare è di facile interpretazione. Diciamo anzitutto che negli spot ad alta energia non sono quasi mai visibili. Nelle spiagge a bassa energia almeno uno dovremmo individuarlo. La cosa migliore sarebbe prendere visione della spiaggia e del moto ondoso da una postazione rialzata e perdere qualche minuto in un'attenta osservazione. Se abbiamo la fortuna di individuare tutti questi elementi, il punto migliore è rappresentato dall'intersecazione fra la finestra ed il canale parallelo più esterno. Tante volte però questo punto magico non è a portata di canna. Diciamo che un pescatore dotato di buona tecnica può sperare di posizionare la propria esca fra i 70 e gli 80 metri. Quando le distanze sono proibitive allora ci concentreremo sui canali paralleli più vicini o sul canalone perpendicolare. Può anche capitare che vi sia una totale mancanza di accessi. In questo caso o si lancia oltre il frangente esterno sperando che oltre quel cordone ci siano i nostri amici pinnuti in coda in attesa che si apra qualche varco oppure ci si va a posizionare nei pressi di una delle due estremità di questo frangente esterno, anche se ciò può comportare uno spostamento di centinai di metri dal nostro accesso allo spot. Ad ogni modo, pescando con due canne, numero che per me è l'ideale per una razionale e non affaticante gestione della battuta, avremo modo di sondare il canalone perpendicolare per la sua lunghezza e tutti i canali paralleli. Come dicevo prima, in mancanza di verifiche obiettive quali un documentario subacqueo, che peraltro risulterebbe difficoltoso in condizioni di acqua opaca e mare mosso, bisogna basarsi sulle statistiche. Se un certo numero di battute a surf ci dicono che in mancanza di accessi il pesce è pressochè assente e se, viceversa, in presenza di finestre, il pesce viene catturato in prossimità di queste o dentro i vari canaloni, mi pare che la teoria possa essere attendibile. Ovviamente non aspettiamoci di trovare di fronte a noi, una volta arrivati in spiaggia, una foto digitale con tanto di frecce indicatrici e pallini di riferimento. Anche queste cose, nel surf, si sviluppano con l'esperienza. Allo stesso modo potremo avere una visione non molto chiara o addirittura in movimento: ecco perchè ribadisco sempre di arrivare con il chiaro e perdere qualche minuto nell'osservazione.

Uno dei miei schifodisegni (poco) esplicativi


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Alla prossima
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Wasat

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Risposta #1 il: Gennaio 25, 2011, 02:26:01
Annoiarci ... ma scherzi? E' sempre un piacere leggere i tuoi articoli, colgo l'occasione per dirvi che anche se non rispondo nei topic (causa poca esperienza e pratica) vi seguo sempre, leggendo i vostri consigli che sono sempre di grande aiuto, Un grosso saluto a tutti calabria
Non mi interessa cosa ci sia nell'aldilà, basta solo che si peschi.


Luccoluccion

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  • .....vidi ca tiraaaaaaa!!!!!
Risposta #2 il: Gennaio 25, 2011, 11:31:08
...caro Oltremare.....mi sa' che se continui cosi' presto ti spunteranno le branchie e finalmente potrai fare dei sopralluoghi accurati dei fondali che ti interessano ;D........a perte gli scherzi!!!!!..........
..........la tua teoria e' estremamente stimolante, io nn ci avrei mai pensato, e visto che a Roccella per venerdi si prevedono onde oltre i 2,50m e conseguente scaduta al sabato mi hai fatto venir voglia di fare il pieno delle mie esche preferite e di sfidare la pioggia!!
.....sono proprio curioso di vedere cosa succede.......e poi il periodo e perfetto.
.....ti faro' sapere......quanto meno se riesco ad individuare/intuire le caratteristiche dei fondali a cui ti riferisci.
...come al solito sei illuminante!!!!.....per concludere, volevo solo farti una domanda!!
..di solito, nelle tue montature, usi il bait clip??...grazie ancora..ciao!!!


^OLTREMARE^

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Risposta #3 il: Gennaio 25, 2011, 15:12:00
Grazie degli apprezzamenti ragazzi, cerco di rendermi utile alla comunità.
Per Luccolucion: un grosso in bocca al lupo per la tua uscita. Il litorale si presta alla creazione di un vero impianto da surf: basta che non faccia una mareggiata pari allo stesso periodo degli ultimi due anni  calabria
Il bait clip lo uso quasi sempre con innesci voluminosi e corposi oppure se voglio guadagnare qualche metro di distanza. In tutti gli altri casi no.
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dbmaxim

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Risposta #4 il: Gennaio 25, 2011, 17:01:45
uomo di poche parole!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!
dbmaxim    la mia esca preferita e' "l'esca che pesca"


^DANIELEESPOSITO70^

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Risposta #5 il: Gennaio 25, 2011, 18:51:31
Ciao Nicola,
inanzitutto mi complimento per i tuoi scritti che sono sempre affascinanti ed esaustivi.
Poi vorrei passare a farti qualche domanda:
di solito io pesco su spiagge uniformi ad alta energia e non ho riferimenti come per esempio scogliere, secche, etc. Il fondale si presenta ciottoloso nella prima fascia (fino ai 10 mt), per poi diventare una bella distesa di sabbia...
Quando qui il mare è "incavolato" abbiamo un'unica onda che si frange sulla battigia. Ed è proprio a mare molto mosso che ho potuto notare delle punte e delle rientranze che spezzano la monotonia (intesa come uniformità) della battigia: sono indice della presenza di canaloni verticali?

Parliamo adesso della differenza di colorazione dell'acqua (da più chiara a più scura), sinonimo di un aumento di profondità: la linea di confine tra i due colori (se a tiro di canna), può essere interpretata come presenza di canaloni paralleli?
Se tale linea è a distanza proibitiva e/o non visibile, non avendo un punto di osservazione dall'alto, oltre al canalone parallelo che suppongo essere dietro l'unico frangente, come posso fare a capire se ci sono, e soprattutto, se ci sono altri canaloni paralleli?

Ultimo quesito.
Abbiamo parlato spesso di fondo aperto e chiuso. Vediamo se con l'ausilio della pratica, ho ben capito il concetto:
se quando recupero il calamento debbo esercitare una certa forza per poter scalzare il piombo dalla sabbia, vuol dire che sono di fronte ad un fondo aperto. Se, viceversa, durante il recupero del piombo, lo sento "saltellare" sul fondale, vuol dire che abbiamo un fondo chiuso e conseguente scarsità di pinnuti a "fare spesa di cibarie...".

Ti chiedo scusa per la banalità delle domande, ma tutto quello che si aggira intorno al termine surfcasting (a partire dallo studio preventivo, per passare poi alla realizzazione dei calamenti ed infine alla pescata vera e propria...), mi affascina immensamente e quindi, pur non essendo più giovanissimo, mi sento come un bambino che comincia ad andare a scuola e si trova davanti un mondo completamente nuovo da scoprire...

P.S.: alcune volte siamo andati a pesca con amici e, pur avendo in spiaggia una decina di canne (...in totale) con esche e calamenti abbastanza simili, è capitato che c'era un'unica canna che pescava. Dopo l'iniziale ed inevitabile conclusione in merito (fattore C..LO  calabria), ritengo che il tuo ultimo 3d, mi abbia fornito una ulteriore e validissima spiegazione... 

Ti ringrazio anticipatamente delle risposte

A presto

Daniele


Saragone

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Risposta #6 il: Gennaio 25, 2011, 19:36:28
Io posso ritenermi fortunato,sotto il profilo della morfologia e delle profondità degli spot ho una possibilità di scelta molto vasta e che spazia a 360 °,ed in relazione alle varie condizioni mi scelgo lo spot che reputo più adeguato..

Sono convintissimo che il pesce arrivi sullo spot già prima della mareggiata,così che anche se dopo lo spot è chiuso da un unico frangente esterno in continua forzatura del mare,non hanno problemi ad andare a banchettare,e a dimostrazione di questo c'è il fatto che le fasi di levata,dove ancora il moto ondoso è minimo se non spesso addirittura inesistente,è uno dei momenti migliori per moltissimi spot del litorale laziale/ toscano.

I pesci sono molto astuti,e non hanno problemi a forzare un frangente senza finestre per il semplice fatto che a volte si allontanano molto dalla zona di frangenza per poi rientrare in gioco lateralmente a sfruttare canali paralleli,un esempio d tale comportamento è la spigola catturata in fase centrale ( che vi sarà capitata più di qualche volta ) sotto il gradino di risacca..

Ciò non toglie che molto probabilmente avranno anche loro i bravi problemini da risolvere!

L'unica carta che fa la differenza poi nel risultato del pescatore ( oltre ovviamente al fattore culo )è l'esperienza,la perfetta conoscenza dello spot in questione,sempre recente ed attuale,altrimenti le probabilità di successo si abbassano esponenzialmente.
E' meglio un ottimo  pescatore con una pessima canna in mano,che una ottima canna in mano ad un pessimo pescatore...

Meno seghe mentali e PIU' PESCA!


^OLTREMARE^

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Risposta #7 il: Gennaio 25, 2011, 23:18:46
Ciao Daniele, scherzi? Le tue domande non sono assolutamente banali, anzi, aprono la strada a discussioni interessanti che potrebbero intrattenerci fino all'arrivo della prossima primavera  calabria
Vedi, come sicuramente saprai, ci sono due tipologie di spot: alta e bassa energia. Quale sia il migliore io  lo ritengo una questione di preferenze e di abitudini. La cosa certa è che nelle spiagge basse e medio basse si creano tutti quei fenomeni che ci stuzzicano l'appetito piscatorio (frangenti, canali e canaloni, finestre ecc.) in quanto abbiamo dei riferimenti visivi certi sul dove piazzare le nostre esche. Le spiagge profonde purtroppo difficilmente si manino in superficie. Nella mia zona le spiagge sono esattamente come quelle che tu hai descritto. Come hai giustamente osservato, la linea di battigia ci fornisce qualche indicazione. Dove l'acqua risale maggiormente(rientranza) significa che di troviamo di fronte ad un corridoio più profondo. Ai lati di questa insenaturatroviamo le punte che stanno invece ad indicare tratti d'acqua più bassa. Le rientranze possiamo appunto paragonarle ai canaloni perpendicolari. Più difficile è invece scorgere i canaloni paralleli. A volte possiamo intravedere delle frangenze che generalmente corrisponfono a formazioni rocciose presenti sul fondo.
Il cambio di colore dell'acqua può essere dovuto ad una differente consistenza e flora del fondale oppure ad un repentino abbassamento della batimetrica. Altre volte può essere solo un gioco di correnti che smuovono più o meno la sabbia sul fondo variandone la concentrazione nell'acqua.
Ad ogni modo, per noi (s)fortunati frequentatori di spiagge profonde, occorre dire che dalla nostra abbiamo la possibilità di sfruttare tutto il gradino di risacca per tutta l'estensione della spiaggia. Non sono da trascurare tutte le variazioni di colore e di turbolenza in superficie. Quello che rompe l'uniformità può riservare gradevoli sorprese.
Fondo chiuso e fondo aperto: hai spiegato alla perfezione. Ti confesso comunque che poche volte ho riscontrato nelle spiagge profonde questo fenomeno. Se consideriamo invece la cosa nell'ottica di una mareggiata su spiaggia bassa, allora ha parecchia importanza. Se la mareggiata non riesce ad aprire il fondo significa che non vengono scoperte le cibarie con conseguente scarso richiamo dei pinnuti. Inoltre i nostri piombi, non affossandosi saranno in balia delle correnti.
Il fenomeno di chi pesca e chi non pesca pur essendo abbastanza vicini non me lo sono mai spiegato a mare calmo, o meglio, ritengo sia solo fortune nel trovarsi il branco di fronte. A surf invece no: la scelta, studiata, del posto può fare la differenza anche se un pizzico di fondoschiena non fa mai male.
Ciao
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^OLTREMARE^

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Risposta #8 il: Gennaio 26, 2011, 00:22:00
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.....................I pesci sono molto astuti,e non hanno problemi a forzare un frangente senza finestre per il semplice fatto che a volte si allontanano molto dalla zona di frangenza per poi rientrare in gioco lateralmente a sfruttare canali paralleli,un esempio d tale comportamento è la spigola catturata in fase centrale ( che vi sarà capitata più di qualche volta ) sotto il gradino di risacca............

Infatti, l'avevo sottolineato  calabria

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.........In mancanza di finestre l'unico accesso possibile è in prossimità dell'inizio e della fine dell'unico frangente. Pare invece che alcuni predatori, in assenza di ingressi, si cimentino nello scavalco del frangente esterno........
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ghostrider

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Risposta #9 il: Novembre 29, 2012, 18:31:02
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Osservavo i miei e tutti gli altri pargoli correre, come uno sciame d'api, verso i due cancelletti situati sullo steccato in legno posto a recinzione dell'area giochi. Una sorta di gara a chi per primo varcava la soglia e si appropriava del gioco conteso. Alcuni di loro, invece, cercavano di scavalcavare lo steccato, non sempre con successo. Sarà che l’astinenza da pesca a volte mi gioca dei brutti scherzi o, come dice mia moglie, il mio cervello si è ormai trasmutando in cervello da pesce, ma di punto in bianco nella mia testa tutti quei bambini hanno assunto le fattezze di pinnuti di varie specie. Non vi allarmate, non sono ancora a livelli patologici, i pargoletti non impersonavano nell'immaginario prede da catturare, l’aspetto rilevante riguardava i loro movimenti, le loro traiettorie per giungere agli agognati scivoli, altalene ecc. In sostanza ho immaginato il percorso dei bambini come quello delle nostre prede per giungere sul luogo di mangianza. Alla pari dello sciame di bimbi, i branchi di pesci si dirigono verso ciò che è di loro interesse. Il loro percorso è sbarrato dallo steccato che, per i pinnuti è rappresentato dall’ultimo frangente, barriera esterna posta a mò di frontiera. L'unico modo per accedere è passare attraverso i cancelletti che nell'ambiente marino sono rappresentati dalle interruzioni presenti sul frangente ovvero quelle che in gergo vengono definite finestre. Non tutti i bambini, come ho detto, seguivano la via più facile, quella dei cancelli. Alcuni cercavano di scavalcare lo steccato ma non tutti ci riuscivano e quindi ripiegavano verso i varchi convenzionali. Ma se non vi fossero stati i cancelletti, in quanti avrebbero superato lo steccato?
Tutta queste allegorie e paragoni per cercare di spiegare nella maniera più elementare quello che si verifica o, quantomeno, si pensa si possa verificare, in mare durante una mareggiata e nelle fasi marginali della montata e della scaduta.
Abbiamo il moto ondoso che smuove il fondale scoprendone organismi, anellidi e quant’altro di commestibile ci possa essere. Pescettame e grufolatori vengono attratti da questo banchetto e, al loro seguito, arrivano i predatori stimolati a loro volta. Questo, in parole povere, è quanto avviene in condizioni propizie e rappresenta la catena alimentare. Però, proprio come succede ai bambini, anche per i nostri amici pinnuti raggiungere le zone di pascolo può non essere semplice e scontato. Il primo ostacolo è rappresentato, come si diceva, dall’ultimo frangente, quello più esterno. Cos’è un frangente? E’ un’onda, una cresta schiumosa che si forma durante il percorso della massa d’acqua verso riva. Perché avviene ciò? E’ un discorso molto complesso che tira in ballo leggi fisiche ma vediamo di riassumerlo velocemente. Il mare, anche se smisurato, deve avere ed ha i suoi equilibri, le sue compensazioni altrimenti deborderebbe come l’acqua di una diga a cui non vengono aperte le chiuse nei momenti di piena. In mare però non c'è un'alimentazione idrica ma un movimento costante dell’acqua, dal largo verso riva per via delle correnti innescate dai venti e dalle fasi di marea (corrente primaria) ed un movimento opposto, anche se di minore intensità da riva verso il largo (corrente secondaria o di ritorno). Quando la massa d’acqua si mette in movimento con particolare forza e volume, dirigendosi verso la terraferma, va incontro al naturale abbassamento del fondale, sempre più pronunciato man mano che si avvicina verso la battigia. Quando la profondità è così bassa da non riuscire più a contenerne il volume, ecco che l’acqua si solleva e va a formare la cresta, o frangente o onda che dir si voglia. E’ calcolato che il fenomeno si forma quando la massa d’acqua ha un’altezza superiore al doppio rispetto alla profondità del fondale. In sostanza, se ci troviamo in uno spot che in condizioni di mare calmo ha una profondità di un metro, il frangente si genera quando la massa d’acqua in arrivo supera i due metri d’altezza. Naturalmente questo non significa che l’onda generata sarà di due metri ma della misura pari al surplus d’acqua non assorbito. Da questo si può capire perché le spiagge basse vengono definite a bassa energia e quelle profonde, viceversa, ad alta energia: il termine è in rapporto alla capacità di assorbimento della massa d’acqua da parte dello spot. Questo è quanto noi vediamo in superficie, ma cosa avviene sul fondo marino? Il movimento della massa d’acqua, abbiamo detto, smuove la sabbia scoprendo i vari organismi ma la sabbia sollevata, ad un certo punto si rideposita sul fondo creando un cordone che si va a compattare ed a generare, in quel punto, un innalzamento del fondale. Questo fenomeno determina lo stabilizzarsi del frangente: ecco perché vediamo la cresta schiumosa formarsi sempre alla stessa altezza. Procedendo dal largo verso riva possiamo avere più di un cordone. Giusto per fare un esempio stupido, facciamo finta di osservare un pezzo di ondulato di quelli usati per le coperture, messo per terra in orizzontale: i dossi rialzati rappresentano le formazioni sabbiose depositate sul fondo (frangenti), le cunette concave invece rappresentano i così detti canaloni paralleli. Naturalmente la distanza fra due gobbe (frangenti) successivi deve essere tale da permettere la formazione di un canale abbastanza ampio, tale da consentire il movimento dei pesci ed il posizionamento dei nostri calamenti al suo interno. Ciò è quanto possiamo vedere in “orizzontale” ma c’è anche l’altro verso, quello “verticale”. Ritorniamo alla storiella dello steccato e degli accessi. Può capitare che il frangente esterno sia uniforme senza soluzione di continuità e senza interruzioni (ovvero lo steccato senza cancelli). Può sembrare strano ma i pesci, soprattutto il pescettame ed i grufolatori non si avventurano nell’attraversamento del frangente. Fanno esattamente come i bambini che scelgono di entrare attraverso il cancelletto. In pratica vanno a cercare un’interruzione del cordone esterno, un varco che, come abbiamo visto, viene chiamato finestra. La finestra in sostanza corrisponde ad un tratto di fondale con maggiore profondità e generalmente coincide con il c.d. canalone perpendicolare (la prospettiva verticale del fondale). Il canalone perpendicolare può essere più o meno esteso in larghezza e può continuare o meno fino alla battigia. Esso raccoglie il surplus d’acqua e di organismi provenienti dai canali paralleli ed allo stesso tempo alimenta lateralmente questi ultimi creando uno scambio tra linee verticali ed orizzontali.
In mancanza di finestre l'unico accesso possibile è in prossimità dell'inizio e della fine dell'unico frangente. Pare invece che alcuni predatori, in assenza di ingressi, si cimentino nello scavalco del frangente esterno. Ho messo il dubitativo in quanto la pesca non è una scienza ma un insieme di esperienze, constatazioni di fatto e, a volte riscontri obiettivi quindi tutto può essere messo in dubbio. Pertanto, in mancanza di verifiche scientificamente inopinabili ci dobbiamo affidare alle constatazioni di fatto ed all'esperienza per avere la riprova della bontà di queste teorie. Abbiamo sempre sostenuto che nella pratica del surfcasting la fase di preparazione della battuta ha un' importanza primaria ai fini del risultato. Come abbiamo già visto in altri topic che si sono occupati di questo argomento, vi sono alcuni punti ben precisi davanti ai quali posizionare le nostre canne e dentro cui depositare le nostre esche. Statisticamente parlando è stato riscontrato che l'assenza delle sopracitate finestre rende la mareggiata sterile o, quantomeno, molto avara di riscontri positivi. I nostri amici pinnuti, proprio come i bambini, transitano dalle finestre e si distribuiscono lungo tutta la zona soffermandosi sui punti che garantiscono maggior apporto nutritivo. Quindi, a rigor di logica, dobbiamo porre al primo posto delle nostre preferenze proprio la finestra e le sue immediate vicinanze essendo questa il passaggio obbligato. Le altre zone da preferire sono il/i canaloni perpendicolari in quanto formano una specie di autostrada fra la finestra e la battigia. Esso rappresenta un polmone, una sorta di miscelatore con gli altri settori oltre a costituire un'oasi per i nostri calamenti. Questo settore è da sondare tutto, dalla battigia fino alla massima distanza raggiungibile. Le altre zone di nostro interesse sono rappresentate dai canaloni paralleli ovvero le zone concave dell'esempio dell'ondulato. Come facciamo ad individuare tutti questi settori? Non sempre il mare è di facile interpretazione. Diciamo anzitutto che negli spot ad alta energia non sono quasi mai visibili. Nelle spiagge a bassa energia almeno uno dovremmo individuarlo. La cosa migliore sarebbe prendere visione della spiaggia e del moto ondoso da una postazione rialzata e perdere qualche minuto in un'attenta osservazione. Se abbiamo la fortuna di individuare tutti questi elementi, il punto migliore è rappresentato dall'intersecazione fra la finestra ed il canale parallelo più esterno. Tante volte però questo punto magico non è a portata di canna. Diciamo che un pescatore dotato di buona tecnica può sperare di posizionare la propria esca fra i 70 e gli 80 metri. Quando le distanze sono proibitive allora ci concentreremo sui canali paralleli più vicini o sul canalone perpendicolare. Può anche capitare che vi sia una totale mancanza di accessi. In questo caso o si lancia oltre il frangente esterno sperando che oltre quel cordone ci siano i nostri amici pinnuti in coda in attesa che si apra qualche varco oppure ci si va a posizionare nei pressi di una delle due estremità di questo frangente esterno, anche se ciò può comportare uno spostamento di centinai di metri dal nostro accesso allo spot. Ad ogni modo, pescando con due canne, numero che per me è l'ideale per una razionale e non affaticante gestione della battuta, avremo modo di sondare il canalone perpendicolare per la sua lunghezza e tutti i canali paralleli. Come dicevo prima, in mancanza di verifiche obiettive quali un documentario subacqueo, che peraltro risulterebbe difficoltoso in condizioni di acqua opaca e mare mosso, bisogna basarsi sulle statistiche. Se un certo numero di battute a surf ci dicono che in mancanza di accessi il pesce è pressochè assente e se, viceversa, in presenza di finestre, il pesce viene catturato in prossimità di queste o dentro i vari canaloni, mi pare che la teoria possa essere attendibile. Ovviamente non aspettiamoci di trovare di fronte a noi, una volta arrivati in spiaggia, una foto digitale con tanto di frecce indicatrici e pallini di riferimento. Anche queste cose, nel surf, si sviluppano con l'esperienza. Allo stesso modo potremo avere una visione non molto chiara o addirittura in movimento: ecco perchè ribadisco sempre di arrivare con il chiaro e perdere qualche minuto nell'osservazione.

Uno dei miei schifodisegni (poco) esplicativi


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Alla prossima

Uno dei migliori post che abbia mai letto sui forum. Mi ha fatto pensare a quando nel 2001 andai a imparare il surf da onda in Cornovaglia e gli istruttori ci spiegavano (perchè in UK la sicurezza viene presa MOLTO sul serio) i pericoli (risk assessment) e le azioni di relativo contrasto (risk management). In pratica i canaloni perpendicolari che tu hai definito benissimo non sono altro che il percorso delle cosiddette "rip currents" o canaloni di riflusso che in Italia pochissimi bagnanti conoscono e alle quali è da addebitarsi il maggior numero di morti per annegamento. In pratica questa sorta di autostrada quasi senza onde e di acqua relativamente calma rispetto alle onde circostanti spesso trae in inganno i bagnanti i quali vi si lanciano senza sapere che si tratta di una zona dove le correnti sono fortissime e ti sparano verso il largo. Presi dal panico di questo mulinello - così infatti viene chiamato volgarmente - non sanno che l'unica via di uscita è nuotare di lato verso le onde laterali e MAI verso la spiaggia perchè ti sfianchi in pochi secondi.
Pensate che anni fa un tizio dalla spiaggia mentre facevamo surf ci disse di entrare in acqua in uno di questi punti perchè secondo lui non c'erano onde, ma noi sapevamo benissimo dell'alto rischio...
Comunque grazie per il post e anche se sono andato off topic spero che sia utile a chi legge per la sua sicurezza e quella delle persone a lui care.
GRAZIE


MICCIO DEL RE

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Risposta #10 il: Marzo 17, 2014, 00:26:45
ciao Nicola,prima di tutto ti faccio i complimenti,si vede che ci metti molta passione nel parlare e nel descrivere tutte queste situazioni......per chi si avvicina a questo sport,o magari anche per chi solo vuole approfondire...credo sia molto importante.............a me personalmente questo discorso interessa parecchio,ma non essendo ancora un veterano,ho le idee un po confuse....una cosa che vorrei chiarire è quella del canalone perpendicolare....da come ho capito quindi pescare a surf dentro ad un canalone come questo puo risultare positivo,perchè appunto è una via per il passaggio di pesci attraverso la finestra........però da alcune foto si vede che nel canalone perpendicolare non ci sono onde,ne tantomeno schiuma(forse perchè li c'è una profondità maggiore?).......................................secondo te puo risultare piu redditizio pescare in un canalone perpendicolare o in un canale parallelo quando si pesca a surf....o sono buoni entrambi?..........................inoltre mi piacerebbe capire se dalla linea della battigia puoi farti un idea del fondale che hai davanti,per capire quindi se ci sono dei canaloni o no....  ;D


^OLTREMARE^

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Risposta #11 il: Marzo 20, 2014, 11:56:02
Ciao Yuri e scusami ma non mi ero proprio accorto del tuo intervento. Non ti nascondo che si fa parecchia fatica a spiegare perchè certe cose, per chi ha un pò d'esperienza, appaiono semplici e scontate ma per chi è agli inizi non è così quindi si cerca di entrare nei minimi dettagli apparendo, magari, logorroici ed infantili. Durante una mareggiata si vanno a cercare quei punti in cui l'acqua è meno turbolenta perchè sono proprio quelli i punti in cui i nostri calamenti lavoreranno con meno problemi oltre ad essere le zone di deposito delle sostanze sollevate dalle onde e quindi preferite dai pesci. Hai detto bene, un canalone perpendicolare è un corridoio in cui l'acqua è più profonda e quindi appare più calma. I canali paralleli sono intervalli più tranquilli fra due creste d'onda. Sono tutti punti redditizi, probabilmente di preferisce il canalone per la maggior facilità di gestione ma, di solito, si esplorano tutti. La linea di battigia può già dare qualche indicazione sul fondale. Ad esempio in corrispondenza del canalone sulla battigia solitamente c'è un'ansa e in corrispondenza di secche o zone meno profonde troveremo delle punte, cioè delle sporgenze verso il mare. Su spiagge e fondali ho fatto di recente un topic, Non sei autorizzato a visualizzare i link. Registati o effettua Login che magari può esserti d'aiuto.
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PREFERISCO DI GRAN LUNGA CHI SI ESPONE ALL'ERRORE A CHI SE NE STA ALLA FINESTRA A GUARDARE (cit. Peppino)

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sh4d0w85

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Risposta #12 il: Maggio 02, 2014, 13:03:55
E' un piacere leggere i tuoi post pieni di contenuti di qualità, anche se è da poco che sono iscritto al forum, è da molto che ti seguo da dietro le quinte, un'unica parola : complimenti!  


^OLTREMARE^

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Risposta #13 il: Maggio 02, 2014, 14:17:38
Ti ringrazio per gli apprezzamenti anche a nome di tutta la famiglia. Cerco sempre di andare a fondo delle cose anche se qualche volta posso risultare un pò pomposo. 
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