Riflessione sul surf casting

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Autore Topic: Riflessione sul surf casting  (Letto 5662 volte)

^NONNOROBY^

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  • Roberto
il: Maggio 07, 2010, 20:28:57
Che cos'è per me il surf casting

La definizione del termine anglosassone, in se stesso, è abbastanza semplice: 'surf' significa onda, 'casting' significa lancio, per cui surf casting = lancio sull'onda. I connottati del surf casting sono quindi ben delineati già nel suo termine: non ci può essere surf casting se non ci sono le onde.
Ma il surf casting va ben oltre il semplice termine del suo lemma, in quanto rappresenta una 'filosofia' praticamente unica di intendere la pesca, che supera la pura e semplice azione di 'andare a pesca' e di 'cercare di pescare qualcosa', azioni senza le quali la pesca sportiva in generale non avrebbe senso.
E' infatti proprio questa 'filosofia' che ha fatto del surf casting la pesca sportiva tra le più ambite e contemporaneamente tra le più difficili e 'misteriose', e che l'ha fatta definire nel passato (ma è tutt'ora valido) come una disciplina che è "per molti ma non per tutti", perché richiede una 'formazione mentale' alla quale molti non sono disposti a soggiacere, in quanto il surf casting comporta tutta una serie di sacrifici e di rinunce che mal si addicono ad un passatempo che per sua natura deve essere affrontato con mente libera e col massimo diletto.
Come tutte le cose ritenute misteriose ed esoteriche, il surf casting esercita un fascino ed un richiamo a cui non sappiamo inizialmente rinunciare, per poi magari scoprire (come di solito accade per le cose misteriose ed esoteriche) che il surf casting non è fatto per noi e ci rinunciamo dopo un breve o lungo periodo, perché non siamo disposti ad accettarne le ferree regole. Ma questo avveniva per lo più nel passato, quando avevamo il coraggio di essere più 'onesti' con noi stessi e di ammettere i nostri limiti.
Oggi infatti le cose sono travisate, perché abbiamo adattato quelle ferree regole originali al "nostro" modo di concepire il surf casting, il più delle volte deformandole talmente che più nulla hanno a che fare con quelle originali. In tantissimi infatti siamo convinti di praticare il surf casting, ce ne riempiamo la bocca e ce ne vantiamo con gli altri, spesso (fortunatamente) perché non ce ne rendiamo conto, ma ancor più spesso perché lo abbiamo letto in qualche articolo di una rivista del settore o in qualcuno degli ultimi libri sull'argomento, scritti da persone che per incapacità, ma di solito per denaro, hanno 'venduto la loro anima al diavolo', rappresentato in questo caso dai produttori e dagli editori che fanno della parolina magica surf casting il classico specchietto per le allodole, con lo scopo di incrementare le vendite. In realtà, anziché surf casting, stiamo praticando il più delle volte una generica pesca a fondo.
Questa riflessione si prefigge lo scopo di riportare il surf casting alle sue vere origini, senza le quali non ha senso parlare di questa disciplina: tanto varrebbe parlare di pesca in mare generica, per praticare la quale sono necessarie poche cose altrettanto generiche, alla portata di tutti.
E riportare il surf casting alle sue vere origini non può che rendere onore a questa disciplina,  difficile è vero, ma piena di gratificazioni per tutti coloro che riusciranno ad imporsi un modo completamente diverso di concepire la pesca.

Ho detto prima che il surf casting è "per molti ma non per tutti", ma ciò non è legato solamente ad una particolare 'formazione mentale': un altro motivo che rende il surf casting tale è dovuto anche alla specifica attrezzatura da usare ed al suo costo, di gran lunga superiore a quello di una 'buona' attrezzatura da fondo. Se non si dispone di un minimo di volontà per imparare ad usarla e di risorse finanziare per acquistarla, è meglio rinunciarci da subito per evitare grosse delusioni: non si può affrontare il surfcasting con attrezzature inadeguate, ma anche supponendo di possederle, a poco servono se non ci imponiamo di imparare ad usarle nel modo giusto. Comprarsi una super attrezzatura solo per far scoppiare di invidia gli altri, credetemi, a pesca ha poco senso, perché alla fine gli unici che stiamo ingannando siamo noi stessi.

Il teatro in cui si svolge la scena del surf casting è ben preciso: la coltre sabbiosa. Sabbia sotto i nostri piedi (la spiaggia), sabbia nel fondo marino (la zona di pascolo). Sotto la coltre sabbiosa del fondale vive una moltitudine di organismi di cui si nutrono i pesci: durante l'estate proviamo ad immergerci con maschera e boccaglio anche a breve profondità, rivoltiamo due o tre manate di sabbia e restiamo in attesa di vedere il risultato. Noteremo di aver portato in superficie alcune telline e qualche vermetto. Immediatamente vedremo avvicinarsi incuriositi i granchietti, microscopiche mormorette, piccolissime tracine e trigliette. Raccogliamo qualche tellina e spappoliamola con le dita: il gruppetto di piccoli pescetti si avventano su quel cibo inaspettato. Giriamo lo sguardo attorno e vediamo avvicinarsi una spigoletta un pò più grande, a sua volta attirata da tutto quel movimento. Più si avvicina e più si fanno guardinghi i piccoli pescetti, che hanno riconosciuto nella spigoletta un pesce predatore con cui magari dovranno fare i conti.
La nostra è stata solo una piccola azione, avendo solo rivoltato alcune manate di sabbia. Ebbene, provate ad immaginare questa azione moltiplicata per mille, per diecimila, per milioni, per miliardi di manate. Provate cioè ad immaginere questa azione di rivoltamento del fondo marino fatta per tutto il fronte dall'impetuoso infrangersi delle onde che, spinte dal vento, stravolgono il fondale scoperchiando un'enorme quantità di organismi che, da quel momento, restano in balia delle immancabili correnti che si formano e che li trascinano via secondo direzioni ben precise. Inizia a formarsi la così detta 'catena alimentare', formata cioè da quelli organismi, dai piccoli pesci richiamati da essi e dai pesci più grandi a loro volta richiamati da quella moltitudine di pesci più piccoli, che rappresentano anch'essi un pasto succulento. In queste condizioni meteo marine, i pesci vengono richiamati sotto costa anche da distanze considerevoli, consapevoli che quella è l'occasione che aspettavano da tempo per sfamarsi con facilità.
Queste condizioni possono formarsi già a pochi metri dalla riva, come possono formarsi anche ad un centinaio di metri di distanza, anche a 120-130 mt, a seconda della conformazione del fondale.
L'inverno è la stagione più propizia al formarsi dei venti impetuosi, che a loro volta danno origine alle onde, che a loro volta rivoltano il fondale mettendo allo scoperto gli organismi sepolti sotto la sabbia.
Ecco quindi che cominciano a delinearsi le prime condizioni tipiche del surf casting: freddo, forte vento, pioggia, onde impetuose, distanze dalla riva da raggiungere. E queste condizioni cominciano anche a fare le prime selezioni tra i pescatori sportivi. Non sono molti quelli disposti ad affrontare un freddo pungente, specialmente se accompagnato da una pioggia gelida che metterebbe a dura prova anche la pazienza di un santo.
Poi ci sono le onde da affrontare: occorrono zavorre pesanti e di foggia particolare perché l'impianto pescante non venga sputato a riva nel giro di pochi minuti. Ma per lanciare zavorre pesanti occorrono canne robuste e di ottima qualità: le nostre lo sono?
Ma ancora non basta: bisogna perforare il muro di vento frontale o latero-frontale per arrivare con il nostro piombo piramidale da 2 etti a quei fatidici 100 mt in cui quel giorno si è formata la zona di pascolo. Ci tentiamo con il nostro side, ma non riusciamo a superare i 70 mt. Ci ricordiamo allora di aver sentito parlare di un lancio chiamato ground, tentiamo di farlo, ma le cose non solo non sono migliorano, ma spesso addirittura peggiorate. Forse bisogna forzare di più.... Indietreggiammo la zavorra a ore 15 e forziamo maggiormente il lancio... Patatrack! La nostra telescopica da 250 € è andata in pezzi! Solo allora ci ricordiamo di aver letto da qualche altra parte che le telescopiche non sono adatte al lancio ground, che per fare questo tipo di lancio ci vogliono le canne a ripartizione di sezioni. Ma noi non l'abbiamo mai voluta comprare, ritenendo di non essere in grado di usarla. Oppure il nostro budget era troppo basso. A testa china, scomodando con i nostri improperi tutti i santi del paradiso, cominciamo mestamente a sbaraccare con la solenne promessa di mandare il surf casting a farsi fondere:ecco come si forma una seconda ondata di selezione tra i surf casters.
E ancora non è finita. Abbiamo la giusta attrezzatura, siamo in grado di utilizzarla al meglio, raggiungiamo la lunga distanza di pascolo... ma le ore passano inesorabili senza vedere un'abboccata. Intanto il freddo si fa sempre più pungente, qualche goccia gelata si infiltra nella nostra cerata e ci cola lungo la schiena, il vento soffia inesorabile. Ci rifugiamo sotto la nostra tenda, in attesa... niente! << Ci andrà meglio domani >>, ci diciamo mentre raccogliamo la nostra roba con una certa stizza. Ma l'indomani la stessa storia: due saraghi da 300 gr in tutto il giorno. Ed il giorno successivo di nuovo nulla. La frustrazione ci assale, non siamo più invogliati ad andare a surfcasting nei giorni successivi, ci disaffezioniamo sempre di più, sino a quando non scriviamo il nostro annuncio: <<Occasione! Svendesi canne da surf casting come nuove causa inutilizzo>>. Siamo così arrivati alla terza ondata di selezione tra i pescatori di surf casting.
In tutti e tre gli esempi, lo sfoltimento della schiera dei surfcaster è avvenuta principalmente per un principio fondamentale: l'assenza della 'filosofia' del surf casting, senza la quale, prima o dopo, tutti noi cediamo e alla fine ci arrendiamo.
Ma in cosa consiste questa benedetta filosofia?
Principalmente nella disposizione ad affrontare sacrifici di tutti i generi: fisici, finanziari e psicologici. E' inverno, notte buia e tempestosa, pioggia gelida, vento sferzante altrettanto gelido. Per rendersi conto di cosa vuol dire, non basta immaginarselo, bisogna viverlo di persona: il mio suggerimento per chi vuole dedicarsi al surf casting è di affrontare per qualche ora alcune di queste notti, anche senza un'attrezzatura specifica, per saggiare la propria volontà di resistenza a queste condizioni avverse, che in fondo stiamo subendo non per necessità o lavoro, che in qualche modo potrebbero aiutarci a superare, ma per puro diletto. Se riusciamo a vincere il richiamo del caminetto, siamo già a buon punto e possiamo valutare
l'opportunità di affrontare la spesa di un'attrezzatura più idonea. Quando siamo ultra sicuri di potercela fare, e solo allora, dobbiamo pianificare i nostri acquisti. Durante le notti di 'prova' abbiamo constato con mano quanto la nostra attrezzatura si sia dimostrata inadeguata per affrontare quel mare: anche se il nostro piramidale da 200 gr ha retto, tuttavia non siamo riusciti col nostro side a fargli raggiungere la fatidica 'zona di pascolo' posta ad una trentina di metri più avanti, se non oltre. Occorrono canne in grado di sparare quel piombo con un tipo di lancio più idoneo alla distanza, come può esserlo il ground. Sappiamo, almeno per averlo letto da qualche parte, che simili canne esistono e si chiamano RIP, ma sappiamo anche che costano alquanto e che il ground è un lancio tecnico che richiede una preparazione adeguata, che noi al momento non possediamo. Ecco che allora entra in ballo la seconda serie di sacrifici: rinunciare ad altre cose da 'diletto' per risparmiare i soldi per acquistare quelle canne (niente nuovo computer, niente nuovo iPod, niente ristorante, pizzeria, McDonald, cinema, discoteca, viaggi, vacanze, scarrozzate in macchina e via di seguito) e rinunciare a qualche giornata di pesca da trasformare in giornate di allenamento per imparare a lanciare in ground. Non sono pochi i surfcaster che hanno affrontato questi sacrifici finanziari e psicologici pur di arrivare al loro scopo: anzi, costoro fanno parte della schiera dei 'puristi' del surf casting. Per lo più autodidatti, per non 'perdere la mano' si sottopongono a continui allenamenti di lancio ground e pendulum sul campo o sulla spiaggia, non si fanno spaventare dalle condizioni meteo-marine più estreme e sono quelli che raccolgono i risultati più soddisfacenti.
Altre cose che rientrano nella filosofia del surfcasting sono, ovviamente, il massimo rispetto per la natura ed il mare, che in questa disciplina assumono valori quasi maniacali (l'unica cosa che resta del loro passaggio sono le orme sulla sabbia), la disponibilità ad accettare le giornate 'buche' come una cosa normalissima che non influenza minimamente il loro umore, lo studiare con costanza e assiduità i fondali, le maree, le correnti, la spiaggia, la zona di pascolo, i bollettini metereologici, la granulosità della sabbia, la direzione del vento, i canaloni, il sondaggio del fondo, le possibili prede di quello spot... e l'elenco potrebbe continuare all'infinito. In parole povere, i surf caster sono i 'professionisti' della pesca sportiva, e professionisti non si nasce, lo si diventa acquisendo con costanza e sacrifici quella che viene definita la 'filosofia' del surf casting.  
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POGGINO

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Risposta #1 il: Maggio 07, 2010, 22:34:36
che bel post nonno sono tutte cose sante quella che hai detto....ci vuole TANTA UMILTà  nell'affrontare la natura in tali condizioni.
non voglio peccare di presunzione per carità ma rivedo la strada che io ho percorso.... iniziai senza la minima cognizione di surf con una colmic da 150gr quasi sempre la mattina(allora non avevo nessuno che veniva con me e essendo solo non mi andava di andare a mare la notte) poi  con qualche conoscenza in più sono passato ad una vertigo da 180 gr in coppia con una futura 190gr mi avvicinavo per le prime volte alla pesca notturna mare grosso e tra le due canne solo la futura reggeva ma comunque ero sempre timoroso perchè lanciare 175gr con quella canna non mi ispirava tanta tranquillità....per passare alla fine(dopo settimane passate al campo a capire come far fare metri alle mie bambine) alle due exploit con due abu6500 e ora anche una penn affinity 4-8 che non vedo l'ora di provare con un mare a 6 piani.... in tutto ciò ricordo che i cappotti in questi anni sono stati innumerevoli ma nonostante ciò non mi è passata nemmeno minimamente la voglia di affrontare il mare e la sua forza.
spero di non essere stato noioso...ciao a tutti.


eagle78

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Risposta #2 il: Maggio 08, 2010, 10:57:24
Parole dettate da tanta esperienza, umiltà, spirito di sacrifico e rispetto per il mare.
Sono molti anni che vado a pesca, sia in mare che in acqua dolce, adesso pratico solo pesca in mare principalmente dalla spiaggia, prima a paf e da un pò con il surf.
Nonnoroby quello che dici è giustissimo e verissimo, il sc è una disciplina che richiede tanto impegno, tanti sacrifici  e tanto apprendimento nonchè dispendio economico, è dura molto più di quello che si dice e si pensa, alle prime mareggiate che ho affrontato me ne sono reso conto di quanto sia sacrificante pescare e cercare di stare in pesca con questo tempo, e vi posso assicurare che nel maltempo e nel freddo ci navigo poichè sono cacciatore e tramontana, freddo e ghiaccio non mi spaventano, però quì è dura!
Però una cosa è da dire, oggi è più facile di una volta per tutti noi poichè prendiamo spunto e consigli da chi ha sperimentato tutto sul campo ed inoltre anche questi forum danno una grande mano


Saragone

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Risposta #3 il: Maggio 08, 2010, 12:33:15
Per me il Surfcasting è riassunto semplicemente in 3 parole : Sacrificio,dedizione,studio...

Questo è il nocciolo di una disciplina,tra le più affascinanti ed impegnative che esistono...
E' meglio un ottimo  pescatore con una pessima canna in mano,che una ottima canna in mano ad un pessimo pescatore...

Meno seghe mentali e PIU' PESCA!


etfreaky*

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Risposta #4 il: Maggio 08, 2010, 12:44:41
Bellissima disamina di quella che è la vera anima del surfcaster... sacrificio, passione, amore per la natura... sono d'accordo su quasi tutto quello che hai detto...
Non sono d'accordo quando dici che ci vogliono molti più soldi per rip&rot, rispetto a tele&fisso... i soldi sono più o meno quelli, anzi, forse alla lunga si risparmia pure...

Con circa 300€, si compra 1 buona rip, ed un ottimo rotante...
Gli stessi soldi ci vogliono per una buona tele, ed un discreto mulo fisso.

La pesca è la metafora della vita... stai seduto senza far nulla aspettando che succeda qualcosa.
Ma non succede mai nulla.


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Risposta #5 il: Maggio 08, 2010, 13:31:07
Quando l'inverno vado in spiaggia, con le condizioni meteo marine descritte da Roberto, e non vedo anima viva, mi rendo conto che ormai in pochi continuano a praticare il surfcasting. Non molti sono disposti a "subire" le intemperie della natura, magari per tornare a casa a mani vuote. Tante volte in famiglia mi è stato detto:" TU SEI PAZZO!!! ", quando magari faceva freddo anche in casa, oppure quando congelava la spiaggia sotto i nostri piedi o quando il vento cancellava immediatamente le impronte sulla sabbia.
Nonostante tutto questo, già al ritorno da quella battuta, si progettava la successiva.
La passione non può avere una spiegazione logica ... è passione e basta!

Magari tutti noi "irriducibili" in una vita precedente siamo stati dei pesci  ;D


Saragone

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Risposta #6 il: Maggio 08, 2010, 13:53:09
Sul discorso SOLDI,non sono daccordo nemmeno io con Nonno...
Si pesca tranquillamente anche con ottime e potenti telescopiche che costano anche meno di una buona ripartita,perchè il surf non è necessariamente ripartita e rotante secondo me..
Conosco diversi lupi di mare,di 70 anni ormai,che ancora pescano nella buriana delle mareggiate con Browning Typhoon,Lerc 250 gr e Mitchell 498,oltre a padroneggiarle come io ancora non riesco a manipolare una Aspire 200 gr,il pesce lo prendono eccome...

Non è la canna che fa la differenza,ma il saper pescare e dove pescare...
E' meglio un ottimo  pescatore con una pessima canna in mano,che una ottima canna in mano ad un pessimo pescatore...

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POGGINO

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Risposta #7 il: Maggio 08, 2010, 14:01:47
mado è vero qualte volte mi sono sentito dire ma tu sei un pazzo ad andare a mare con questo tempo..... per me è una cosa splendida andarci.....


^NONNOROBY^

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Risposta #8 il: Maggio 08, 2010, 17:28:02
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Non è la canna che fa la differenza,ma il saper pescare e dove pescare...

Ciao Saragone,
Anche se non ho usato un assioma così specifico, non mi pare però di aver detto cose molto diverse:
<<lo studiare con costanza e assiduità i fondali, le maree, le correnti, la spiaggia, la zona di pascolo, i bollettini metereologici, la granulosità della sabbia, la direzione del vento, i canaloni, il sondaggio del fondo, le possibili prede di quello spot... e l'elenco potrebbe continuare all'infinito>>. Probabilmente, per essere più esplicito, forse avrei dovuto allungare l'elenco...
Per me però anche la canna riveste la sua importanza.
E' vero che il surf casting non è solo 'buriana', c'è anche la scaduta, che è anche il momento più proficuo per pescare. In queste condizioni delle buone tele surf sono più che sufficienti.
Ma se queste condizioni non coincidono con le nostre giornate libere? Se a fine settimana dobbiamo invece affrontare le condizioni da me descritte?
Un 'cannone' non può fendere il vento frontale con la maggior facilità con cui lo fa un 'fioretto', una canna telescopica non può lanciare in ground un piombo piramidale da 200 gr senza rischiare di spaccarsi, l'insieme telescopica+498 non ha la stessa leggerezza e manovrabilità di una rip+abu6500 o daiwa 7ht.
Per quanto riguarda i costi, probabilmente sono io che sono scarognato, in quanto non ho mai trovato una vera rip allo stesso prezzo di una telescopica. Se poi parliamo di occasioni, beh allora il discorso è diverso...
In ogni caso, come ho ben premesso, la mia era solo una riflessione personale e quindi come tale aperta logicamente a qualsiasi dissenso, ci mancherebbe altro.
Però se uno che sta iniziando dovesse rivolgersi direttamente a me per avere suggerimenti, gli risponderei pari pari le cose che sostengo nella riflessione, ma per correttezza aggiungerei sempre, alla fine, di sondare anche il parere di altre persone, perché mi rendo benissimo conto che ciò che suggerisco è legato esclusivamente alla mia personale esperienza che può essere anche molto diversa da quella di un altro pescatore. In fondo, la pesca sportiva non è scienza esatta, non siete d'accordo? 
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^SURFMASTER76^

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  • Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.
Risposta #9 il: Maggio 08, 2010, 18:57:04
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In fondo, la pesca sportiva non è scienza esatta, non siete d'accordo? 

  


^DANIELEESPOSITO70^

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Risposta #10 il: Maggio 08, 2010, 23:15:31
Sposo l'analisi dettagliata fatta da Nonnoroby ed egregiamente riassunta con le parole "sacrificio, passione, studio, amore per la natura, dedizione" degli interventi successivi (mi scuso se ho omesso qualche definizione...).
Questo sicuramente deve far parte del DNA di chi si definisce o vorrebbe diventare un surfcaster...
Ma anche chi pratica altri tipi di pesca, che sia in mare o in acqua dolce, se non possiede la filosofia sopra descritta, se non ha umiltà, se non è disposto ad ammettere che c'è sempre da imparare anche da chi magari in apparenza ha una attrezzatura che fa ridere rispetto alla sua, e soprattutto, se al primo cappotto e/o difficoltà manda la pesca a farsi benedire, allora significa che costui non è mai stato un vero pescatore...
Nel ns. amatissimo sport, io faccio un distinguo: esistono i pescatori ed i praticanti.
I pescatori sono gli amanti della pesca a 360°, ovvero quelli che amano la pesca sempre e comunque. Sono quelli che vedono nel mare (o nei fiumi, laghi, etc), un amico con il quale confrontarsi e del quale bisogna avere rispetto ed a volte paura. Sono quelli che raccolgono la spazzatura lasciata da altri "colleghi". Sono quelli che pur non andando a pesca, si sentono felici di poter scambiare due chiacchiere di pesca con degli appassionati come loro. Sono quelli che stanno male se perdono una preda importante e che, passato il momento di sconforto, cercano di analizzare quale possa essere stata la causa della mancata cattura e si galvanizzano organizzando la battuta di pesca successiva. Sono quelli pronti ad aiutare chi è alle prime armi. Sono quelli che sono felici di vedere un collega tirare su un bel pescione e lo sono ancor di più se questo è stato catturato con delle dritte date da loro...
I praticanti invece, sono quelli che sanno calare le lenze in acqua e giustificano la cosa nascondendosi dietro il bisogno di avere un hobby. Sono quelli che di solito catturano i pesci più grossi, ma guarda caso, quando non c'è mai nessuno che lo possa testimoniare. Sono quelli che non ammetteranno mai di aver fatto un cappotto e che si ritengono il non plus ultra dell'esperienza (di solito si ritengono i depositari della conoscenza piscatoria). Sono quelli che, non ti daranno mai un consiglio per farti crescere, anzi se stanno effettuando delle catture a riva, vi diranno che le loro esche sono state lanciate a 150 mt. Sono quelli che nel caso vi vedessero in difficoltà nel recupero di una preda, state ben sicuri non verrebbero mai a darvi una mano a guadinare il pesce, anzi a fatto compiuto si avvicineranno per cercare di carpire le vs. tecniche...
Ebbene, quelli che appartengono alla seconda categoria, non solo non saranno mai surfcaster, ma non saranno mai dei veri PESCATORI... ;D
Scusate se sono andato OT
Daniele


etfreaky*

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Risposta #11 il: Maggio 09, 2010, 10:30:28
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Per quanto riguarda i costi, probabilmente sono io che sono scarognato, in quanto non ho mai trovato una vera rip allo stesso prezzo di una telescopica. Se poi parliamo di occasioni, beh allora il discorso è diverso...
In ogni caso, come ho ben premesso, la mia era solo una riflessione personale e quindi come tale aperta logicamente a qualsiasi dissenso, ci mancherebbe altro.


Io sono d'accordo su tutto ciò che dici Roberto, anche secondo me, con le tele, sei limitato... mentre, come ha detto qualcuno, con le rip, il limite sei tu.
Non so cosa intendi per vere rip, se per te le rip sono solo century o zziplex, allora è vero, non bastano 300€ a canna... ma ci sono tante altre case che producono canne di tutto rispetto, canne tutta pesca (non da pedana).
Ad esempio

Daiwa sts 13 M/PM 220€  Costa meno di una bad bass, di una maver, di alcune italcanna (telescopiche)
Daiwa sts sandstorm Fixed Spool 150€
Greys grx 140 €
Le anyfish anywere...
Qualche century a 250 si trova
Non sono tanto esperto, ma c'è ne sono tante altre

Se poi siamo un pò esperti col pc e con l'inglese, se andiamo a vedere nel mercato inglese, i prezzi si abbassano ancora (e di molto)

Se vogliamo parlare dei rotanti invece abbiamo:
Gli abu, fino a 150€ (quanto un ultegra o super ultegra)
il daiwa 7ht siamo sulle 100€ (meno di un ultegra xsb)
daiwa 7ht mag 190€ (c'è anche chi compra gli aereo technium, o i daiwa fascia alta, quindi anche questo è accessibile a molti e cmq, costa 30€ in più di un super ultegra)

Insomma, le rip ed i rot, a "poco" prezzo ci sono, basta saperle cercare....

 
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Saragone

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Risposta #12 il: Maggio 09, 2010, 12:23:05
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Non è la canna che fa la differenza,ma il saper pescare e dove pescare...

Ciao Saragone,
Anche se non ho usato un assioma così specifico, non mi pare però di aver detto cose molto diverse:
<<lo studiare con costanza e assiduità i fondali, le maree, le correnti, la spiaggia, la zona di pascolo, i bollettini metereologici, la granulosità della sabbia, la direzione del vento, i canaloni, il sondaggio del fondo, le possibili prede di quello spot... e l'elenco potrebbe continuare all'infinito>>. Probabilmente, per essere più esplicito, forse avrei dovuto allungare l'elenco...
Per me però anche la canna riveste la sua importanza.
E' vero che il surf casting non è solo 'buriana', c'è anche la scaduta, che è anche il momento più proficuo per pescare. In queste condizioni delle buone tele surf sono più che sufficienti.
Ma se queste condizioni non coincidono con le nostre giornate libere? Se a fine settimana dobbiamo invece affrontare le condizioni da me descritte?
Un 'cannone' non può fendere il vento frontale con la maggior facilità con cui lo fa un 'fioretto', una canna telescopica non può lanciare in ground un piombo piramidale da 200 gr senza rischiare di spaccarsi, l'insieme telescopica+498 non ha la stessa leggerezza e manovrabilità di una rip+abu6500 o daiwa 7ht.
Per quanto riguarda i costi, probabilmente sono io che sono scarognato, in quanto non ho mai trovato una vera rip allo stesso prezzo di una telescopica. Se poi parliamo di occasioni, beh allora il discorso è diverso...
In ogni caso, come ho ben premesso, la mia era solo una riflessione personale e quindi come tale aperta logicamente a qualsiasi dissenso, ci mancherebbe altro.
Però se uno che sta iniziando dovesse rivolgersi direttamente a me per avere suggerimenti, gli risponderei pari pari le cose che sostengo nella riflessione, ma per correttezza aggiungerei sempre, alla fine, di sondare anche il parere di altre persone, perché mi rendo benissimo conto che ciò che suggerisco è legato esclusivamente alla mia personale esperienza che può essere anche molto diversa da quella di un altro pescatore. In fondo, la pesca sportiva non è scienza esatta, non siete d'accordo? 


Opinione rispettabilissima,ma se codeste persone il pesce lo prendono nei medesimi posti in cui lo prendo io ( molto meno di loro ) e nelle medesime condizioni,e pescano con tali attrezzi ed io con rip e rotante,per me le rip sono inutili...
Ho sempre sostenuto che il Surfcasting in Italia non è vincolato dall'uso di attrezzature particolari,e più vado avanti con gli anni e più ne ho le prove tangibili...
Che le rip abbiano una marcia in più sono daccordo,ma quei signori con le Lerc e 170 gr di piombo bucano eccome...
Invece che sulla tecnica,si basano sulla potenza,le canne sono indistruttibili,lavorano piombi da 250 gr come fossero da 150,ed i muli poi,non hanno alcun paragone nemmeno coi migliori 535 della Penn...

Mi dispiace signori,ma per me ciò che non è indispensabile,non serve...
E' meglio un ottimo  pescatore con una pessima canna in mano,che una ottima canna in mano ad un pessimo pescatore...

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Risposta #13 il: Maggio 09, 2010, 19:01:47
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Opinione rispettabilissima,ma se codeste persone il pesce lo prendono nei medesimi posti in cui lo prendo io ( molto meno di loro ) e nelle medesime condizioni,e pescano con tali attrezzi ed io con rip e rotante,per me le rip sono inutili...
Mi dispiace signori,ma per me ciò che non è indispensabile,non serve...
Se è per questo dalle mie parti fanno ancora meglio: almeno un centinaio di pescatori non usano ne canne ne mulinelli, pescano direttamente con la lenza a mano, usano un amo da palamito di quelli zincati e con quattro pezzi di sardina tirano fuori spigole da 6 kg. Se usano invece la cozza, tirano fuori orate da 5 kg. Se qualcuno che ci legge frequenta il porto di Oristano, potrà confermarlo. Sino a pochi anni fa lo facevo anch'io, pescando addirittura dalla spiaggia. Spesa? Proprio due soldi. A che pro quindi svenarsi in canne e mulinelli, visto che sono inutili?
Su questo quindi mi trovi d'accordo: è inutile comprare canne e mulinelli, perché per pescare non sono per niente indispensabili, come dimostrano quel centinaio di pescatori e come io stesso posso testimoniare per esperienza diretta, per averlo fatto per anni quand'ero ragazzo e come ho fatto più saltuariamente da adulto, sino a due anni fa. Ho persino postato sull'argomento, agli inizi della mia iscrizione al forum.
Ma impostando la discussione in questi termini, pur col massimo rispetto l'uno dell'altro, alla lunga corriamo il rischio di diventare solo polemici, cosa alla quale non tengo assolutamente.
Allora mettiamola in questo modo: io preferisco pescare a surf casting con le ripartite ed i rotanti, altri preferiscono altri tipi di canne e mulinelli. Poi, naturalmente, ognuno è libero di fare le proprie scelte e di sostenere le proprie convinzioni.
Per quanto mi riguarda, e sempre a titolo personale, ritengo le ZZiplex e gli Abu 6500 CT Premium Mag Elite tra le migliori canne ed i migliori mulinelli da usare a surf, anche se per me rimangono attualmente solo un sogno in quanto non me li posso permettere...
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Risposta #14 il: Maggio 09, 2010, 19:17:57
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Io sono d'accordo su tutto ciò che dici Roberto, anche secondo me, con le tele, sei limitato... mentre, come ha detto qualcuno, con le rip, il limite sei tu.
Non so cosa intendi per vere rip, se per te le rip sono solo century o zziplex, allora è vero, non bastano 300€ a canna... ma ci sono tante altre case che producono canne di tutto rispetto, canne tutta pesca (non da pedana).
Ad esempio

Daiwa sts 13 M/PM 220€  Costa meno di una bad bass, di una maver, di alcune italcanna (telescopiche)
Daiwa sts sandstorm Fixed Spool 150€
Greys grx 140 €
Le anyfish anywere...
Qualche century a 250 si trova
Non sono tanto esperto, ma c'è ne sono tante altre

Se poi siamo un pò esperti col pc e con l'inglese, se andiamo a vedere nel mercato inglese, i prezzi si abbassano ancora (e di molto)

Se vogliamo parlare dei rotanti invece abbiamo:
Gli abu, fino a 150€ (quanto un ultegra o super ultegra)
il daiwa 7ht siamo sulle 100€ (meno di un ultegra xsb)
daiwa 7ht mag 190€ (c'è anche chi compra gli aereo technium, o i daiwa fascia alta, quindi anche questo è accessibile a molti e cmq, costa 30€ in più di un super ultegra)

Insomma, le rip ed i rot, a "poco" prezzo ci sono, basta saperle cercare....
 
Emanuele,
per me una vera rip da surf casting è una canna che sia in grado di lanciare 200 gr in ground ore 15 e 175 gr rampinati in pendulum, pesi e lanci che mi capita spesso di usare a pesca (quando è necessario).
Non solo devono essere in grado di sostenere lo sforzo, ma devono far fare anche metri a quei piombi.
Delle canne da te citate, sai dirmi quale è in grado di farlo, in quanto non le conosco?

Sui rotanti invece siamo d'accordo, non fosse altro perché ho sempre sostenuto come il prezzo dei rot sia molto ma molto più vantaggioso di quello di molti fissi.

Son le canne ripartite che costano, non i mulinelli rotanti.
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Risposta #15 il: Maggio 09, 2010, 19:31:01
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Emanuele,
per me una vera rip da surf casting è una canna che sia in grado di lanciare 200 gr in ground ore 15 e 175 gr rampinati in pendulum, pesi e lanci che mi capita spesso di usare a pesca (quando è necessario).
Delle canne da te citate, sai dirmi quale è in grado di farlo?

Per quello che mi è stato detto, e che ho letto, la daiwa sts, e la anyfish six&bait (anzi, con quest'ultima, a detta dei tester, ci si pendola tranquillamente le 8OZ)
Non posso dirlo con certezza, perchè io personalmente non ho ancora provato...
A breve, proverò per bene la daiwa, ma non sono di certo un abile lanciatore, e ti potrò dire di più sulla sts.

Per il momento, posso confermarti, che queste sono le impressione dei possessori di tali canne che a come parlano, non sembrano sprovveduti

(p.s. se ti interessa la sts, dalle tue parti c'è qualcuno che se la toglie ;) )
La pesca è la metafora della vita... stai seduto senza far nulla aspettando che succeda qualcosa.
Ma non succede mai nulla.


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Risposta #16 il: Maggio 09, 2010, 19:37:09
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(p.s. se ti interessa la sts, dalle tue parti c'è qualcuno che se la toglie ;) )
Grazie della segnalazione, Emanuele, ma sto cercando di risparmiare per comprarmi almeno una canna dei miei sogni (Zz)....
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Risposta #17 il: Maggio 16, 2010, 17:42:48
Giusto per la ronaca, a titolo di curiosità! Quanto viene, in media, il costo di una Zziplex? L'altro giorno mentre vagavo un pò in rete ho visto le caratteristiche di alcune di queste (purtroppo non avevano prezzo indicativo) e ho letto che hanno una base spessa solo 2,4 cm!! E' incredibile come canne così potenti, riescano allo stesso tempo essere così sottili!!
Vivo la vita a un'uscita di pesca alla volta! Non mi importa ne dove, ne quando, ne come! A ogni uscita di pesca, sono un'uomo libero!


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Risposta #18 il: Maggio 18, 2010, 04:58:11
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Giusto per la ronaca, a titolo di curiosità! Quanto viene, in media, il costo di una Zziplex? L'altro giorno mentre vagavo un pò in rete ho visto le caratteristiche di alcune di queste (purtroppo non avevano prezzo indicativo) e ho letto che hanno una base spessa solo 2,4 cm!! E' incredibile come canne così potenti, riescano allo stesso tempo essere così sottili!!
Fai una ricerca in internet sia su siti italiani che UK. I prezzi di uno stesso modello variano a seconda dell'offerta del momento (in ogni caso non te le regalano....).
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