Surfcasting... Consigli attrezzatura per prima uscita

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Autore Topic: Surfcasting... Consigli attrezzatura per prima uscita  (Letto 7822 volte)

johunter

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Risposta #20 il: Ottobre 03, 2017, 18:39:46
Ciao, se non ricordo male le condizioni del mare su meteo pesca sono quelle al largo e non sulla spiaggia , e non potrebbe essere diversamente perché se hai vento alle spalle a terra hai mare calmo (relativamente) mentre al largo potresti avere mare mosso.Quindi ti devi concentrare sui venti e la loro direzione per poter fare una stima di come potresti trovare il mare e le correnti che si generano , poi le caratteristiche dello spot sono altrettanto importanti . Personalmente vado a pesca quando posso e quindi non guardo più niente.


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Risposta #21 il: Ottobre 04, 2017, 12:23:37
Ciao Giucos
complimenti intanto per la determinazione. Poi ti rinnovo i consigli già dati che ritengo determinanti per un buon approccio al surfcasting. Primo fra tutti quello del grado di mareggiata da affrontare durante le prime battute. Se hai dovuto impiegare un piombo da 175gr. eri fuori dai limiti. Come hai potuto notare non c'è in ballo solo la misura delle onde ma le correnti (intensità e direzione) che, purtroppo, sono difficilmente quantificabili e prevedibili a tavolino. Le indicazioni per fare una previsione te le avevo già date ovvero: consultazione e confronto di più siti meteo (meteo, non previsioni di pesca), ricerca del momento in cui venti e pressione barometrica diminuiscono. Ti avevo anche avvisato che purtroppo la realtà spesso non coincide con le previsioni.
Per quel che riguarda il tuo quesito, ti posso portare la seguente evoluzione ipotetica

Al mattino mare molto mosso F 4/5 con venti forti provenienti da Est, 25 nodi -1010hPa.
Nel pomeriggio mare  mosso F3 con venti moderati da SO, 17 nodi -1015hPa.
Alla sera mare poco mosso F2 con venti deboli provenienti da O, 5 nodi -1020hPa .


Il momento ideale (sempre ipoteticamente) coincide con il pomeriggio in cui si verifica una riduzione dei venti, della forza del mare, un aumento di pressione e una significativa rotazione dei venti.
La cosa migliore, visto che non sei molto distante dallo spot è di controllare di persona. Nel caso specifico della tua battuta avresti dovuto levar le tende e ripresentarti dopo 6 ore.
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Giucos

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Risposta #22 il: Ottobre 04, 2017, 13:46:00
Grazie Oltremare... Sempre chiarissimo...

Il concetto sembra semplice, però poi guardo le previsioni meteo e mi trovo una situazione tipo quella che allego in foto...



A sx (venerdì) ad un certo punto comincio ad avere vento da sud-ovest (essendo la spiaggia di focene esposta a sud ovest, questo dovrebbe essere un vento favorevolissimo), ad un certo punto il vento gira completamente a NNE (la pressione in realtà non ha avuto un aumento significativo), mi aspetterei anche, vista l'esposizione della spiaggia, che le onde andassero a scemare... Invece aumentano!!!

Sabato (a dx) abbiamo tutto il giorno vento da NNE (che dovrebbe essere sfavorevole in quanto quasi alle spalle?!) e la pressione comincia ad aumentare in maniera significativa solo tra le 11:00 e le 20:00 (quando il mare poi si calma un po')...

Secondo quest'analisi quale, teoricamente, dovrebbe essere il momento più propizio?

Dove sto sbagliando nell'analisi?

Inoltre mi hanno anche spiegato che è importante osservare il colore dell'acqua e che l'acqua schiumosa e/o torbida dovrebbe essere un buon segno...

Scusate se sembro pesante... Ma ci tengo ad acquisire nozioni tecniche (che secondo me fanno la vera differenza fra un surfcaster ed un pescatore allo sbaraglio)...


Giucos

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Risposta #23 il: Ottobre 13, 2017, 10:38:42
Buongiorno,

sto cominciando a capire più o meno come funziona (anche se finora ho preso tutta roba da rilascio).

Per evitare di prendere "pesciolini", sto cercando di fare un minimo di selezione (ami dal 6 o 4 ed americano intero come esca)...

L'altra sera sono incappato (per ben due volte) in "qualche cosa" che mi ha "preso" e tirato per diversi metri (controcorrente) la lenza e poi mi ha tranciato di netto il trave (leggermente sotto il fast c)...

Un pescatore locale mi ha detto che trattasi di un comportamento tipico del serra...

domani notte (verso le 03:00) volevo provare ad insidiare questo predatore irruento e aggressivo...

Che montatura mi consigliate?
Che esca (correi provare con la sarda morta)...
l'orario è giusto (cos'altro c'è "in giro" a quell'ora)?

Inoltre (mi scuso se metto troppa carne al fuoco), sto cominciando a cercare la seconda canna da surf (badget circa 200 euro e ovviamente valuto anche l'usato), attualmente ho una trabucco iridium dynamic surf da 200g, cosa mi consigliate di affiancarci?

Grazie a chi mi potrà dare delucidazioni...

Un saluto a tutti...


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Risposta #24 il: Ottobre 13, 2017, 23:32:51
Ciao, una rottura appena sotto sotto la giunzione del trave mi suona strana e se si è verificata addirittura per due volte sono portato a pensare ad un'indebolimento del filo durante il confezionamento del trave.
Il serra circola in tutte le ore del giorno e della notte quindi qualunque momento può essere buono.
La montatura è piuttosto semplice: minitrave con long arm nylon + cavetto. Esca: va bene la sarda, meglio ancora i filetti di cefalo ma meglio sgallarli. Ti invito comunque a documentarti meglio leggendo i topic in evidenza riguardanti la pesca al serra.
Per la canna, se ti trovi bene con la Iridium perché non duplicarla?
P.S. in condizioni da surf per l'americano (XXL) adopero un Aberdeen 1/0 2/0.
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Risposta #25 il: Ottobre 16, 2017, 10:11:28
Ciao Oltremare,

io pensavo che le canne dovessero essere tutte diverse (a livello di casting ecc.)!!!

Effettivamente potrei duplicare la iridium, anche perché mi ci trovo abbastanza bene... Anche l'altra volta ho provato a lanciare con una veret idrhas premium 100/200... E me ne sono innamorato (nonostante sia una telescopica)!!!

Chiedo venia ma ho alcune lacune... Che significa sgallare i filetti di cefalo?

Questo WE intanto ho preso un altro cappottone allucinante (è anche vero che il mare era praticamente piatto e fino ad ora non ci sono state mareggiate e/o condizioni da surf)...



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Risposta #26 il: Ottobre 16, 2017, 11:10:56
Ciao, anche in questo caso penso che sia una questione di gusti personali. Personalmente pesco solo con coppie di canne gemelle e ci trovo anche un aspetto pratico: con due canne uguali percepisci immediatamente un movimento diverso di una delle due.
Non farti condizionare dalle prime impressioni che ti da una canna, per quel che mi riguarda se mi dovessero sottoporre la prova di 100 canne penso che ognuna mi piacerebbe più di quella prima  calabria
Sgallare significa flotterare, galleggiare, nel nostro caso equivale ad inserire un pezzo di polistirolo o altro materiale galleggiante all'interno del filetto.
Per esperienza ti posso dire che il periodo migliore a surf è quello che va da metà novembre a metà dicembre. 
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Risposta #27 il: Ottobre 16, 2017, 22:51:35
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Che montatura mi consigliate?

Ciao Giucos, se vuoi puoi dare uno sguardo alla mia guida sulla realizzazione di una Non sei autorizzato a visualizzare i link. Registati o effettua Login.

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Che esca (vorrei provare con la sarda morta)...
Che significa sgallare i filetti di cefalo?

Personalmente preferisco il cefalo alla sarda in quanto le sue carni sono più compatte e resistenti agli attacchi della minutaglia. Di solito utilizzo tranci ricavati da esemplari intorno ai 4 etti da cui, una volta eliminata la testa, la lisca e le interiora, ricavo due tranci. Il trancio lo innesco rivoltato, e cioè con la pelle all'interno e la carne all'esterno. Le interiora le utilizzo come "ripieno" del salsicciotto per sfruttare appieno il richiamo olfattivo che questa esca esercita sui nostri piccoli amici serra. Se il mare è calmo o leggermente mosso, nel trancio ci inserisco anche una fascetta di polistirolo per far sollevare l'esca dal fondo e renderla più visibile. Per rassodare il trancio eseguo diversi giri di filo elastico sinché non avrà assunto la classica forma a "salsicciotto". Probabilmente non servirà a nulla, ma mi piace lasciare la coda attaccata ad uno dei due tranci, che di solito è quello che utilizzo per primo.

Infine, se mi permetti, ti consiglio:

1 - di lasciar sporgere gli ami dal trancio in modo tale che, in caso di abboccata, possano agire più efficacemente;
2 - di ridurre il più possibile la distanza fra loro per evitare mangiate a vuoto.




Giucos

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Risposta #28 il: Ottobre 30, 2017, 13:28:28
Buongiorno a tutti,

 

ieri finalmente ho avuto il piacere di pescare in condizioni quasi da surfcasting...

 

Inizialmente il mare era una tavola, dopo 2 ore si è gonfiato sensibilmente...

 

Quindi ho potuto collaudare l'ultimo acquisto... Trabucco cassiopea XTR 200g

 

Mi sono sorti alcuni dubbi...

 

Di fronte a me, inizialmente, una situazione come da foto, in cui avevo un unico lunghissimo frangente a circa 25 m, poi uno sotto costa (fondo però bassissimo) ed uno più piccolo (a circa 30/35m).

 



 

I canali paralleli sembrano evidenti (e io li mi sono piazzato)... Ma... Voi dove avreste lanciato?

Successivamente la situazione é cambiata molto ed avevo difficoltà ad individuare i punti giusti... sembrava tutto "mischiato", poco chiaro... spostandosi a distanza la situazione si faceva piu chiara, ma avvicinare per lanciare... Non si capiva più niente...
 

Inoltre, studiando a fondo lo spot che ormai frequento assiduamente da settembre, ho trovato un'immagine interessante da Google earth... Allego l'immagine... In queste condizioni marine (i frangenti più evidenti dove sono presenti alcuni scogli, sono a circa 40m) dove vi metteresti e perché?



Quando mi metto nei canaloni paralleli, la vetta si muove in continuazione ( piombo a palla da 150 g)... Quindi immagino che il piombo sotto l'azione delle correnti, "spiombi in continuazione... Dove sbaglio?



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Risposta #29 il: Ottobre 31, 2017, 00:08:19
Ciao, premesso che in linea di massima le foto non rendono l'esatta condizione del mare (lo appiattiscono), onestamente, nella foto in questione siamo in assoluta condizione di PAF. Se osservi il mare un pochino in lontananza noterai un'assoluta calma piatta. Il frangentino esterno e il movimento che si crea tra questo e la battigia sono troppo vicini e per di più su un fondale basso. Ad ogni modo, in mancanza di altro hai fatto bene a lanciare l'esca dove c'era un pochino di movimento. In queste condizioni potresti lanciare appena oltre il frangente esterno e, se la prospettiva non mi inganna, a destra della canna sulla destra (scusa il gioco) mi pare che il frangentino sia un pochino più distante. Anche la formazione di scogli che si vede a sinistra nella seconda foto è da tenere in conto ma è meglio lanciare sui due estremi per evitare di agganciarsi durante il recupero.
Quando vai ad osservare il mare da lontano o dall'alto individua anche dei riferimenti sulla spiaggia (un masso, una zona più scura ecc.) perché quando poi ti avvicini al mare è normale che non ti orienti più. Personalmente cerco di individuare per primi i canaloni perpendicolari che, a mio giudizio, sono quelli meno volubili.
Se il cimino balla ma il filo rimane comunque teso non si tratta di spiombamento  ma di un normale movimento dovuto all'azione delle onde, anche se piccole, sul filo: succede spesso sulle spiagge basse, specie sulle canne non ripartite. Vedo che tieni le canne abbastanza inclinate, prova a tirarle su, quasi in perpendicolare 
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Giucos

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Risposta #30 il: Gennaio 29, 2018, 09:32:52
Buongiorno a tutti,

Scrivo dopo una lunga assenza... ma in questo periodo non ho comunque smesso di pescare... mi sono schiattato di freddo intere notti... ho fatto centinaia di km per trovare spot ideali...  ma niente... ho collezionato cappotti su cappotti, ma ho collezionato anche esperienze diverse e confronti con pescatori locali...

sabato pomeriggio/notte (in scaduta avanzata)... qualcosa si é sbloccato...

ero in pesca dalle 15.00, le alghe mi costringevano a recuperare spesso e ripulire tutto... a malapena stavo in pesca (veramente troppe alghe) ed ero costretto a pescare nel sottoriva...

Poco prima del tramonto... parte una delle 3 canne trabucco cassiopea xtr 200g)... in bobina avevo uno 0.30, shock conico e trave 0.55 di 2m.... bracciolo alto dello 0.30 di circa 1.8 m... amo2/0 e trancio di cefalo innescato...

10 minuti di sofferenza... a tratti non sentivo resistenza ed a tratti
non riuscivo a recuperare (ad un certo punto ho pensato di avere preso un bancone di alghe!).... finalmente vedo qualcosa... ed era lei... una regina da 2.6kg... e chi l'aveva mai pescato un animale del genere!

Continuo felice la mia pescata fra foto e telefonate... ormai si fa notte e il freddo diventa e "doloroso"...

Quando tutto sembrava fermo (01:00 di notte) e decido quasi di smontare, spiomba una delle tre canne (tubertini odyssea 200g) in bobina uno 0.26 con trave 2m e bracciolo 1m sopra e 1.5m sotto (0,30)... ami n1 aberdeen e con cannolicchio sopra e americano sotto...

non vedo altri movimenti in vetta, ma decido di controllare... arrivato quasi sul bagnasciuga le alghe mi fermano nel recupero... poggio la canna e vado a pulire il cimino... ma sento dei forti colpi... guardo... qualcosa in acqua si agita... recupero la lenza a mano... ed é lei... una bellissima ombrina da un kg tondo tondo...

La Prendo e la porto sulla spiaggia... ma contemporaneamente parte la prima canna (trabucco dynamic surf 200g, in bobina 0.30 e trave da 1.5m con terminale alto da 1.5 m.... esca americano su un abeerdin da 1)... un recupero abbastanza veloce... e trovo una bella spigolotta da circa 600 g...

Ho continuato la pesca ( senza telefonare piu a nessuno)... alle 06 sono rientrato  a casa... morto di freddo... pieno di dolori... ma soddisfattissimo!!! Se riesco posto un paio di foto (dal tel non sempre riesco)...

La fortuna del principiante mi ha assistito...

Un saluto a tutti!









kimura

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Risposta #31 il: Gennaio 29, 2018, 14:00:12
Complimenti Giucos, ormai non è più fortuna del principiante..è perseveranza della tua passione, la fortuna, quella è trovarsi nel posto giusto il momento giusto. Un "piccolo" consiglio, quando ci sono le alghe devi avere in bobina un 35/40 diretto in base ai piombi da usare altrimenti sul nodo dello shock leader come ti è capitato vanno ad intrappolarsi le alghe e potresti perdere la cattura da sogno...e, quando vedi la canna spiombata controlla sempre, anche lì soprattutto potrebbe capitare una spigolona che viene verso riva e restare li ferma per un lasso di tempo!!
Quando le circostanze ti suggeriscono di arrenderti : è il momento di perseverare, è allora che tutto avrà inizio.


Giucos

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Risposta #32 il: Gennaio 30, 2018, 09:52:21
Grazie kimura...

La settimana scorsa ho trovato un filo da mettere in bobina i cui ultimi 20 m passano da 0,28 a 0,57...

non avendo nodi in giro è comodissimo... ma comunque ste benedette alghe mi ossessionano...

Dove ci sono nodi in genere metto tubicini salvanodi... va un pò meglio... ma è sempre fastidioso... a volte i piombi (anche piramidi da 190), camminano per metri e metri... quindi sono costretto a recuperare, pulire e rilanciare...

Invece una domanda più tecnica... In giro ho sentito diverse teorie sulla lunghezza del bracciolo rispetto al trave (parlo di short/long rovesciato)... Mi spiego...

C'è chi sostiene (in questa zono l'ho sentita da diversi pescatori), che a mare molto mosso è consigliabile un bracciolo che vada oltre il piombo (quindi più lungo del trave) e man mano che si calma, invece, pare sia consigliabile avere il bracciolo più corto del trave...

Questo discorso a prescindere dai diametri... perchè qualcuno pescava con trave 2 m, bracciolo superiore 2,1 m... il mare era in scaduta (ma c'era molta corrente) e adoperava uno 0,40... qualcun altro invece con un trave da 1.3 m e bracciolo da 1.5 m con diametro 0,30.... però il concetto era lo stesso...

Io avevo un classico paternoster con bracciolo di un 1,2 m sotto (0,30) e circa 80 cm sopra (dove ha abboccato l'ombrina)... e uno short rovesciato (1m bracciolo su trave 2 m)  dove ho preso spigola e spigoletta...

Ci sono degli effettivi "riscontri" tecnici su questa "storia"??


Evoluzione170

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Risposta #33 il: Gennaio 30, 2018, 16:30:28
Ciao, ti premetto che non sono un grande esperto, però ti dico come uso io i braccioli, solitamente con molta corrente e mare mosso se non voglio accorciare eccessivamente  il terminale alzo il diametro del filo , comunque se la corrente e troppa tendo a non esagerare con la lunghezza solitamente rimango sul 1,1-1,2 Mt. Per le alghe cerco anche io di evitare nodi di troppo oppure di coprirli per quanto possibile con dei tubetti o termostringente.


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Risposta #34 il: Gennaio 30, 2018, 19:04:40
Ciao Giucos, ogni pescatore ha la sua preferenza per la realizzazione dei propri  travi..fondamentale è  per la regina rendere la nostra esca più fluttuante e naturale possibile,, per la mia esperienza soprattutto con mare formato  lo short rovesciato (che mai deve superare il piombo) è quello che si comporta meglio di tutti anche con mare quasi impossibile, il mio trave è 170 cm con bracciolo da 150 cm..0,30 in scaduta e 0,40 con mare formato, con girella e perline costruito a regola d'arte ti assicuro che la nostra esca rimane al 99% sempre in pesca!! Riguardo al piombo che va a passeggio per via delle correnti..non è sempre un fattore negativo..
Non dispiacerebbe qualche commento degli amici che hai  interagito precedentemente su questo topic,, hanno più esperienza..sono sempre ben  accetti dei buoni consigli    Nel frattempo vorrei approfittare rivolgere un saluto all'amico Oltremare!!
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Risposta #35 il: Gennaio 31, 2018, 00:26:48
Ciao a tutti. Intanto i complimenti a Giucos per la bella cattura. Se lo spot che frequenti è foriero di ombrine puoi fare una ricerca più mirata utilizzando dei cannolicchi freschi o l'americano su bracciolo alto. Per quanto riguarda la discussione che è venuta fuori volevo ricordare che nel glossario classico del surfcasting uno short, sia basso che rovesciato, è un bracciolo di lunghezza intorno agli 80/120 cm. tutto ciò che è più lungo viene classificato tra i braccioli long. Detto questo, per il mio modesto parere ognuno pesca come ritiene, tanto sarà il mare a far notare gli errori commessi e indurre il pescatore a porvi rimedio. Per quanto riguarda lo short rovesciato (ma anche il long rovesciato) è consuetudine far arrivare l'amo a qualche centimetro sopra il piombo. Questa regola consente il clippaggio del bracciolo, operazione molto utile a surf, ma anche perché soluzioni in cui il bracciolo è più lungo del trave non garantiscono, almeno per la mia esperienza, un'altrettanto ottima tenuta. Devo confessare che a PAF invece qualche volta mi è capitato di risolvere la serata facendo andare l'amo oltre il piombo, per cui le "teorie" che hai sentito hanno valore per condizioni di mare calmo/poco mosso (d'altronde braccioli da oltre due metri a surf fanno sorridere). Ci sono poi delle preferenze personali: io, ad esempio, ho una predilezione per i braccioli lunghi e qualche volta, pur di tenere in pesca un long arm dedicato alla spigola sono arrivato ad usare lo 0.60 come diametro. Quando onde e corrente non concedono tregua si può arrivare anche ad un pater noster con braccioli da 20/25 cm.
P.S. un carissimo saluto anche a te Kimura  calabria
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Risposta #36 il: Gennaio 31, 2018, 22:04:42
Ciao Giucos, complimenti per l'ottimo risultato e per il bel report ... 
Personalmente, al di là del tipo di calamento utilizzato, tendo a ridurre la lunghezza del terminale all'aumentare del moto ondoso.


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Risposta #37 il: Febbraio 01, 2018, 00:11:43
A proposito dello short rovesciato "per fare due  chiacchiere"  è sempre sempre stato descritto come il trave che solleva l'esca da terra... Invece facendo 2 conti tra l'altezza della canna compreso di picchetto e la profondità media del fondo ad una distanza media di 40 mt,, risulterebbe che all'altezza dello snodo del bracciolo la nostra girella  si solleva dal fondo di circa 20 cm!! Personalmente ho dedotto che non solleva affatto l'esca da terra ma che la vera particolarità dello short rovesciato è quello di non insabbiare la girella ed essere libera per fare il suo lavoro in modo eccellente  tra le correnti della mareggiata!!
Surfmaster, Oltremare, siete d'accordo??
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Risposta #38 il: Febbraio 01, 2018, 19:19:11
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Surfmaster, Oltremare, siete d'accordo??

Ciao kimura, secondo me bisogna tener conto della conformazione del fondale. Dalle mie parti, ad esempio, nel Salento, la maggior parte delle spiagge degrada molto dolcemente, pertanto lanciando l'esca ad una quarantina di metri ed utilizzando un terminale corto, si può riuscire anche a non far toccare il fondo all'esca.
Giusto per curiosità, dalle tue parti a 40 metri dalla battigia, che profondità si trova?


kimura

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Risposta #39 il: Febbraio 01, 2018, 22:59:59
Ciao Surfmaster, oh Dio non vorrei sfatare il mito dello short rovesciato che solleva l'esca da terra..e, che sono come san Tommaso devo sempre testare qualsiasi teoria. premettendo che non sono affatto un genio della matematica..assolutamente, ho fatto semplicemente due conti,(soprattutto su un fondale basso) che digrada lentamente: ho calcolato  la percentuale della  pendenza su ogni metro della nostra lenza: considerando una canna da surf di 4,20 mt, un picchetto da 1,30 mt che sottraendo l'innesto della canna nel bicchierino e l'ancoraggio nella sabbia, avremmo 4,20 più 0,80 mt di picchetto, un'altezza quindi della vetta di circa 5 mt,, supponendo un'altezza del  fondale non proprio bassissimo a circa 40 mt dalla battigia di 3,5 mt, risulta che abbiamo 8,5 mt di dislivello dalla vetta al piombo a 40 mt di distanza,, calcolando ora la pendenza 8,5:40 viene fuori che partendo dal piombo la lenza si solleva da terra di 0,21 mt su ogni metro di lenza, quindi su un trave dove lo snodo è posto a 1,5 mt dal piombo la girella si solleva da terra di 31 cm.. se poi vogliamo calcolare la curva della lenza, la quale nella lunghezza perde "qualche centimetro" per quanto possiamo tenerla tesa... ecco che il nostro short rovesciato (che rimarrà sempre il mio preferito).. con un bracciolo lungo 80 cm non solleva l'esca da terra!!  Il discorso ovviamente cambia su un fondale alto e magari ad una distanza più corta!!
Spero non avervi annoiato  ;D
un saluto a tutti.    
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