ROBERTO PRAGLIOLA

Gli uomini che hanno fatto la pesca nel nostro paese

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STANILAO KUCKIEWICZ ROMIKA

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SOGNI D’INVERNO

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IL MIO APPROCCIO ALLA TLT

Il mio approccio alla TLT

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NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo

Dressing: Ninfa di stone fly di Antonio Vitolo

NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo NINFA DI STONE FLY di Antonio Vitolo

Canne e Code

IL dubbio della scelta

canna


L’apertura  della pesca alla trota è imminente e per i pescatori a mosca è arrivato il momento di mettere a punto l’attrezzatura rimasta pressoché inattiva per un lungo periodo.
Molti amici , utenti di questo forum, che hanno avuto la bontà e la pazienza di “leggermi”nella sezione mosca e che vorrebbero iniziare con questa tecnica, manifestano alcuni sacrosanti dubbi sull’attrezzatura adatta per le varie esigenze.
La canna e la coda ideali. E’ questo lo scoglio principale per qualsiasi autodidatta, e come tale lo è stato anche per me con l’aggravante che ai miei tempi non avevo ne internet ne tanta letteratura presente oggi sull’argomento.
Chi ha avuto la pazienza di leggere il topic “Parliamo di TLT”avrà capito che i miei gusti sono rivolti verso la mosca secca e le code leggere che hanno il grande pregio di disturbare di meno i nostri amici pinnuti.
L’utilizzo di queste code, però, comporta sacrifici e allenamento nel lancio.
E’ certamente più agevole lanciare una coda del N° 5 – 6 o superiore che una del N° 2 – 3 in quanto, anche con una canna morbida e lenta, se ne riesce ad avvertire il peso sul vettino.
Nel caso delle code leggere, invece, abbiamo bisogno di una maggiore tensione per sentirle e poterle lanciare.
Riprendiamo per un momento un discorso fatto a suo tempo sempre nella stessa sezione.
Partiamo da due elementari concetti di fisica: La grandezza fisica che permette lo spostamento di un corpo di una determinata massa è la Forza, questa è definita come il prodotto della massa del corpo per l’accelerazione ( F= m x a ). Da questa semplice equazione si deduce che se si vuole imprimere una determinata forza, ad una massa minore deve corrispondere un’accelerazione maggiore.
Inoltre, la Velocità con cui un corpo si muove nello spazio è definita come il rapporto tra lo Spazio percorso ed il Tempo impiegato ( V = S/T ), quindi se vogliamo aumentare la velocità basta far percorrere al corpo, lo spazio in un minor tempo possibile.
Nel caso del lancio della coda di topo, lo spazio consiste nell’escursione del braccio e della canna; quindi per muovere una coda di massa ridotta si ha bisogno di una maggiore accelerazione e velocità, conseguentemente la canna deve possedere una certa rigidità conservando comunque un’azione parabolica progressiva.
Secondo il mio modesto parere e la mia esperienza, tutto ciò si può ottenere abbinando la coda leggera (N° 2-3) ad una canna costruita per una più pesante (N° 4- 5). Il perché è subito detto:
La canna che può utilizzare una coda N°5 adoperata con una del N° 3 conserva la rigidità necessaria oltre ad una riserva di energia ( la canna non è mai sotto sforzo) che permettono di velocizzare al massimo la coda.

p.s. Per completezza io utilizzo una coda DT 3 con un buona canna di 7,6” per code 4/5.

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