Acqua, oro blu? Un italiano su tre scarica i liquami direttamente in mare

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^VITTORIO^

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Oro blu, equilibrio mondiale con i Paesi in via di sviluppo, acquedotti colabrodo e rispetto per Sorella Acqua. In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua sono quasi sempre questi i temi ricordati. In Italia sarebbe bene concentrarsi, sulle nostre vere emergenze: un cittadino su quattro non è collegato alle fognature e un cittadino su tre scarica direttamente i liquami a mare, senza passare per la depurazione. Riconoscere valore all’acqua, significa prendersene cura con i fatti.

La mia provocazione è per spiegare che ogni Paese, in relazione all’acqua, ha una necessità differente. Da noi c’è un’urgenza sulla depurazione per il cronico ritardo che abbiamo verso l’UE. Una ritardo che ci costerà 700 milioni l’anno di sanzioni dalla Corte UE, se non ci sbrighiamo a costruire depuratori.

Nei Paesi OCSE più evoluti del nostro, dove per ciascun abitante si investono 80 euro l’anno dedicati al servizio idrico, con punte di 160 euro/anno in Danimarca -  contro i nostri 30 euro l’anno – le necessità sono meno ingenti, le reti idriche perdono di meno e gli standard ambientali sono rispettati. Nei Paesi in via di sviluppo ci si deve concentrare sull’approvvigionamento e molte aziende italiane potrebbero contribuire alla realizzazione di acquedotti e di infrastrutture se venisse riconosciuto – come chiediamo da tempo – l’accantonamento dell’1% delle bollette a favore delle iniziative di cooperazione internazionale. Non beneficienza, progetti industriali.

L’acqua è un valore ma spesso le nostre istituzioni, la politica e le associazioni, si limitano ad affermarlo più a parole che nei fatti. Riconoscere valore all’acqua significa prendersene cura, realizzando 3 miliardi all’anno di investimenti per i prossimi 20 anni, concentrandosi sulla depurazione delle acque che scarichiamo per non lasciare ai nostri figli un mostruoso debito ambientale.

di Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Federutility
Fonte: greenreport.it
Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell'onda.
L'alta marea cancellerà l'impronta e il vento svanirà la schiuma.
Ma sempre spiaggia e mare rimarranno.
Kahlil Gibran


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Varnon

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Purtroppo in Italia manca la cultura dell'acqua, basti pensare che circa il 35% dell'acqua immessa nelle tubature nazionali&comunali viene dispersa e quindi persa, o al problema delle acque piovane mal incanalate che producono poi danni a città o posti con frane o intasamenti.

Tornando invece al discorso principale, ovvero acque reflue che finiscono nel mare, dovremmo semplicemente capire che è una cosa che danneggia noi stessi. Chi si fa il bagno in quel mare? Chi ci va a pescare? Chi ha lidi, ristoranti, hotel, campeggi e chissà quant'altro legato con il turismo marino?? Ma anche se di questo una parte della popolazione ci vive, non riusciamo minimamente a rispettare il mare e l'ambiente. e pensare che la costruzione ed il mantenimento di impianti di depurazione potrebbe dare lavoro ad altre persone, così come la ricerca e sviluppo su nuovi metodi di filtrazione, o sul riutilizzo degli scarti che provengono da questi impianti.
Ma invece preferiamo inquinare il mare e quello che ci circonda, vivendo in un posto sempre peggiore, ed evitando di prendere quanto di buono invece potremmo ricevere in maniera ecosostenibile.


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