Sea Shepherd vince i Giapponesi 2 a 0

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Author Topic: Sea Shepherd vince i Giapponesi 2 a 0  (Read 5751 times)

Renato 68

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on: March 13, 2012, 11:57:37
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Reply #1 on: March 13, 2012, 12:50:43
 

Direi che la comunità internazionale dovrebbe fare qualcosa per fermare queste stragi ricorrenti, ma trattandosi di una nazione 'forte' come quella giapponese, ovviamente non prendono provvedimenti. ;D


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Reply #2 on: March 14, 2012, 09:42:39
Sea Shepherd: i giapponesi gettano la spugna – salve le balene dell’Antartico
Sei anni di successi e per il prossimo dicembre scende in campo un esercito di volontari

Si è conclusa la battaglia navale nel mare dell’Antartide.
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La nave macello giapponese Nisshin Maru, nuovamente raggiunta dalla nave di Sea Shepherd Bob Barker, ha definitivamente lasciato i luoghi di caccia. Con lei anche le navi arpionatrici che avevano tentato in tutti i modi di ostacolare la Bob Barker comandata dallo svedese Peter Hammarstedt. La flotta giapponese, secondo quanto comunicato da Sea Shepherd, ha ora lasciato le acque del Santuario delle Balene nell’oceano del sud ed una delle navi arpionatrici è stata avvistata ormai distante sulla strada del ritorno in Giappone. In tutto 17.000 miglia di inseguimento, che hanno lasciato pochissimo tempo per uccidere le balene.

Caccia abbandonata in anticipo e pieno successo dell’operazione “Divine Wind”. Il sesto intervento della flotta di Sea Shepherd, si conclude ora ottimamente. I giapponesi, infatti, sono riusciti a catturare solo il 30% di quanto previsto. 768 balene salve e tutto grazie a Sea Shepherd. Nella stagione 2006-2007 ne erano state uccise 511, mentre 524 furono salvate. L’anno successivo ad essere arpionate furono in 551, ma 484 riuscirono a scamparla grazie alle operazioni in mare condotte dagli ambientalisti. Seguirono le 861 morte nella stagione 2008-2009 (354 salvate) e le 507 dell’anno successivo (salvate 528). Ben 863 furono salvate l’anno scorso, quando a rimanere preda degli arpioni giapponesi furono solo in 172. Ed infine “Divine Wind” e l’ottimo risultato di quest’anno. 768 balene salvate su 1045 previste.

Secondo le parole del Capitano Paul Watson, si definisce “economically sinking” ovvero l’affondamento economico del business collegato all’attività della flotta baleniera. Con la nave di Sea Shepherd alle calcagna, i costi si alzavano eccessivamente. Da un lato le iperboliche cifre dell’industria baleniera giapponese e dell’altro i ben più ridotti budget di chi ha messo in prima fila le proprie motivazioni ed un grande amore per la vita ed un ideale di giustizia. Non ci sono armi più forti, dicono da Sea Shepherd.

Per il prossimo dicembre è già pronta l’operazione “Cetacean Justice”. Quattro navi, due elicotteri, quattro droni e 120 volontari. Tutti per le balene dell’Antartico.

FONTE: GEAPRESS
Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell'onda.
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Reply #3 on: May 16, 2012, 19:07:20
Germania: arrestato a Francoforte leader Sea Shepherd Watson
Su di lui mandato arresto Costa Rica per attacco nave

(ANSA) - BERLINO, 14 MAG - E' noto per le sue battaglie animaliste e agli occhi dell'opinione pubblica internazionale è una sorta di corsaro buono, che dedica la sua vita in difesa degli oceani. Ieri però Paul Watson, 61 anni, di origine canadese, leader di 'Sea Shepherd', è stato arrestato in Germania a Francoforte e oggi il fermo è stato convalidato. Su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale, emesso in Costa Rica. L'attivista, atterrato a Francoforte, è stato arrestato proprio all'aeroporto. E il provvedimento ha già sollevato polemiche, anche in Germania. L'eurodeputato Verde Daniel Cohn Bendit ha annunciato l'intenzione di spendersi col governo tedesco per la liberazione di questo leader della protezione degli animali. Ritiene l'arresto "aberrante", ha detto alla France Presse. Il fatto per il quale Watson è finito in detenzione risalirebbe al 2002: l'attivista, secondo quanto ha spiegato un portavoce della procura dell'Assia, è accusato di aver attaccato una nave del Costa Rica, in acque guatemalteche. Avrebbe prima minacciato e poi sferrato un attacco all'equipaggio con un cannone ad acqua ed ora il Costa Rica chiede la consegna di Watson alla giustizia locale, e in Germania si aspetta la decisione del Tribunale. L'avvocato di Watson Oliver Wallasch ha annunciato l'intenzione di mobilitare l'opinione pubblica contro una decisione ritenuta assurda, riferendo che il suo cliente è costernato. Secondo un militante dell'associazione, inoltre, Watson è stato colto assolutamente di sorpresa: ha sempre viaggiato senza problemi, col suo passaporto, ed era già venuto altre volte anche in Germania. Ex militante di Greenpeace Watson ha fondato negli Usa la sua associazione, una organizzazione non governativa, nel 1977.(ANSA).
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Reply #4 on: January 08, 2013, 14:29:43
In campagna contro baleniere Giappone in oceano Antartico

ANSA) - SYDNEY, 8 GEN - L'ex leader dei Verdi australiani Bob Brown, ritiratosi dalla guida del partito e dal Senato lo scorso aprile dopo 26 anni di attività parlamentare, sarà l'uomo di punta nell'imminente campagna del gruppo ambientalista radicale Sea Shepherd, che come ogni estate australe si prepara a ostacolare con azioni di disturbo le baleniere giapponesi nell'Oceano antartico.

Azioni legali hanno costretto il fondatore e leader, Paul Watson a dimettersi da presidente della sezione Usa di Sea Shepherd dopo più di tre decenni al timone. Brown, vecchio amico di Watson, ammira l'attivismo del gruppo, ha detto, nel tentare di impedire la caccia delle balene nel loro santuario antartico.

"E' un onore guidare la campagna di Sea Shepherd la cui missione, sostenuta dalla maggioranza degli australiani, è di proteggere quasi 1.000 balene dal massacro", ha detto dopo l'annuncio a Hobart in Tasmania. Watson è in acque internazionali a bordo della Steve Irwin, ammiraglia della flotta di quattro navi con a bordo otto gommoni, un elicottero, tre droni e oltre 100 attivisti-marinai. Watson è ricercato dall'Interpol su richiesta del Giappone per danni alla sua flotta e ostruzione di attività commerciale, in seguito a un episodio nel febbraio 2010, quando un attivista di Sea Shepherd ha abbordato una baleniera per tentare di 'arrestare' il comandante per reati ambientali. E' anche ricercato dal Costarica in seguito a un incidente legato a una campagna contro la pesca degli squali. Un tribunale Usa ha intimato alla flotta di protesta di non avvicinarsi più di 450 metri alle baleniere. La scorsa estate il Giappone aveva dovuto interrompere la caccia 'scientifica' ai grandi cetacei a causa degli attacchi di Sea Shepherd, dopo aver catturato solo 172 balene, un quinto della quota. (ANSA).
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Reply #5 on: February 07, 2013, 06:33:09
Ancora nessuna balena uccisa in oceano australe

(ANSA) - SYDNEY, 4 FEB - La flotta baleniera giapponese non e' riuscita ancora ad uccidere una sola balena, nell'annuale caccia 'scientifica' di ogni estate australe nei mari antartici, trasformatasi in un duello ad alta velocita' con gli ecopirati di Sea Shepherd, che quest'anno usano tattiche sofisticate, con droni ed elicotteri.

''Stiamo inseguendo la flotta giapponese e non hanno ancora sparato un solo arpione'', ha detto il comandante Paul Watson, fondatore del gruppo, parlando per telefono satellitare dall'ammiraglia Steve Irwin. La campagna di quest'anno, la nona, soprannominata Operazione Tolleranza Zero, e' la piu' grande finora, con quattro navi e oltre 120 maninti-marinai. Sea Shepherd dichiara di aver salvato le vite di 4.000 balene nelle ultime otto stagioni, con campagne di disturbo sempre piu' incisive. ''Non tollereremo la morte di una sola balena'', ha ribadito Watson.

La flotta giapponese copre attualmente un'area di centinaia di chilometri quadrati attorno all'isola australiana di Macquarie, 1.400 km a sudest della Tasmania. Una delle navi di Sea Shepherd, la Brigitte Bardot, ha intercettato la settimana scorsa la nave arpionatrice Yushun Maru tre, a nord rispetto ai banchi di krill di cui si nutrono le balene.

''La latitudine in cui l'abbiamo trovata e' lontana dal continente antartico e dato che le grandi concentrazioni di balene si trovano vicino alla costa, significa che non hanno ancora cominciato la caccia'', aveva annunciato su Twitter il comandante Jean Yves Terlain. La scorsa estate il Giappone, che sfrutta una scappatoia del Trattato baleniero internazionale, era stato costretto a interrompere prematuramente la caccia 'scientifica' a causa degli attacchi di Sea Shepherd, dopo aver catturato appena 172 balene, un quinto della quota prefissata.(ANSA).
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Reply #6 on: February 07, 2013, 14:42:34
Con il massimo rispetto per i poveracci morti ad Hiroshima e Nagasaki, ma qualche bombetta atomica su queste baleniere forse risolverebbe il problema 
Grazie Vittorio per gli aggiornamenti su questa piaga.
STATE TRANQUILLI.........LO SHOCK LEADER NON MORDE

TUTTO QUEL CHE DICO SONO MIEI PARERI PERSONALI

PREFERISCO DI GRAN LUNGA CHI SI ESPONE ALL'ERRORE A CHI SE NE STA ALLA FINESTRA A GUARDARE (cit. Peppino)

- se peschi festeggia con una bottiglia di vino e del buon cibo - se non peschi consolati con una bottiglia d vino e del buon cibo -  (motto del gruppo PAM & PAM)


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Reply #7 on: February 08, 2013, 09:03:17
Non serve l'atomica, bastano una cassa di missili dal mercato nero e  il problema è risolto.


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Reply #8 on: February 08, 2013, 19:43:47
Il settore resta 'a galla' solo grazie ai massicci aiuti del governo che usa i fondi per i danni dello tsunami.

TOKIO - L'industria della pesca alle balene giapponese e' allo stremo e, secondo un rapporto pubblicato oggi dall' International Fund for Animal Welfare (Ifaw) che si basa su dati resi noti dal governo giapponese, deve essere sostenuta da sovvenzioni pubbliche. Origine della crisi il calo dei consumi di carne di balena, una volta estremamente popolare nella cucina dei giapponesi che oggi preferiscono differenziare il loro fabbisogno di proteine.

IL RAPPORTO. Ifaw, che e' contraria alle sovvenzioni governative, sostiene nel suo rapporto che lo scorso anno al settore della pesca alle balene sono stati dirottati fondi per oltre 17 milioni di euro che in un primo tempo erano stati stanziati per i danni provocati dallo tsunami del marzo 2011. L'istituto propone quindi al governo di Tokio vincolare le sovvenzioni alla trasformazione delle baleniere in imbarcazioni per il 'whale watching', a disposizione della ricerca e del turismo. ''La caccia alle balene, si sostiene nel documento, e' un'attività' in perdita che sopravvive solo grazie ai sussidi governativi''.

LA PROTEZIONE DEI POLITICI. L'opzione non sembra facilmente praticabile: nonostante l'opposizione di Paesi come l'Australia e la Nuova Zelanda, la caccia alle balene resta una delle attività significative della flotta da pesca giapponese, protetta dai politici che hanno il loro bacino elettorale nelle comunità costiere dove insistono le infrastrutture cantieristiche e di lavorazione del pescato. Il consumo di carne di balena e' crollato all'1% rispetto al picco degli anni 60, il Paese cattura circa 950 cetacei l'anno e l'invenduto e' di circa 5000 tonnellate all'anno.

FONTE. tg1.rai.it
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Reply #9 on: February 18, 2013, 21:12:23
La denuncia da parte del gruppo ecologista Sea Shepherd

(ANSA) - SYDNEY, 18 FEB - Gli attivisti del gruppo ecologista radicale Sea Shepherd denunciano che la flotta baleniera giapponese ha ucciso venerdi' scorso una balena dal rostro (minke) di grandi dimensioni in acque territoriali australiane al largo dell'Antartide, presso la base di ricerca Davis. Foto dell'incidente sono state diffuse sul sito web del gruppo, che con una flotta di quattro navi attrezzate con droni ed elicotteri e con a bordo oltre 120 maninti-marinai, ostacola come in ogni estate australe la caccia 'scientifica' dei giapponesi in acque antartiche. Il fondatore del gruppo e comandante della flotta di protesta, Paul Watson, ha detto che quando gli attivisti hanno cercato di bloccare il trasferimento della carcassa arpionata da una nave all'altra, i balenieri adirati hanno cercato di speronare la loro nave. ''Erano nettamente dentro la zona economica esclusiva dell'Australia, che e' designata come santuario nazionale delle balene'', ha aggiunto. Secondo il ministro dell'Ambiente Tony Burke ''il punto cruciale non e' in quale parte d'oceano avvenga l'uccisione: la posizione dell'Australia e' che e' comunque illegale. Per questo abbiamo citato in giudizio il Giappone presso la Corte internazionale di giustizia''. ''Sarebbe insostenibile seguire la strada di argomentare che in parte dell'oceano e' accettabile uccidere balene e non in altre parti''. (ANSA).
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Reply #10 on: February 18, 2013, 21:31:17
Che strano, il Giappone, si parla e ho pure sentito da chi ci ha vissuto, di come i suoi abitanti siano rispettosi e diligenti (quasi eccessivamente); ma certi fatti fanno inorridire, come può un paese così evoluto, in tutti i campi, rimanere fissato su questi che si possono definire dogmi e non capire che l'ambiente ha i suoi cicli.
 ;D
Sperando in provvedimenti...


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Reply #11 on: February 20, 2013, 17:47:33
Attivisti Shepherd: “speronamento intenzionale”

Gli attivisti della compagnia Shepherd, fondata da Paul Watson a difesa delle balene hanno accusato una nave giapponese dedita alla caccia dei cetacei di aver speronato intenzionalmente 2 delle loro navi, mercoledì, vicino all’Antartico.

Un’accusa che il vascello giapponese ha respinto, addebitando agli attivisti la responsabilità per quanto accaduto.

Il fondatore di Shepherd ha raccontato che mentre era a bordo della nave Steve Irwin, la baleniera giapponese Nisshin Maru ha provocato la collisione con quella e un’altra nave-cisterna, urtata accidentalmente. Un impatto pericoloso, data la presenza del carburante.

La compagnia giapponese smentendo ha incolpato a sua volta la Shepherd boats, affermando che l’offensiva è partita dagli attivisti, contro la Nisshin Maru, durante il rifornimento di carburante, nonostante l’avvertimento verbale.

Nessuno è rimasto ferito durante la collisione, ma l’imbarcazione giapponese è rimasta danneggiata. Quanto accaduto non sarebbe il primo episodio.
Gli attivisti accusano i titolari delle baleniere giapponesi di nascondere interessi commerciali, al di là degli scopi scientifici dichiarati.
Le autorità australiane chiamate ad esprimersi in merito alla collisione, cercano prove per ricostruire la dinamica dell’accaduto e attribuire eventuali responsabilità.

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FONTE: youreporternews.it
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Valerio59

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Reply #12 on: February 20, 2013, 23:29:19
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(ANSA) - SYDNEY, 18 FEB - Gli attivisti del gruppo ecologista radicale Sea Shepherd denunciano che la flotta baleniera giapponese ha ucciso venerdi' scorso una balena dal rostro (minke) di grandi dimensioni in acque territoriali australiane al largo dell'Antartide, presso la base di ricerca Davis. (ANSA).


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Reply #13 on: February 24, 2013, 01:49:10
Tokyo, sospensione è temporanea


(ANSA) - SYDNEY, 22 FEB - Cantano vittoria gli attivisti del gruppo ecologista radicale Sea Shepherd che ogni estate australe ostacolano con vari mezzi la flotta baleniera giapponese, dopo che Tokyo ha sospeso temporaneamente la stagione di caccia 'scientifica' dei grandi cetacei nei mari antartici.

L'Istituto giapponese della ricerca sui cetacei - riferisce la radio nazionale australiana Abc - ha annunciato di aver interrotto per ora il lavoro perché a causa dell'eccessiva vicinanza delle navi di protesta è troppo difficile il rifornimento di carburante. Ieri Sea Shepherd aveva denunciato che due delle quattro navi della sua flotta erano state speronate in acque territoriali australiane da una nave della flotta baleniera giapponese.

Il fondatore del gruppo e comandante della flotta di protesta, Paul Watson, ha riferito che la 'nave-mattatoio' Nisshin Maru si era scontrata deliberatamente con le navi Steve Irwin e Bob Barker, mentre dalla nave della guardia costiera giapponese che scorta la flotta venivano lanciate granate a concussione contro gli attivisti. (SEGUE)Dopo la collisione una delle navi di protesta, la Bob Barker, è stata colpita alla poppa e allo scafo destro, imbarca acqua nella sala motori e ha perso completamene potenza, ha detto Watson. La baleniera "si è mossa in modo molto aggressivo" spingendola contro la nave cisterna, facendola quasi rovesciare e indietreggiando solo quando la nave di protesta ha lanciato un segnale di emergenza. L'agenzia giapponese della pesca ha confermato le collisioni, aggiungendo però che si erano verificate "a causa delle attività pericolose di Sea Shepherd", perché gli attivisti si erano avvicinati troppo alla nave che faceva rifornimento. E ha assicurato che la sospensione è temporanea e il che programma di caccia continuerà. Al contrario, il comandante degli 'ecopirati' è sicuro che non riprenderà, dato che restano solo 18 giorni in questa stagione di caccia. E sostiene che gli scontri sono un segno di disperazione. "Stanno perdendo decine di milioni di dollari", ha detto Watson. Il mondo è contro di loro, lo sappiamo. Nessuno crede per un momento che questa sia ricerca scientifica, é un'operazione commerciale. Sono biasimati in tutto il mondo e credo siano disperati e sempre più aggressivi". Il direttore di Sea Shepherd ed ex leader dei Verdi australiani, Bob Brown, ha condannato lo scontro di ieri come "estremamente pericoloso e una violazione diretta delle leggi internazionali del mare, dell'ambiente e territoriali" e ha chiesto al governo di Canberra di mandare una nave della marina per ristabilire l'ordine. Il ministro della Difesa Stephen Smith lo ha tuttavia escluso e ha ribadito che l'opposizione dell'Australia alla caccia alle balene nell'Oceano Meridionale, in quanto illegale, è alla base del ricorso presentato insieme con Nuova Zelanda presso la Corte internazionale di giustizia. "La causa è in corso e attendiamo il verdetto", ha dichiarato. (ANSA).
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Reply #14 on: February 28, 2013, 17:35:38
La flotta di Sea Shepherd di nuovo pericolosamente vicina a quella giapponese

GEAPRESS 28 Feb. – Continua l’inseguimento della navi di Sea Shepherd alla flotta baleniera giapponese. Secondo un dispaccio diffuso stamani la nave ambientalista Sam Simon e la petroliera sudcoreana al servizio dei giapponesi, Sun Laurel, si troverebbero a 140 miglia della nave macello e dalle due arpionatrici giapponesi. Come è noto, nel corso degli scontri avvenuti nei giorni scorsi, la petroliera rimase danneggiata e per questo venne assistita, secondo un comunicato dagli stessi ambientalisti, da Sea Shepherd. La flotta baleniera, invece, riprese il largo. Poche ore dopo venne annunciato l’invio di una nave militare giapponese a quanto pare in grado di eseguire anche rifornimenti di carburante.

In avvicinamento alla flotta baleniera vi sarebbero altre due navi ambientaliste. La Steve Irwin e la Bob Barker. Anzi, sempre secondo quanto riferito da Sea Shepherd, avrebbero impedito la cattura di alcune balene tentata dai giapponesi nella giornata di ieri.

La recrudescenza degli scontri avviene pertanto a poche ore dal pronunciamento della nona Corte d’Appello degli Stati Uniti che, dietro ricorso della società di ricerca giapponese che gestisce i prelievi dei cetacei, ha definito Sea Shepherd come un “pirata”. Accusa che viene ora rispedita al mittente dalla stessa Sea Shepherd che rileva come a suo dire sarebbe proprio la flotta giapponese a violare l’area australiana dedicata al santuario delle balene.

Al di là delle diverse opinioni rimane il fatto che la cattura delle balene avviene per motivi scientifici. Un fatto da più parti giudicato come una grave incongruenza.- GEAPRESS
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Reply #15 on: March 26, 2013, 02:04:22
Balene:flotta Sea Shepherd rientra, fallita caccia
Giappone senza comandante Watson, ricercato da Interpol

(ANSA) - SYDNEY, 20 MAR - La flotta di protesta del gruppo ecologista radicale Sea Shepherd è approdata oggi a Melbourne, dopo aver ostacolato, per un'altra estate australe nei mari antartici, la flotta baleniera giapponese, che ha concluso la stagione di caccia 'scientifica' dopo aver ucciso meno di 75 balene su una quota programmata di circa 950.

Dopo una campagna che Sea Shepherd ha descritto come la più pericolosa in nove anni, le sue navi Steve Irwin, Bob Barker e Sam Simon sono entrate in porto ma senza il comandante Paul Watson, fondatore del gruppo, ricercato dall'Interpol su richiesta del Giappone e di Costarica e rimasto in mare. Il direttore della campagna di quest'anno, l'ex leader dei Verdi australiani Bob Brown, ha chiesto al governo federale di chiarire se farà arrestare Watson, e poco dopo ha ottenuto assicurazioni dal ministro della Giustizia Mark Dreyfus. "Posso confermare che il signor Watson non è oggetto di alcun mandato di arresto sotto la giurisdizione australiana", ha detto Dreyfus in parlamento. Ha aggiunto tuttavia che il governo non può garantire che una persona possa essere sottoposta a procedure di estradizione. Secondo il sito web dell'Interpol, Watson è ricercato dal Giappone per "vandalismo, danneggiamento e messa in pericolo di vita e salute altrui", e dal Costarica in seguito a un incidente legato a una campagna contro la pesca degli squali. Le tre navi resteranno in cantiere diversi mesi per riparazioni, specialmente la Bob Barker, coinvolta in una serie di collisioni con una delle baleniere. L'opposizione dell'Australia alla caccia alle balene nell'Oceano Meridionale sotto il pretesto della ricerca scientifica è alla base del ricorso presentato insieme con la Nuova Zelanda presso la Corte internazionale di giustizia e un verdetto è atteso nei prossimi mesi. (ANSA)
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Reply #16 on: April 13, 2013, 05:56:29
Pubbliche udienze a partire dal 26 giugno

(ANSA) - SYDNEY, 12 APR - L'Australia e la Nuova Zelanda avranno l'opportunità di mettere fine per sempre al programma giapponese di caccia 'scientifica' alle balene nei mari antartici, nella causa intentata davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia, che ha ora annunciato le date per le pubbliche udienze: per tre settimane a partire dal 26 giugno. Il verdetto tuttavia non è previsto per diversi mesi.

Nel maggio 2010 l'Australia, in seguito affiancata dalla Nuova Zelanda, si è rivolta alla Corte denunciando "il continuo perseguimento da parte del Giappone di un programma di larga scala di caccia alle balene in violazione delle convenzioni internazionali e dell'obbligo a preservare i mammiferi marini e l'ambiente marino". Il Giappone dal canto suo, sfruttando una scappatoia del Trattato Baleniero Internazionale, sostiene che il programma ha fini di ricerca scientifica, anche se la carne di balene finisce nei ristoranti e nei supermercati giapponesi.

Gli avvocati australiani spareranno i primi colpi in apertura delle udienze, seguiti una settimana dopo dai colleghi nipponici. Il ministro australiano della Giustizia Mark Dreyfus ha accolto con soddisfazione l'attesa opportunità di mettere fine alla caccia. "L'Australia avra finalmente l'occasione di stabilire davanti alla giustizia, una volta per tutte, che la caccia giapponese alle balene non è a fini scientifici ed è contraria al diritto internazionale. Vogliamo che questo massacro abbia fine", ha dichiarato. La caccia giapponese alle balene ogni estate australe nell'Oceano Meridionale, ha attirato critiche dagli ambientalisti e da governi stranieri, e ha subito l'azione diretta della flotta di protesta di Sea Shepherd, che ne ha ostacolato le attività con azioni di vario genere.

Nella stagione appena conclusa, Tokyo ha ammesso che la flotta ha preso appena 103 balene su una quota di 950, il numero più basso da quando il programma è cominciato nel 1987. Il ministro giapponese incaricato del programma ha accusato di pirateria gli attivisti di Sea Shepherd, denunciando "un sabotaggio imperdonabile", mentre secondo il ministro australiano dell'Ambiente Tony Burke il bottino è stato di "103 balene di troppo". (ANSA).
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Valerio59

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Obiettivo, mettere fine alla loro caccia

(ANSA) - SYDNEY, 26 GIU - Iniziano oggi davanti alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia le udienze nella causa intentata dall'Australia e sostenuta dalla Nuova Zelanda, per mettere fine alla caccia alle balene 'a fini di ricerca' condotta dal Giappone ogni estate australe nei mari antartici. Tocca da oggi all'Australia, rappresentata dal ministro della Giustizia Mark Dreyfus, aprire le deposizioni davanti ai 16 giudici della Corte.

La causa era stata lanciata da Canberra nel 2010, chiedendo alla Corte di mettere fine a un'attività che viola la moratoria alla caccia commerciale imposta dalla Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene, sostenendo che essa viene condotta in una scala che supera di molto le regole della convenzione sulla caccia a fini di ricerca. Il Giappone, rappresentato dal vice ministro degli Esteri Koji Tsuruoka, giurista e diplomatico di carriera, secondo le previsioni intende contestare la giurisdizione della Corte a udire il caso, oltre a respingere l'argomento legale australiano, secondo cui la caccia contravviene al trattato globale sulla caccia alle balene. Affermerà inoltre che la sua caccia annuale è sostenibile.L'Australia denuncia che oltre 10 mila balene sono state uccise sotto il programma 'scientifico' di Tokyo e vuole che i giudici revochino "ogni autorizzazione, permesso o licenza" per cacciare balene in acque antartiche. La Nuova Zelanda, che ha ottenuto il permesso di intervenire, offrirà le sue osservazioni sulla necessità di proteggere i grandi cetacei. La caccia commerciale è stata messa al bando nel 1986, ma la Norvegia e l'Islanda conducono apertamente caccia commerciale, mentre il Giappone insiste che il suo programma è puramente scientifico, pur non facendo mistero del fatto che la carne finisce sulla tavola delle famiglie e dei ristoranti. Il governo giapponese emette ogni anno un permesso 'scientifico' per una quota fino a 935 balene dal rostro (minke), 50 balene azzurre e 50 megattere, ma negli ultimi anni la sua flotta ha incontrato crescente pressione degli ambientalisti, in scontri anche violenti in pieno oceano con le navi di protesta del gruppo ambientalista radicale Sea Shepherd. Nell'estate da poco conclusa, la flotta è tornata in porto con appena 103 balene Minke, il bottino finora più scarso, lamentando le azioni di disturbo di Sea Shepherd. Le udienze proseguiranno per diversi giorni, ma una decisione della Corte, che sarà considerata legalmente vincolante, non è attesa per parecchi mesi.(ANSA).


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Reply #18 on: February 24, 2014, 19:34:22
Hammarstedt, contro nave Bob Barker



(ANSA) - SYDNEY, 24 FEB - L'organizzazione ecologista Sea Shepherd, le cui navi sono impegnate come in ogni estate australe a ostacolare la caccia 'scientifica' alle balene della flotta giapponese, denuncia un nuovo attacco in piena violazione del diritto internazionale.

Due navi arpionatrici giapponesi hanno tentato di disabilitare la nave di protesta Bob Barker domenica notte, cercando di incagliare le eliche e il timone con cavi di acciaio, ha detto il comandante Peter Hammarstedt. Le navi hanno anche incrociato per 15 volte a breve distanza davanti alla prua della Bob Barker, violando i Regolamenti internazionali per prevenire collisioni in mare, ha aggiunto.

"L'assalto è stato un tentativo di impedire alla nostra nave di bloccare lo scivolo della nave mattatoio Nisshin Maru e ostacolare il carico delle balene uccise". L'equipaggio delle baleniere ha inoltre lanciato blocchi di ghiaccio agli attivisti nelle scialuppe e usato potenti fari per comprometterne la vista. Il gruppo aggiunge tuttavia che ora la Bob Barker è vicina alle arpionatrici Yushin Maru e Yushin Maru 3, che non possono continuare la caccia. E' la seconda volta questo mese che il gruppo attivista denuncia attacchi dalle baleniere.

Tre settimane fa la Nisshin Maru era riuscita a dileguarsi dopo un scontro in cui le navi arpionatrici avevano disteso cavi davanti alle navi di protesta e una terza nave ha urtato la Bob Barker. Gli attivisti a bordo di scialuppe erano riusciti a ritirare i cavi ma hanno perso contatto con la Nisshin Maru, che ha continuato a cacciare nonostante il maltempo. La flotta nipponica tenta di raggiungere la sua quota di 935 balene dal rostro e 50 balene azzurre. Da Tokyo l'organizzazione incaricata della caccia 'scientifica', l'Istituto di ricerca sui cetacei, respinge le accuse di attacchi a navi di protesta, e afferma che la flotta ha diritto a difendersi da "estremisti che operano fuori dalla legge e sono ben attrezzati". (ANSA).
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