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Post - Varnon

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NORME E LEGGI SULLA PESCA / Re: TASSA SULLA PESCA AMATORIALE IN MARE
« il: Novembre 05, 2015, 10:19:39 »
e tra l'altro, uno dei proponenti è un deputato Calabrese...
come se non avesse niente di meglio a cui pensare...

2
DIPORTO NAUTICO / Re: borsone dotazione di sicurezza entro 3 miglia
« il: Febbraio 07, 2015, 10:29:19 »
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inoltre, disponendo di tutto, posso usare una borsa che gia' ho, ad esempio una del calcio, e mettere tutto dentro?

Ciao,

ti conviene controllare bene la qualità delle cerniere della borsa che vuoi usare. Io usavo un borsone da calcio per trasportare muta e cose varie e le cerniere alla fine si sono rotte sotto "il peso della salsedine". Non sia mai che nel momento del bisogno (che speriamo non capiti mai) dei dispositivi di sicurezza, il borsone non si apra perché incrostato dalla salsedine.

3
PESCA FORUM BAR / Re: Felice Natale agli amici di CalabriaPescaOnline
« il: Dicembre 24, 2014, 12:21:47 »
Auguroni a voi tutti!!!

 

 

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PESCA FORUM BAR / Re: buon compleanno ^DARIOCRETA^
« il: Dicembre 07, 2014, 11:02:16 »
Augurissimi!!!! 

5
PESCA FORUM BAR / Re: buon compleanno ^PEPPINO^ e enzo.
« il: Novembre 04, 2014, 14:54:21 »
Augurissimi!!!! 

6
Quella del motoscafino è bella...non l'avevo mai visto fare, ma perché no :)


In ogni caso, per quelle distanze e senza disturbare/rovinare l'esca, o ti fai una nuotata...oppure potresti utilizzare la tecnica del palloncino. Per il resto, non so se ci sono altri metodi...

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ACQUE INTERNE ITINERARI / Re: lago ampollino
« il: Ottobre 14, 2014, 13:57:15 »

Diciamo che facendo dei movimenti del genere, sarebbe stato interessante far partecipare:

la guardia forestale,
le università (Scienze Naturali, Biologia ma anche qualcosa dal lato ingegneristico)
associazioni di pesca et simili
varie ed eventuali del luogo.

Insomma, essendo una manutenzione che si ripete ogni 25/30 anni (da quel che ho capito) si sarebbe potuta sfruttarla meglio per migliorare la conoscenza sul lago, sulle specie che lo abitano e migliorarne la fuibilità...

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ACQUE INTERNE ITINERARI / Re: lago ampollino
« il: Ottobre 14, 2014, 10:59:27 »
Aggiornamenti sulla situazione:


Lago Ampollino, rivolta contro A2A per lo svuotamento
M5S interroga il ministro, Legambiente prepara un esposto
Secondo gli ecologisti le attività che sta svolgendo la società elettrica in Silanon sono manutenzione ordinaria ma si configurano come una alterazione dei luoghi che nessuno ha autorizzato

di GIACINTO CARVELLI


COTRONEI - Ieri mattina un sit-in di protesta, oggi un'interrogazione parlamentare di due deputati del M5S e nei prossimi giorni una formale denuncia da parte di Legambiente all’autorità giudiziaria nei confronti della società “A2A” per alterazione dei luoghi in una zona del Parco nazionale senza la necessaria autorizzazione. E' una mobilitazione quella messa in campo da Legambiente contro i lavori di manutenzione del lago Ampollino.

Per Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, «le attività che sta svolgendo A2A per il Lago Ampollino non sono lavori di manutenzione ordinaria ma si configurano come un cambio sostanziale dello stato dei luoghi che nessuno ha autorizzato. E i deputati grillini Dalila Nesci e Paolo Parentela, nella loro interrogazione, contestano che quella che sta avvenendo in Sila è una operazione di svuotamento «senza autorizzazione». Raccogliendo le istanze di Legambiente, i due parlamentari chiedono al ministro dell'Ambiente garanzie.

Le norme che disciplinano il Parco nazionale della Sila, e quelle a tutela del paesaggio, impediscono che si possa ridurre di 16 metri il livello di un bacino idroelettrico senza che questa vengano preventivamente autorizzate». Legambiente, quindi, chiede «all’Ente parco un sollecito intervento per fermare lo scempio che la multinazionale dell'energia elettrica sta mettendo in atto e chiediamo di ripristinare la legalità in un'area protetta che continua ad essere oggetto di utilizzo predatorio».

Sostiene, Nicoletti, che «contrariamente a quanto affermato sul Quotidiano da Nicola Belcastro, sindaco di Cotronei i comuni e l’ente sono stati avvisati da A2A, che rispetto a quanto è accaduto per il fiume Arvo, ha cambiato strategia, adottando quella del silenzio assenso».

Al sit in di ieri ha partecipato una delegazione dei circoli del cigno verde di San Giovanni in Fiore e di Petilia Policastro, oltre che di un gruppo di appassionati di pesca sportiva. Si sono dati appuntamento sulla diga del lago Ampollino «per prendere visione di quanto sta accadendo al lago alla luce della decisione di A2A di procedere allo svuotamento del bacino. C’era anche - ha continuato Nicoletti - il corpo forestale, che da tre giorni sta registrando cosa sta avvenendo nel lago».

Per Legambiente «A2A continua a considerare la popolazione silana alla stregua delle tribù indigene che in molte parti del mondo vengono depredate delle proprie risorse senza poter esprimere un loro parere. Legambiente ha chiarito da tempo ad A2A che, né il Sila ne in altre parti d'Italia, sono rimaste tribù che hanno ancora l’anello al naso ma, al contrario, ci sono cittadini e organizzazioni che si battono per il diritto all’ambiente e per i beni comuni all’interno del quadro di norme che regolano la civile convivenza di interessi, compresi quelli delle multinazionali».

A tal riguardo, Nicoletti annuncia che Legambiente agirà «in ogni direzione per far valere il rispetto della legalità e degli interessi del territorio silano, ma nel frattempo chiediamo all’Ente parco di intervenire con urgenza per impedire che lo scempio si completi intimando ad A2A di sospendere le attività e ripristinare lo stato dei luoghi. Analoga richiesta - conclude - formuleremo al Ministro dell'ambiente e alla Regione».

lunedì 13 ottobre 2014 19:23



A questo punto, considerando che le cose sono già in stato avanzato, perché non richiedere di popolare il lago con le specie autoctone??

P.s. modificato dopo l'intervento di andem per aggiungere la fonte: Non sei autorizzato a visualizzare i link. Registati o effettua Login

9
PESCA FORUM BAR / Re: Buon Compleanno donatot e ^DANIELEESPOSITO^
« il: Ottobre 12, 2014, 15:55:06 »
Augurissimi!!!!   

10
in effetti sembra proprio un volto....

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COSENZA / Re: Compagni di spinning - Schiavonea(CS)
« il: Ottobre 07, 2014, 15:29:09 »
Ciao LechiaAmia,

la foce del crati sarà anche uno dei posti migliori per fare spinning, ma voglio informarti che è una riserva naturale in cui è vietato pescare....

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ACQUE INTERNE ITINERARI / Re: lago ampollino
« il: Ottobre 03, 2014, 09:52:11 »
Ciao,

se non ricordo male, prima dell'ampollino, dovevano svuotare l'arvo...hai notizie di quest'ultimo??

In ogni caso, se lo stanno veramente svuotando per fare la manutenzione, è inutile che vai a pescarci, perché in questi casi è prassi che il lago venga svuotato dai pesci che verranno nuovamente rimessi dopo i lavori fatti.

Ma par strano che non ci sia stata nessuna ulteriore informazione dopo l'anno scorso, o proteste varie ed eventuali...

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PESCA FORUM BAR / Re: buon compleanno Ardito
« il: Agosto 11, 2014, 17:22:00 »
Auguroni!!!!

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Pochi i controlli. E così si uccidono anche i cetacei mediterranei. Nel Dna dei pescatori di frodo c’è lo sfregio per il rispetto di una risorsa comune

[per il video andare al link del correre in fondo alla pagina]

L’onore della pesca è salvo, ma i cetacei e i pescespada sono ancora in pericolo nonostante la soddisfazione espressa dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina all’annuncio della chiusura della procedura di infrazione contro l’Italia per l’uso delle reti derivanti. Poche ore prima che il ministro e la Commissione europea riconoscessero «il grande lavoro fatto dall’Italia nell’ultimo triennio sul fronte della legalità in mare», le nostre telecamere documentavano lo sbarco notturno e furtivo di pescespada nel porto di Bagnara Calabra da parte di una motonave che, nonostante il divieto, deteneva le reti illegali a bordo.

Scampato il pericolo delle ispezioni comunitarie, i pirati hanno ricominciato a pescare sotto gli occhi poco vigili della Capitaneria di porto che avrebbe il compito di sequestrare le reti illegali e il pesce, oltre a comminare sanzioni. Dieci anni da sorvegliati speciali ma non troppo, visto che a noi è bastata una sola notte sul molo di Bagnara per accertare la fondatezza delle segnalazioni che da giugno arrivavano insistentemente dai pescatori onesti, quelli che si armano di attrezzi legali come il palangaro e la fiocina sperando di pescare quel poco che sfugge ai «muri della morte», i chilometri di reti calati in mare per tutta la notte che intrappolano tutto, incluse tartarughe e cetacei, che non potendo riemergere muoiono soffocati dopo atroci sofferenze. Quelle reti sono la prima causa di morte per i cetacei e nel solo Mediterraneo si stima che, quando le spadare erano legali, ne morissero diecimila all’anno. Per i pescespada e i tonni la sorte porta dritti ai mercati del pesce, al prezzo salato che conosciamo.

Abbiamo pagato cara la sovvenzione milionaria a 700 pescherecci affinché si armassero di attrezzi di pesca più sostenibili ma almeno un centinaio, soprattutto calabresi, siciliani e campani, hanno preso i soldi senza buttare le spadare. Hanno continuato illegalmente ma alla luce del sole con la complicità della politica e delle capitanerie. A sei anni dal bando, nel 2008, la Commissione scriveva: «È ampiamente provato che il sistema di controllo e sanzione applicato in Italia in merito alle reti derivanti sia del tutto insufficiente».

Nel Dna dei pescatori di frodo c’è qualcosa che va oltre la semplice devianza. C’è lo sfregio per il rispetto di una risorsa comune, il liturgico piagnisteo e la devota riconoscenza a tutti i politici che hanno barattato la legalità con i loro voti. C’è una finta povertà che nasconde evasione fiscale un tanto al chilo (un pesce spada può valere anche mille euro).

Nello specchio d’acqua in cui gettano le spadare si riflette la nostra politica ambientalista che ha concesso illegalità e leggi speciali per dieci, lunghi anni, persino quella che sdoganava una spadara più piccola (ferrettara) fino al 2011, nove anni dopo il bando delle reti derivanti! Dopo tanti anni di complicità i recidivi leggeranno l’assoluzione di Bruxelles come un’opportunità per armarsi di spadare. E, come abbiamo dimostrato, lo stanno facendo. Ma insieme a noi, su quel molo, non c’era un solo uomo della capitaneria. Non vogliamo pensare (male) che l’ordine di chiudere un occhio a inizio stagione sia stato impartito dall’alto per evitare che nei registri delle sanzioni in mare (pubbliche) emergesse ancora la pratica illegale, cosa che avrebbe dimostrato la diffusione del fenomeno mettendo a rischio l’assoluzione di Bruxelles. Dunque, è prematuro per il ministro cantare l’Inno alla Gioia, finché non impartirà l’ordine perentorio di non fare più sconti e di procedere con i controlli in mare e al sequestro definitivo delle reti illegali. Perché incombe il rischio di una nuova procedura di infrazione che sarebbe una figuraccia senza precedenti.

La scorsa notte, insieme alla nostra telecamera, c’era un osservatore dell’organizzazione ambientalista Oceana che in una nota ufficiale denuncerà quanto visto alla Commissione europea. D’altro canto la stessa Commissione ha concesso al nostro Paese dieci anni di illegalità per poi chiudere la procedura (guarda il caso) in coincidenza con il semestre di presidenza italiana, che di certo non poteva guidare con la patente di pirata del mare. Oramai l’Europa, nonostante i recenti sforzi per tutelare quel che resta della risorsa ittica, ha sostenuto con regolamenti ad hoc lo sfruttamento indiscriminato della risorse. Dopo avere svuotato i nostri mari, le flotte europee stanno impoverendo quelli altrui.

Siamo spesso convinti di mangiare pesce del Mediterraneo quando il 70 per cento è di importazione. Basti pensare agli accordi che consentono di acquistare pescespada dal Marocco. Lontano dagli occhi e dai regolamenti. Oceana ha documentato un mese fa la presenza di numerose spadare sui pescherecci di Tangeri, in Marocco, Paese che esporta soprattutto in Italia. La delocalizzazione dell’illegalità benedetta da Bruxelles. A questo si deve aggiungere il dato biologico che il pescespada è un animale che da decenni sta soffrendo a causa di una pesca indiscriminata. A rigor di logica non andrebbe consumato, così come non andrebbero consumate molte altre specie che arrivano sulle tavole e nei sacchetti congelati a tutela dei grandi interessi.

Il consumatore è l’unico arbitro che oggi ha lo strumento del boicottaggio per decidere se preservare l’ambiente oppure prediligere i propri appetiti, assecondando anche quelli di chi, in trent’anni di pesca industriale, ha ridotto gli stock ittici del 90 per cento. Con la complicità dei politici di tutto il mondo. Il pesce comincia a puzzare, sempre, dalla testa.


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Sorpresa per un gruppo di pescatori che si allenavano a Ostia per un torneo in cui si prendono pesci per poi rimetterli in mare: la cattura immortalata in un video di Ostia Tv



ROMA - Cercavano tonni, ma all’amo ha invece abboccato un bello squalo. L’episodio è avvenuto nelle acque antistanti Ostia, lido di Roma, la mattina del 17 luglio: protagonista del rocambolesco incontro è stato un gruppo di pescatori, impegnati in una gara sportiva. Mentre erano al largo con le canne da pesca piazzate, qualcosa ha iniziato a tirare uno dei grossi ami. Nessun tonno rosso però, il vero obiettivo del team, ma uno squalo Mako, un cucciolo lungo circa un metro, che si dimenava vicino la barca.

Attenti al pescecane

Un incontro ravvicinato con una specie potenzialmente letale. Un incontro molto raro, visto che l’habitat naturale del Mako è costituito dalle acque tropicali e subtropicali. Nel Mediterraneo è presente ma non molto comune. Già nel 2012 uno squaletto, una verdesca, si era avvicinato alla riva di una spiaggia di Ostia, provocando paura e curiosità. Pensavano infatti fosse una verdesca, i pescatori: ma il colore e la potenza che dimostrava l’animale, gli ha fatto cambiare idea.

Video e foto ricordo

Un paio di filmati col cellulare e poi i pescatori hanno aiutato lo squaletto, molto agitato, a liberarsi e tornare in mare aperto. I pescatori erano usciti per un allenamento per la gara di pesca sportiva che si svolgerà tra sabato 19 e domenica 20 davanti al Porto di Roma, «The Big Red», la sfida appunto dedicata al tonno rosso, con tecnica «no kill» (catch and relase, cattura e rilascia), che venerdì 18 luglio si aprirà con una Vip Edition non competitiva.


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Si cerca di fare chiarezza sulla posizione della ditta titolare della gestione degli impianti e dei responsabili dei diversi uffici comunali

MIRTO CROSIA Acque marine sotto l'occhio vigile della Guardia costiera. Di seguito all'attività di indagine coordinata dalla Procura di Castrovillari è stato sottoposto a sequestro penale preventivo l'impianto di depurazione del comune di Mirto Crosia, sito in località Pantano Martucci.
Prosegue dunque l'azione di individuazione delle criticità degli impianti di depurazione, che durante la stagione estiva necessitano di maggiore manutenzione. «Nel Compartimento marittimo di Corigliano Calabro – ha dichiarato la capitaneria in una nota stampa – in armonia alle direttive della direzione marittima di Reggio Calabria e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari, è proseguita l'individuazione delle criticità e la definizione delle misure più idonee a garantire la tutela dell'ambiente marino e costiero per una balneazione sicura».
Per quanto riguarda l'impianto di Mirto Crosia posto sotto sequestro, a seguito di verifiche tecniche e accertamenti svolti dai militari della Guardia Costiera, col supporto dei tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente, è stato accertato il cattivo funzionamento del sistema di depurazione delle acque, anche a causa di problemi riscontrati alle vasche di sedimentazione e al sistema di clorazione, ovvero alla parte finale del ciclo depurativo.
«L'intero impianto – si deduce ancora dalla nota – è stato sottoposto a sequestro con facoltà d'uso e di gestione da parte della ditta incaricata dal Comune al fine di rendere il depuratore efficiente, regolarizzare la situazione igienico sanitaria ed evitare lo sversamento in mare di reflui non depurati».
L'amministrazione comunale ha manito la propria disponibilità «a eliminare gli inconvenienti riscontrati nel più breve tempo possibile, trattandosi di problematiche ai macchinari dell'impianto la cui soluzione è stata avviata da tempo a cura dei competenti uffici tecnici».
Si cerca comunque di fare chiarezza sulla posizione della ditta titolare della gestione e della manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti nonché dei responsabili dei diversi uffici comunali.


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Scaricavano nei fiumi liquami non consentiti

CATANZARO 14 Luglio - Ben sei depuratori sono stati sequestrati dalla Guardia costiera di Vibo Valentia in varie zone del litorale tirrenico catanzarese ma anche nei comuni dell’entroterra prossimi ai bacini dei fiumi Amato e Savuto.


Beh, tanto se scarichiamo i liquami senza controllo, mica ci andiamo a perdere in salute, economia e turismo...dovremmo vergognarci di questo, richiedere che le i responsabili ed i controllori vengano messi in galera.

E' pur vero che ultimamente stanno facendo diversi controlli, e qualcosa par stia cambiando...da abitanti del mare, se vediamo qualcosa di strano, non dovremmo esitare nel segnalare alla guardia costiera.


P.s. casomai nel 3d non si possa commentare, ma solo segnalare le notizie, chiedo ad un moderatore di eliminare il commento...

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Non sono buone le condizioni delle riserve ittiche del Mediterraneo, lo sfruttamento è aumentato in modo costante negli ultimi vent'anni, determinando una forte riduzione del numero di esemplari. Lo afferma un nuovo studio condotto, su nove specie di pesci, che lancia l'allarme sulla necessità d'implementare nuove pratiche di gestione delle riserve e controlli più stringenti sulle attività di pesca




Le riserve ittiche del mare Mediterraneo sono andate continuamente deteriorandosi negli ultimi vent'anni, nonostante l'implementazione di pratiche di conservazione in molti paesi europei.

In un nuovo rapporto pubblicato su “Current Biology” a firma di Paraskevas Vasilakopoulos e colleghi del Centro greco per la ricerca marina, viene lanciato un forte richiamo affinché si arrivi a un monitoraggio stringente delle attività di pesca, a una migliore implementazione delle regolamentazioni sulla pesca e a piani di gestione avanzata delle acque del Mediterraneo.

Nel loro studio, Vasilakopoulos e colleghi hanno analizzato le riserve ittiche del Mediterraneo europeo per nove specie tra il 1990 al 2010 per mostrare che il tasso di sfruttamento ha subìto un costante incremento, determinando una consistente riduzione del numero di esemplari.

Le simulazioni al computer mostrano che le riserve ittiche sarebbero meglio in grado di sostenere e recuperare gli attuali ritmi di pesca e produrre migliori risultati a lungo termine se la pesca stessa avvenisse alcuni anni dopo il raggiungimento della maturità riproduttiva degli animali. Questo è vero specialmente per alcune specie come il nasello o la triglia, che vivono in vicinanza del fondo del mare e sono spesso catturate in gran quantità con reti a strascico.

La stessa situazione di declino, spiegano i ricercatori potrebbe riguardare anche altre specie di pesci, sia nel Mediterraneo sia un mari dei paesi del mondo con risorse ittiche limitate.

“Negli ultimi dieci anni, gli enti regolatori europei per la pesca hanno collaborato efficacemente al miglioramento delle riserve ittiche dell'Atlantico nord-orientale. Le stesse politiche d'intervento, tuttavia non hanno dato risultati positivi nel Mediterraneo”, si legge nello studio. Ciò è dovuto principalmente al fatto che nel Mediterraneo la varietà di specie, così come di metodi di pesca, è decisamente maggiore. Inoltre, il 95 per cento della flotta di pescherecci opera su piccola scala e su una linea di costa molto vasta, rendendo molto difficoltosi il monitoraggio e l'applicazione delle normative, che richiederebbero un impegno finanziario maggiore di quello che molti stati europei sono disposti a sostenere. 


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Ciao,

mi spiace ma quelle luci sono fuorilegge come tutte le fonti luminose. L'unica fonte luminosa utilizzabile è una lampada da parte dei pescatori in apnea. Per intenderci, anche attaccare uno starlight va contro il regolamento.

Più informazioni sono disponibili qui:
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Esatto,

in questo caso la wind non c'entra, ma è più un affare della tua banca. Come dice Vittorio, per un motivo o per un altro la tua banca non ha trasferito i soldi sul conto della Wind che "giustamente" non ti ha fatto la ricarica in quanto non è stata pagata.

Se utilizzando lo stesso metodo di pagamento poi hai potuto fare tranquillamente un'altra ricarica, sarà stato un problema temporaneo...

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