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PESCA A SPINNING ATTREZZATURE E MISURE
Pesca da Terra - Spinning
Scritto da ALFIO   
sabato 17 maggio 2008

PESCA A SPINNING ATTREZZATURE E MISURE

 MISURE CANNE SPINNING

Pescando a spinning in mare si possono catturare predatori di taglia diversa, dovremo scegliere le nostre attrezzature a secondo del tipo di avversario che presumiamo di poter incontrare in modo tale da poterlo affrontare nel migliore modo possibile.

Fame, rabbia, insofferenza nei confronti di un intruso, natura assassina, fastidio ... forse nessuno é ancora riuscito ad accertare con sicurezza quali possano essere i motivi che spingono un pesce ad attaccare l'esca artificiale che gli passa davanti al muso. Osservando i pesci che catturiamo, sia a spinning come a traina, possiamo notare come alcuni di essi rimangono allamati proprio all'esterno dell'apparato boccale, come se il predatore volesse dare una semplice "musata" per all ontanare un fastidioso intruso. Comunque, sfruttando tutti questi fattori ci possiamo permettere il lusso di andare a pesca utilizzando come esche delle imitazioni più o meno realistiche di pesci, realizzati in plastica, legno, schiume poliuretaniche o metallo al posto di quelle naturali. Se peschiamo a spinning, oltre alle sopradimenzionate esche finte, la nostra attrezzatura é, naturalmente, composta dalla canna, dal mulinello e da una lenza. I pesci di mare che possiamo provare a pescare con questa tecnica sono diversi. Tutto dipende se peschiamo da terra o dalla barca.

Le "taglíe" dello spinning

Andiamo per gradi e cerchiamo di classificare la nostra attrezzatura in modo da capire come poterla sfruttare al massimo. Fondamentalmente possiamo dividere il nostro spinning in: leggero, medio e pesante, identificando le varie classi con le sigle:

  1. "L" light o leggero

  2. "M" medium o medio

  3. "H" heavy o pesante

Volendo essere più precisi occorre dire che esiste poi tutta una serie di sottoclassi in modo da avere le varié azioni intermedie o che accentuano le particolari carafterisfiche di una classe.

canne da spinning misure

Size "L" light o leggero

La scelta della giusta canna, del giusto mulinello e dell'adeguata lenza ci permettono dunque di pescare al meglio. Se, ad esempio, i nostri pesci sono di piccola taglia andranno sicuramente pescatí con esche piccole, quindi quasi sempre molto leggere, cosi la nostra canna dovrá essere flessibile quanto serve per farle volare a distanza senza dover forzare troppo nella fase di spinta, ma dovrá al tempo stesso avere una riserva di potenza da sfruttare, una volta allamara la preda, in modo da recuperarla in tutta sicurezza: siamo noi che dobbiamo condurre la "danza" non il pesce. Anche la lenza non dovrá avere un grosso diametro poiché, oltre ad essere inutile per combattere prede di modeste dimensioni, non uscirá in modo fluido dal mulinello durante la fase di lancio poiché il leggero peso dell'esca non riesce a trascinare lontano la lenza stessa.

I mulinelli impiegati in questa classe saranno di piccole dimensioni, proporzionati al resto dell'attrezzatura pescante, meglio se a frizione anteriore poiché é più precisa, Il mulinello é quasi sempre più leggero e non si sbilancia posteriormente. Inoltre sono da preferire i modelli a bobina larga che permettono al filo di distribuirsi su una circonferenza più ampia e quindi di avere una minore memoria derivata dall' imbobinatura. I pesci del nostro spinning leggero sono per lo più sugarelli, sgombri, occhiate, aguglie, piccole spigole di foce. Volendo estremizzare la nostra classe potremo parlare dello spinning "UL", ultra light o ultra leggero: tecnica estrema per pesci molto piccoli o veramente diffidenti, dove tutta l'attrezzatura viene ridotta davvero ai minimi termini.

"M" medium o medio

Mano a mano che la taglia dei nostri avversari aumenta, cresce in modo progressivo anche la potenza della nostra attrezzatura, si passa cioé dalla classe "L" alla classe "M", forse la fascia più interessante e più ampia dello spinning in mare, quella che ci permette di pescare spigole, pesci serra e barracuda. Qualcuno vuole azzardare che anche il dentice possa essere un pesce pescabile a spinning, ma, a nostro avviso, a meno di non capitare in zone o situazioni particolari, pescando dalla costa come dalla barca, la cattura dei dentici a spinning é ancora un fatto troppo sporadico per poterli inserire nella categoria dei "pesci tipo" dello spinning in mare (naturalmente parliamo di pesca in Mediterraneo). Le canne cominciano ad avere un fusto potente, non sono più dei fioretti ma sciabole, in grado di lanciare e far lavorare, senza risentire di alcuno sforzo, esche che cominciano ad essere interessanti, il loro peso varia dai 15 ai 30 grammi e la gamma si amplia passando dai 5 ai 50, se si tiene conto delle classi di potenza intermedia "ML" e "MH". Come si puó facilmente intuire il parco esche é cosi ampio che ci permette una scelta incredibile di prodotti passando da minnow lunghi 7 centimetri a popper da 15.

Comunque i fusti, pur privilegiando ancora l'elasticitá della classe più leggera, iniziano ad avere una maggior potenza di ritorno una volta sollecitati dalla trazione di un pesce. Anche il diametro della lenza impiegata aumenta sia per contrastare prede di una certa taglia sia per sopportare lo stress provocato dal continuo lancio e recupero delle esche.

II mulinello comincia ad essere un attrezzo importante poiché il suo compito inizia ad essere più gravoso, specialmente in fase di recupero dei pesci allamati: a volte saremo costretti a concedere frizione e, a lungo andare, i dischi della frizione ne possono risentire, se non abbiamo a che fare con un prodotto di discreta qualitá. Come per la classe più leggera, tanto più per la media e per quella pesante, si consigliano mulinelli con il controllo anteriore della frizione, meglio poi se a bobina larga. Quando la regolazione della frizione si trova in posizione anteriore, cioé sulla testa della bobina, l'azione frenante viene esercitata direttamente sulla bobina tramite una serie di dischi che, comprimendosi, non permettono alla bobina di slittare piü di tanto attorno all'alberino centrale. II grande vantaggio che si ha, lo possiamo notare proprio durante i combattimenti più impegnativi poiché anche se fortemente sollecitato, l'alberino non subisce torsioni e disassamenti troppo accentuati.

"H" heavy o pesante

La classe H (heavy, pesante, dura), é la piú pesante del nostro spinning e il massimo lo possiamo ritrovare se prendiamo in considerazione la sua estremizzazione con le attrezzature classificate XH (extra pesante o extra dura).

In Mediterraneo la troviamo impiegata per la sola pesca della leccia (Lichia amia), soprattutto se per insidiarla intendiamo montare esche di grosse dimensioni. Teniamo comunque presente che per la pesca di questo carangide potrebbe giá essere sufficiente una attrezzatura MH (medium-heavy). Un impiego assai più ampio della classe H lo troviamo nella pesca a spinning nelle aree tropicali.

Impiegare attrezzature decisamente robuste in ogni componente, talvolta anche sovradimensionate alla taglia dei pesci, o con classi di lenza non adeguati é un modo di affrontare questo tipo di pesca che non paga e saranno piú i pesci perduti che quelli catturati.

La canna, praticamente é un "palo" che spesso ci costringe a lanciare le nostre esche, che a volte superano i 100 grammi di peso, con un azione combinata delle braccia e della spalla; il mulinello sará per ovvie ragioni di generose dimensioni, robusto e dotato di una bobina in grado di contenere una grande quantitá di filo. I mulinelli più adatti ad essere impiegati in questa classe sono compresi tra quelli di misura 6000 e 10000, questi ultimi sono soprattutto adatti per essere montati su canne di classificazione XH.

Le esche del nostro spinning

Come abbiamo visto, lo spinning in mare rivolge le sue attenzione ad un numero veramente ampio di predatori, tra essi troviamo pesci di poche centinaia di grammi di peso sino ad esemplari che possono superare il mezzo quintale. Una volta scelta la nostra attrezzatura, dovremo pensare alle esche con cui tentare di catturarli. Il parco esche é assai ampio: minnow con paletta, minnow snodati, popper, cucchiaini ondulanti, esche siliconiche o di gomma e jigs. Consigliare l'impiego di una esca piuttosto di un'altra é peccare di presunzione poiché molto dipende dalle tante situazioni meteomarine che si possono presentare durante le nostre battute di pesca, dalla stagione, dalla taglia dei pesci, dalle particolari abitudini locali di certe specie ecc. Naturalmente questo vale anche per le colorazioni dei nostri artificiali anche se tutto sommato, una delle regole di base dello spinning ci dice di impiegare esche poco brillanti nelle giornate nuvolose e di usare quelle più rifrangenti quando il sole brilla ben vivido. Le squame argentee dei pesci foraggio, quando questi sono in movimento, emettono luccichii e riflessi e tale fenomeno é ancora più accentuato quando le scaglie sono investite dai raggi del sole. Inoltre, conviene sempre impiegare esche dei colori vistosi (giallo, rosso, arancio, verde) o altamente contrastanti (bianco o ñero) quando si pesca in condizione di acque velate o torbide. Naturalmente, queste ultime affermazioni non sono una regola bensi una constatazione acquisita dopo tanti anni di pesca e che comunque, nel tempo, sono state più volte "piacevolmente" smentite con catture che, per l'eccezionalitá del fatto potevano essere definite "anomale".


Ultimo aggiornamento ( sabato 17 maggio 2008 )
 
COME PESCARE LA CARPA
Pesca da Terra - Pesca Acque Interne
Scritto da ALFIO   
martedì 06 maggio 2008

LA CARPA COME PESCARE LA CARPA
Cyprinus carpio Carpa

 carpfishing in calabria sila fiume passanta

Ordine Cipriniformi Famiglia Ciprinidi Lunghezza massima un metro Ambiente acque ferme o a corso lento Tecniche di pesca a fondo, carpfishing, legering, passata

È il ciprinide di maggiori dimensioni, largamente diffuso nelle nostre acque. Ha corpo robusto e massiccio, un po' compresso ai lati, con capo di forma conica e muso corto. La bocca è protrattile, con labbra carnose e molto robuste, dai cui angoli superiori pendono quattro barbigli tattili, due per parte, uno lungo e l'altro breve. Mancano i denti, sostituiti da placche faringee ossee che servono per triturare il cibo. La pinna dorsale, sorretta da circa 20 raggi molli, è molto allungata e arriva in prossimità della caudale che è marcatamente biloba. La pinna anale è di dimensioni modeste, pettorali e ventrali di media grandezza. Il corpo è rivestito di grosse squame. Il dorso è di colore variabile, dal bruno olivastro al verde scuro; i fianchi possono essere argentei o bronzo-dorati e il ventre biancastro o giallognolo, con riflessi rossastri. Le pinne sono verdastre: le pettorali, le ventrali e l'anale presentano spesso un colore rossiccio.

Riproduzione e dimensioni La stagione della riproduzione per le carpe va da maggio a giugno, allorché le acque possono raggiungere la temperatura di 20 °C. Ogni femmina, a seconda della taglia, riesce a deporre da 60 000 a 500 000 uova fra la vegetazione che si schiudono già dopo 3-4 giorni, con gli avannotti che iniziano ad alimentarsi dopo un paio di giorni. L'accrescimento della carpa, che può toccare il metro di lunghezza e i 30 chilogrammi di peso, è molto rapido con incrementi progressivamente minori anno per anno. Sembra che possa raggiungere i 20 anni d'età.


Habitat e alimentazione
La carpa vive in acque ferme o a corso lento, con temperature elevate, in luoghi ricchi di vegetazione sommersa e di superficie. Dimora preferibilmente tutto il giorno sui fondali fangosi dove, frugando incessantemente, va alla ricerca del cibo, soprattutto nelle ore notturne. Di abitudini gregarie in età giovanile, tende a isolarsi quando raggiunge dimensioni considerevoli. Pesce onnivoro, si nutre di tutto: crostacei, molluschi, larve d'insetti, vermi e lumachine che ricerca grufolando sotto i sassi del fondo. Predilige anche le sostanze vegetali e non disdegna i residui organici.

COME SI PESCA - LA PESCA A FONDO

È il sistema di pesca più efficace per catturare, con una certa regolarità, la carpa, perché consente di presentare l'esca nel modo più gradito a questo ciprinide, cioè sul fondo. Si usano canne molto robuste, di lunghezza intorno ai 5 metri alle quali si accoppiano mulinelli capaci di contenere monofili di diametro variabile dallo 0,25 allo 0,40, a seconda degli esemplari presenti nel luogo di pesca, con terminali di misura mai inferiore allo 0,20, considerata la forza di questa preda. Gli ami devono essere forgiati, dal n. 3 al n. 10, e la montatura della lenza è la classica da fondo, con piombo scorrevole fermato da un pallino sferico e finale di lenza lungo almeno 50 centimetri. Dopo aver depositato l'insidia sul fondo, si recupera la lenza senza metterla completamente in tensione, ma cercando di tenerla ben allentata in modo che la carpa non incontri nessuna resistenza in fase d'abbocco. Operando in questo modo si consente alla carpa di assaggiare tranquillamente l'esca: la caratteristica maniera di alimentarsi della carpa si avverte istantaneamente, osservando le leggere e ripetute scosse del cimino, seguite da un rapido inarcamento dello stesso, a testimonianza dell'attacco deciso del pesce, al quale occorrerà rispondere prontamente anche se, il più delle volte, il pesce si ferrerà da solo.

L'esca classica per la pesca a fondo della carpa è la polenta, alla quale si possono aggiungere vari ingredienti di richiamo, come lo zucchero, la vaniglia e il miele, che costituisce peraltro un ottimo legante per ottenere una giusta consistenza. Assolutamente indispensabile in questa tecnica è la pasturazione preventiva che ha la funzione di richiamare il pesce, cercando di abituarlo a mangiare sostanze della medesima natura e della stessa dimensione dell'esca che gli verrà in seguito proposta.

CARPFISHING

In questi ultimi anni à stato introdotto In Italia un sistema di pesca innovativo che permette di catturare grosse carpe, il cui livello di diffidenza è molto sviluppato data l'età adulta. Questo sistema è frutto di numerose osservazioni condotte in Inghilterra, patria del carpfishing, volte a risolvere il problema di come riuscire ad allamare un pesce che non tocca assolutamente l'esca quando al suo interno è nascosto l'amo. Nasce così una nuova montatura denominata hair-rig ("inganno del capello"). In pratica si tratta di lasciare l'amo completamente nudo e libero, legando con un filo sottilissimo l'esca a una distanza di 2-3 centimetri dal gambo. In questo modo l'esca viene presentata nelle stesse condizioni in cui si trova in pastura, senza la presenza dell'amo e la resistenza del filo su cui l'amo è montato. Il filo che collega il boccone all'amo deve essere talmente sottile da risultare inavvertibile: massimo diametro lo 0,06. Accade così che il pesce, secondo la sua abitudine, protenda le labbra verso l'esca limitandosi a tratte-nervela per saggiarne la consistenza e scoprire l'eventuale presenza di un elemento estraneo, come potrebbe essere l'amo. Non avvertendo nulla di insolito, e neppure la resistenza del monofilo, aspira il boccone e, insieme a questo, anche l'amo. Utilizzando l'hair-rig la ferrata deve essere pronta, appena il pesce, dopo aver assaggiato l'esca, l'aspira insieme all'amo. Se il pescatore non ferra velocemente, l'amo verrà risputato immediatamente.

 

TERMINALE PESCA CARPA CALABRIA

L'introduzione del carpfishing ha portato alla creazione di nuove esche denominate boilies, piccole palle piuttosto consistenti composte da farina di pesce, farina di pane, caseina, glutine di grano e albume. Le boilies, reperibili in commercio già confezionate, presentano il vantaggio, rispetto alle altre esche, di essere molto selettive, attirando solo l'attenzione delle carpe senza richiamare la minutaglia. Da non sottovalutare, anche nel carpfishing, il ricorso alla pasturazione con le boilies, che potrà essere più o meno abbondante e prolungata a seconda delle diverse circostanze di pesca. Per quanto riguarda il kit di base per praticare questa tecnica, ci si può orientare su una canna da 3,65 metri ad azione di punta e con potenza da 2 libbre, corredata da un mulinello dotato di dispositivo che lascia la lenza libera in fase di abbocco; servono anche i poggiacanne di tipo regolabile, i segnalatori d'abboccata, sia visivi che acustici, e l'indispensabile guadino a bocca larga e maglie fini.

PESCA A LEGERING

Pescando in acque ferme si dimostra particolarmente efficace la tecnica del legering attuata con una canna di 3 metri, con il vettino di tipo swing tip; a tale attrezzo occorre accoppiare un mulinello dotato di buona frizione e guarnito di un monofilo del diametro dello 0,20. Il terminale di diametro variabile dallo 0,12 allo 0,16 porta in derivazione, quando si pesca con la larva di mosca carnaria, un pasturatore o swimfeeder riempito di bigattini che, oltre a fungere da zavorra, ha il compito di realizzare la pasturazione di richiamo. Alla segnalazione dello swing tip, che si alza oppure si sposta lateralmente all'attacco della carpa, occorre rispondere con una ferrata molto dolce, senza strappi violenti per evitare possibili rotture del finale.

PESCA ALLA PASSATA

Pur essendo un pesce prevalentemente di fondo, in acque a corso molto lento la carpa può essere affrontata con la tecnica della passata. Una canna bolognese molto robusta di 4-5 metri e un mulinello di tipo mediopesante con bobina capace di contenere almeno 100 metri di nylon dello 0,25-0,30, con la parte terminale nelle misure dello 0,18-0,20, costituisce l'attrezzatura basilare per interpretare al meglio questo tipo di tecnica. Di grande utilità si rivelano quelle montature che prevedono l'uso di una piombatura con pallini raggruppati di peso variabile da un grammo e mezzo in su e di galleggianti più o meno affusolati a seconda della velocità della corrente. Si pesca a razzolare sul fondo, adoperando come esche il bigattino o il chicco di granturco e adottando l'accorgimento di regolare il galleggiante in modo che l'esca rimanga adagiata sul fondo insieme a un tratto di finale.

Ultimo aggiornamento ( martedì 06 maggio 2008 )
 
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