LA SPIGOLA A SPINNING

PESCA A SPINNING :: LA SPIGOLA A SPINNIG  IL SOGNO DI OGNI SPINNER ovvero… Sua Maestà “LA REGINA”   Spinning alla Spigola “dicentrarchus labrax” Appartiene alla famiglia dei serranidi, il […]

PESCA A SPINNING :: LA SPIGOLA A SPINNIG 

IL SOGNO DI OGNI SPINNER ovvero… Sua Maestà “LA REGINA”  

spigola spinning

Spinning alla Spigola “dicentrarchus labrax”

Appartiene alla famiglia dei serranidi, il suo nome scientifico è “dicentrarchus labrax”, stiamo parlando della spigola.

La si può trovare sia nel Mediterraneo che nell’Atlantico. Nel Mediterraneo può raggiungere i 12 kg. di peso, mentre nell’Atlantico può arrivare anche a 20 (beati loro), questo per via della temperatura dell’acqua che essendo più fredda (rispetto al Mediterraneo) le fa raggiungere la maturità sessuale più tardi e quindi una crescita maggiore.

La spigola da giovane, è sia un predatore che grufolatore ma poi, con l’aumentare dell’età tralascia pian piano le abitudini di grufolatore per dedicarsi, quasi a tempo pieno, alla predazione. A noi spinner, interessa proprio questa fase.

E’ un predatore eccezionale, ho avuto la fortuna di vederla cacciare facendo snorkeling e vi garantisco che è uno spettacolo affascinate! Ha una bocca molto ampia ma non azzanna le sue prede (non avendo denti adatti per farlo) ma le ingoia letteralmente. Insegue la sua preda, la raggiunge, la affianca e girandosi di scatto la afferra per la testa, tenendola stretta tra le labbra, poi scende giù sul fondo e la ingoia.

La si può incontrare lungo le scogliere, all’imbocco e dentro i porti, presso le foci dei fiumi che a volte risale per lunghi tratti e lungo le spiagge in modo particolare dove queste formano dei canaloni di sabbia, riconoscibili quando c’è una mareggiata perché si formano delle lunghe “schiumate”. Ecco, questi sono i luoghi di caccia che più frequentemente batte la “regina”.

Si nutre praticamente di tutti i pesci del sottocosta, nello stomaco delle spigole ho trovato di tutto, non c’è pesce che disdegni, ingoia tutto quello che gli capita a tiro di mandibola con una spiccata predilezione per i muginetti e le anguilline.

A spinning, gli esemplari più grossi, si possono insidiare dal tardo autunno fino all’inizio della primavera con una maggiore concentrazione nei mesi più freddi (gennaio e febbraio). In questo periodo accostano in gran numero per la riproduzione, mentre, negli altri mesi (fine marzo-ottobre) si allontanano dalla costa fino a raggiungere batimetriche di -50 -55 metri. Quindi nel suddetto periodo è molto improbabile catturare un esemplare di mole.

I momenti più “propizi” per tentare la “regina” sono:

  • Le tre ore precedenti e successive all’acme di alta marea.
  • Le ore precedono l’arrivo di una perturbazione.
  • Le fasi del “cambio di luce” (alba e tramonto).
  • La scaduta di una mareggiata.
  • Le fasi lunari che vanno da mezza luna calante a mezza luna crescente.

Certo, far coincidere tutti questi momenti è praticamente impossibile ma organizzare la nostra battuta in concomitanza di almeno una, o ancora meglio, più condizioni di quelle su citate, sicuramente aumenta le probabilità di successo.

Gli artificiali per insidiare la spigola sono veramente tanti, (da premettere che l’artificiale più catturante è quello che usiamo di più).
Minnow, minnow snodati, ondulanti, anguilline siliconiche, popper, wtd, jigs. Mentre per le colorazioni preferisco quelle naturali.

In condizioni di mare poco mosso o calmo e spiagge poco profonde, sono da preferire i wtd e popper, mentre con mare formato e vento di fronte sicuramente gli ondulanti fanno la differenza.

Concedetemi di spendere qualche parola in più per tre “creaturine” che ritengo “veramente speciali”, io li uso assiduamente e devo dire che mi hanno regalato tante, tante soddisfazioni, mi riferisco alla “sibilla” al “mephisto” e al “geppetto”. Sono degli artificiali snodati, costruiti interamente a mano da colui che io ritengo un “Grande Maestro”: Moreno Bartoli.

C’è da dire che la nostra preda, caccia quasi esclusivamente, nel gradino di risacca ed è proprio li che avremo la stragrande maggioranza delle abboccate (circa l’80%).
Quindi, se riusciamo a far “stazionare”, sfruttando l’onda di ritorno, la nostra esca qualche attimo in più nel gradino di risacca (rallentando sensibilmente, o addirittura arrestando il recupero), sicuramente aumenteremo le possibilità di un attacco.

La prima cosa da fare, quando la regina abbocca al nostro artificiale, è ferrare prontamente e con forza, ferrare una seconda volta se pensiamo che la prina ferrata non sia stata abbastanza decisa.
Non bisogna aver timore di “ferrare” perchè quando si perde una spigola alla ferrata, sicuramente l’avremmo comunque perduta subito dopo nella fase del combattimento. Viceversa, quando la ferrata va a buon fine, nel 99% dei casi vinceremo la battaglia!

Sull’attrezzatura ci sarebbe da “disquisire” a lungo, perché ognuno di noi, ha le proprie preferenze (marche, lunghezza della canna, misura del mulinello, ecc.).
Mi permetto solo di dare solo due consigli: che sia “leggera e resistente”.

Leggera, perché “spinnare” per 3-4 ore di seguito, o addirittura per un’intera giornata, stanca parecchio!

Resistente, perché “spinnare” è logorante anche per l’attrezzatura (oltre 100 lanci e recuperi all’ora). Quindi, (per esperienza personale), consiglio, di acquistare (magari spendendo qualche euro in più) dei materiali “buoni e quindi duraturi”.

Acquistare un’attrezzatura “scadente” vuol dire che dopo qualche mese, o addirittura prima, dobbiamo riacquistarla. E alla fine dei conti dov’è il risparmio?
Con questo, voglio solo dire che chi vuole fare dello spinning “serio” non può pensare di “risparmiare sull’attrezzatura”, questa sarebbe veramente un’utopia!
Mai come in questo caso vale il detto: “chi più spende, meno spende”. 
Una buona attrezzatura dura tanti, tanti anni. Autore articolo: Peppino Tropea

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