PESCA AL COREGONE

PESCA AL COREGONE

COME PESCARE IL COREGONE

Coregonus lavaretus Coregone

Ordine Clupeiformi Famiglia Coregonidi Lunghezza massima 30 cm Ambiente acque lacustri Tecniche di pesca a fondo

Il coregone (o lavarello) possiede corpo slanciato, piuttosto compresso e coper to da squame cicloidi abbastanza grandi. La testa è piccola, con bocca di di mensioni minute e occhi ben sviluppati. La pinna dorsale, fornita di 10-12 raggi. è in posizione leggermente avanzata rispetto alla verticale delle pinne ventrali e la pinna caudale ha lobi ben delineati. La linea laterale, posta sulla linea mediana del corpo, presenta andamento pressoché regolare. La colorazione del dorso ò argentea con riflessi grigio verdastri azzurrini. I fianchi sono argentei e tendono a schiarirsi sul ventre, mentre le pinne sono verdognole con apici più o meno marcatamente nerastri.

Riproduzione e dimensioni

La riproduzione del coregone avviene nei mesi in vernali e le uova deposte, di diametro intorno ai 3 millimetri, impiegano da uno a due mesi per dischiudersi. Gli avannotti presentano un sacco vitellino che viene presto riassorbito e hanno un accrescimento molto rapido, tanto che, dopo un anno, il coregone può arrivare anche a 20 centimetri (la lunghezza massima è di 30 centimetri).

Habitat e alimentazione

II coregone vive stabilmente in acque lacustri, a notevole profondità. Preferisce acque fresche e ossigenate, a una temperatura costante, e tollera pochissimo ogni forma di inquinamento. Il suo cibo abituale i stituito dal plancton, ma saltuariamente si nutre anche di piccole larve di insetti, di molluschi, di crostacei e di gamberetti.

COME SI PESCA PESCA A FONDO

II coregone può essere affrontato con successo dai pescatori sportivi dilettanti nel periodo invernale, quando si avvicina alla riva per alimentarsi anche di microorganismi bentonici. Si può praticare la pesca a fondo con una canna di 4 metri, un mulinello dal recupero veloce e una montatura della lenza con piombatura disposta nella parte terminale. Impiegando come richiamo principale il bigattino, l’azione di pesca consiste nel lanciare al largo l’esca, facendola scendere sul fondo, per poi effettuare un lento recupero, intervallato da brevi pause, in modo da rendere il boccone più accattivante. Sempre pescando a fondo, in alcuni laghi, i pescatori utilizzano una montatura simile alla camolera con piombo disposto all’estremità della lenza; gli artificiali, colorati di rosso, vengono fatti lavorare in profondità, esplorando le buche dove solitamente si annidano i coregoni. È questa una pesca che si effettua della barce, lenclendo continuamente queste piccoli! i; imi ile nelle zone ritenute più produttive e cercando poi di dare alle stesse una parvenza di vita con un recupero a brevi scatti.

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