TECNICHE DI PESCA ALLA TINCA

TECNICHE DI PESCA ALLA TINCA


PESCA ALLA TINCA

Tinca tinca Tinca

 

PESCA ALLA TINCA CALABRIA

 ORDINE Cipriniformi Famiglia Ciprinidi Lunghezza massima 60 cm Ambiente acque ferme o a corso lento Tecniche di pesca a fondo, con il galleggiante

La tinca

Ha un corpo tozzo e massiccio caratterizzato da una leggera gibbosità dorsale. Il muso è arrotondato e la bocca piccola e carnosa, ai cui lati sono disposti due piccoli barbigli. Molto appariscente è l’occhio, che presenta un’iride di colore arancione-rossastro. Le scaglie sono piccole e nascoste sotto un abbondante strato di muco. La pinna dorsale, breve ma alta con i bordi arrotondati, si trova arretrata come l’anale, che è sviluppata e ha il margine tondeggiante. La caudale è possente e abbastanza ampia, con profili arrotondati e poco incisi. Il colore del dorso è bruno-olivastro con gradazione più attenuata lungo i fianchi; il ventre può essere bianco-cinereo o giallognolo con riflessi arancioni o rossastri. Le pinne sono di colore verde scuro e quelle ventrali e pettorali presentano, alla base, dei riflessi arancioni.

Riproduzione e dimensioni

La tinca si riproduce nel periodo da maggio a luglio. È una specie particolarmente prolifica che riesce a deporre fino a 600 000 uova per chilogrammo di peso, in acque basse e ricche di vegetazione. Queste aderiscono alle piante acquatiche e si schiudono dopo circa una settimana. Si tratta di un pesce abbastanza longevo, dal momento che può superare anche il decimo anno di età. Può raggiungere la lunghezza di 60 centimetri e un peso di circa 5-6 chilogrammi.

Habitat e alimentazione

Questo ciprinide vive in acque stagnanti oppure a lento corso, ricche di vegetazione sommersa e caratterizzate preferibilmente da fondali fangosi. Si nutre prevalentemente di vegetazione del fondo, di piccoli animali quali vermi, molluschi e larve di insetti acquatici.

Curiosità

Quando si alimenta, questo ciprinide emette delle piccole bollicine che salgono in superficie e sono nettamente visibili. È proprio basandosi su questo fenomeno che i pescatori sportivi riescono a localizzare facilmente la presenza della tinca.

COME SI PESCA – PESCA A FONDO

PESCA ALLA TINCA CALABRIAPer pescare la tinca con lenza posata sul fondo si adopera un corpo di lenza con diametro dello 0,25 e un finale dello 0,18-0,20, lungo almeno un metro con piombo scorrevole a forma di oliva, distanziato di circa 50 centimetri da un amo di misura variabile dal n. 7 al n. 10. Adoperando come esche i lombrichi e gli impasti di pane oppure di polenta  con sostanze aromatizzate e ricorrendo a una buona pasturazione del luogo prescelto, l’azione di pesca consiste nel depositare il richiamo nella zona pasturata, lasciando il filo ben allentato per non allarmare la tinca in fase di abbocco. La fase dell’abboccata sarà segnalata da moderate vibrazioni del cimino fino alla decisiva trazione verso il basso, che rivela l’attacco finale del pesce.

PESCA CON IL GALLEGGIANTE

Nelle acque con leggera corrente è conveniente insidiare la tinca con lenza madre dello 0,20-0,25 munita di galleggiante, finale lungo un metro dello 0,16-0,18 e piombo scorrevole fissato a circa 20 centimetri da un amo dei numeri 10 o 12, a gambo corto. Con questa montatura che impone all’esca di strisciare lentamente sul fondale, assieme al piombo, una volta che il pesce ha abboccato, il segnalatore ci indicherà il comportamento della tinca con alcune oscillazioni iniziali, lievi spostamenti sulla superficie dell’acqua e partenza finale verso il fondo, a significare il momento decisivo dell’attacco all’esca, al quale occorrerà rispondere con una pronta ferrata.

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